Verdi di rabbia

Populismo? No, la richiesta di un’alternativa al modello Merkel – e dei suoi alleati. Vale in Baviera e vale in Europa.

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Se fosse incredibile

Dice Zingaretti che Renzi è poco credibile perché lo hanno detto gli italiani. La conclusione sarebbe dunque evidente – ma Zingaretti non lo dice – cioè che Salvini e Di Maio sono credibili.
In effetti tutta questa politica è incredibile.

Poveri illusi

Sembra che la Lega sia al 48% nel Nord-Est. Questo ovviamente secondo i sondaggi. Mi pare evidente che siamo in preda al delirio: la Lega che pensa ancora a Banca Etruria e si è allegramente dimenticata CrediEuronord; gente insomma che quando Zonin e “soci” inguaiavano e portavano al fallimento Banca Popolare di Vicenza o la consorella Veneta Banca non aveva tempo di occuparsi dei risparmiatori. Per inciso: ad oggi pare che il conto del fallimento di BpVi e Veneto Banca viaggi nell’ordine di oltre 9 miliardi di Euro. Ammetto di non sapere quanto sarebbe il danno in Lire.

Peccato solo che, come ha ben chiarito Zingales, in Piemonte tutto questo non sia successo, nonostante la crisi il sistema bancario è rimasto in piedi ed è solido.

P.s. Tanto chiasso per la nave Diciotti. Intanto i 450 di Pozzallo sono ancora qui tra noi. A Malta, per capirci, i 110 sbarcati sabato scorso sono già stati ricollocati in Europa.

Salvini scivola sempre più in basso

Oggi paragona i sequestri alla Lega a quanto accaduto in Turchia.

A parte che in Turchia la magistratura opera come longa manus del Presidente Erdogan, risulta difficile comprendere come mai il Governo di Salvini consenta alla magistratura di portare l’Italia al livello della Turchia.

Riepilogando il Salvini-pensiero: l’Italia scivola verso la via turca e il Governo resta a guadare. Per logica la Turchia è dunque più avanti dell’Italia, lì il Presidente sa cosa fare e come farlo. E lo fa con la magistratura, non contro.

D’Alema e l’etica pubblica

Sostiene D’Alema (oggi, su Repubblica) a proposito di Fini “…Ciò che gli si imputa non ha alcuna rilevanza pubblica e non c’entra nulla con il modo con cui presiede la Camera dei deputati….”.

L’osservazione è bizzarra. Il fatto che il Presidente di An abbia venduto la casa, donata al partito di cui era allora amministratore ordinario e straordinario, ad un parente ha notevole rilevanza pubblica.

Noi rimaniamo fiduciosi che il Governo Berlusconi liberi al più presto il paese da diuturni profluvi di melma che promanano dal Capo. Ma se cadesse solo su una questione morale – che pure deve trovare una adeguata soluzione, pena l’incredibilità totale dell’esecutivo e dell’Italia – questo non farebbe di Fini un eroe, un salvatore della Patria e tanto meno una persona al di sopra di ogni rimprovero morale o moralistico. Possibile non rendersi conto che – e ripetiamo a scanso di qualsiasi equivoco che i fatti che vengono imputati a Berlusconi non sono per la oggettiva gravità paragonabili a quelli in cui è tirato in ballo Fini – anche il Signor Presidente della Camera in qualità di Presidente di An e quindi in qualità di soggetto che percepisce soldi pubblici deve (e va sottolineato DEVE) rendere conto non solo agli iscritti di An, non solo ai suoi elettori ma a tutti i cittadini italiani di come vengono impegnati i soldi; inoltre deve (e sottolineamo che non siamo di fronte ad una mera facoltà) garantire la massima trasparenza nel proprio operato e non può – come peraltro non può chiunque ha incarichi pubblici – mentire in modo disinvolto su come operi nel privato e nel pubblico. Perchè dire come ha detto Fini, quasi spergiurando, che Tulliani non era proprietario dell’immobile venduto, che insomma suo cognato non abbia avuto un vantaggio oggettivo nella vendita dell’immobile di Montecarlo appare sconveniente oltre che un abuso della supponenza pubblica per cui, chiunque rivesta cariche pubbliche o ha una riconosciuta notorietà come Fini, favorire in modo quasi nepotistico familiari, parentucoli o amici di dubbia frequentazione.

Sarebbe il caso di osservare, e qui lo facciamo osservare all’On. D’Alema, che Fini non è nuovo a violare norme pubbliche imperative. Certo, per quello che si chiama interesse personale. E per le quali norme pubbliche un cittadino comune, non il Presidente della Camera, non un uomo della casta, sarebbe inquisito e forse già in carcere.

Precisazione del Consigliere Pier Paolo Zaccai

In merito al post POLITICA E SESSO pubblicato su questo blog il 20 gennaio 2011 ricevo e volentieri pubblico, in nome e per conto del Consigliere Provinciale di Roma Pier Paolo Zaccai, da parte dell’Avvocato Domenico Stamato (qualificatosi come legale dello stesso Zaccai) quanto segue:

in qualità di legale del Consigliere Pier Paolo Zaccai sono a richierle
una immediata reittifica di quanto da Lei scritto accostando il nome
del mio assistito a quello di Orsi.
Si tratta di fatti completamente
diversi, e se avesse letto il giornale Italia-News ed avesse visto le
fotografie si sarebbe reso conto.
Pertanto la diffido a voler integrare
quanto da Lei scritto concordando il tenore della rettifica.
Avv. Domenico Stamato

Ritengo opportuna questa precisazione che arricchisce il dibattito e aggiunge informazioni alla discussione. Segnalo unicamente all’Avvocato, senza intento polemico alcuno, che è impossibile (per chiunque, sebbene intenzionato a diffondere notizie vere e con ampio contraddittorio) seguire ogni singola fonte di informazione. Peraltro questa precisazione è a disposizione di lettori e dello stesso Zaccai che può liberamente intervenire e fare ogni più ampio riferimento a fonti e dati in suo possesso per chiarire (ed eventualmente correggere) la propria posizione impropriamente riportata.

(P.s. ricevo, ulteriormente, dal Consigliere Zaccai:

Caso Zaccai: il consigliere Zaccai, promotore del movimento nazionale

per l’Italia garantista, continua a difendersi e, passando al

contrattacco, chiede:

Dov’è la giustizia? Nessuno mi vuole
processare
o teme le mie dichiarazioni? Perché nel mio caso il Partito
non ha
richiamato, come fa in questi giorni, i principi del garantismo,
anzi
il coordinatore laziale On. Piso mi ha sospeso (a tutt’oggi) prima

ancora di aver effettuato qualsiasi accertamento sulla verità storica

dei fatti concorrendo la sospensione a gettare fango si di me?

“Sono
passati ormai sei mesi dal fatidico 1° luglio 2010, giorno in cui sono

stato coinvolto in una triste vicenda, definita impropriamente come

“festino a base di coca e trans”. Pur avendo subito una brutale

aggressione fisica -le foto del mio pestaggio sono chiaramente visibili
anche sul sito Italia-News-
sono stato accusato da due trans
brasiliane clandestine di aver ceduto
loro sostanza stupefacente,senza
che la droga sia stata rinvenuta in
alcun luogo malgrado tre accurate
perquisizioni effettuate dalla Forze
di polizia. Sono stato messo alla
gogna dagli organi di informazione
che mi hanno sommariamente
processato e condannato. Il Partito mi ha
sospeso senza nemmeno
approfondire i fatti! Nel contempo, la Procura
della Repubblica di
Roma ha ritenuto di non dover svolgere altre
indagini basandosi
esclusivamente sulle dichiarazioni dei trans
clandestini! Non è stata
acquisita alcuna testimonianza in ordine ai
fatti accaduti: tutti i
giornali hanno scritto che avrei effettuato in
piena notte un
“comizio” dalla finestra di una abitazione della zona
Appia,che in
realtà era una una richiesta di aiuto, al quale avrebbero
assistito
molte persone ma non vi è agli atti processuali alcuna
testimonianza
di vicini o passanti. Ho appreso dalla stampa (il
Messaggero del 16
novembre 2010) che il P.M. dott. Maiorano avrebbe
depositato, nei miei
confronti, la richiesta di rinvio a giudizio, come
”pusher” dei
transessuali. Né io né il mio avvocato Domenico Stamato
abbiamo però
ricevuto comunicazioni al riguardo da parte dell’A.G.
Infatti, qualora
si dovesse celebrare, in tempi auspicabilmente rapidi,
un processo a
porte aperte nei miei confronti, avrei l’opportunità di
rendere noto
tutti i particolari più agghiaccianti di quella maledetta
sera; quella
notte sono stato selvaggiamente picchiato e ridotto in fin
di vita da
tanto da rendere necessario il ricovero, con codice rosso,
presso il
nosocomio G.B. Grassi, ove pervenivo, dopo oltre due ore di
tragitto,
in ambulanza con versamenti di sangue dalla bocca ed
ecchimosi e
contusioni a livello di tutto il corpo. Un pestaggio a
regola d’arte
che poteva avere un tragico epilogo! Quello che dico
trova piena
rispondenza nella consulenza di tre illustri medici legali
depositata,
già dal mese di settembre, presso la Procura di Roma.
Dopo oltre sei
mesi dai fatti, chiedo di essere sottoposto ad un processo
pubblico,
come qualunque cittadino, perché ho massima fiducia nella
Giustizia e
sono sicuro che le mie ragioni troveranno accoglimento.
Finora sono
stato vittima di un processo mediatico-politico, ora
pretendo che la
giustizia faccia il suo corso! La mia vicenda personale
mi accomuna a
quella di tante persone che hanno subito soprusi ed hanno
visto
calpestati i propri diritti, per questo, sono promotore di un

movimento nazionale riformista e garantista per dare voce e sostenere

le istanze di giustizia di ognuno”.

Cons. Prov. Pier Paolo Zaccai, Pres. movimento nazionale riformista e garantista)