Ma quanto dura una settimana?


La settimana scorsa il Premier aveva annunciato per la metà di questa settimana la nomina del Ministro per lo Sviluppo (economico). Al momento risulta non pervenuto, quindi c’è ancora l’interim (del Presidente del Consiglio).

Ora siamo a cavallo tra mercoledì e giovedì e, siccome non c’è alcuna urgenza, il Governo a tutto pensa tranne che nominare un nuovo Ministro (che ovviamente sarebbe pure chiamato a dire qualcosa sul recesso di Confindustria dal contratto dei metalmeccanici).

Non vorrei chiamare in causa l’inquilino del Colle, che ironicamente ha sollecitato la nomina di recente. Ma pure il Presidente della Repubblica avrebbe bisogno di una risposta chiara e motivata, pena la perdita di ogni consuetudine del galateo istituzionale.

Secondo me nasce da qui ogni difficoltà di questo Governo. Inutile negare che siamo in presenza di una vera e propria crisi politica che assorbe ogni questione e attira a sé ogni attenzione. Ma continuare a negare o ignorare ogni regola di rispetto tra organi costituzionali diventa il nocciolo del problema. Tutte le volte che Berlusconi è chiamato al rispetto di prassi e regole cerca di scantonare, di rinviare di addossare ad altri la responsabilità.

Vale per il Ministro dello Sviluppo (che adesso non verrebbe forse nominato per la tensione nella maggioranza); vale per la mancanza di rispetto verso la figura del Presidente della Camera (che non è il rappresentante di nessuna maggioranza parlamentare ma “solo” della Camera dei Deputati nel suo insieme); vale per la mancanza di ascolto ai richiami del Colle (attenzione all’economia, nomina del Ministro; rispetto di ruoli e del dettato costituzionale). Vale anche, manco a dirlo, per il rispetto della Magistratura come potere dello Stato; delle aule di giustizia (che rendono giustizia secondo legge, magari sbagliando ma assolvendo alla loro funzione giurisdizionale); delle Regioni e della loro autonomia; del popolo sovrano, che ha espresso una maggioranza relativa per Berlusconi ma non ha dato altri poteri a quelli già presenti nè ha conferito mandati particolari se non quello di governare il Paese.

Purtroppo, giova dirlo, Berlusconi non risponde al mandato ricevuto; sembra ostaggio del Palazzo ma usa il palazzo stesso per proteggersi da ogni attacco. E’ insomma distante dal paese vero, che lo ha incaricato di fare delle cose che purtroppo mancano e che dicono di questa sconfitta che si sta materializzando in tutta la politica del Pdl. Con maggioranze schiaccianti in ogni tornata elettorale si è detto che serve un governo, un ordine delle cose, un metodo per affrontare le priorità. Invece niente.

Si rinvia. Si rinvia sul Ministro, si rinvia sulla ri-definizione del programma; si rinvia anche sulle elezioni. Basta tirare avanti. Basta rinviare alla settimana successiva. Alla metà della settimana successiva. Ma anche questa è passata. E così siamo già oltre, oltre ogni promessa e ogni scadenza. Senza Ministro. Con le settimane che si allungano, come l’agonia che stiamo vivendo. Lenta, estenuante, inutile per il Paese.

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