D’Alema e l’etica pubblica


Sostiene D’Alema (oggi, su Repubblica) a proposito di Fini “…Ciò che gli si imputa non ha alcuna rilevanza pubblica e non c’entra nulla con il modo con cui presiede la Camera dei deputati….”.

L’osservazione è bizzarra. Il fatto che il Presidente di An abbia venduto la casa, donata al partito di cui era allora amministratore ordinario e straordinario, ad un parente ha notevole rilevanza pubblica.

Noi rimaniamo fiduciosi che il Governo Berlusconi liberi al più presto il paese da diuturni profluvi di melma che promanano dal Capo. Ma se cadesse solo su una questione morale – che pure deve trovare una adeguata soluzione, pena l’incredibilità totale dell’esecutivo e dell’Italia – questo non farebbe di Fini un eroe, un salvatore della Patria e tanto meno una persona al di sopra di ogni rimprovero morale o moralistico. Possibile non rendersi conto che – e ripetiamo a scanso di qualsiasi equivoco che i fatti che vengono imputati a Berlusconi non sono per la oggettiva gravità paragonabili a quelli in cui è tirato in ballo Fini – anche il Signor Presidente della Camera in qualità di Presidente di An e quindi in qualità di soggetto che percepisce soldi pubblici deve (e va sottolineato DEVE) rendere conto non solo agli iscritti di An, non solo ai suoi elettori ma a tutti i cittadini italiani di come vengono impegnati i soldi; inoltre deve (e sottolineamo che non siamo di fronte ad una mera facoltà) garantire la massima trasparenza nel proprio operato e non può – come peraltro non può chiunque ha incarichi pubblici – mentire in modo disinvolto su come operi nel privato e nel pubblico. Perchè dire come ha detto Fini, quasi spergiurando, che Tulliani non era proprietario dell’immobile venduto, che insomma suo cognato non abbia avuto un vantaggio oggettivo nella vendita dell’immobile di Montecarlo appare sconveniente oltre che un abuso della supponenza pubblica per cui, chiunque rivesta cariche pubbliche o ha una riconosciuta notorietà come Fini, favorire in modo quasi nepotistico familiari, parentucoli o amici di dubbia frequentazione.

Sarebbe il caso di osservare, e qui lo facciamo osservare all’On. D’Alema, che Fini non è nuovo a violare norme pubbliche imperative. Certo, per quello che si chiama interesse personale. E per le quali norme pubbliche un cittadino comune, non il Presidente della Camera, non un uomo della casta, sarebbe inquisito e forse già in carcere.

3 thoughts on “D’Alema e l’etica pubblica

  1. Dalla maggiore effervescenza in corso ormai ad ogni latitudine si dovrebbe evincere la necessità di provvedere ad introdurre indifferibili radicali organiche riforme per mettere a punto ed a sistema il nostro Belpaese per non rischiare di affondare completamente. Pertanto, urge assorbire quanto d’inedito sempre più d’innovativo si sta realizzando ovunque per sintonizzarci a qunto una siffatta accelerata realtà reclama! Allora, per effettivamente girar pagina e cambiare musica e suonatori serve inequivocabilmente cambiare spartito – il sistema SEMIALTERNO ne rappresenta la risposta per darsi una mossa e per non rischiare d’affondare!? Pertanto, urge renderci conto che viviamo in una società aperta, glocale e del “just in time” pertanto, una siffatta nuova realtà reclama inediti nuovi logos, approcci anche per gli aspetti elettorali dai quali anche le primarie non si possono sottrarre! Ragion per cui ci si deve inderogabilmente aggiornare secondo questi “new normal” inediti dettami, profili che il nostro tempo inesorabilmente reclama! Il caos delle primarie a Napoli al di là, delle altre ulteriori questioni che vi si potrebbero esser state aggiunte: brogli ed altre irregolarità, ne rappresenta sempre non solo un sintomo bensì la certezza dell’urgenza di dover cambiare!? Quanto si sta ormai ovunque movendo ne testimonia l’inderogabile necessità d’acquisire nuovi criteri e quanto hanno fatto i Californiani con la “TOP TWO” acquisita a seguito di un referendum propositivo: Proposition 14° dimostra come doverci muovere specialmente per le primarie. Appunto i Californiani hanno buttato avanti la palla della democrazia giacché queste or ora, si gestiscono in modo aperto alla massima concorrenziale contendibilità che consiste nel dare a tutti coloro che intendono proporsi l’opportunità di scendere in competizione in modo libero ed aperto a partecipare alle primarie quale pre-selezione ma, in seguito solo i primi due “top two” che risulteranno prescelti potranno contendersi il collegio.
    Pertanto, sarà acquisendo un siffatto innovativo aperto criterio che si potrà ovviare ai caos delle primarie e non cozzare contro il secondo comma dell’art 3 della nostra Costituzione in quanto senza innovazioni e rinnovamenti mai si potrà riporre alcuna sicurezza nel futuro appunto, se non si rimuoveranno gli ostacoli che, limitando di fatto, la libertà e la uguaglianza dei cittadini che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese! Allora, affinché le primarie possano avere efficacia ed adeguata legittimazione serve adeguarle alle esigenze dei nostri tempi, acquisendo quelle indifferibili innovazioni che si reclama! Perché sempre più impossibile diventerà voler gestire le primarie in modo autoreferenziale, esclusivo e riservato ad un solo partito quando vivendo in una società aperta e degli accessi in altrettanta maniera dovranno strutturarsi i sistemi i modelli elettorali secondo un’aperta e libera contendibilità!
    Pertanto, a questi nuovi criteri tutti gli esterofili rimasti ancora miopi e/o folgorati dalla partigianeria di casta dovranno ricredersi ed adeguarsi aggiornandosi ai nuovi tempi dei sistemi aperti ed ulteriormente sforzarsi e rendersi conto quando con la “top two” già vige negli Usa quale ulteriore opportunità per espandere compiutezza alla cittadinanza.
    Conseguente dal poter usufruire del referendum propositivo oltre a quelli: “confermativo” ed abrogativo! Necessità della quale non possiamo permetterci d’attendere quando di questa opportunità se ne parla già da dagli anni ’80 ma, guarda caso, per poli e bi-partisan volontà politiche di casta, si mantengono tuttora, i cittadini monchi di questa prerogativa di civiltà e maturità politica democratica propositiva! Questione che si rende sempre più irrinunciabile poiché alcun equilibrio fisiologico mai potrà reggersi sulla sola azione del sempre toglierci senza per compensazione con il referendum propositivo poterci mettere! Quindi, improrogabile risulta la necessità di doverci dotare anche noi di questa prerogativa per non continuare a restarne monchi anche sotto questo profilo! Quando alcun sistema potrà mai reggersi sempre sulla dinamica del solo togliere –abrogando-se non si controbilancia potendoci aggiungere con il propositivo! Allora, serve semplicemente acquisire il referendum propositivo diversamente ancor più anche sotto questo profilo la nostra democrazia continuerà a restare sfasata e bislacca rispetto a quelle che da tempo lo vantano per compiutezza non ultimo dimostrato dalla California come quanto già sin dal medioevo, dalla sua costituzione-nascita continua tuttora periodicamente ad “accadere” e si pratica nella stessa Svizzera quale esempio di “democrazia matura” e, patria del referendum per antonomasia vigendovi senza alcuna necessità di quorum – quale dimostrazione di democrazia concreta e matura!
    Inoltre, si rende indispensabile dotarsi sotto il profilo elettorale del “write in” ovvero dell’opzione di quanto già possono giovarsi molte altre democrazie più mature prerogativa indispensabile per incamminarci verso quella democrazia autenticamente compiuta!? E’ appunto con questa opzionale prerogativa che si permette al cittadino di poter scrivere direttamente sulla scheda elettorale un diverso nome di persona da eleggere rispetto a tutte quelle elencate e presenti nelle liste elettorali presentate dai partiti. Questa opzione rappresenta un utilissimo potenziale antideterrenza funzionale ad agevolare la contendibilità e contrastare l’autoreferenzialità la cui efficace applicabilità è stata concretamente dimostrata ultimamente anche alle elezioni di midterm per il Senato in Alaska. Pertanto sarebbe col “write in” che si potrebbe bypassare le liste bloccate dall’attuale anacronistico modello elettorale “Porcellum” che ci è stato propinato dalla casta dove, un manipolo di politici ci mantiene in scacco potendosi comodamente nominarsi un intero bicamerale Parlamento. Questo è quanto ci ritroviamo purtroppo dover continuare a subire in Italia come cittadini “in accomandita” da cui l’auto avvitamento in corso e l’intrecciarsi della crisi recessiva a quella conflittuale istituzionale e morale nostrana di cui si riempiono quotidianamente le cronache anche internazionali dove grazie anche ad un siffatto “porcellum” si distingue sempre meno l’etica dalla cotica!
    Altra questione da aggiungere che si trascina e che mantiene la nostra democrazia bislacca e squilibrata sempre sul fronte elettorale è rappresentata dalla necessità d’acquisire un sistema elettorale completo per toglierci dalla dimensione di pendolari frutto del restare ostaggio di quel solito perverso gioco di politici/partiti di turno che in modo più o meno bipartisan o poli – partisan continuano a propinarci quel solito gioco dell’oca che prefigura consueti pit-stops farciti di resi inutili o sterilizzati referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per scambiare sempre gli stessi meccanismi elettorali per farci ripercorre in modo pedissequo e stereotipato gli stessi tragitti e doppiare le stesse caselle da cui l’indotta pendolarità! Modalità con la quale appunto, la casta s’alletta per sostanzialmente mantenere i modelli elettorali incompleti ed inequivocabilmente transitivi per rendersi come casta politica sempre più intransitiva! Lasciando così che l’autoreferenzialità s’attesti quale nuovo epocale assolutismo!? Anziché prodigarsi a ritagliare per benchmark comparazione nuove soluzioni per sintonizzarci ad una siffatta cangiante realtà!
    Appunto, per non continuare a soccombere serve dotare il nostro sistema elettoral-istituzionale d’inediti meccanismi elettorali completi quanto il SEMIALTERNO propugna quale dispositivo più coerente alle esigenze di una siffatta cangiante iperbolicamente accelerata realtà! Questo è quanto il SEMIALTERNO propugna dato dallo strutturarsi su una base proporzionale che verrebbe sostituita da una mandata al maggioritario in caso di fine anticipata della legislatura, ma, in questa evenienza la legislatura entrante non può modificare la Costituzione dopo la quale comunque, si ritornerà a mandate a base proporzionale!
    Soluzione esperibile attingendo copiosamente ed in modo mirato a già quanto il compendio mondiale offre, date le novità che una siffatta effervescenza in continua evoluzione presenta ormai ad ogni latitudine giacché molteplici ne sono gli esempi ai quali potersi rivolgere.
    Mi riferiscono particolarmente a quanto già i Britannici stanno rivoluzionando buttano all’aria il loro considerato un classico esclusivo inimitabile modello Westmister per approdare al proporzionale… Appunto servono soluzioni innovative per mettere a punto e ritagliarci un sistema elettorale completo. Un passo che pretende l’acquisizione di completi meccanismi elettorali articolate in modo elastico flessibile adattivo auto-correttivo a “check and balance & feed back control” criterio in modo da iniettare quella necessaria concorrenza indispensabile ad ingenerare un bipolarismo aperto tale da indurre accountability! Pertanto sarà rendendo compiutezza sistemica a quel ciclo centrifugocentripeto presente in modo latente sin dall’ateniese concezione della democrazia ma mai codificato e strutturato in modo articolato e complementare come quanto col SEMIALTERNO si propone assolvere che si potrà ricreare quella necessaria concorrenza indispensabile quale sinergico “must” propulsore per implementare qualità-democraticità e massimizzare governabilità-decisionalità, economicità ed una responsabile sussidiarietà ed in ultima analisi agevolare la formazione di governi più coesi e duraturi.
    Serve razionalizzare il sistema articolandolo in modo completo e complementare implementandole più appropriatamente in modo inedito e distinto le suddette articolazioni Proporzionale e Maggioritaria che si potrà innescare un virtuoso sinergismo propositivo tale da innestare quel necessario dinamismo, indispensabili a dare conseguenti risposte governative!
    Queste restano le cocenti inderogabili acquisizioni che si rendono indispensabile sotto il profilo elettorale da dover acquisire per rendersi efficienti e strutturalmente competitivi! Ovviamente altri aspetti sono da risolvere su altri piani e livelli specialmente quelli rimasti da sempre inevasi pur venendo elencati in ogni programma elettorale ad(1) ogni passata elettorale!
    Prioritariamente urge regolamentare l’art. 49 affinché senza di questo tutto continui ad auto avvitarsi su se stesso in modo sempre più autoreferenziale per riprodurre l’attuale inconcludenza Pertanto, oltre che a rendere equilibrate e simmetricamente articolate le cose sul versante dei referendum aggiungendo il propositivo per complementarietà all’abrogativo così come si renderebbe equilibrato il sistema elettorale articolando in modo completo i loro meccanismi enucleando in essi quelle complementari latenti induzioni rappresentate da quella Proporzionale-centrifugo a quella centripeta del Maggioritario. Solo così di potranno renderli completi come quanto già il SEMIALTERNO strutturalmente enuclea!
    Tutto questo si rende improrogabile per sintonizzarci ai tempi a quanto una moderna democrazia reclama al fine di potersi sviluppare lungo la traiettoria che possa azzardar quelle aspirazioni ideali che sempre sopravanzano le condizioni reali affinché si possa promuovere un asintote miglioramento incrementale e contribuire a dissipare deterrenza, autoreferenzialità rischi autoritari… Bobbio e, ridurre sempre più quel gap che s’insinua tra ciò che la democrazia dovrebbe essere dall’esserlo ed in coerenza a quanto già l’art. 3 della nostra Costituzione attesta muoversi per rimuovere gli ostacoli che si frappongono! Propri per affermare che: “Ciò che la democrazia è non può esser disgiunto da ciò che la democrazia dovrebbe essere!” Sartori Appunto, proprio perché la democrazia essendo un mezzo abbisognerà che si doti di dispositivi elettorali ai tempi e sempre più efficienza affinché rendano sempre più in efficacia. Giacché tanto più risulteranno allo scopo strutturalmente integri e completi quanto più potranno rendere in efficienza ed efficacia! Pertanto, il SEMIALTERNO ne rappresenta il sistema intrinsecamente strutturato e completo auto-correttivo a “check & balance & feed back control criterio”! Dove, anche il federalismo fiscale dovrà dotarsene perché senza alcuna accountability non servirebbero a nulla le istituzioni senza quegli strumenti che consentano di verificare coerentemente i propri risultati rispetto alle scelte politiche intraprese! Perché ai cittadini in ultima istanza interessa che siano pochi, chiari e ben identificabili i soggetti responsabili! Da cui l’esigenza del mettere a punto ed abbracciare sistemi elastico-flessibili adattivi che consentano innestare quella virtuosa dinamica tensione indispensabile a massimizzare estensibilità e percorribilità e, conseguentemente determinare soluzioni governative d’un autentico ben strutturato ed articolato bipolarismo dinamico contendibile aperto quanto il SEMIALTERNO prefigura!
    Pertanto, indispensabile risulta non solo supporre di vivere in una democrazia matura quanto pretendere d’arrivarci da cui l’esigenza del darsi da fare per cambiare e migliorare per non continuare a ritrovarcela sempre più dis- avanzata e/o sbilenca o finire per “lock in” in quei soliti “cul de sac” nei quali la casta vorrebbe e spererebbe cacciarci per continuare a comodamente specularci nello spazio tempo! Da cui l’esigenza di dotarsi di un progetto a maggiore carica di contendibilità ed appetibilità democratica che non può prescindere dal considerarne parte il SEMIALTERNO!
    Quindi, illusorio sarebbe supporre di poter risolvere cavalcando una mera effimera vocazione maggioritaria specialmente quando questa diventa un insistito, pedissequo, volubile desiderio tale da trasformarsi in un’autentica supponenza! Ovvero, pretesa d’intendere di poter diventare l’unico secondo addendo assoluto di un bipolarismo Maggioritario blindato quando questo occluderebbe ogni prospettiva d’un autentica contendibile competitività giacché rischierebbe di soffocarci dentro un autentico sterilizzante schiacciamento con un’anacronistica carica di cattività!
    Questo sembra prospettarsi ed andar costituendosi se si rimarrà ancorati a quella anacronistica vocazione maggioritaria che i Britannici stanno rifuggendo!? Questa metà risulterebbe un surrettizio appagamento di quelle frustrazioni di nostalgiche delusi fatte crollare col muro dell’89 che nostalgici del maggioritario vorrebbero ripristinare per ergersi detentori tenutari di un altrettanto effimere anacronistico polo supponendo di diventare detentori di un bipartisan esclusiva “golden share” deterrenza di un duopolio blindato perpetuato nello spazio tempo! Ovvero, identificarsi in uno dei due supposti eterni addendi di un duopolio a vocazione maggioritaria permamente!
    Senza rendersi conto che tutto questo ormai come detto, è stato superato dalla storia dimostrato dalla cronaca e dagli stessi Britannici che stanno abbonando il loro “Westminster – classico Maggioritario all’uninominale” per passare al Proporzionale. Quel Proporzionale che abbiamo abbandonato con la Prima Repubblica!? Ma, con la differenza che noi ci rendiamo pendolari ostinandoci a ripercorrere le stesse stereotipate tratte e doppiando le medesime caselle da quasi 20 anni con ibride inconcludenze: Mattarellum e Porcellum per mantenere intatta ed integra la casta. I Britannici invece, più pragmatici procedono più risoluti e spediti per proiettarsi nel futuro con soluzioni innovative…. Invece, noi ci illudiamo risolvere la questione continuando a farci propinare quei soliti obsoleti modelli elettorali ibridi misti incompleti limitati e limitanti transitivi per lasciare intransitiva la casta che così facendo continua in deterrenza a mantenere inalterato lo status quo per ritagliarsi semplicemente lì ulteriore prerogativa d’innalzarsi la posta in gioco con siffatti privilegi! Frutto di suddetti azzeccagarbugliti – grovigli del mantenersi avvolta in un siffatto ginepraio – repertorio riproduttore d’inconcludenza sistemica quanto appunto, riproduce l’attuale Porcellum come lo era il suo precedente Mattarellum. Cosicché, tutto viene sempre più aggrovigliato pur di non risolvere per aggiungerci sempre nuove caselle e livelli plutocratici per renderci sempre più obesi anziché snelli ed efficienti a filiera corta… Appunto, probabilmente la prossima casella da inutilmente perorare sarà quella presidenzialista per ulteriormente espanderne ancor più quel ambito gioco dell’oca con sempre nuove caselle tutte riconducibili ed appartenenti a quel solito famigerato gioco dell’oca in eterna Penelope stesura e sfilatura, con la quale, la casta s’allettala per creare marasma ed inconcludenza e così meglio continuare a specularci per ulteriormente nuotare nei privilegi e rendersi intransitiva.
    I richiami ai governi costituenti senza proporre alcun progetto dimostra esser un’autentica farsa per emulare quell’esercito d’una fittizia salvezza quale palese evidente riprova che sotto il sole non è cambiato niente! In quanto quel richiamo può semplicemente sottendere di voler reintegrare quel solito gattopardesco gioco dell’oca che prefigura consueti pit-stops farciti di resi inutili o sterilizzati referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per scambiare sempre la medesima obsolescenza. Dove, talora, vi si cambia la percentuale del quanto più Maggioritario rispetto al quanto di Proporzionale e/o viceversa, oppure ci s’impaluda con un siffatto: “post-Porcellum”!
    Modalità con la quale la casta s’alletta per sostanzialmente mantenere i modelli elettorali incompleti ovvero, inequivocabilmente transitivi! Un’autoreferenzialità che prefigura rischiare di farci ricadere in un autentico nuovo epocale assolutismo se non si invertirà la rotta si rischia di viverla a ritroso!
    Quando servirebbe semplicemente acquisire un completo sistema che il SEMIALTERNO enuclea per riprodurre quel contendibile bipolarismo aperto indispensabile per innescare un virtuosa contendibile percorribilità ottenibile appunto montando in un inedito modo entrambe quelle irrinunciabili complementari articolazioni: centripeta>centrifuga, interpretate dal Proporzionale e dal Maggioritari che quando articolate in modo integro, distinto e completo quanto il SEMIALTERNO assolve quanto per lo stesso verso lo sarebbe alla Moebius inedito montando un semplice nastro per massimizzarne la compiutezza in percorribilità – contendibilità!
    Quale osmotica pulsione insita e latente nelle cose, sin dal suo ateniese concepimento della stessa democrazia che reclama completo quanto il sistema SEMIALTERNO enuclea e propugna!

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