Intesa San Paolo una banca inefficiente


Sicuramente ha retto bene, come d’altra parte tutti gli istituti di credito italiani, alle tempeste sui mercati azionari. Si è insomma dimostrata solida nei numeri, i fondamentali, la gestione patrimoniale e la redditività. Ma questo vale nel complesso, non sicuramente nell’offerta di servizi alla clientela.

Ne parlo perchè ieri mattina durante l’ennesima fila presso una delle sue filiali per pagare un mav, le persone che mi stavano accanto chiacchieravano e dicevano peste e corna di quella filiale. E io, che non volevo infierire, ho dovuto cedere, accodarmi e scaricare finalmente tutto quello che ho accumulato da tempo contro questa banca.

Intendiamoci, non voglio fare pubblicità negativa, ma raccontare fatti realmente accaduti. Fatti che gettano ombra su come viene trattato il correntista, il cliente, colui che fiduciosamente ha un rapporto con questo istituto di credito poichè gli affida i soldi, talvolta le speranze e molto spesso confida su buoni servizi, poco costosi e anche su un minimo di cortesia allo sportello.

Naturalmente ci sono arcani che, più in generale, fatichi a spiegarti. Ogni giorno parte un’offerta commerciale che sostituisce quella precedente, che attira nuovi curiosi e che promette risultati mirabolanti poi quando ti cali nella realtà, guardi da vicino i prodotto e ti domandi dov’è il servizio, visto che la fregatura l’hai già ottenuta pagando extra-costi e ottenendo davvero ben pochi servizi. Ma ripeto, questo è un problema più generale, che non riguarda solo Intesa San Paolo. Però, dalle piccole cose, capisci che si arriva facilmente a quelle più intriganti dove confrontando servizi e prestazioni rimani sorpreso: gli altri hanno qualcosa in più, qualcosa che tu non hai. Per esempio ti domandi come mai oggi come oggi puoi, con altre banche, prelevare da un bancomat fino a 2000 euro, mentre Intesa San Paolo è rimasta al palo: anche se sei correntista prelevi allo sportello bancomat solo 500 euro. Oppure ti chiedi come mai, sempre al bancomat, con altri istituti si possono pure depositare assegni, mentre la tua banca…vabbè ma queste sono raffinazioni che interessano a pochi. Per capirci: con quelcuno puoi e con altri no.

Ecco, torniamo a ieri. Mentre dovevo pagare il famoso mav mi sento la tipa incazzosa accanto che cerca di tirarmi nella discussione: la sua banca è differente, è quella tedesca, quella che a Lecco e rimasta popolare ma ormai è tedesca e fa tutto: ti offre tutto, basta che alzi il telefono. Per questo la signora se ne andrà da Intesa San Paolo. Io, che da Intesa San Paolo me ne sono andato da poco, respiro già tempo aria diversa: ache la mia banca è differente, ma non voglio contraddire la signora e cerco di annuire, di capire, di sostenere la sua protesta. In effetti la signora ha ragione: quella filiale in cui siamo in coda sembra un ministero, non capisci quale sia lo sportello che fa per te, non capisci se gli impiegati si stiano occupando del caso che serve a te, se puoi e devi rivolgerti a loro. C’è un momento in cui uno parla al telefono ma sembra libero, un’altra che è libera ma guarda altrove, un’altro che diventa chiuso quando un signore si avvicina per fare un’operazione di pagamento. Regna il caos e lo percepiamo tutti distintamente. Manca solo che qualcuno dica una parola e allora davvero potrebbe accendersi una miccia pericolosa.

A me Intesa San Paolo non piace. La mia esperienza, ampiamente documentabile, è semplice: mando una lettera raccomandata per chiudere il mio deposito titoli e trasferire quel poco che ho su quel conto presso un’altro istituto. Raccomandata con ricevuta di ritorno di cui conservo gelosamente il riscontro. Dopo 15 giorni nulla. Dopo 3 settimane nulla. Timidamente decido di contattare la responsabile della filiale dove ho il deposito. Adduce scuse relative alla gran mole di lavoro, al periodo. Mi dice di non preoccuparmi. In due giorni si risolve. Passano altre due settimane e niente. Nel frattempo mi contatta la banca presso cui ho deciso di trasferire il deposito e mi chiede spiegazioni: ho attivato la procedura di trasferimento? Ho chiesto spiegazioni? Ma niente, loro non hanno ricevuto nulla. Allora ricontatto la filiale Intesa San Paolo e di nuovo scuse, anche personali. Insomma io dovrei farmi carico dei problemi personali della direttrice! Un periodo davvero difficile. Però devo pazientare ancora per un pò. Bene, decido di mostrare i denti: venuto a sapere del centro reclami ricontatto la mia filiale e minaccio. Allora la direttrice capisce. Alla distanza di tre mesi il trasferimento avviene in maniera fulminea!

Pensando di aver effettivamente risolto passo alla fase due (già programmata): chiudere il conto corrente. Quindi altra raccomandata (ma che noia, per me…e per voi! ora corro); dopo 3 settimane silenzio allora chiamo. La filiale sostiene che non ho restituito una carta di credito (mai avuta!) così mi tocca andare dai Carabinieri e denunciare lo smarrimento di ciò che mai ho avuto in possesso. Prontamente consegno in filiale la copia dell’esposto. Ma…colpo di scena! Dopo altre 2 settimane il conto è ancora aperto. Allora chiamo in filiale, parlo con la direttrice e mi sento dire che “a cavallo tra un mese e l’altro non si può chiudere un conto corrente, quindi dovrò aspettare ancora una settimana”. E sia, aspetto e davvero si chiude.

Il fatto è che avevo davvero programmato la chiusura del conto corrente da circa 6 mesi, perchè davvero scontento di non poter pagare un mav per tasse universitarie presso l’Università Orientale di Napoli la quale ha una convenzione con Intesa San Paolo per la riscossione, che però…in 4 filiali di un provincia del Nord non è possibile pagare e quando arrivo alla quinta filiale…scopro che lì sì, dopo aver perso un’intera mattinata (e rischiato di non poter adempiere agli obblighi di pagamento), potrò pagare. Lì, in quella quinta filiale, hanno un computer diverso, uno di quello usato dalla Cariplo una volta, quello che usa ancora i vecchi codici. Lì sì si può pagare, perchè quella è … era un’altra banca! Capito? Sì, lontano da Intesa San Paolo, più che posso.

One thought on “Intesa San Paolo una banca inefficiente

  1. Il sig.ha ragione. Stesso problema con intesa conto mamma con firma consegnò decreto del giudice come amministratore di sostegno per errore fatto sul decreto errore discutibile la banca mi ha bloccato conto chiesto bancomat. Negando che che mi bloccavano il bancomat

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