I figli che non ti aspetti: Lady Diana aveva davvero una figlia segreta?

Lady Diana ha una figlia segreta? E’ ciò su cui fa luce Novella 2000. Ecco se Lady Diana aveva davvero una figlia segreta.
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Funerale con mano … morta

Al funerale di Aretha Franklin il Pastore (Charles Ellis) si occupa della sua pecorella (Ariana Grande).

Da non credere.

Furbi et Orban

Così Salvini e Orban hanno deciso di incontrarsi a Milano. Un incontro simbolico, impegni veri e propri non pare ce ne siano davvero.

Forse bastava una telefonata ma vuoi mettere incontrarsi e far notizia? Vuoi mettere far credere di avere un asse che faccia rinascere l’Impero Austro-Ungarico con l’Italia che fa da madrina o damigella d’onore? Vuoi mettere l’emozione di far nascere a Milano l’Europa di Visegrad che mette in crisi i cugini francesi e fa arrossire Frau Merkel?

Invece, gratta gratta, non è vero niente.

Nessun accordo con Orban, tante belle parole, immigrati in prima fila non invitati e titoloni roboanti ma nessuno si sposa.

Perché non esiste un impero senza impegni e tantomeno esistono gli impegni: ognuno se stia a casa a propria, noi non accogliamo nessuno.

Già, nessuno. Perché aver accolto Orban poi?

La terra promessa non esiste – No Way

In Australia non c’è verso di entrare illegalmente.

Il Governo lo dice chiaramente, chiamando l’esercito a rappresentare l’idea di fermezza e sicurezza del Continente Nuovissimo; lo fa con un video che parla chiaro a tutti: qui non si passa, tantomeno ci si ferma se non invitati. Vale anche per i bambini non accompagnati.

Nel frattempo Matteo Salvini, Ministro dell’Interno italiano, viene denunciato per istigazione all’odio raziale e fa capire chiaramente a quale modello si ispiri.

 

 

 

Mondo cane

Leggo su LaZampa, rubrica on line del quotidiano La Stampa, che Rita Dalla Chiesa si è scagliata contro Non sono Cinzia su Twitter a proposito dei cani nei ristoranti.

E’ giusto, lecito e ammissibile che i cani entrino al ristorante con i loro padroni? E’ giusto indignarsi? E’ giusto protestare?

Secondo la nota presentatrice televisiva, già volto e immagine di Forum, i cani sono eroi, come nel caso di Genova, dove hanno estratto 7 persone dalle macerie. Dunque i cani possono tranquillamente entrare al ristorante, contrariamente al parere di Non sono Cinzia, che sarebbe invece indesiderata visto che io – dice la Dalla Chiesa – magari devo mangiare vicino a te!

La soluzione più semplice potrebbe essere quella di avere due categorie di ristoranti, quelli con cane e quelli senza.

C’è da dubitare che i ristoratori adottino di loro iniziativa una declaratoria che faccia capire se sia possibile entrare con o senza cane, meglio lasciare l’argomento sullo sfondo ed affrontare i casi che eventualmente si presentino.

Ma un aspetto di questa vicenda appare chiaro: se si esce e si va al ristorante si va per cenare, non per dare svago al cane, al quale nessun padrone di buon senso chiederebbe di attendere mentre gli altri, le persone, siedono e hanno momenti conviviali.

Che dire del disagio di dover portar fuori il cane che reclama per i bisogni mentre si è al dolce? Che dire inoltre del contributo fondamentale del cane alla discussione della serata? Che dire inoltre inoltre di tutti i gatti fuori rosi dalla gelosia di sapere i cani vicino ai loro padroni mentre a loro spetta solo lo scarto di cucina?

Credo che discussioni così siano davvero oziose, non esprimono buon gusto e difficilmente portano lustro a chi le intavola.

Consiglio alla Signora Dalla Chiesa di evitare di aizzare gli animi portando zizzania nelle conservazioni pubbliche. Ad un personaggio dello spettacolo si richiede di essere esempio non certo di dividere le persone con pretesti futili quanto capziosi.

I cani al ristorante non debbono entrare.

Statalismo e democrazia liberale

Leggo con profondo interesse l’intervento di Enrico Rossi, Presidente della Regione Toscana e già esponente di Leu, sul possibile ruolo dello Stato nella gestione diretta di servizi e infrastrutture pubbliche.

Secondo Rossi l’impegno diretto dello Stato non è da escludere, specie in relazione al caso Autostrade che potrebbero tornare sotto il controllo diretto governativo rientrando nel perimentro dell’amministrazione pubblica o venendo gestite da Cdp o controllate da Anas-Fs.

In effetti se in economia possiamo teorizzare l’intervento pubblico come risposta ai fallimenti del mercato non facciamo di certo un esercizio sterile.

Ma piacerebbe che Rossi ricordasse anche le omissioni dello Stato, lo Stato minimo chiamato ad uno sforzo massimo, nel momento in cui ha fallito nel controllo sul sistema bancario, come è emerso dal lavoro della Commissione Parlamentare Casini.

Lo Stato ha fallito rimpallandosi responsabilità, omissioni, inazioni, rivalità e conflitti paralizzanti.

Bankitalia e CONSOB non hanno assolto compitamente al loro ruolo di sorveglianza e vigilanza del mercato.

Anche questo è Stato. Uno Stato che non ha gestito ma non ha impedito la mala gestio.

Rossi forse se ne è dimenticato. Peccato perché l’Etruria e Siena dovrebbero portarlo a riflessioni più acute e meno intese a vellicare il senso di onnipotenza che lo Stato pare voler rivendicare con forza. Una forza che non sembra suffragata da fatti.