Quella odiosa tassa Berlusconi che paghiamo in silenzio


Se fossero i titoli di coda di un telegiornale basterebbe fare una scaletta per vedere l’elenco dei fallimenti della politica berlusconiana. Questo senza togliere che per i singoli le cose possano tranquillamente andare bene perchè, i destini di ciascuno, possono davvero dipendere dal magnate nostrano della tv, munifico e prodigo con bonifici infruttiferi o con illusioni sempre più assurde ma rivelatrici della credulità popolare e della supponenza con cui è amministrato il paese.

Ma si diceva dei titoli di coda: sintesi più che sintetica ed efficace di quale è oggi il clima pubblico, drogato da un mantra di “Berlusconi male necessario perchè non c’è alternativa” ma impietoso nel rivelarci che per anni le politiche dei suoi longevi governi sono stati un colossale fallimento sociale, economico e hanno avuto costi (superflui) che prima o poi dovremo ripagare ma che possiamo momentaneamente definire “tassa Berlusconi”.

Facciamo un esempio, molto teorico di questa scaletta.

Scuola: fallimento totale nella qualità dell’aggiornamento di programmi, personale e strutture. Costi a carico dell’utente in deciso aumento;

Giustizia: ormai nessuno sa più cosa non sia da riformare ma nemmeno si trova una riforma epocale. Costi e tempi in deciso aumento e tasso di soddisfazione indefinibile;

Trasporti: il cittadino viene spolpato essendo a suo carico il costo totale di ogni spostamento. Tasse e tariffe non hanno nessun controllo;

Energia: i cittadini si preparano ai falò e alle grigliate di Pasquetta per dimenticare che gas e benzina si mangiano lo stipendio. Nelle case torneranno i lumini per pagarci l’uranio che dovremo importare;

Servizi pubblici: si va da un professionista e si paga tutto. Impossibile capire le procedure degli enti pubblici e compilare in modo sensato e sicuro documenti e confrontarli con il vero costo.

Non esistono telegiornali che diranno queste cose. Non esistono giornali che metteranno in fila in questo modo le notizie e daranno un quadro d’insieme così sintetico.

Però esiste un costo certo, quello che paghiamo a fronte del fallimento più totale di ogni politica pubblica promossa dal governo. Qui non si tratta di essere pro o contro Berlusconi. Si tratta di guardare a quello che è in questo momento l’Italia e domandarsi perchè uno straniero dovrebbe venire qui. Certo, lo straniero verrà comunque perchè c’è il lago di Como o perchè il Colosseo è il Colosseo, il sole d’Italia è il sole e basta. Ma questo non toglie che rimanere in Italia ed apprezzarla passa da altro. Dal rendere maggiore la coesione sociale, dal dare servizi e dall’avere una visione strategica. Cose che mancano a fronte di costi certi e di prospettive personali sempre meno sostenibili. I più sono allo stremo ed è giusto dire che le politiche pubbliche non hanno aiutato a dare certezze o a evitare il peggio.

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