Vergogna


Di solito si vergogna chi ha qualcosa da temere e quindi si nasconde e così vuole nascondere fatti privati che ritiene intimi e personalissimi (e la vergogna va a braccetto con il pudore).

Di solito. Invece il Presidente del Consiglio sostiene, ribaltando la logica, che dovrebbe vergognarsi chi va in piazza contro di lui (chi va in piazza contro di lui è fazioso). Nottetempo è cambiato il significato di vergogna, di intimità e di pudore. L’atteggiamento del Premier sembra sfrontato.

Di solito si ha vergogna a manifestare la propria vita sessuale, non a dire pubblicamente come la si pensa; di certo non si può aver vergogna di condividere un momento di festa, che ha portato tante donne a solidarizzare su tanti temi. Tra tutti, che questo Premier ha cambiato la condizione di molte donne usandone il corpo e usandolo come specchio di proiezione sociale. La verità è un’altra: il modello di B. è un modello, riservato a poche, belle o bellocce, spregiudicate e disposte a concedersi fisicamente per un posto. Non il modello su cui si può pensare di costruire la società. Possibile non accorgersi che il mondo non è fatto solo di apparenza, di sfruttamento dell’immagine e del corpo ma anche di sentimento, di passione e valori con cui costruire esistenze e dignità?

Di solito non si pensa a se stessi schiavi di un modello e obbligati a seguirlo pur di arrivare; di solito si mette al centro della propria esistenza un fine e si lotta per raggiungerlo ma si scelgono tappe, modi e significati. Ma è possibile anche vederla diversamente: salvo poi accettare commenti, titoli e insulti comuni perchè se una si prostituisce non è una escort come vogliamo imbellettare oggi la grammatica ma è una prostituta, una puttana, una baldracca. Di solito si chiamava così.

Di solito si è tenuti, in una società matura, a dire come si ottiene un riconoscimento pubblico; di solito per vincere un concorso si studia, per avere un titolo si sudano le carte, per fare una famiglia si fanno economie e rinunce, senza scorciatoie. Di solito si va in Chiesa la domenica (o si andava) e si leggeva nella parola di Dio che “con il sudore della tua fronte ti guadagnerai il pane”. Di solito una zoccola non è un modello sociale, è una che non avendo arte ne parte cerca di sopravvivere e ha ritegno e consapevolezza che così facendo altera la sua libertà ma si mette al servizio di un padrone che ne decide tempi e modi di vivere, ne stabilisce piaceri e dolori.

Di solito una prostituta si vergogna, perchè la sua intimità è violata e anche se decide, per fare carriera, di concedersi questo non può diventare un modo perenne di vita (e infatti se la donna può si lega affettivamente, non cerca esperienze o emozioni all’infinito).

Questo avviene in un mondo normale, un mondo civile, un mondo che non regredisce pensando che alterando la funzione della donna (di compagna e madre) si possa trovare valore, ma solo attimi fuggenti e mai senza rimpianto.

Mi è difficile pensare che una madre possa pensare che la figlia diventi una zoccola per avere successo; che essere zoccola sia il fine per cui si vive e per cui si mettono al mondo dei figli.

E’ vero che ognuno può liberamente decidere di usare il proprio corpo (liberamente, sottolineo). Questo non lo si nega. Ma quando questo corpo viene esposto in piazza come simbolo di una diversità culturale allora non pare ci sia vergogna. C’è consapevolezza, voglia di esprimere con quel corpo lo sfregio subito.

E’ impossibile che un Premier possa essere giudicato dal popolo su come e perchè ha usato il corpo di tante donne per godimento personale. Se i sondaggi commissionati si concentrano sulla figura di questo Premier sono sondaggi malati, dettati dalla contingenza nevrotica di misurare il proprio consenso e ribadire che si è campioni nel modello di vita. Perchè la vergogna di non aver lavorato per il Paese è stata rimossa e i figli di questo popolo piangono prendendo malamente le parti di una festa a cui non sono invitati ma di cui pagheranno un conto salato. Sì, questa è una vergogna.

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