La nuova web TV per i giovani

All’inizio era Diregiovani.it, un sito Internet, patrocinato dal Ministero della Gioventù, ideato per diventare un punto di riferimento interattivo ed informativo, e realizzato dai giovani per i giovani. Ora al sito si affianca una web TV, Diregiovani.tv, messa a punto per consentire ai ragazzi di avere un’informazione veloce e immediata e, quindi, alla loro portata. Una sezione della web TV di Diregiovani è dedicata al TG, che diffonde le notizie più importanti concentrate in soli due minuti di video. Esiste inoltre la sezione “Reporter per un giorno”, in cui vengono raccolte le inchieste realizzate da gruppi di studenti sulle problematiche che essi stessi si trovano a dover affrontare: la scuola, la famiglia, le amicizie, gli approcci con il mondo universitario o con quello del lavoro. Non mancano interviste, inchieste, speciali scientifici, tecnologici ed altro ancora.

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Alla ricerca dell’immortalità con l’ibernazione. E anche Britney Spears si farà congelare.

Ecco l’ultima trovata di Britney Spears: dopo la morte si farà ibernare! Pervasa dal desiderio di immortalità, la Spears ha preso questa decisione per dare anche alle generazioni del futuro la gioia di assistere dal “vivo”, è il caso di dirlo, alle sue performance. A parte la mancanza di modestia, assai malamente truccata da altruistico atto di generosità di sé, qui è la follia allo stato puro che va oltre ogni misura. Ma Britney è talmente entusiasta della sua idea da voler finanziare una società specializzata in congelamento criogenico, la Alcor Life Extension Foundation. Questa compagnia, che si autodefinisce organizzazione non-profit (da intendere: con precise richieste di “donazioni”), è nata nel 1972 in Arizona con l’ambizione di preservare la vita umana oltre la morte per riportarla alla luce quando l’innovazione tecnologica lo consentirà. Sul sito web della Alcor, che oltretutto si vanta di basare l’ibernazione non solo su fondamenti scientifici ma anche etici e religiosi, si legge che l’organizzazione interviene immediatamente dopo la morte legale, per prevenire quanto più possibile la perdita di informazioni racchiuse nel cervello, incluse la memoria e l’identità personale che, testuali parole, “è il vero confine tra la vita e la morte”. E… se uno volesse sapere che fine fa quella che in genere si chiama anima?

Cara Britney Spears, e cari tutti quelli che pur solo lontanamente pensano di avvicinarsi a tale pratica criogenica, 

la paura della morte è normale in tutti gli esseri viventi che ne hanno coscienza, a maggior ragione negli esseri umani. E la ricerca dell’immortalità è nata con l’uomo stesso. Molti ne hanno trovata una propria forma, lasciando alle generazioni future opere, pensieri, o comunque segni più o meno tangibili del loro passaggio in questa vita. Ma nessuno ha potuto, né può (né potrà, probabilmente) comprarsi l’immortalità. Figuriamoci poi con donazioni, per quanto generose possano essere, a un’organizzazione qualsivoglia che promette di conservare cadaveri congelati fino… fino a quando? Non dovrebbe, a rigor di logica, esserci una scadenza, perché nessuno sa quando (e se!) la tecnologia potrà essere in grado di dare questa tanto agognata immortalità. E se, nel frattempo, l’organizzazione fallisse, venisse distrutta, sparisse, o altro, cosa ne sarebbe di chi ha tanto “donato” per giacere nel freezer? Dovrebbe essere in primo luogo l’organizzazione stessa a garantire la propria immortalità. Inoltre, ammesso che arrivasse il momento “(fanta-)scientifico-tecnologicamente giusto” per essere scongelati e tornare a vivere, questi neo-ri-nati avrebbero l’età di quando sono morti. E rimarrebbero per sempre così? Ora, se uno ha avuto la sfortuna di morire giovane, avrebbe poi la gran fortuna di “risvegliarsi” tale e tale restare in eterno. Ma se uno è morto a 90 anni? Non solo ha “donato”, e chissà quanto e per quanto tempo nella vita precedente, ma deve pure rimanere vecchio per l’eternità. A parte l’aspetto macabro-orrifico e l’ironia, dove sarebbero poi le cose, materiali e non, e soprattutto le persone, che costoro hanno amato prima, visto che la memoria e l’identità personale sono “il vero confine tra la vita e la morte”? Tristi e soli decongelati, talvolta pure vecchi. Bisognerebbe che almeno qualcuno dei parenti e degli amici si facesse ibernare parimenti, in modo da potersi reincontrare un giorno tutti insieme e “scaldarsi” il cuore a vicenda. Il che, però, dovrebbe avvenire prima del Giudizio Universale, altrimenti tutto sarebbe vano, perché già da un bel pezzo prima della Alcor e fondazioni simili si dice che quel Giorno ci sarà la resurrezione dalla morte verso la vita eterna. E in questo caso, si parla anche di anima oltre che di corpo. E, inoltre, pare che in cambio vogliano solo che si è stati buoni. Per il resto, è gratis!    

Breve storia dell’aria condizionata e del suo inventore, Willis Carrier

 

Willis Carrier accanto al suo primo condizionatore d’aria, il cui progetto originale risale al 1902

 

Il lungo inverno è finito! Le piogge e le basse temperature hanno, ahimé, pienamente soppiantato il tempo primaverile quesr’anno. Addirittura fino a soli pochi giorni fa. Ma sono passate, finalmente, ora il sole splende alto e il cielo è limpido. Eppure… tra poco ci lamenteremo anche del caldo; quando l’estate comincerà ad incalzare, inevitabilmente la calura prenderà il sopravvento e resistervi sarà complicato. E, allora, accanto ai telecomandi per TV e decoder vari, nelle case spunteranno quelli  per i condizionatori d’aria. E coloro che non avranno l’impianto a casa, andranno nei negozi e nei centri commerciali non solo e non necessariamente a far la spesa, ma alla ricerca di aria refrigerata.

Inutile dirlo, quindi: quella dell’aria condizionata è stata davvero una bella invenzione! Da parte del signor Willis Carrier, per la precisione, ingegnere statunitense che, nel 1914, installò il primo impianto domestico in un’abitazione privata di Minneapolis. Carrier sfruttò la trasformazione dei gas per ottenere una differenza di condizione termica in un ambiente chiuso, in modo da innalzarne o abbassarne la temperatura. In altre parole, realizzò una macchina capace di produrre sia il caldo sia il freddo.

Un anno dopo, nel 1915, Carrier si vide affidato il compito di risolvere il problema del controllo dell’umidità nell’aria in una tipografia di Brooklyn, dove la carta risultava spesso inutilizzabile, proprio a causa dell’eccesivo tasso di umidità presente nell’ambiente.

A buon motivo, perciò, Willis Carrier si è conquistato l’epiteto di “inventore dell’aria condizionata”, sebbene l’espressione “aria condizionata” non risalga a lui, bensì a Stuart W. Cramer, anch’egli dedito allo studio dell’umidità e delle tecniche di climatizzazione.

In Italia, i condizionatori arrivarono solo trent’anni dopo la loro invenzione, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. I primi modelli, però, non erano affatto comodi: grossi, ingombranti, pesanti, estremamente rumorosi e molto costosi.

Una vera rivoluzione nel mondo dei climatizzatori avvenne circa vent’anni fa con l’introduzione, ad opera dei giapponesi, del cosiddetto ‘sistema split’, ovvero un sistema composto da due elementi staccati tra loro, di cui uno  interno, destinato a sottrarre il calore dall’ambiente da climatizzare, l’altro, esterno, con la funzione di disperdere tale calore all’esterno.

I vantaggi della nuova tecnologia furono subito evidenti: riduzione notevole dell’aria trattata, nonché delle dimensioni e della rumorosità degli impianti, semplificazione della regolazione della temperatura.

Attualmente esistono due tipologie di climatizzatori: quelli solo freddo che, come dice il nome stesso, producono solo aria fredda, e quelli a pompa di calore, in grado di riscaldare in inverno, oltre che rinfrescare in estate. Fondamentale, inoltre, che tali impianti sono, oggi, regolamentati da norme europee circa il risparmio energetico, e sono classificati in sette categorie, dalla A alla F. 

L’idea giapponese dello split si rivelò vincente, man mano si diffuse sempre più, restando ancor adesso alla base della costruzione e del costante perfezionamento dei condizionatori d’aria.

A Tokyo nozze celebrate da un robot

 Roboter leitet japanische Hochzeit;Reuters

Tokyo, Giappone, 17 Maggio 2010

Ieri, in un ristorante di Tokyo, sono state celebrate delle nozze molto…”tecnologiche”! Sì, perchè a officiare la cerimonia è stata una intelligenza artificiale di nome “I-Fairy”.  All’arrivo degli sposi, il robot, alto circa 1,5 metri  seduto, li ha guardati con occhi lampeggianti e ha dato istruzioni precise: “Si prega di sollevare il velo della sposa”, ha detto con una voce metallica. Dopo aver baciato gli sposi di fronte a circa 50 invitati, “I-Fairy” ha agitato le braccia in aria in segno di augurio e contentezza.

Giusy Ferreri canta con Luigi Tenco: “ciao amore ciao”

Giusy Ferreri canta con Luigi Tenco. E’ possibile anche questo: unire, grazie alla tecnologia, due voci che, altrimenti, non avrebbero mai potuto incontrarsi. La famiglia del cantante scomparso tragicamente nel 1967 ha consentito che il duetto virtuale fosse realizzato e proposto, e la Ferreri ha scelto il singolo “Ciao amore ciao”, il quarto estratto dall’album “Fotografie”. Il video ufficiale è in fase di lavorazione, ma sappiamo che mescolerà sequenze attuali, che vedono protagonista Giusy, e vecchie immagini che, invece, ripropongono il volto e la voce di Tenco. Per il momento possiamo ascoltare i due in “Ciao amore ciao”, e magari imparare anche il testo della canzone…

Testo di “Ciao amore ciao”:
La solita strada, bianca come il sale
il grano da crescere, i campi da arare.
Guardare ogni giorno
se piove o c’e’ il sole,
per saper se domani
si vive o si muore
e un bel giorno dire basta e andare via.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Andare via lontano
a cercare un altro mondo
dire addio al cortile,
andarsene sognando.
E poi mille strade grigie come il fumo
in un mondo di luci sentirsi nessuno.
Saltare cent’anni in un giorno solo,
dai carri dei campi
agli aerei nel cielo.
E non capirci niente e aver voglia di tornare da te.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Non saper fare niente in un mondo che sa tutto
e non avere un soldo nemmeno per tornare.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.
Ciao amore,
ciao amore, ciao amore ciao.

Arriva anche in Italia Waze, il Navigatore GPS gratuito

 

Arriva anche in Italia il programma gratuito di navigazione GPS Waze. Si tratta di un sistema che viene aggiornato continuamente dagli utenti, ed è adatto ai cellulari iPhone, Android, Symbian e Windows Mobile. Waze, oltre ad essere a disposizione del tutto gratuitamente, scaricandolo da Internet, è aggiornato in tempo reale da chi lo utilizza con semplici azioni manuali. Per cui, chiunque ricorra a Waze si può trasformare automaticamente in una efficace fonte di informazioni sulla viabilità. Un gruppo di esperti vaglierà, in ogni caso, tutte le novità giunte dai viaggiatori e le renderà disponibili in breve tempo. Le mappe italiane sono state realizzate in collaborazione con Intermap.

LINK:

Waze Italia (scarica gratis)

Waze (sito ufficiale)

Sipario TV, la prima Web TV gestita da disabili

Esiste online una Web TV interamente gestita da un gruppo di ragazzi diversamente abili. Si chiama Sipario TV, va in onda solo su Internet e propone un ricco palinsesto: interviste, notizie, informazioni meteo, ricette di cucina, programmi musicali e tutto quello che può fare televisione attraverso il Web. La redazione è formata da 15 ragazzi la cui età varia dai 20 ai 35 anni. Ognuno di loro ha una mansione specifica: giornalista, fonico, regista, conduttore e così via. Sipario TV è articolata in sei canali e viene aggiornata quotidianamente. E’ la prima esperienza di questo genere a livello europeo, ed è legata alla Associazione Sipario, che da diversi anni si occupa di progettare, organizzare e gestire momenti formativi e di svago per ragazzi con handicap intellettivi e deficit sensoriali.

National Geographic, ora c’è anche il sito italiano

Immagini sempre spettacolari, documentari, viaggi, esplorazioni, novità scientifiche, conoscenza di altre culture, ma anche problematiche legate all’inquinamento, ai disastri ambientali, alle urgenze che affliggono il nostro pianeta… E tutto in lingua italiana. Sì, perché il National Geographic Italia ora esiste anche nella versione virtuale. Non si tratta di un prolungamento della rivista, ma di una nuova, diversa, entità che, grazie alle potenzialità offerte da Internet, punta alla diffusione di contenuti interattivi. I navigatori, infatti, possono interagire direttamente con il National Geographic attraverso il blog, la TV online, le mostre, i concorsi fotografici e i vari canali che la Rete può offrire.