Il Sindacato confederale perde 450 000 iscritti in 2 anni

Continua, inesorabile, la perdita di consenso del sindacato tradizionale. Una flessione seria che apre nuovi scenari sul fronte della rappresentanza e della tutela nel mondo del lavoro.

Dati chiari e certificati: il sindacato arretra al Nord e al Sud, segno di evidente sfiducia nell’azione di contrattazione ed erogazione di servizi.

Sinceramente credo che il sindacato abbia molto da rimproverarsi perché dal 1993, con la nascita del metodo concertativo che a più riprese è apparso inadatto al cambiamento temporale e alle mutate esigenze del Paese, si è davvero fatto ben poco per rispondere alle sfide dell’innovazione e delle nuove sfide nel mercato del lavoro.

Soprattutto il sindacato non ha agganciato il rinnovamento imposto da Industria 4.0 e non ha concentrato gli sforzi per valorizzare la produttività nelle imprese, che infatti è in netto calo in tutti i settori economici.

Forse è il momento di ripensare la rappresentanza. Perché il dato del tesseramento potrebbe addirittura peggiorare ora che, al Governo, non ci sono più interlocutori tradizionali ma forze politiche che mirano a interpretare direttamente l’umore popolare su tutti i fronti: quello politico, economico, sociale e produttivo.

Annunci