Poveri illusi

Sembra che la Lega sia al 48% nel Nord-Est. Questo ovviamente secondo i sondaggi. Mi pare evidente che siamo in preda al delirio: la Lega che pensa ancora a Banca Etruria e si è allegramente dimenticata CrediEuronord; gente insomma che quando Zonin e “soci” inguaiavano e portavano al fallimento Banca Popolare di Vicenza o la consorella Veneta Banca non aveva tempo di occuparsi dei risparmiatori. Per inciso: ad oggi pare che il conto del fallimento di BpVi e Veneto Banca viaggi nell’ordine di oltre 9 miliardi di Euro. Ammetto di non sapere quanto sarebbe il danno in Lire.

Peccato solo che, come ha ben chiarito Zingales, in Piemonte tutto questo non sia successo, nonostante la crisi il sistema bancario è rimasto in piedi ed è solido.

P.s. Tanto chiasso per la nave Diciotti. Intanto i 450 di Pozzallo sono ancora qui tra noi. A Malta, per capirci, i 110 sbarcati sabato scorso sono già stati ricollocati in Europa.

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…di sondaggi perisce!

La guerra di Libia, i bombardamenti intelligenti e mirati a postazioni militari. Questo il fronte caldo del momento. Questa la ragione di una frattura profonda tra la Lega e Berlusconi.

Ma davvero? Pensate che questo sia davvero il motivo che spinge la Lega alla fronda?

In effetti la Lega è insofferente da molto tempo. Berlusconi ormai non è più il cemento naturale del Governo, di una coalizione ormai sbilanciata sui problemi del capo e incapace di guardare in modo lucido ai problemi del paese. Ecco che allora ogni occasione è buona per sfogare i malumori che covano nella pancia di ogni grupposcolo che avanza richieste e ricatta.

La Lega sa che il cittadino medio è contro la guerra. Pacifisti, sinistroidi, cattolici: tutti uniti per una pace astratta, perpetua che veda la guerra da lontano senza mai sporcarsi le mani. Neanche se la guerra ce l’hai nel giardino di casa. In Libia appunto.

E allora quale migliore ragione per forzare nella coalizione? Quale migliore pretesto per far uscire tutti malumori, le insofferenze contro il capo che mai potresti dire chiaramente e portare alla luce dei riflettore perchè ormai vivi in una coalizione e nella coalizione trovi le ragioni del tuo dividendo politico?

Insomma: se non puoi dire chiaramente a Berlusconi che vuoi rompere perchè ti sei rotto delle sue lotte contro i rossi e contro le toghe politicizzate, se non trovi ragioni per farti capire chiaramente dalla maggioranza del tuo popolo di riferimento quale ragione maggiore di una guerra non voluta e subita? Quale migliore occasione per capire che dai sondaggi emerge una forte avversione della gente ai bombardamenti? Quale migliore occasione per strumentalizzare una forte avversione alla linea ufficiale a cui Berlusconi è obbligato dalle molte fedeltà internazionali del paese?

Se questo è allora il Governo è davvero in pericolo. La Lega non rompe inseguendo l’avversione alla guerra, per un supposto diritto di lesa maestà al popolo padano. La Lega rompe facendosi capire, trovando le ragioni di una separazione che affonda in un disagio verso il Premier ormai insanabile, due visioni opposte su tutto. Non solo e non certo sulla guerra di Libia. Gheddafi  è comunque segnato. I sondaggi sono con la Lega.

Quando Mubarak era l’uomo più saggio

Dopo essere accorso in soccorso della nipote, il nostro Premier ci aveva provato con lo zio, dicendo appunto che era “l’uomo più saggio”.

Ci sarebbe da capire se Berlusconi abbia commissionato qualche sondaggio in Egitto per capire quale era il gradimento dell’ex Presidente oppure se abbia sottovalutato l’impatto della piazza (incazzata).

Supponiamo comunque che il Cavaliere voglia valutare meglio le cose di casa, non lasciando davvero che il paese piombi in un clima egiziano.

Il più sexy dei Mondiali 2010? Fabio Cannavaro!

Non solo le italiane apprezzano il sex appeal di Fabio Cannavaro. Secondo un recente sondaggio del magazine britannico “The Sun”, il bel calciatore italiano è il più sexy dei Mondiali sudafricani, confermando quanto già accadde per il campionato del mondo di calcio in Germania nel 2006. Nella lista di gradimento, Fabio è seguito da Benny Feilhaber, Roque Santa Cruz, Tim Cahill, Yoann Gourcuff, Sergio Agüero. Chissà che posto avrebbe avuto David Beckham, costretto a saltare i Mondiali 2010 a causa di un infortunio e, quindi, non classificato?

Notizie a mente fredda

Berlusconi telefona a Floris dice la sua e non accetta contraddittorio. Più o meno tutti si mettono a ridere, più o meno tutti pensano che stia mentendo. Poi forse si farà il bis ad Annozero e ancora tutti, più o meno, a dire che Berlusconi è in difficoltà, che è risibile e mente. Finchè si sta su pezzo, finchè il bersaglio e grosso e si riesce a ridicolizzare il Premier va bene così. Poi arriva Luigi Crespi e ce la racconta lui. A mente fredda.

L’intervento del premier a Ballarò ha messo in evidenza una questione vera: spesso i dati forniti da Pagnoncelli fanno discutere.

E’ la stessa rappresentazione che fa discutere. Intenzioni di voto che includono, od escludono, forze politiche. Domande discutibili che meriterebbero una più attenta riflessione.

Martedì, in particolare, la telefonata di Berlusconi è sembrata giustificata non tanto dal singolo dato, che poco interessa e che attiene alla sua personale idea muscolare, ma rispetto al senso politico che la trasmissione andava manifestando.

Da una parte Silvio Berlusconi e il suo consenso politico che va riducendosi verso il lumicino, dall’altra il Superministro Tremonti, rappresentato come nuovo deus ex machina e leader ormai incontrastato del centrodestra. Da una parte la deriva, dall’altra la maestà che si staglia già sulle vette della politica nostrana.

Obiettivamente, questa è una raappresentazione drammaturgica che attiene più ai desideri che alla attuale realtà.

Davvero se al posto di Belusconi ci fosse Tremonti il centrodestra otterrebbe una vittoria nelle urne? Credo sinceramente di no. E credo lo sappia bene anche Tremonti che ben conosce i suoi limiti. Il chiaro deficit di simpatia, l’assenza del feeling empatico e la evidente antipatia che spesso accompagna i primi della classe, e devo dire anche una certa insicurezza, più volte manifestata sotto i riflettori, nel girarsi nervosamente verso il consigliere alle sue spalle.

Tremonti sa bene che l’arte del governare è cosa complessa e articolata. Ed è un’arte che soprattutto ha bisogno di chi come Berlusconi sa farsi capire dalla gente, riesce a comunicare con essa, sa dire quel che la gente vuol sentirsi dire.

Quindi si partiva da una tesi della trasmissione francamente surreale. Ed è questo il primo e sostanziale elemento di fondo.

E’ pur anche certo, e i dati in mio possesso lo confermano, che gli ultimi eventi non hanno giovato al consenso di Berlusconi. Il caso Scajola, la caduta di Bertolaso, i pasticci di Verdini, le continue polemiche interne e i veleni diffusi, l’assurda ed inutile battaglia sulla legge per le intercettazioni, e la Finanziaria confusa e contraddittoria sul piano della comunicazione, in un pasticciaccio brutto di annunci, proclami, smentite, ridda di voci: un insieme di elementi nel quale non ho contato uno positivo.

Appare quindi evidente un sostanziale cambio di “sentimento”: siamo passati dall’era dell’ottimismo che arrivava a negare la crisi e i suoi effetti, ad una visione tragica del disastro, e senza alcuna spiegazione, con un salto in lungo così evidente e così difficilmente comprensibile dall’opinione pubblica.

Eppure, nonostante il momento politico, economico e sociale non possa esser considerato tra i migliori, è pur sempre vero che il suo consenso è il migliore tra quello dei leader occidentali. Così come può sicuramente vantare una vittoria nelle elezioni di medio termine che ha messo in ombra la perdita di consenso del suo partito: non ultimi i 15 punti in meno in Sardegna e la vittoria del Pdl-Sicilia. Sono segnali importanti che evidenziano una situazione che certamente non va come nei momenti migliori.

Va però anche detto che la’opposizione non sembra vivere una situazione migliore: appaiono come attoniti, divisi e confusi e rappresentano il più grande alleato per Berlusconi e il suo governo, incapaci di costituire una vera alternativa.

Insomma, Berlusconi tiene più di chiunque altro leader occidentale, perche non c’è alternativa. Ma anche questo non può bastare, né consolare. Anzi deve far seriamente riflettere.

Infine, la polemica sulle percentuali non mi appassiona né mi stupisce. Il mio istituto ha assegnato a Berlusconi un ottimo 52%. Alessandra Ghisleri arriva al 62% anche perché non considera le non risposte e gli incerti. Pagnoncelli lo dà invece come pressoché morente.

Francamente tra i due tendo a credere più alla Ghisleri che non si ammanta di quell’aria di superiore imparzialità di cui costantemente si dota il verbo di Nando Pagnoncelli. Il presidente dei sondaggisti italiani ci dovrebbe invece spiegare sulla base di quali criteri è stato selezionato a Ballarò e quanto costa alla collettività.

Poi la Ghisleri, come tanti altri in verità, è stata tirata su in una buona scuola. La mia.

Sondaggi presidenziali

Anche Obama nei guai. Lui come Silvio.

(ANSA) – WASHINGTON, 26 MAG – Gli americani sono sempre piu’ insoddisfatti del presidente Obama e del Congresso, rivela un sondaggio effettuato per conto della Cbs.Solo il 45% degli americani ritiene che Obama condivida le loro priorita’. Il 47% pensa che non sia piu’ in sintonia con la gente. Il 32% degli intervistati pensa che l’America sia sulla strada giusta, mentre il 61% ritiene che stia andando in direzione sbagliata. Ancora piu’ forte l’insoddisfazione verso il Congresso: il 67% ne disapprova l’operato.

Il futuro di Fini

Il Presidente della Camera dice no alla politica fatta di sondaggi. Mi sembra una cosa vecchia, già detta: più volte si è detto che non si governa per sondaggio. Quelli di ieri lo hanno fatto vincere perchè era ancorato al Cavaliere. Quelli di oggi lo vedono al 6%, quindi non vanno bene. Tradotto: quando si pensa al futuro…anche i sondaggi non vanno più bene (scartati come il Cavaliere).

Obama governa senza l’ossessione del consenso (subito)

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(The Daily Dish) – The base is frustrated by Obama’s governing moderation in DailyKos’s new poll:

 

Voter Intensity: Definitely + Probably Voting/Not Likely + Not Voting

Republican Voters: 81/14
Independent Voters: 65/23
DEMOCRATIC VOTERS: 56/40

Now wait will Gitmo remains open through the middle of next year, finanical re-regulation gets gutted by Geithner, gays keep being fired from the military, unemployment plateaus at 12 percent, and more troops are sent to Afghanistan even as withdrawal from Iraq is postponed because they cannot even agree on an election date or terms despite months and months of negotiations.

Of course, there’s a very very long way to go. And if health reform passes, unemployment begins to drop before next November, some movement occurs on Iran, and troops come home from Iraq in larger numbers … anything can happen.