Alla ricerca dell’immortalità con l’ibernazione. E anche Britney Spears si farà congelare.

Ecco l’ultima trovata di Britney Spears: dopo la morte si farà ibernare! Pervasa dal desiderio di immortalità, la Spears ha preso questa decisione per dare anche alle generazioni del futuro la gioia di assistere dal “vivo”, è il caso di dirlo, alle sue performance. A parte la mancanza di modestia, assai malamente truccata da altruistico atto di generosità di sé, qui è la follia allo stato puro che va oltre ogni misura. Ma Britney è talmente entusiasta della sua idea da voler finanziare una società specializzata in congelamento criogenico, la Alcor Life Extension Foundation. Questa compagnia, che si autodefinisce organizzazione non-profit (da intendere: con precise richieste di “donazioni”), è nata nel 1972 in Arizona con l’ambizione di preservare la vita umana oltre la morte per riportarla alla luce quando l’innovazione tecnologica lo consentirà. Sul sito web della Alcor, che oltretutto si vanta di basare l’ibernazione non solo su fondamenti scientifici ma anche etici e religiosi, si legge che l’organizzazione interviene immediatamente dopo la morte legale, per prevenire quanto più possibile la perdita di informazioni racchiuse nel cervello, incluse la memoria e l’identità personale che, testuali parole, “è il vero confine tra la vita e la morte”. E… se uno volesse sapere che fine fa quella che in genere si chiama anima?

Cara Britney Spears, e cari tutti quelli che pur solo lontanamente pensano di avvicinarsi a tale pratica criogenica, 

la paura della morte è normale in tutti gli esseri viventi che ne hanno coscienza, a maggior ragione negli esseri umani. E la ricerca dell’immortalità è nata con l’uomo stesso. Molti ne hanno trovata una propria forma, lasciando alle generazioni future opere, pensieri, o comunque segni più o meno tangibili del loro passaggio in questa vita. Ma nessuno ha potuto, né può (né potrà, probabilmente) comprarsi l’immortalità. Figuriamoci poi con donazioni, per quanto generose possano essere, a un’organizzazione qualsivoglia che promette di conservare cadaveri congelati fino… fino a quando? Non dovrebbe, a rigor di logica, esserci una scadenza, perché nessuno sa quando (e se!) la tecnologia potrà essere in grado di dare questa tanto agognata immortalità. E se, nel frattempo, l’organizzazione fallisse, venisse distrutta, sparisse, o altro, cosa ne sarebbe di chi ha tanto “donato” per giacere nel freezer? Dovrebbe essere in primo luogo l’organizzazione stessa a garantire la propria immortalità. Inoltre, ammesso che arrivasse il momento “(fanta-)scientifico-tecnologicamente giusto” per essere scongelati e tornare a vivere, questi neo-ri-nati avrebbero l’età di quando sono morti. E rimarrebbero per sempre così? Ora, se uno ha avuto la sfortuna di morire giovane, avrebbe poi la gran fortuna di “risvegliarsi” tale e tale restare in eterno. Ma se uno è morto a 90 anni? Non solo ha “donato”, e chissà quanto e per quanto tempo nella vita precedente, ma deve pure rimanere vecchio per l’eternità. A parte l’aspetto macabro-orrifico e l’ironia, dove sarebbero poi le cose, materiali e non, e soprattutto le persone, che costoro hanno amato prima, visto che la memoria e l’identità personale sono “il vero confine tra la vita e la morte”? Tristi e soli decongelati, talvolta pure vecchi. Bisognerebbe che almeno qualcuno dei parenti e degli amici si facesse ibernare parimenti, in modo da potersi reincontrare un giorno tutti insieme e “scaldarsi” il cuore a vicenda. Il che, però, dovrebbe avvenire prima del Giudizio Universale, altrimenti tutto sarebbe vano, perché già da un bel pezzo prima della Alcor e fondazioni simili si dice che quel Giorno ci sarà la resurrezione dalla morte verso la vita eterna. E in questo caso, si parla anche di anima oltre che di corpo. E, inoltre, pare che in cambio vogliano solo che si è stati buoni. Per il resto, è gratis!    

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Breve storia dell’aria condizionata e del suo inventore, Willis Carrier

 

Willis Carrier accanto al suo primo condizionatore d’aria, il cui progetto originale risale al 1902

 

Il lungo inverno è finito! Le piogge e le basse temperature hanno, ahimé, pienamente soppiantato il tempo primaverile quesr’anno. Addirittura fino a soli pochi giorni fa. Ma sono passate, finalmente, ora il sole splende alto e il cielo è limpido. Eppure… tra poco ci lamenteremo anche del caldo; quando l’estate comincerà ad incalzare, inevitabilmente la calura prenderà il sopravvento e resistervi sarà complicato. E, allora, accanto ai telecomandi per TV e decoder vari, nelle case spunteranno quelli  per i condizionatori d’aria. E coloro che non avranno l’impianto a casa, andranno nei negozi e nei centri commerciali non solo e non necessariamente a far la spesa, ma alla ricerca di aria refrigerata.

Inutile dirlo, quindi: quella dell’aria condizionata è stata davvero una bella invenzione! Da parte del signor Willis Carrier, per la precisione, ingegnere statunitense che, nel 1914, installò il primo impianto domestico in un’abitazione privata di Minneapolis. Carrier sfruttò la trasformazione dei gas per ottenere una differenza di condizione termica in un ambiente chiuso, in modo da innalzarne o abbassarne la temperatura. In altre parole, realizzò una macchina capace di produrre sia il caldo sia il freddo.

Un anno dopo, nel 1915, Carrier si vide affidato il compito di risolvere il problema del controllo dell’umidità nell’aria in una tipografia di Brooklyn, dove la carta risultava spesso inutilizzabile, proprio a causa dell’eccesivo tasso di umidità presente nell’ambiente.

A buon motivo, perciò, Willis Carrier si è conquistato l’epiteto di “inventore dell’aria condizionata”, sebbene l’espressione “aria condizionata” non risalga a lui, bensì a Stuart W. Cramer, anch’egli dedito allo studio dell’umidità e delle tecniche di climatizzazione.

In Italia, i condizionatori arrivarono solo trent’anni dopo la loro invenzione, verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. I primi modelli, però, non erano affatto comodi: grossi, ingombranti, pesanti, estremamente rumorosi e molto costosi.

Una vera rivoluzione nel mondo dei climatizzatori avvenne circa vent’anni fa con l’introduzione, ad opera dei giapponesi, del cosiddetto ‘sistema split’, ovvero un sistema composto da due elementi staccati tra loro, di cui uno  interno, destinato a sottrarre il calore dall’ambiente da climatizzare, l’altro, esterno, con la funzione di disperdere tale calore all’esterno.

I vantaggi della nuova tecnologia furono subito evidenti: riduzione notevole dell’aria trattata, nonché delle dimensioni e della rumorosità degli impianti, semplificazione della regolazione della temperatura.

Attualmente esistono due tipologie di climatizzatori: quelli solo freddo che, come dice il nome stesso, producono solo aria fredda, e quelli a pompa di calore, in grado di riscaldare in inverno, oltre che rinfrescare in estate. Fondamentale, inoltre, che tali impianti sono, oggi, regolamentati da norme europee circa il risparmio energetico, e sono classificati in sette categorie, dalla A alla F. 

L’idea giapponese dello split si rivelò vincente, man mano si diffuse sempre più, restando ancor adesso alla base della costruzione e del costante perfezionamento dei condizionatori d’aria.

Arriva anche in Italia Waze, il Navigatore GPS gratuito

 

Arriva anche in Italia il programma gratuito di navigazione GPS Waze. Si tratta di un sistema che viene aggiornato continuamente dagli utenti, ed è adatto ai cellulari iPhone, Android, Symbian e Windows Mobile. Waze, oltre ad essere a disposizione del tutto gratuitamente, scaricandolo da Internet, è aggiornato in tempo reale da chi lo utilizza con semplici azioni manuali. Per cui, chiunque ricorra a Waze si può trasformare automaticamente in una efficace fonte di informazioni sulla viabilità. Un gruppo di esperti vaglierà, in ogni caso, tutte le novità giunte dai viaggiatori e le renderà disponibili in breve tempo. Le mappe italiane sono state realizzate in collaborazione con Intermap.

LINK:

Waze Italia (scarica gratis)

Waze (sito ufficiale)

National Geographic, ora c’è anche il sito italiano

Immagini sempre spettacolari, documentari, viaggi, esplorazioni, novità scientifiche, conoscenza di altre culture, ma anche problematiche legate all’inquinamento, ai disastri ambientali, alle urgenze che affliggono il nostro pianeta… E tutto in lingua italiana. Sì, perché il National Geographic Italia ora esiste anche nella versione virtuale. Non si tratta di un prolungamento della rivista, ma di una nuova, diversa, entità che, grazie alle potenzialità offerte da Internet, punta alla diffusione di contenuti interattivi. I navigatori, infatti, possono interagire direttamente con il National Geographic attraverso il blog, la TV online, le mostre, i concorsi fotografici e i vari canali che la Rete può offrire.

Expo di Shanghai 2010: tour virtuale online in 3D

Il 3D continua a far faville, e anche i realizzatori dell’ Esposizione Universale di Shanghai 2010 (in programma dal 1 maggio al 31 ottobre) hanno pensato di far visitare i padiglioni e le varie aree espositive del gigantesco Expo a chiunque voglia attraverso un tour tridimensionale virtuale. Un viaggio da fare direttamente online sul sito: avviando la visita su “Site Tour”, infatti, è possibile entrare all’interno dei vari padiglioni, accompagnati da Haibao, la mascotte dell’evento. Sullo stesso sito, tra l’altro, esiste una sezione denominata “Future City” attraverso cui è possibile scaricare un piccolo software e inventarsi un personaggio virtuale col quale giocare negli spazi dell’Expo. Una serie di idee innovative e molto originali per portare tutti gli utenti della Rete, ovunque essi siano, direttamente a Shanghai…

Buon compleanno a Rita Levi Montalcini. Internet festeggia i suoi 101 anni

 

Si chiama Rita101 ed è uno spazio Internet appositamente realizzato per festeggiare, oggi 22 aprile, il compleanno di Rita Levi Montalcini. Il numero 101 non è altro che la sua età. Un omaggio, tutto virtuale, ad una delle donne più famose ed importanti del panorama scientifico e culturale, italiano e non. Il compleanno della Montalcini diviene occasione per una diretta online a rete unificata prevista per stasera, giovedì 22 aprile 2010 dalle ore 21.00, sulle micro web tv italiane, sulle web tv e web radio universitarie, sui micro media iperlocali e sui blog e videoblog che vorranno aderire. L’intento è quello di raccontare la storia della Montalcini ma anche storie di ricercatori mappate dalle micro web tv italiane nei vari territori, ma anche dai ricercatori italiani all’estero che saranno raggiunti in webcam via Skype.

Internet candidato al Nobel per la Pace 2010

 

Proprio così: Internet è uno dei candidati ufficiali per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace 2010.  Il progetto, inizialmente lanciato lo scorso novembre dal mensile di tecnologia Wired Italia, è stato infatti approvato dalla commissione norvegese designata alla supervisione delle proposte. Tra i primi sostenitori della candidatura della Rete, il professor Umberto Veronesi, il Nobel per la Pace nel 2003 Shirin Ebadi e lo stilista Giorgio Armani. Nel giro di poco tempo, però, l’iniziativa ha riscosso consenso anche nel mondo politico, italiano e non. Il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, con altri 160 parlamentari, e il Gruppo Interparlamentare 2.0 hanno immediatamente mostrato il loro sostegno, così come Voices of Africa Media Foundation (una delle più importanti organizzazioni che operano in Africa nell’ambito dei media), il magazine brasiliano di scienza e tecnologia Galileu e l’associazione Codice Internet.

Ovviamente, la proposta ha suscitato e continua a suscitare perplessità, soprattutto perché, ad essere candidato, non è una persona né un’organizzazione, ma un mezzo di comunicazione di massa. Ed è la prima volta in assoluto che si verifica una situazione simile: né per la radio, né per la televisione, che hanno avuto in passato un impatto forse addirittura superiore a Internet sulle popolazioni di tutto il mondo, si è mai parlato di premio Nobel. 

Ma promotori e sostenitori dell’iniziativa sottolineano come la nascita e lo sviluppo della Rete abbiano rappresentato una rivoluzione di livello globale; come Internet, nonostante tutti i suoi difetti, possa essere attualmente considerato l’unico vero strumento di libertà in grado di generare dialogo oltre ogni forma di censura e regime, di permettere alle persone di informarsi, comunicare e conoscere aspetti del mondo che spesso non trovano spazio negli altri grandi media. 

Ecco la motivazione di Umberto Veronesi: “Se il Web vincesse il Nobel, dimostreremmo agli osservatori futuri due cose: che avevamo capito la portata della rivoluzione globale rappresentata dalla Rete; che eravamo determinati a volgerla al miglior utilizzo nell’interesse dell’umanità intera. Da molti anni sono convinto che esiste una Lingua Universale capace di riuscire dove hanno fallito altri linguaggi e altre logiche nell’assicurare benessere e prosperità ai popoli e ai singoli…In molti Paesi, però, la lingua della scienza è poco conosciuta, e dunque, poco utilizzata. Eppure è insostituibile per descrivere il mondo, la natura, il nostro modo di essere. E per poter intervenire se qualche equilibrio si rompe: si tratti del cambiamento del clima, della fame o della malattia. Mancava un veicolo comune e a disposizione di tutti per veicolare questa Lingua Universale. Ora c’è e si chiama Internet”.

L’arte contro il cancro al seno. E il reggiseno dice “Mani in alto!”

San Paolo, Brasile, 24 Marzo 2010

“Mani in alto!”, così il brasiliano Miguel Sanchez ha chiamato la sua opera d’arte, attualmente esposta insieme ad altri oggetti a San Paolo del Brasile per la Campagna contro il cancro al seno “Il reggiseno: La lotta continua”.