Riderci su


Wilileaks fa ridere, parola di premier. Le attese e temute rivelazioni sono tante (e giustamente non ancora tutte), forse troppe da mettere in fila (anche temporalmente) per capire la verità. E forse non conta davvero cosa sappiamo ora. Gli aspetti davvero rilevanti sembrano altri. Due su tutti. Cosa c’è di davvero nuovo (e quindi non saputo, sussurrato o intuito) e perchè quest’uscita ha come fulcro gli Stati Uniti.

Intendiamoci: è facile dire che l’America è l’impero del male, ma nel frattempo sono rimasti davvero tutti fermi? Cina, India e Israele? Le Coree non hanno un loro diplomazia che ha fatto e sta facendo di tutto per non perdere quella guerra psicologica che ancor più che la guerra preventiva serve oggi a dare una spiegazione di come funziona il mondo, in sintesi a fare opinione?

Davvero ci si può rifiutare di pensare che adesso, dopo che abbiamo documenti ufficiali top secret e note informali riservatissime, serva un ordine logico, una contestualizzazione che nessun Wikileaks potrà mai dare?

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