Battuto il Governo

Governo “sconfitto” da una sentenza della Corte Costituzionale.

Il referendum sul nucleare, così come riformulato dalla Cassazione, si svolgerà e si voterà domenica 12 e lunedì 13 giugno.

Da notare che la Corte si è pronunciata all’unanimità. Rimane da capire perchè il Governo fosse di avviso contrario. Giuridicamente nessuno aveva dubbi che sarebbe andata così.

Perchè allora intasare i tribunali e le corti? Perchè rendere difficile l’esercizio di un diritto?

Ma soprattutto: dov’è la responsabilità di un Governo che fa perdere tempo e soldi senza alcuna vera conseguenza per chi ha proposto ricorso?

(P.s. Vorrei capire se il Ministro Alfano sia davvero competente di questioni giuridiche visto che è membro del Governo e avrebbe dovuto mettere a verbale che impugnare davanti alla Corte era inutile…)

Annunci

Referendum e Berlusconi

Tanti andranno a votare. Tanti non lo dicono apertamente ma voteranno proprio sul legittimo impedimento.

Alla fine i tanti che hanno voluto Berlusconi adesso non lo vogliono più.  Tra poco nessuno conoscerà più Berlusconi. Già, Berlusconi chi? Eh, vuoi vedere che…alla fine Berlusconi dovrà pagare per avere amici? Un pò come per i festini, un pò come per le puttane insomma.

(P.s. Nel frattempo qualcuno dica a D’Alema di stare calmo. La riforma elettorale è importante, importantissima. Ma non è la prima riforma che serve ai cittadini, che pure questo Parlamento l’hanno votato. E di certo non vorrebbero, seguendo il baffetto, una legge che mette a posto la casta).

La Fiat cerca una via d’uscita (d)a Pomigliano

Il risultato del referendum non piace alla Fiat, questo è il messaggio di oggi. Un malcontento palpabile e con un preciso riscontro: la Fiat tratta solo con chi ha firmato (giusto) ma esclude una fetta consistente di lavoratori che non si riconoscono nell’accordo (e questo può sembrare meno giusto ma è comunque l’effetto pratico e giuridico dell’accordo sottoscritto: sta al tavolo chi lo ha sottoscritto, non chi si è chiamato fuori).

Però, tavolo o non tavolo, il risultato è medesimo. La Fiat sembra cercare un pretesto per liberarsi dall’accordo e per disempegnarsi. Infatti come non rilevare che un dissenso di oltre il 35% potrà sempre pesare, condizionare, destabilizzare e sostanzialmente sconfessare l’accordo? Come non rilvare in sostanza che la vera provocazione della Fiat sta proprio nel ricercare quel tavolo che ormai essa stessa ritiene inutile quanto non risolutivo del problema vero: non c’è un plebiliscito e prima o poi le contraddizioni esploderanno tutte rendendo carta straccia ogni migliore intenzione di chi ha firmato?

Di Pietro e i tre referendum

Domenica ero a Lecco con amici. Un ventaccio spazzava la vie della città, la voglia di camminare tra clacson assordati per lo scudetto dell’Inter e le raffiche fastidiose era al lumicino. Ma nonostante questo non è stato male fare i classici quattro passi fuori porta. Almeno c’era il tanto atteso sole.

Ad un certo punto ci siamo imbattuti in un tavolino dell’Idv, l’Italia dei Valori del “magistrato” Di Pietro. Visti i referendum proposti ho avuto pochi dubbi, volevo proprio firmare. Inutile, so che lo state pensando. E l’ho pensato anch’io. Ma credo sostanzialmente che davanti ad atti continui e ripetuti di stupidità politica che vengono dalle nostre istituzioni ci debba pur essere una forma di reazione civica (meglio ancora se civile) che consenta un ripensamento repentino.

I tre quesiti li conoscete sicuramente. Sull’acqua, sul legittimo impedimento, sul nucleare. Appena richiesto del documento di identità dichiaro subito di non voler firmare per la richiesta di abrogazione delle disposizioni sul nucleare. Mi lascio scappare che non la trovo sensata, stiamo parlando di tempi biblici per arrivare ad avere centrali di nuova generazione in Italia. Apriti cielo! Vengo letteralmente investito da uno che sta al banchetto che si proclama fisico, esperto di scorie e di problemi nucleari. Faccio per argomentare il mio pensiero ma vedo che l’idea di non firmare mi farà subire gli strali di questo ragazzo davvero motivato oltre ogni limite (chissà se gli hanno detto di fare così o è tutta farina del suo sacco).

Mentre firmo mi sento il disco dei pericoli che corriamo, della loro attualità senza possibilità di rimedio alcuno. E mentre firmo mi assale il dubbio di interrompermi, di lasciar perdere perchè di fronte alla somma stupidità parlamentare siamo stati catapultati nell’era dello sfogatoio di massa dove chiunque può assalirti con le sue ragioni perchè la ragione, le ragioni appunto stanno sempre da una parte sola e non può non essere così.

Concludo con la firma e il tentativo di sgattaiolare alla chetichella ma vengo ulteriormente subissato da argomenti che ancora adesso non mi convincono. Che dirne? Ecco, siamo un paese governato male, retto da signori che forse hanno interessi diversi da quelli della maggioranza delle persone, che pensano ai fatti loro e non agli interessi generali. Ma anche in questo caso non so proprio se esiste modo di contrastarli con efficacia. Uno si avvicina, tenta di dire la sua e di portare un contributo e si prende quasi degli insulti perchè non capisce…figuriamoci se capisse e non avesse tra amici e parenti qualcuno per anni ha lavorato nelle centrali nucleari. Dico dentro, mattina, sera e notte. E che magari, quando ti parla, ti dice cose vere, che ha vissuto sul campo. Ma magari non è dell’Idv e quindi non la pensa nel modo giusto.

La Svizzera al voto

https://i0.wp.com/www.inrete.ch/ti/Agenda/altro/images/Minareti-UDC-manifesto-Ita.gif

(La Stampa) – Oggi si vota sulla controversa proposta della destra nazionalista

GINEVRA
Domenica di referendum oggi in Svizzera. Al termine di un’accesa campagna, gli elettori sono chiamati a pronunciarsi su una controversa iniziativa della destra nazional-conservatrice che chiede di vietare la costruzione di nuovi minareti.

Un secondo referendum vuole bandire le esportazioni di materiale bellico, ma è la questione dei minareti ad aver polarizzato l’attenzione dell’opinione pubblica, in Svizzera e all’estero. Secondo i promotori, i minareti sono un simbolo del potere islamico, più che religioso, e per questo devono essere banditi. Contro il divieto, giudicato discriminatorio e pericoloso, si sono schierati il governo e la maggioranza dei partiti. Nell’ultimo sondaggio, l’iniziativa risultava respinta dal 53% degli intervistati.

I musulmani, che sono il 5% della popolazione elvetica, dispongono di circa 200 luoghi di preghiera in Svizzera, ma solo quattro minareti, che non sono usati per il richiamo alla preghiera. L’iniziativa «Per il divieto di esportare materiale bellico», sostenuta da una coalizione capeggiata dal Gruppo per una Svizzera senza esercito, chiede che la Confederazione sostenga e promuova gli sforzi internazionali nel campo del disarmo e del controllo degli armamenti. Domanda inoltre il divieto di esportazione e di transito di materiale bellico. Stando ai sondaggi dovrebbe essere bocciata. Le urne chiudono alle ore 12.00 e i primi risultati sono attese nel pomeriggio.