La marea che si muove dall’Italia


Un intervento molto retorico della Fonazione Fare Futuro, vicina al Presidente dalla Camera Gianfranco Fini. Stupisce che qualcuno pensi che i giovani italiani siano diversi da quelli del resto del mondo, tutti attraversati dalle tensioni globali che sembrano, sempre più, mettere in discussione le certezze con cui i padri hanno dato l’ordine attuale. Però l’Italia vuole apparire come un caso diverso a tutti i costi.

(IRIS) – ROMA, 11 MAG – “C’è, là fuori, una società giovane e insofferente che spinge alle porte della storia. Lo fa senza manifestazioni, senza piazze e senza cortei, perché i luoghi della politica sono altri, perché è finito il tempo dei duri e puri. Lo fa in modo morbido, liquido, ma non per questo meno efficace. Anzi. È una marea lenta, una rivoluzione tranquilla e orizzontale che parte dal basso e che, gradualmente, sommergerà di nuovi contenuti culturali anche la politica che i giornali si ostinano a raccontare…”.

Ffwebmagazine (www.ffwebmagazine.it) , periodico online della Fondazione Farefuturo, rivolge un appello “ai giornalisti che stanno seguendo in queste settimane le vicende all’interno del centrodestra: per rendere un qualche merito alla verità, fate il possibile per non derubricare il tutto a un mero scontro di potere o, ancor peggio, a piccole beghe di poltrone, a questioni di palazzo”.

Piuttosto, scrive il direttore Filippo Rossi, “cercate di raccontare la voglia di una buona (e nuova) politica che sappia prescindere da schieramenti e ideologie. Cercate di raccontare il desiderio per una politica davvero laica che sappia decidere senza ricatti o imposizioni. E cercate di raccontare, anche, l’utopia diffusa per un’Italia finalmente pacificata nella quale non ci si debba aspettare un nemico a ogni angolo. È la fuori che vanno cercati i motivi, senza retorica populista, capendo ogni persona, ogni individuo, senza stare a guardare da dove arriva ma capendo dove vuole andare”.

“È lì, fuori dal palazzo e dalle beghe di partito – continua Ffwebmagazine – che s’incontrano gli italiani che stanno dalla parte di una legalità declinata nel modo più semplice possibile: non rubare, per esempio. È lì che ci sono gli italiani che stanno dalla parte di Roberto Saviano e che se vedono due poliziotti pestare un ragazzo gli va il sangue al cervello. Ed è sempre lì che trovate quelli che, la stragrande maggioranza, non si sognerebbero mai di mettere in discussione l’unità d’Italia. È lì fuori che si trovano gli italiani che vogliono scegliere ma che non appartengono a nessuno. E gli italiani, anche, che sanno benissimo che i nuovi italiani non sono ladri d’identità. E gli italiani che hanno pensato, semplicemente, che era doveroso liberare Eluana da una “non vita”. È li fuori che potete trovare gli italiani che del razzismo non sanno che farsene. E gli italiani che non pensano che la rete sia uno strumento del demonio. E che pensano che una famiglia è un gesto d’amore, e non un atto burocratico”.

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