Oggi sposi in Cina: nel nono giorno del nono mese dell’anno novantanove

A couple kisses during a mass wedding ceremony at the Taipei Flora Expo Hall in Taiwan

 Taiwan, Cina, 9 Settembre 2010 (Taiwan, Cina, 9-9-99)

Poiché il numero “9” nella simbologia numerica cinese ha un particolare significato, 163 coppie di Taiwan hanno scelto di sposarsi oggi: “nono” giorno del “nono” mese dell’anno “99” della fondazione della Repubblica Cinese. Inoltre, “nove” in Cinese si pronuncia esattamente come l’espressione per “lungo tempo”; è perciò auspicabile che i matrimoni celebrati in questa giornata saranno di lunghissima durata.

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Expo di Shanghai 2010: tour virtuale online in 3D

Il 3D continua a far faville, e anche i realizzatori dell’ Esposizione Universale di Shanghai 2010 (in programma dal 1 maggio al 31 ottobre) hanno pensato di far visitare i padiglioni e le varie aree espositive del gigantesco Expo a chiunque voglia attraverso un tour tridimensionale virtuale. Un viaggio da fare direttamente online sul sito: avviando la visita su “Site Tour”, infatti, è possibile entrare all’interno dei vari padiglioni, accompagnati da Haibao, la mascotte dell’evento. Sullo stesso sito, tra l’altro, esiste una sezione denominata “Future City” attraverso cui è possibile scaricare un piccolo software e inventarsi un personaggio virtuale col quale giocare negli spazi dell’Expo. Una serie di idee innovative e molto originali per portare tutti gli utenti della Rete, ovunque essi siano, direttamente a Shanghai…

Da oggi Volvo è cinese

L’acquisizione era già prevista da mesi, ma è stata siglata oggi a Stoccolma, per un valore di 1,8 miliardi di dollari. Questa la cifra pagata dal produttore privato di automobili cinese Zhejiang Geely.

Per le fabbriche di Volvo in Svezia e Belgio non cambia molto: Geely ha promesso di non delocalizzare e di mantenere inalterata la produzione.

Ma per la Cina questo passaggio rappresenta un grande salto di qualità, anche culturale: l’irruzione in un mercato importante, come quello dell’auto, con prodotti dalla sicura tradizione europea.

La Cina del bergamasco

Magari pensavano di venire in Italia…invece si sono trovati come a casa. L’avventura di alcuni immigrati cinesi in questo articolo di NewNotizie:

Lavoro nero, condizioni di lavoro pessime e sfruttamento non sono novità per la maggior parte dei lavoratori che provengono dalla Cina.

Nel Bergamasco, alcuni immigrati cinesi mangiavano e dormivano in cubicoli piccolissimi e gelati, in sconcertanti condizioni igienico-sanitarie e privi persino di riscaldamento. I loculi in stile alveare erano ricavati da un’unica stanza attigua a quella in cui erano costretti a lavorare come schiavi giorno e notte.

Complice di questa barbaria è una 35enne cinese, titolare di un laboratorio clandestino nella Bergamasca, denunciata insieme ad altri due connazionali. Arrestato anche un operaio cinese di 37 anni, già espulso dall’Italia.

La situazione è stata rilevata dai carabinieri nel momento in cui hanno notato una giovane donna asiatica che entrava in un capannone in cui non era segnalata alcun tipo di attività industriale o commerciale intuendo così quello che poteva accadere in quel luogo. Dopo aver organizzato un controllo con personale dell’Asl e dell’Ispettorato del Lavoro, i militari hanno sorpreso sei operai cinesi, tre dei quali clandestini, mentre confezionavano camicie da immettere sulle bancarelle dei mercatini ambulanti.

L’attività, completamente in nero, si svolgeva praticamente a ciclo continuo, con gli operai che mangiavano e dormivano in piccolissimi loculi. La 35enne cinese, titolare del laboratorio, è stata denunciata a piede libero per il reato di occupazione di manodopera clandestina e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I carabinieri l’hanno inoltre multata anche per 20mila euro a causa di numerose violazioni della norme che regolano la materia del lavoro, imponendole la cessazione dell’attività, mentre l’Asl ha proibito l’uso dei locali. Due dei clandestini erano giunti in Italia solo qualche giorno fa.

PB


Cina: l’attivista Tan Zuoren condannato a 5 anni

E’ stato condannato a 5 anni di carcere l’attivista cinese Tan Zuoren per aver diffuso su Internet scritti sulla repressione di Piazza Tian An Men. L’uomo era stato arrestato nel 2009 dopo aver indagato sulla pessima qualità delle cosiddette “scuole tofu”, crollate durante il terremoto del 2008, provocando circa 80mila vittime, tra cui migliaia di bambini. Tan Zuoren progettava un rapporto indipendente ed è questo, secondo i suoi sostenitori ed Amnesty International, il reale motivo della condanna.

Cina, telefoni e amore

(IRIS) – ROMA, 6 FEB – La Cina smentisce l’ipotesi di ‘stretta’ sugli sms d’amore.

Dopo la campagna contro la pornografia on line, il governo di Pechino ha puntualizzato che i controlli non saranno estesi ai messaggini tra fidanzati.

“Se qualcuno invece è contento del messaggio ricevuto e ne manda uno a sua volta, allora sicuramente non c’è nessun reato” ha spiegato Hu Yunteng, responsabili studi della Corte Suprema.

Nello scorso anno, l’attività di repressione ai siti porno è stata molto forte con la chiusura di migliaia di indirizzi web.

Autore: SteI

Lo spirito di Obama è giusto

E’ ben difficile giudicare l’operato politico di Obama. Ma i segnali che manda al mondo dimostrano buona volontà.

(IRIS) – ROMA, 2 FEB – Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama incontrerà il Dalai Lama quando quest’ultimo sarà in America.

E’ quanto ha confermato oggi la Casa Bianca.

Già a novembre scorso Obama avrebbe parlato dell’ipotesi di incontrare il Dalai Lama con il presidente cinese Hu Jintao

La Cina aveva fatto sapere che l’incontro tra Obama e il Dalai Lama “potrebbe danneggiare seriamente le relazioni sino-americane”.

Autore: T.San

Cinesi in crisi a Prato

(ANSA) – PRATO 31 GEN – La crisi pesa anche sulle imprese cinesi del distretto pratese. Negli ultimi 6 mesi e’ negativo (-218) il saldo fra ditte avviate e cessate. Gran parte dei 10.800 cinesi residenti in citta’, per la maggior parte operai nelle ditte d’abbigliamento, sono stati licenziati e riassunti con forme alternative di contratto. Un quinto degli occupati nell’abbigliamento – per il 96% nati in Cina – in un anno ha cambiato piu’ di un lavoro.Il tempo determinato fra i cinesi e’ cresciuto del 1.700% in 12 mesi.