Furbi et Orban

Così Salvini e Orban hanno deciso di incontrarsi a Milano. Un incontro simbolico, impegni veri e propri non pare ce ne siano davvero.

Forse bastava una telefonata ma vuoi mettere incontrarsi e far notizia? Vuoi mettere far credere di avere un asse che faccia rinascere l’Impero Austro-Ungarico con l’Italia che fa da madrina o damigella d’onore? Vuoi mettere l’emozione di far nascere a Milano l’Europa di Visegrad che mette in crisi i cugini francesi e fa arrossire Frau Merkel?

Invece, gratta gratta, non è vero niente.

Nessun accordo con Orban, tante belle parole, immigrati in prima fila non invitati e titoloni roboanti ma nessuno si sposa.

Perché non esiste un impero senza impegni e tantomeno esistono gli impegni: ognuno se stia a casa a propria, noi non accogliamo nessuno.

Già, nessuno. Perché aver accolto Orban poi?

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La terra promessa non esiste – No Way

In Australia non c’è verso di entrare illegalmente.

Il Governo lo dice chiaramente, chiamando l’esercito a rappresentare l’idea di fermezza e sicurezza del Continente Nuovissimo; lo fa con un video che parla chiaro a tutti: qui non si passa, tantomeno ci si ferma se non invitati. Vale anche per i bambini non accompagnati.

Nel frattempo Matteo Salvini, Ministro dell’Interno italiano, viene denunciato per istigazione all’odio raziale e fa capire chiaramente a quale modello si ispiri.

 

 

 

Datemi un microfono e vi solleverò il mondo

Sicuramente l’avete letta la notizia della Capotreno di Trenord che ha fatto un annuncio pazzo. Sì, quella che anche il Professor Ricolfi ha difeso, sostenendo che non va licenziata anche se ha detto “giù gli zingari dal treno“.

Diciamo subito che prendere il microfono e poter dire in libertà quello che si pensa è suggestivo. E può portare a un malinteso: ho il microfono e comando io.

Ma funziona davvero così? Voglio pensare che no, così non va. Si può essere stressati oppure si può credere che sia arrivato il momento di liberarci di ogni diverso. Si può credere che la bacchetta magica risolverà tutto. Ma la realtà, un minuto dopo, è ancora quella. Tutto è come prima, ci sono gli zingari e con loro dobbiamo convivere.

Perché è un tutta un’illusione: il Governo tuona da tre mesi, da quando è insediato, contro i migranti, contro gli abusivi e gli irregolari, fa annunci, fa editti, minaccia, promette e alla fine deve cedere all’evidenza. L’evidenza è che si possono scaldare gli animi, qualcuno penserà che la giustizia divina è compiuta e finalmente tutto è risolto.

Pregherei coloro che pensano di fare in fretta, di far scendere dalla lista delle proprie preoccupazioni i migranti e gli zingari, di prenotare un paradiso di cartone. Proprio un paradiso di cartone, fatto di immagini, colori e persone a propria immagine e somiglianza, dove tutto si sposi in modo perfetto con il proprio essere. Un domani fatto solo di cose che piacciono, posticce e in armonia con il proprio ego.

Prima o poi anche quel paradiso verrebbe a noia. E quando prenderanno in mano il microfono dicendo che non va bene e tutto sembra falso e privo di vita, non avranno altro che quel mondo immaginato e progettato a lungo durante la loro esistenza. Un mondo finto, che alla fine non è quello che ci si aspettava.

Sarà un paradiso su misura, la menzogna di come sarebbe bello lasciar fare ai propri sogni e poi doverli scacciare perché tradiscono le nostre fantasie.

Ecco, accomodatevi. Il paradiso vi attende. Senza zingari. Il vostro paradiso di cartone, fatto per voi come voi lo volete.

Gli immigrati voterebbero Berlusconi, parola di Brambilla

In Italia, solo i “giapponesi” resistono a Berlusconi. La guerra è finita, qualcuno avvisi l’opposizione. Deporre la armi e rassegnarsi al nuovo mondo, l’alba di un domani che verrà…

(ASCA) – Roma, 11 mag – ”Le parole del Ministro Brambilla sulla ampia predisposizione dei migranti a votare Berlusconi, rappresentano una sorprendente conferma di quanto da anni sostenuto in modo lungimirante da Gianfranco Fini”.

Lo affermano i parlamentari finiani del Pdl Fabio Granata e Flavia Perina, riferendosi alle affermazioni del ministro del turismo secondo cui il 42% degli immigrati voterebbe per Berlusconi.

”Promuovere politiche nuove sulla cittadinanza rappresenta oltre che un investimento sulla nuova Italia, anche un investimento politico in termini di consenso – concludono i due esponenti finiani – da parte di tanti uomini e donne provenienti da altri paesi ma che amano e vogliono scegliere l’Italia”.

La nuova frontiera politica

Sotto il cinereo delirio elettorale che sta ammorbando tv, stampa e web cova un paese al bivio. Ma la politica ufficiale dovrà, prima o poi, tornare alla realtà. E’ di oggi la dichiarazione di Fini che auspica un percorso breve per i bambini per ottenere la cittadinanza. Sembra una risposta indiretta all’intemperanza leghista. Ma anche gli americani dovranno a breve, superata la prova della sanità alla Obama, fare i conti con l’immigrazione. Quel che appare più vero, al momento, è che senza immigrazione saremmo perduti.

(ANSA) – MILANO, 23 MAR – Il presidente della Camera, Fini, ha auspicato che per i bambini degli immigrati ci possa essere un percorso breve per la cittadinanza. Se non fosse per gli ‘immigrati – ha detto Fini – il tasso di natalita’ del nostro paese sarebbe da allarme rosso’. Si avvia una discussione sugli immigrati: spesso con il loro lavoro si pagano le pensioni ‘ma non possiamo fermarci a meta’ ragionamento’. Con ‘il modello di societa’ sviluppato in questi anni occorre pensare al welfare delle opportunita”.

Ad Agrigento i Re Magi non arrivano: “Sono extracomunitari”

 
Iniziativa provocatoria della Caritas di Agrigento. Nel presepe allestito all’interno della cattedrale di San Gerlando è stato esposto il cartello con la scritta: «Si avvisa che quest’anno Gesù Bambino resterà senza regali: i Magi non arriveranno perché sono stati respinti alla frontiera, insieme agli altri immigrati».

Grecia: voto e cittadinanza a immigrati, ma tolleranza zero

Senza una nuova legge sull’immigrazione l’Italia rischia di rimanere indietro. Anche la Grecia, strangolata dalla crisi finanziaria, pensa di concedere il diritto di voto agli immigrati.

(Da Swissinfo.ch):

ATENE – Il governo greco ha varato una nuova legge che prevede il diritto alla cittadinanza per gli immigrati di seconda generazione e il voto agli stranieri che vivono e lavorano legalmente nel paese, ma ha avvertito che ci sarà “tolleranza zero” contro l’illegalità e il crimine.
La nuova legge, che dovrà essere presentata in parlamento, prevede che i figli degli immigrati possano, se nati nel paese o se vi abbiano studiato per alcuni anni, richiedere la cittadinanza. I loro genitori d’altra parte, se risiedono e lavorano da almeno cinque anni legalmente in Grecia, potranno essere naturalizzati e avere il diritto di voto e di essere eletti.
Il ministro dell’ordine pubblico Michalis Chrysochoidis, parlando oggi in parlamento durante il dibattito sulla finanziaria, ha annunciato d’altra parte che “tutti gli immigrati nel paese, legali o illegali, saranno registrati e saranno loro prese le impronte digitali” nel quadro di un piano per combattere il traffico di esseri umani e la criminalità.
Il ministro ha avvertito che la Grecia cesserà di essere un facile obiettivo per l’immigrazione illegale che poi raggiunge l’Europa. E tutto ciò deve essere fatto, ha sottolineato Chrysochoidis, citato dall’agenzia Ana, rispettando i diritti umani e il diritto di asilo. “Cambieremo radicalmente la politica sull’asilo e ne faremo una nuova, la migliore in Europa” ha detto.