Lo spread che vola…

…non ha bisogno del permesso di Salvini per impennarsi.

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I Migranti? Li dimenticheremo presto

Ha ragione Ugo Finetti: se si ripete una situazione come quella della Diciotti e “se il magistrato di turno invoca la flagranza c’è l’arresto senza bisogno di autorizzazione”. Ministro avvisato…

Furbi et Orban

Così Salvini e Orban hanno deciso di incontrarsi a Milano. Un incontro simbolico, impegni veri e propri non pare ce ne siano davvero.

Forse bastava una telefonata ma vuoi mettere incontrarsi e far notizia? Vuoi mettere far credere di avere un asse che faccia rinascere l’Impero Austro-Ungarico con l’Italia che fa da madrina o damigella d’onore? Vuoi mettere l’emozione di far nascere a Milano l’Europa di Visegrad che mette in crisi i cugini francesi e fa arrossire Frau Merkel?

Invece, gratta gratta, non è vero niente.

Nessun accordo con Orban, tante belle parole, immigrati in prima fila non invitati e titoloni roboanti ma nessuno si sposa.

Perché non esiste un impero senza impegni e tantomeno esistono gli impegni: ognuno se stia a casa a propria, noi non accogliamo nessuno.

Già, nessuno. Perché aver accolto Orban poi?

La cruda verità su Rosarno, voce dal sen fuggita

L’immigrazione conviene a tutti. Parola di Scopelliti, Sindaco di Reggio Calabria

CNRmedia

Il sindaco di Reggio Calabria interviene ai microfoni di CNRmedia sulla proposta del ministro delle Politiche Agricole di istituire un’etichetta etica sui prodotti contro lo sfruttamento della manodopera: “Se l’imprenditore dovesse pagare di più i lavoratori, non avrebbe più convenienza”

“Ecco cosa succederà dalle nostre parti: questi immigrati percepiscono 25 euro al giorno, se l’imprenditore dovesse spendere di più di questa cifra molto probabilmente, visto il crollo del mercato degli agrumi, non converrà più fare la scelta della raccolta. Ecco perché gli immigrati sono sottopagati e sfruttati”. Così a CNRmedia Giuseppe Scopelliti, sindaco di Reggio Calabria e candidato Pdl alla presidenza della giunta regionale della Calabria commenta la proposta del ministro Zaia di istituire un’etichetta etica sul cibo. “Appoggio sicuramente la proposta di Zaia ma questo dovrebbe rappresentare un momento di valutazione sulle scelte legate alla politica regionale e ovviamente interessare la politica nazionale” spiega Scopelliti.

Sulle violenze dei giorni scorsi a Rosarno Scopelliti afferma: “Presumo che sia stato un fatto nato dalla rabbia, una reazione dell’uomo semplice. Non escludo – aggiunge –  che la ‘ndrangheta possa intervenire in una fase successiva, anzi è probabile e serve a ribadire la presenza sul territorio. Credo però che il fermento che nasce dal cittadino e soprattutto dagli immigrati sia frutto di una serie di difficoltà nei rapporti”.

Sul ponte sullo stretto di Messina il cui progetto viene presentato oggi dal ministro Matteoli, Scopelliti è chiaro: “Per lo sviluppo della Calabria servono le infrastrutture. Noi le aspettiamo da 50 anni. Nel nord  del Paese costruiscono le autostrade a quattro corsie, le grandi strade, da queste parti noi stiamo ancora parlando della Salerno – Reggio Calabria che è da dieci anni un quartiere aperto. Credo – conclude – che il Ponte genererà tutte le altre infrastrutture, sarà la madre che partorirà tutte le altre scelte in tempi ristretti.

Ad Agrigento i Re Magi non arrivano: “Sono extracomunitari”

 
Iniziativa provocatoria della Caritas di Agrigento. Nel presepe allestito all’interno della cattedrale di San Gerlando è stato esposto il cartello con la scritta: «Si avvisa che quest’anno Gesù Bambino resterà senza regali: i Magi non arriveranno perché sono stati respinti alla frontiera, insieme agli altri immigrati».

Caos di Calais

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(da Le Figaro) – La France va fermer le principal camp de migrants dans le nord

Éric Besson a annoncé la fermeture, «avant la fin de la semaine prochaine», de la «jungle», un vaste campement où se concentrent à Calais des centaines de migrants dont le but est de passer illégalement en Angleterre

La France va fermer «avant la fin de la semaine prochaine» la «jungle», un vaste campement où se concentrent à Calais (Pas-de-Calais) des centaines de migrants dont le but est de passer illégalement en Angleterre, a annoncé mercredi sur TF1 le ministre de l’Immigration, Éric Besson.

Le message, adressé aux passeurs, est «on ne passe plus en Angleterre par Calais», affirme-t-il. «La situation paradoxale dans laquelle est la France, c’est que nous essayons de protéger l’entrée du Royaume-Uni qui ne veut pas de ces migrants et que nous sommes nous, acculés, à gérer la sortie de la frontière.»

Convoyés par des passeurs, Afghans, Irakiens, Érythréens, Somaliens, Soudanais, Iraniens, Nigérians et Kurdes se retrouvent à Calais après avoir parcouru des milliers de kilomètres. Ils espèrent traverser la Manche à bord de camions embarqués sur les ferries.

Interrogé sur le sort des migrants après la fermeture du camp, Éric Besson a assuré qu’une «solution individuelle» serait proposée à chacun.

Pour appuyer sa décision, le ministère de l’Immigration met en avant des «comptes rendus» faisant «apparaître une remontée très forte de la délinquance dans le Calaisis, après plusieurs années d’accalmie due à la fermeture du centre de Sangatte en 2002».