Salvini e i selfie che non costano nulla

Fare un selfie ai funerali per Genova non costa nulla, tanto il dolore del momento non rimarrà certo impresso in quella foto.

Se poi lo fa un Ministro: non si va ai funerali di vittime innocenti per portare solidarietà e per unirsi nel dolore, si va per fare testimonianza. Allora anche un selfie va bene, va bene una polemica estemporanea, va bene farsi notare.

E’ come l’immagine di un vincitore che sopravvive alla morte e può scegliere come rappresentare la vita e il futuro; è come fermare il tempo e prolungare la vita stessa che sopravvive al disastro.

È un gesto di plateale insensibilità unito al disprezzo per chi commemora altri, quelli che d’ora in poi avranno solo la foto sulla lapide e a stento saranno riconosciuti e ricordati come vittime innocenti di una strage annunciata, ma si dispederannno come anime di cui non v’é memoria perché ormai non ci sono più e non contano più.

Salvini appare come un ragazzo compulsivo, incapace di rinunciare al cellulare, pronto a sfruttarne tutte le possibilità e a cavalcare l’onda social dell’influencer, forse distratto dal fatto che essere a un funerale ‘di Stato’ porta così a essere testimonial della morte.

E così il funerale non è un momento di raccoglimento ma di espansione, non è un momento solenne ma social.

In attesa di capire se esista una fenomenologia del funerale voglio augurarmi che sia chiaro a tutti che il vero potere non sta in chi ha bisogno di farsi notare sempre e comunque ma in chi sa essere cercato perché ha risposte da dare.

Dilatare la propria immagine all’infinito dimostra un bisogno di affermazione che é tipico di chi non vive altro che della propria immagine. Ma costui è già morto. E l’immagine ne fa testimonianza.

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Datemi un microfono e vi solleverò il mondo

Sicuramente l’avete letta la notizia della Capotreno di Trenord che ha fatto un annuncio pazzo. Sì, quella che anche il Professor Ricolfi ha difeso, sostenendo che non va licenziata anche se ha detto “giù gli zingari dal treno“.

Diciamo subito che prendere il microfono e poter dire in libertà quello che si pensa è suggestivo. E può portare a un malinteso: ho il microfono e comando io.

Ma funziona davvero così? Voglio pensare che no, così non va. Si può essere stressati oppure si può credere che sia arrivato il momento di liberarci di ogni diverso. Si può credere che la bacchetta magica risolverà tutto. Ma la realtà, un minuto dopo, è ancora quella. Tutto è come prima, ci sono gli zingari e con loro dobbiamo convivere.

Perché è un tutta un’illusione: il Governo tuona da tre mesi, da quando è insediato, contro i migranti, contro gli abusivi e gli irregolari, fa annunci, fa editti, minaccia, promette e alla fine deve cedere all’evidenza. L’evidenza è che si possono scaldare gli animi, qualcuno penserà che la giustizia divina è compiuta e finalmente tutto è risolto.

Pregherei coloro che pensano di fare in fretta, di far scendere dalla lista delle proprie preoccupazioni i migranti e gli zingari, di prenotare un paradiso di cartone. Proprio un paradiso di cartone, fatto di immagini, colori e persone a propria immagine e somiglianza, dove tutto si sposi in modo perfetto con il proprio essere. Un domani fatto solo di cose che piacciono, posticce e in armonia con il proprio ego.

Prima o poi anche quel paradiso verrebbe a noia. E quando prenderanno in mano il microfono dicendo che non va bene e tutto sembra falso e privo di vita, non avranno altro che quel mondo immaginato e progettato a lungo durante la loro esistenza. Un mondo finto, che alla fine non è quello che ci si aspettava.

Sarà un paradiso su misura, la menzogna di come sarebbe bello lasciar fare ai propri sogni e poi doverli scacciare perché tradiscono le nostre fantasie.

Ecco, accomodatevi. Il paradiso vi attende. Senza zingari. Il vostro paradiso di cartone, fatto per voi come voi lo volete.

80 in più o in meno

Ebbene ci risiamo. La politica…la politica economica e la politica che vuole tutto a spese di tutti.

Il Governo del cambiamento (?) fa filtrare indiscrezioni e poi nega, nega e ancora nega. Molto nuovo è evidente.

Dunque levare gli 80€ dell’odiato Renzi per rendere giustizia di un provvedimento mal digerito e da molti (con più ragioni) osteggiato. Ma cosa vuol dire levare gli 80€?

Schematizzo alcuni pensieri, a ruota libera, che magari aiutano a capire. Non tanto a dire che cosa sono gli 80€ di Renzi, che quelli, si sa, erano una mancia di benvenuto, il pass del 2014 per vincere le Europee e poi sventolare per 4 anni il mitico “oltre il 40%”, il risultato che afferma il Pd come primo partito italiano e primo partito del Socialismo Europeo.

Per capirci:

  1. Il Governo Conte potrebbe togliere gli 80€. Ma politicamente conviene? Renzi ci ha costruito sopra una fortuna politica, tra risate e detrattori. Tornare indietro vorrebbe dire scontentare molti. Vale la pena?
  2. Gli 80€ dovevano essere una misura stabile. Il carattere instabile del Paese rende tutto diverso, anche gli 80€; poi le nuove tensioni economiche, le nuove paure e forse pure il nuovo modo di intendere la spesa pubblica. Dunque la stabilità vacilla, di solito non porta bene, un sistema stabile è preferibile
  3. Riportare gli 80€ nel perimetro dell’intermediazione statale del denaro – prima di dare agli 80 una nuova destinazione – vuol dire sottrarre al mercato una quota consistente di spesa: d’accordo ripensarci ma la coerenza dello Stato viene meno
  4. 80€ sono circa 9 miliari di spesa pubblica restituita ad alcuni a spese di tutti: si poteva fare altro ovviamente, ma dire cosa è difficile, troppi appetiti
  5. 9 miliardi disintermediati possono essere 4,5 di consumi stabili – e quanto servono al Paese!. Rimettere tutto in discussione vuol dire incidere sulla domanda interna
  6. 4,5 miliardi risparmiati – sì, non credo proprio che tutti spandano tutti gli 80€ ogni mese – vuol dire rimettere in moto la fiducia: in parte spendo, in parte prevengo un nuovo peggio, non si sa mai
  7. L’alternativa agli 80€ era una riduzione del costo del lavoro: spero che non si proponga oggi perché togliere 80€ vuol dire dare meno certezze, far calare la spesa per consumi e allora…perché mai un imprenditore dovrebbe assumere persone se poi i consumi stagnano?

Ecco, non ho la pretesa di dire fate così, fate altro o andate a casa a quelli di oggi. Ma a me stesso dico che 80€, che io non prendo, sono un impegno dello Stato non di una forza politica. Se lo Stato vuol tradire se stesso faccia pure. Ma poi non cerchi colpevoli attuali o futuri se così non funzionerà. Perché non può funzionare. Chi ha avuto non perdonerà chi gli leverà, promettendo un domani diverso. Gli 80€ ci sono oggi.

Cura dei Bambini, online la Guida Multilingue del Ministero

L’opuscolo messo a disposizione online dal Ministero della Salute si intitola “Bambini e bambine del mondo, guida per le famiglie“. Si tratta di una valida raccolta di suggerimenti, disponibili in dieci lingue, utili non solo per la cura dei propri figli, ma anche per prevenire malattie e tutelarli contro incidenti. L’aver scelto di tradurre la Guida in così tanti idiomi consente anche a genitori di altri Paesi, che vivano in Italia o meno, di poter far riferimento ai consigli del nostro Ministero.

La nuova web TV per i giovani

All’inizio era Diregiovani.it, un sito Internet, patrocinato dal Ministero della Gioventù, ideato per diventare un punto di riferimento interattivo ed informativo, e realizzato dai giovani per i giovani. Ora al sito si affianca una web TV, Diregiovani.tv, messa a punto per consentire ai ragazzi di avere un’informazione veloce e immediata e, quindi, alla loro portata. Una sezione della web TV di Diregiovani è dedicata al TG, che diffonde le notizie più importanti concentrate in soli due minuti di video. Esiste inoltre la sezione “Reporter per un giorno”, in cui vengono raccolte le inchieste realizzate da gruppi di studenti sulle problematiche che essi stessi si trovano a dover affrontare: la scuola, la famiglia, le amicizie, gli approcci con il mondo universitario o con quello del lavoro. Non mancano interviste, inchieste, speciali scientifici, tecnologici ed altro ancora.

La Tessera del Tifoso diventa obbligatoria

A partire dalla stagione calcistica 2010/2011 sarà obbligatorio possedere la cosiddetta “tessera del tifoso” (valida in tutti gli stadi senza distinzione tra i vari campionati nazionali) se si vorrà sottoscrivere un abbonamento per assistere alle partite “in casa” della propria squadra e per accedere ai settori ospiti nel caso la si seguirà in trasferta. Da sottolineare, tuttavia, che resterà comunque possibile acquistare un biglietto nominativo per gli altri settori dello stadio pur non essendo titolari di alcuna tessera. Anche i club dovranno fare la loro parte, con la  realizzazione negli impianti delle strutture accessorie all’utilizzo della tessera: corsie dedicate, telepass, adeguamento dei varchi, etc.. Per capire meglio cosa sia la “tessera del tifoso”, come si richieda e avere tutte le informazioni su di essa, si può consultare il sito dell’ Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che fa capo al Ministero dell’Interno.

Il più sexy dei Mondiali 2010? Fabio Cannavaro!

Non solo le italiane apprezzano il sex appeal di Fabio Cannavaro. Secondo un recente sondaggio del magazine britannico “The Sun”, il bel calciatore italiano è il più sexy dei Mondiali sudafricani, confermando quanto già accadde per il campionato del mondo di calcio in Germania nel 2006. Nella lista di gradimento, Fabio è seguito da Benny Feilhaber, Roque Santa Cruz, Tim Cahill, Yoann Gourcuff, Sergio Agüero. Chissà che posto avrebbe avuto David Beckham, costretto a saltare i Mondiali 2010 a causa di un infortunio e, quindi, non classificato?

Le teletruffe di Wanna Marchi e figlia diventano fiction. Ma ce n’era davvero bisogno?!

 

Evidentemente il mondo della fiction italiana era un po’ a corto di idee originali, visto che ha deciso di ricorrere a fatti e personaggi che, proprio in TV, hanno compiuto discutibili abusi. Così, “La strega della TV: Wanna Marchi“, libro inchiesta del 2009 di Stefano Zurlo diverrà una miniserie televisiva realizzata dalla Albatross per la Rai. I personaggi principali, di cui ancora non si conoscono gli interpreti, sono, ovviamente quelli coinvolti nei noti misfatti: Wanna Marchi, sua figlia Stefania Nobile, il mago Mario Pacecho Do Nascimento e altre figure che, direttamente o indirettamente, sono state travolte dagli eventi. Le teletruffe di madre e figlia, che tentavano di vendere amuleti, portafortuna, sali magici e quant’altro, in cambio di forti somme di denaro, tornano, pertanto, sul piccolo schermo, ma chiaramente sotto altra forma. L’ennesima docu-fiction, questo l’intento, probabilmente. Ma viene da chiedersi: ce n’ era davvero bisogno?!