Capire Clegg


Riporto sotto la lettera diffusa da Clegg nei momenti immediatamente successivi al voto inglese. Credo che ci sia tutto il suo dispiacere per un risultato di molto inferiore alle attese. Però quel che mi importa ora è capire la mossa di Nick per il Governo. Un Esecutivo a guida Cameron con il quale non sembra che i liberaldemocratici potranno esprimere un’alleanza organica.

A Brown Clegg poteva chiedere troppo, visto che i laburisti conoscono le stanze del potere e sono adusi a poltrone e posti. Essendo il labuor sconfitto nelle elezioni, ogni posto in meno avrebbe significato un ulteriore indebolimento dell’apparato di partito. Inaccettabile.

A Cameron Clegg poteva chiedere troppo poco perchè con un governo conservatore gli obiettivi liberaldemocratici sono differenti. Ora non si tratta semplicemente di entrare nella stanza dei bottoni ma di garantire la formazione di un governo che non sovverta completamente l’esisto elettorale (ed è indubitabile che Cameron ha vinto). Inoltre Clegg mira ad ottenere una patente di credibilità per il suo parito, cosa che appunto sarebbe mancata al momento di concretizzare un’intenzione di voto in un voto reale e certificabile. Ma soprattutto Clegg baderà ai collegi elettorali: quei collegi che più volte hanno marcato la sconfitta lib-dem, facendo perdere sul collegio un consenso proporzionalmente rilevante ma sottorappresentato.

Penso che questi siano i dubbi…del giovane Clegg.

Dear friend,

Last night was a disappointment for the Liberal Democrats. Even though more people voted for us than ever before, even though we had a higher proportion of the vote than ever before, it is of course a source of great regret to me that we have lost some really valued friends and colleagues and we have returned to Parliament with fewer MPs than before.

It’s clear that many people were excited by the prospect of doing something different. But when it came to the vote, they decided to stay with what they knew. In a time of great economic uncertainty I can understand that.

But that’s not going to stop me from redoubling my efforts and the Liberal Democrats efforts to show that real change is the best reassurance that things can get better for people and their families.

Now we are in a very fluid situation with no party holding an absolute majority. It’s vital that all political parties and all political leaders act in the national interest and not for narrow political party advantage.

During the election campaign I said that whichever party gets most votes and the most seats, if not an absolutely majority, has the first right to seek to govern either on its own or by reaching out to other parties. And I stick to that view. It seems this morning that it is the Conservative Party that has more votes and more seats though not an absolute majority.

I think it is now for the Conservative Party to prove that it is capable of seeking to govern in the national interest. At the same time this election campaign has made it abundantly clear that our electoral system is broken, it simply doesn’t reflect the hopes and aspirations of the British people.

So I repeat again my reassurance that whatever happens in the coming hours, days and weeks I will continue to argue not only for the greater fairness in British society not only the greater responsibility in economic policy making but also for the extensive real reforms we need to fix our broken political system.

Thank you for all your wonderful support and work through the campaign. It has been a privilege to lead such a magnificent team and we will carry on the campaign for a fairer Britain.

Best wishes,

Nick Clegg
Leader of the Liberal Democrats

3 thoughts on “Capire Clegg

  1. The real Triple Botton line Trilemma!
    How to avoid financial-economic, social – political & ecological crises!

    Democrazia e mercato imprescindibilmente sono facce della medesima medaglia e la sempre più pervasiva reciproca compenetrazione e le nuove tecnologie ed internet ne accelerano sempre più i processi di questa vicendevole reciproca confluente integrazione in un processo sempre più pervasivo e globale che sta irrevocabilmente dissolvendo sempre più l’attuale tradizionale conformazione statuale, relegando così lo Stato classico all’impotenza: la crisi recessiva che si fa sempre più mordente ne è la sua più che palese dimostrazione. Giacché la finanza è globale ergendosi a supremazia tende rendere sempre più l’indipendenza del mercato dai governi… L’incrocio tra grande finanza ed élite politica è l’ultimo esempio della crisi vera che paralizza ed inibisce (la democrazia) le democrazie mondiali mettendole sempre più fuori gioco! Quando è pur sempre la politica che detta le regole e compito della finanza adeguarsi!? Quindi, se non si vorrà in continuazione subire gli effetti del fenomeno della globalizzazione si dovrà pur aggiornare il sistema nel suo complesso su entrambe le suddette facciate sia quella della democrazia che quello del mercato a livello glocale. Ovvero, sia nel macro che nel micro su entrambi i frontespizi. Giacché l’economia globale non si capisce se non si capisce come si sono sviluppate negli ultimi anni le telecomunicazioni, il mercato finanziario globale e integrato è fatto dai computer. Sono due aspetti di altrettante tendenze: da una parte la crescita di competitività economica, dall’altra la crescita sociale, organizzata?!… Così continuando sarà sempre più difficile raccapezzarsi dove la globalizzazione dei mercati resta avulsa e non accompagnata dalla globalizzazione delle regole, dei controlli, delle finanziarie, delle “agenzie di rating”… le nuove tecnologie ed internet tenderanno a relegare sempre più fuori gioco le attuali configurazioni statuali ed incapaci di reagire a gestire il contingente alle stesse velocità del “just in time” con le quali la finanza è capace di intervenire in ogni dove in tempo reale dato che l’organizzazione delle élite e la segmentazione e la disorganizzazione delle masse sembrano essere i meccanismi gemelli di dominazione di facile aggressività da parte dei creativi giocolieri e croupier della finanza sempre più padroni di un siffatto famigerato gioco. Dove le élite sono cosmopolite ed il popolo è locale chiuso nel proprio rigido “guscio statuale”, “attrezzato” a poter reagire soltanto attraverso le intermediazioni dei propri rappresentanti addirittura tendenti questi ultimi a sempre più svincolarsi dal mandato “elettorale” quando non ricorrono a chiedere aiuto ad altrettanti esperti di sistemi elettorali (altrettanti croupier di parte’!) per ulteriormente innalzarsi la posta in gioco alla casta!? Oppure, addirittura come nel ’31 perdere tempo a consultarsi prima di dare inizio agli opportuni necessari provvedimenti o quanto meno, tergiversare per non perdere consensi elettorali – Merkel- lasciando che tutto vada a scatafascio!? Ed in borsa si brucino enormi “capitali” Giacché lo spazio del potere e della ricchezza si proietta in tutto il mondo, mentre la vita e l’esperienza della gente comune resta radicata nei luoghi, nella propria cultura, nella propria storia: educazione-formazione locale!
    Quindi, ineludibilmente per poter reggere questo processo globalmente sempre più concorrenziale ed aggressivo occorre l’acquisizione di nuovi sistemi rendendo le front line elastico flessibili – attuatori – capaci di reagire in tempo reale ad ogni contingente prossimità e/o cambio di paradigmi per meglio auto correggersi come sistema quanto l’era degli accessi impone date le iperboliche accelerazioni con le quali i processi attualmente avvengono. Pertanto, se non si provvederà a strutturalmente migliorarsi migliorando i sistemi resteremmo sempre più esposti alle crisi incapaci di reagire conformemente! Essendo oggigiorno, l’informazione divenuta materia prima a potenzialità diffusiva e pervasiva che richiede flessibilità integrata e gestita a sempre più incrementale convergenza secondo quanto la logica della rete reclama, proprie di una società informazionale!
    Se il sistema non riesce a perentoriamente immediatamente a reagire questo non può che significarne la sua sistemica assenza (la crisi che ha investito Euro ce lo ha appena dimostrato) oppure una sua strutturale intrinseca incapacità di fronteggiare l’innovazione in corso per mancanza di taluni presupposti d’adeguamento. L’inevaso fa venire al pettine l’irrisolto e fa esplodere tutte le conflittualità: l’attuale crisi recessiva ne risulta essere la più che palese evidenza quanto lo sono in altrettanto interrelato modo oltre a quelli finanziari gli aspetti connessi relativi alle questioni politiche elettoral-istituzionali e non ultimo quelle ecologiche: crisi nera petrolifera, finanziaria ed elettoral-istituzionale – “glocal triple botton line”?!
    Quando non potremmo lasciare inevase queste questioni e/o continuare a glissarle al vertice (delle élite della casta politica che pur sempre fa le regole!?) e, proseguire a soccombere come utenti cittadini; Assoggettati alla mercé dei soliti speculatori di turno d’ogni genere e fatta quant’anche dovremmo avere il coraggio di reagire positivamente e pretendere quei necessari adeguamenti affinché un siffatto mutato contesto possa sistematicamente strutturarsi e conformarsi ad un effettivo inedito “globale legale standard concorrenziale” sotto ogni profilo. Giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato J. Monod! Assurdo pertanto, risulta restare vittime dell’opacità mantenuta da una fumosità ingenerata e riprodotto dall’inadeguatezza sistemica mantenuta più o meno volutamente in attuazione che sempre più si caratterizza per inefficienza dati gli ultimi sempre più repentini eventi:
    Iniziando talvolta anche con l’importarla da quelli stessi d’oltreoceano bipartisan istituzionalizzati modello elettoral-istituzionali (della massima contraddizione sotto il profilo concorrenziale se non massimo irreversibile emulatore dell’assioma: too big to fail!) che trasbordando per massima autoreferenzialità si sono resi capaci collusivamente di riprodurre ed esportare fallimenti a livello globale, l’attuale mordente recessione economica ne è la più che palese evidenza, crisi che ora sta intaccando sempre più anche il sociale vedonsi la Grecia per non andare tanto lontani!!?
    Là, in quegli apparati d’oltreoceano modello a supposto “check & balance”, dopo che si sono fatti iniettare deregulation a spron battuto, si sono più o meno collusivamente permessi altrettante massime inadempienze rispetto alle loro stesse leggi in quanto anche la politica monetaria della FED (Federal Reserve) sottostimò e s’accorse tardivamente che le pressioni inflazionistiche si erano spostate dai prezzi al consumo ai prezzi degli asset – N. Ferguson T. Forstmann– The TRILEMMA – (the case for limiting leverage and regulating derivatives is overwhelming). Dove, oltre all’ascrivere alle inadempienze della politica monetaria che faceva a capo più o meno volutamente ad una teoria monetaria difettosa sostanzialmente si è dato avvio e sfondo a piene mani alle finanze creative oltre che ai mercati “over the counter” (fuori del piatto) per conseguentemente gonfiare al buco nero sprofondando nell’attuale iperbolica globale crisi recessiva!
    Pertanto, per non finire sempre infilzati sui corni dei suddetti “trilemmi” sarebbe opportuno procedere ad iniettare in ogni dove effettiva virtuosa concorrenza per contrastare le deterrenze, i cartelli, forieri dei comitati d’affare ed aggiornarci su ogni piano. Giacché solo così ci si potrà presentare strutturalmente competitivi in efficienza ed efficacia acquisendo regole chiare e trasparenti per poter dissipare quei soliti: monopolio od oligopoli che un siffatto ricreato marasma manterrebbe inalterato nello spazio tempo se si continuerà ad attingere quei suddetti famigerati parziali ed incompleti modelli ingeneranti opacità, vischiosità quali riproduttori di profittevole speculazioni che un siffatto marasma riproduce!? In quanto come anche sempre asseriva N. Bobbio: “l’unica maniera per combattere la corruzione resta l’efficienza!” Essendo da che mondo è mondo, assodato che alcun potere si auto limita!? Illusorio sarà pretendere dalla nostra casareccia casta politica che s’auto riformi?!
    Quando urgerebbe iniettare imprescindibilmente in ogni dove concorrenza per iniziare a risolvere, concorrenza quale autentico elemento “sine qua non” necessario a mantenere quel continuativo “check and balance criterio a feed back di controlli” indispensabili a rendere virtuoso l’insieme e poterlo incrementalmente migliorare nello spazio tempo per meglio monitorare sia a livello locale, nel micro statuale del nostro BelPaese, quanto nel macro a livello globale!
    Ulteriormente confermato dal fatto che «La grande crisi della finanza globale? E’ il frutto dell’esplosione di un sistema finanziario – ombra cresciuto come un gigantesco party alcolico senza regole» pieno di ragazzi ubriachi «fatti entrare dalle agenzie di “rating” che all’ingresso distribuivano carte d’identità false». Così P. McCulley di Pimco, il più grande fondo obbligazionario del mondo, descrive le genesi di una tempesta che, nel 2008, ha portato l’intero sistema creditizio mondiale sull’orlo dell’autodistruzione.
    Quanto sopra s’accumula per ulteriormente segnalare le necessità e l’urgenza di “global legal standard rules” e se la medaglia non può essere aggiornata soltanto su una facciata lasciando inevaso l’aspetto politico elettoral-istituzionale urgono in altrettanto modo soluzioni su tutti i piani… Emblematici sono gli esiti delle elezioni in Gran Bretagna dalle quale si evince l’esigenza di acquisire nuovi paradigmi iniziando dal versante della politica e nello specifico quello elettoral-istituzionale … La scelta del governo a coalizione segna anche per la Gran Bretagna sottende l’acquisizione sottotraccia del “sistema SEMIALTERNO” dato dall’esigenza, in quel paese considerato istituzionalmente invidiabile, dell’abbandono del Maggioritario all’uninominale per passare al Proporzionale! Giacché Nick Glegg per dar forma ad una coalizione di Governo come punto fermo dei suoi quattro punti oltre alle tasse, alla scuola ed all’economia mette soprattutto come prioritarie le riforme politiche, e non intende transigere per passare dal maggioritario, attualmente punisce i liberaldemocratici giacché con quasi 1/4 dei voti hanno preso meno di un 1/10 dei deputati, pertanto pretendono guarda caso il proporzionale?!! Anticipandone l’esigenza del Semialterno!? Appunto dato l’esito elettorale del 6 maggio c.a. la Gran Bretagna si ritrova con un anacronistico “hung Parlament”!? Quando ineludibilmente dimostra l’assoluta impossibilità di formare una maggioranza coesa giacché oltre all’irrevocabile necessità di dover cambiare sistema elettorale per acquisirne un inedito quanto l’idealtipo sottotraccia SEMIALTERNO che ne sortisce per risulta dell’essere sottotraccia insito nelle cose! Giacché comunque impossibile risulterebbe loro poter diversa ovviare al problema dell’”impiccagione” ricorrendo al modello del Voto Alternativo (all’australiana) Top-up, o Voto Alternativo Plus (AV+) in quanto l’esito finale con la simulazione a voto alternativo non avrebbe cambiato di molto l’esito finale elettorale dimostrato da una ricerca inglese del British Election Study! Il VA+ resta pertanto un modello che era stato a suo tempo proposto in UK nel 1998 ancora dalla Commissione Jenkins, divenuto poi, lettera morta ma, ultimamente è riesumato con una certa forza proposto dalla Commissione. L’AV+, è molto simile ad un sistema misto (Mixed Member Proportional, chiamato in UK “Additional Member System” o AMS)
    Modello che in ultima analisi risulterebbe una soluzione tampone momentanea rispetto ad un più appropriato sistema quanto l’idealtipo – SEMIALTERNO – essendo un sistema più consono alle attuali nostre esigenze quelle che una società informazionale del terzo millennio dai cangianti ed accelerati tempi che reclama soluzioni dinamiche a bipolarismo aperto e non blindato!!!
    Cosicché in ogni dove per ovviare a non presentare situazione d’empasse, di stallo, di “hung Parlament”, come accadde per i Britannici già ancora nel 1974 quando, dopo 13 mesi di governo di minoranza del laburista Harold Wilson furono obbligati a tornare a votare.
    Pertanto ulteriormente se ne dimostra l’assurdità di considerare questo modello elettorale efficace e da imitare per risolvere le nostre peculiari italiche esigenze quanto taluni nostrani Parlamentari pretenderebbero poterlo importare per meglio continuare il loro solito inconcludente italico gioco dell’oca del mantenere transitivo il sistema elettorale e così meglio conservarsi come casta intransitiva facilitandosi nell’espandere la propria autoreferenzialità nello spazio tempo quando pretenderebbero di riproporre cambi addirittura istituzionali per adottare un presidenziale od un semipresidenziale quando entrambe non rappresentano che delle semplici ulteriori fughe dalla realtà e per continuare a ripristinare il solito gioco dell’oca e non quello di una maggiore strutturale efficienza sistemica quanto il SEMIALTERNO maggiormente rassicurerebbe!!!
    Pertanto dati questi risultati e considerato il fatto che anche i politici Britannici si ritrovano a dover cambiare il loro modello elettorale da Maggioritario all’uninominale (prototipo ad induzione centripeta) a quello Proporzionale (modello ad induzione centrifuga) da questo elementare passaggio obbligatorio se ne dovrebbe evincere l’esistenza sottotraccia “per understatement” di un più completo sistema (SEMIALTERNO) capace di enucleare entrambe le suddette dinamiche quali complementari induzioni: centripetocentrifughe insite nelle cose da acquisire e domare ed in un siffatto modo meglio coniugare quanto già esposto dal saggio “Essenza e valore della democrazia” di Hans Kelsen!
    Il sistema SEMIALTERNO rappresenta l’opportunità per superare la cecità di quegli obsoleti modelli elettorali che le rappresentanze politiche continuano a riproporre interscambiandosele indoor or autodoor per dar in un siffatto anacronistico modo parvenza di cambiamento ma per mantenere inalterata la cosa attraverso la solita superata obsolescenza fatta di compassati modelli elettorali frutto di statuizioni formalmente corrette, aspetti ribadito ancora da M. Weber. Ciononostante, la casta in un siffatto modo continua ad interscambiarseli “glocalmente” e, con la scusante che alcun sistema elettorale possa essere perfetto, continua a propinare inadeguatezze quando tutto può essere in modo asintote perfettibile (Monod). Oltretutto, deducibile dal fatto che molti e diversi risultano essere i modelli a livello mondiale ulteriore dimostrazione della loro intrinseca perfettibilità, invece la casta intende mantenerli così fatti per innalzarsi sempre più la posta in gioco al fine di aumentare la propria autoreferenzialità e renderla sempre più incontrastabile. Giacché è più che accertato che il ceto politico non ama le autentiche innovazioni quanto la rete-internet, perché essa sfugge culturalmente ad ogni tipo di controllo centralizzato. Pertanto, si continuerà ottusamente a riproporre e riprodurre la medesima feudale obsolescenza escludendo quella necessaria virtuosa concorrenza indispensabile a rendere incrementale la democraticità intesa come qualità d’efficacia ed efficienza che solo attraverso sistemi a dinamico bipolarismo aperto quanto il SEMIALTERNO possono permettere attivare quel virtuoso implementare rigenerante pervasivo processo nello spazio tempo.
    Quando il ruolo di Internet di cruciale importanza che determina nuove declinazioni nuovi paradigmi, in quanto internet non solo richiama l’immagine della rete, ma si pone esso stesso come generatore di reti di comunicazioni tra soggetti che tendono a vivere tale rapporto in termini sempre più reali, Le reti quindi costituiscono la nuova morfologia sociale delle nostre società e la diffusione della logica di rete modifica in senso sostanziale l’operare ed i risultati dei processi di produzione, il potere e la cultura è una analisi rigorosa e approfondita anche del modello produttivo dominante: l’impresa a rete e senza confini! Oggi, quello che conta è la capacità di tenere il passo con la rivoluzione telematica. O dentro o fuori! Rete il cui sviluppo per elaborazione e trasmissione delle informazioni diventano fonti basilari di produttività e potere grazie alle suddette nuove condizioni tecnologiche emerse sempre più potenti… in processo che sta determinano una strutturale dissoluzione degli Stati tradizionali che eccessivamente buroplutogerarchizzati si rendono sempre più incapaci d’aggiornansi alle mutate tendenze.
    Essendo l’attuale capitalismo caratterizzato da un paradigma specifico, l’informazionalismo, che non è niente altro che la centralità dell’informazione, della conoscenza e dell’innovazione nel capitalismo. In fondo, computer oltre che a far di conto, consente di comunicare e questa caratteristica è trasversale a tutti i settori produttivi e finanziari. Pertanto, lo scenario globale sempre più caotico produce la crisi di legittimità della politica: lo stato-nazione non garantisce più né sicurezza né benessere, mentre il dibattito democratico tende a svuotarsi per essere assorbito dallo spazio dei media. Da una parte c’è il nodo dell’identità nelle società del capitalismo flessibile, dall’altra lo “spazio sociale”, cioè Internet, dove il caleidoscopio dell’identità ha il suo acme – M. Castells
    Pertanto, urgono adeguamenti su tutti i fronti, soluzioni sistemiche complementari l’uno all’altro l’aspetto del mercato non può transigere da quello della democrazia e viceversa iniziando dalle interfacce dalle front line anche dei meccanismi elettorali sul versante della politica diventano imprescindibili.
    Quindi, per non continuare a sopperirvi come cittadino urgono inedite sistemiche strutturali convergenti adeguamenti attraverso nuovi glocali “coniugatori” sia sotto il profilo:
    1) economico finanziario “global legal standard rules” comprensivo di agenzie di rating non di parte od altrettanto pre-orientate! Giacché il downgrading ha senso se l’agenzia, grazie alla sua professionalità, a una superiore capacità d’analisi e si dimostrasse capace di anticipare quanto la posizione di un Paese si stia deteriorando!? Inoltre urgono adeguamenti anche sotto il profilo
    2) elettoral-istituzionali capaci d’accelerare virtuosamente la governance accorciandone funzionalmente le diverse catene dell’intreccio per forniture dei servizi pubblici privati e misti: Sia sotto il profilo elettoral-istituzionale per la determinazione delle rappresentanze (introducendo ad esempio l’idealtipo sistema SEMIALTERNO quale pragmatico multitasking performer a strutturale assetto variabile! Giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato J. Monod!
    Or giunti nel terzo millennio nell’era della rete occorre saper abbandonare l’obsolescenza comprensiva d’ogni anacronistico bipartisan bipartitismo chiuso quello d’oltreoceano espresso che ha confezionato e riversato a livello globale l’attuale crisi recessiva. Crisi indotta e trascinata da quel palese strutturale intreccio politico che collidendo con la finanza è diventare sempre più creativa giacché anche in quel contesto ha ingenerato madornali situazioni dove il controllore risultava essere in ultima analisi, lo stesso controllato; Doto che l’autoreferenzialità riprodotta dalla casta politica era tale da rendersi reciprocamente collusiva con la finanziarie dove, la pervasività era tale da coinvolgere gli stessi cda perfino, appunto, quelle delle agenzie di rating per gli “isin” (numeri di identificazione internazionali) tipico approdo dei modelli a bipartitismo blindato! Pertanto, le bolle finanziarie non possono essere considerarsi soltanto frutto di meri giochi di borsa, quando l’innesto a queste creatività si può facilmente ricondurre al sistematico intreccio collusivo di finanza e politica di facile strutturazione quando restando in presenza di un bipartisan bipartitismo tendente a sempre più istituzionalizzarsi non potrebbe che favorire un semplice autoreferenziale cartello (orizzontale di ceto) data la formalità ideologica che sempre meno divide il partito di governo dall’opposizione specialmente in quel d’oltreoceano presidenzialismo! Quando sostanzialmente il sistema risulta sempre più incapsulato e blindato entro alternanze a rotazione drenate d’ogni effettiva concorrenzialità verticale, cosicché la reciproca cupidigia degli ultimi anni ha facilitato entrambi a fare cartello lasciando sfuggire ogni elementare basilare controllo su altri fronti.
    Proprio perché democrazia e mercato imprescindibilmente diventano sempre più facce della medesima medaglia che reclamano su entrambi i piani (facciate), regole chiare e trasparenti “ad incrementale reciproca modernizzazione” affinché nella loro applicazione diano per “check & balance & feed back” efficaci monitorati opportuni controlli. Pertanto, per “simmetrica isometria” occorre iniettare maggiore effettiva conoscenza e concorrenza all’interno dell’ambito elettoral-istituzionale iniziando dagli ingressi su tutte le “front line” affinando i meccanismi delle leggi elettorali e renderli completi così al meglio incarreggiare l’intero Sistema Paese per mantenere costante e pervasiva la concorrenza in ogni dove ed ambito per riverberarne virtuosi efficaci effetti in tutta la sua galassia di cui si compone politics, policy and polity! Pertanto, conoscenza e concorrenza sono gli quale elementi “sine qua non” necessari a mantenere quel continuativo “check and balance criterio” indispensabile a rendere virtuoso il nostro BelPaese giacché solo così ci si potrà presentare strutturalmente competitivi nella compagine mondiale e risultare efficienti ed efficaci!
    L’attuale capitalismo è caratterizzato da un paradigma specifico, l’informazionalismo, che non è niente altro che la centralità dell’informazione, della conoscenza e dell’innovazione nel capitalismo. In fondo, computer oltre che a far di conto, consente di comunicare e questa caratteristica è trasversale a tutti i settori produttivi.
    Lo scenario globale sempre più caotico produce la crisi di legittimità della politica: lo stato-nazione non garantisce più né sicurezza né benessere, mentre il dibattito democratico tende a svuotarsi per essere assorbito dallo spazio dei media. Da una parte c’è il nodo dell’identità nelle società del capitalismo flessibile, dall’altra lo “spazio sociale”, cioè Internet, dove il caleidoscopio dell’identità ha il suo acme. Pertanto, urgono adeguamenti su tutti i fronti, soluzioni sistemiche complementari l’uno all’altro l’aspetto del mercato non può transigere da quello della democrazia e viceversa iniziando dalle interfacce dalle front line ed i meccanismi elettorali sul versante della politica diventano imprescindibili.
    Quindi, urge strutturalmente rinnovarci quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propugna per poterci incarreggiarci su quella virtuosa dinamica della massima integra compiutezza del -“both and or”- tale da mantenere costante, compiuto e permanente l’effetto concorrenziale quale criterio per ingenerare fisiologica dinamico ricambio sociale interclassista!? Questo è il passo indispensabile da intraprendere per poter coniugare-declinare in modo più fisiologico quell’ancestrale ciclo induttivo: centripetocentrifugo che la stessa democrazia presenta tuttora inevaso – irrisolto!?
    Urge l’acquisizione di inedite appropriate “up to date” soluzioni anche per i meccanismi elettorali quanto con il SEMIALTERNO si propone che si struttura come idealtipo sistema come di seguito:
    1) Essendo il sistema SEMIALTERNO è a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto (al Presidenziale o Semipresiddenziale) e
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
    5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo resterà inibito dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminerà secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso ininterrottamente.
    7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
    Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette alla prerogativa insita nel suo meccanismo dove determinandone il passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa ricrea un effettivo processo opzionale concorrente che gli permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza, quale elemento “sine qua non”, indispensabile per poter ingenerare ed implementare virtuosa qualità-democraticità. Con questo automatismo si potrà drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo chiuso (presidenzialista e semi presidenzialista) perpetuo che tendono a sempre più involarsi – verticalizzarsi e blindarsi rispetto alla realtà contestuale a livello di base che dovrebbe venir rilevata anche nelle sue peculiarità strutturali nei passaggi al proporzionale: a prescindere!
    Pertanto sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali o magari come taluno asserisce, ripassare nella precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era il Mattarellum! Così altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in questo forzoso maggioritario che pur acquisendolo con collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre, con una siffatta atomicità di collegi non si riuscirebbe a calzare l’italica peculiarità: territoriale, economica, culturale, ecc. vedonsi la situazione di “hung Parlament” in Gran Bretagna che il Maggioritario all’uninominale ha fatto sortire alle ultime elezioni del 6 maggio c.a. situazione che nemmeno rifugiandosi al “sistema a voto alternativo” che qualcuno avrebbe voluto acquisire anche da noi non avrebbe risolto il problema della governabilità Britannico quantomeno quella Itlaica!
    Pertanto, serve cambiar pagina e buttare tutta l’obsolescenza che genera autoreferenzialità tesa a detenere sempre giocato l’elettore, il cittadino, l’utente… considerando magari che drenando in continuazione partecipazione si lascierà sempre più indisturbato e libero da ingerenze il conductor!? Del mantenere sotto scacco l’intero paese nel solito marasma e così cinicamente distanziare sempre più la relazione fra elettorato attivo e passivo e viceversa lasciando la casta libera di sempre più involarsi nella sua comoda autoreferenzialità in un siffatto perverso modo occupandosi di fare e disfare in modo volutamente inconcludente specialmente le leggi elettorali!?
    Una casta ormai dedita alle sue interminabili contese di potere e prona a propinandoci le solite obsolescenze fatte d’anacronistici modelli elettorali del compassato per metterli e rimetterli a regime attraverso sempre nuovi inconcludenti “pitstop” fatti di quegli inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali giocate sulla scarsa memoria storica per sempre più gattopardescamente far intendere di voler cambiare tutto per poi non cambiare mai niente e far passare il solito “laissez faire et laissez passer” declinato da sempre più moderni comitati d’affari che attraverso poteri discrezionali, varianti di vario genere e fatta, ecc. continuano indefessi a proliferare alla faccia d’ogni evocata chiarezza e trasparenza! Quando, occorrerebbe semplicemente darsi da fare per agire per riformare in modo da incarreggiare in nostro bel paese per rendere più equilibrati e competitivi gli assetti dell’intero nostro sistema paese nel suo complesso giacché la globalizzazione comporta effetti d’incrementare la concorrenza ovunque. Questo si rende inderogabile per non rischiare implosioni giacché i ritmi d’accelerazione di una siffatta nuova realtà stanno sempre più affastellando i nodi irrisolti mettendo sempre più a nudo quanto inevaso e/o supinamente eternamente mantenuto in deroga, ecc.

  2. SEMIALTERNO the how to play democracy tomorrow!?
    Senza farci prendere in giro… dalla casta che sempre più c’incastra!
    Urgono inedite soluzioni e non palliativi
    Col referendum Proposition 14, la California sta rivoluzionando le primarie introducendo il meccanismo del “top two” così come la Gran Bretagna col varo del Governo Cameron dato da una coalizione (Tory LibDem) ha recentemente inaugurato una nuova epocale stagione propedeutica ad acquisire in Gran Bretagna il Proporzionale ed abbandonare il Maggioritario all’uninominale, sostanzialmente sta effettuando in senso contrario (Bozza Vinante?!) il percorso che stiamo intraprendendo noi in Italia… Pertanto da tutti questi segni si dovrebbe evincere l’effettiva esistenza di un latente sottotraccia sistema elettorale che potremmo chiamare SEMIALTERNO!?
    Proprio perché non possono esistere verità assolute e paradigmi eternamente validi specialmente quando questi riproducono effetti contradditori per l’insita anacronistica rigidità e staticità che enucleano. Questo è quanto si dimostrano essere gli attuali modelli in dotazione ad ogni latitudine, rispondenti ancora a statuizioni formalmente corrette rilevato ancora da M. Weber quando il tempo reclama di cambiare il passo adottando sistemi più completi che risultino nella loro articolazione strutturalmente ad assetto dinamico variabile quanto il sistema elettorale SEMIALTERNO propone e propugna quale inedito e più completo modello per sbloccare il nostro paese ed iniziare a renderlo strutturalmente competitivo sin dalle front line. Passaggio essenziale per poter meglio rispondere a vecchie e sempre nuove istanze che una siffatta cangianti realtà esprime data l’accelerazione che le nuove tecnologie ed internet imprimono.
    Essendo democrazie mercato facce della stessa medaglia!? Attualmente assistiamo all’esplosione delle bolle finanziarie che contemporaneamente stanno sempre più facendo esplodere le contraddizioni insite nei meccanismi elettorali a riprova della loro strutturale incompletezza pertanto urgono acquisire più complete organiche sistemiche strutturali soluzioni ad implementazione ricorsiva attraverso inediti adeguamenti aperti su tutte “le front line” giacché entrambi i piani reclamano regole chiare e trasparenti ad incrementale reciproco adeguamento per ripristinare e/o mantenere un mutuo equilibrato dinamico sinergico rapporto attraverso l’acquisizione di effettivi “check & balance & feed back criteri” da permettere monitorati resilienti opportuni controlli! Pertanto, urgono soluzioni a bipolarismo aperto a sempre maggiore “crowdopensoursing” concorrenziali sinceri apporti e contributi scevri d’ogni “imprinting” condizionamento che possano sottendere profittevoli speculativi propositi tesi a mantenere a regime inalterate deterrenze o comode partigiane autoreferenzialità di casta!
    Servono innovazioni giacché le novità si ottengono arrangiando in modo inedito le cose del passato (Monod) Pertanto occorre superare la palese obsolescenza in dotazione che viene in un siffatto limitato e limitante modo ad ogni latitudine, mantenuta tale dalla casta, in un siffatto militato, parziale e transitivo modo per ulteriormente mantenersi come casta comodamente sempre più autoreferenziale ed intransitiva! Quando le prime avvisaglie della necessità di uno strutturale cambiamento si evincono dall’inaugurazione del governo Cameron di coalizione alle ultime elezioni del 6 maggio c.a. in Gran Bretagna che e dall’esito referendario dell’8 giugno c.a. ed in California per la Proposition 14 dimostra l’esigenza di procedere ad una sostanziale radicale svolta per rendere le primarie aperte… col meccanismo elettorale detto Top Two, che vuole limitare la scheda elettorale delle elezioni di novembre a due soli candidati, scelti precedentemente con primarie cumulative aperte a tutti i partiti.
    Entrambi questi eventi il Britannico quanto il Californiana sono precorritrici d’un’epocale cambiamento e d’apertura verso una nuova era, quella del sistema SEMIALTERNO. Essendo questi due eventi le prime avvisaglie sull’incontrovertibile necessità d’abbandonare l’obsolescenza ad ogni latitudine mantenuta forzosamente a regime per passare ad acquisire sistemi elastico–flessibili più completi quanto l’idealtipo sistema SEMIALTERNO propugna! Giacché essendo nella compagine mondiale, varie e diverse le articolazioni dei meccanismi dei sistemi elettorali se ne evince l’intrinseco loro potenziale miglioramento!
    Entrambi i suddetti eventi sono indicativi che molte cose sono cambiate ed altrettante se ne devono cambiare giacché grazie alla sempre maggiore penetrazione del mercato e la pervasività dell’informatizzazione molteplici, sono le eccitazioni e sollecitazioni impresse, in altrettanto modo diventano le tensioni per effetto di dette iperboliche accelerazioni che le nuove e sempre più sofisticate tecnologie ed internet imprimono. Aspetti che si rendono sempre più pervasivi che rendono macro l’economia e la finanza globali ma, lasciando le regole delle realtà statuali relegate al proprio “miope” micro. Pertanto, così continuando non potranno che rendersi sempre più evanescenti, inefficienti ed inefficaci per incisività gli Stati nelle loro capacità di poter contrastare l’incombente in continua contraddizione. Da cui si evince l’esigenza di promuovere l’acquisizione di nuove “global legal rules” irrevocabilmente da adottarsi. Questo sembra quanto abbiano compreso finalmente anche i G20 sull’urgenza di addivenire a nuove regole affinché la loro applicazione diano per “check & balance & feed back” prossimamente?! Efficaci virtuosi monitorati opportuni resilienti controlli su entrambe quelle facce di quella stessa medaglia: democrazie mercato!? Anche l’Europa sempre da ultima finalmente sposa l’esigenza d’“istituire” proprie agenzie di rating per non restare esposta e subire passivamente la solita incombente speculazione monetaria e finanziaria dal downgrading d’oltreoceano e multilaterali agenzie d’indicizzazione!
    Urgono nuovi paradigmi in quanto l’american way of life e più che tramontata specialmente dopo aver irradiato mondialmente l’impellente crisi recessiva conseguente al suo enorme indebitamento attesta che quel modello ha esaurito ogni sua spinta propulsiva e che ora sta mettendo sempre più a nudo le sue strutturali magagne. Dimostrando la sua manifesta incapacità di non riuscire più a rispettare quei canonici criteri che la “triple botton line” contempla sotto i suoi basilari profili: economico, sociale, ecologico, ecc. una manifesta incoerenza che le cronache fanno sempre più risaltare!? L’attuale scarsa performance in governance sempre più lo evidenzia che negli USA s’è conclusa un’epoca e che per superare l’attuale empasse abbisognano di introdurre strutturali aggiornamenti. Innovazioni essenziali a potersi correggere e rigenerarsi appoggiandosi ad un diverso paradigma rispetto a quanto rigidamente li mantenga in un siffatto “anacronistico strutturato aristocratico e conservatore” autoreferenziale modo incapsulati!? E’ in questo momento recessivo (quindi, non più espansivo) che sempre più gli stesi cittadini Americani si stanno rendendo conto che l’un percento di loro possiede ricchezze e beni pari a sei volte la ricchezza finanziaria dell’80 per cento della popolazione! Elemento indicativo di quanto solo formalmente il loro sistema possa reputarsi libero ed aperto, quando nella pratica si dimostra essere sostanzialmente rigido e blindato se non volto a mantenere inalterato lo status quo e tale da dover rinforzarne la stessa casta. Contraddizioni che stanno sempre più emergendo e la California è la prima che le evidenzia e, con l’esito del referendum Proposition 14 dimostra l’esigenza di procedere ad una sostanziale radicale svolta! Pertanto la California determinerà un importante “rivoluzionario” passaggio che inaugurerà anche a quella latitudine l’esigenza d’iniettare nel sistema elettoral-istituzionale quel necessario “quid” concorrenziale indispensabile a poter rendere dinamico e capace di meglio autocorreggersi come sistema almeno come start up elettorale delle primarie. L’esito di quel referendum segnerà il passaggio, che in un certo qual modo inaugura l’apertura all’era del SEMIALTERNO giacché proprio in quel martedì 8 giugno si sono tenute le ultime primarie separatamente: quelle democratiche da quelle repubblicane per selezionare i rispettivi candidati dei due partiti, nell’ultima vecchia bipartisan reciproca blindata alterna maniera per l’assegnazione ai seggi di governatori, deputati e senatori, in vista delle elezioni di novembre medio termine! Ma, contemporaneamente nello stesso giorno gli stessi californiani hanno aperto una nuova epoca, adottando a maggioranza netta (54,2%) il referendum Proposition 14 che abolisce dal 2011 le primarie di partito distinte ed in solitaria! Con questo elementare criterio dimostrano di voler introdurre un importante elemento embrionale ma propedeutico a poter introdurre un prossimo più fisiologico bipolarismo aperto indispensabile per superare quel bipartitismo blindato che li mantiene in un anacronistico schiacciato bipartisan modello chiuso (tipico dei Maggioritari qaundo vengono applicati in modo perpetuo! Pertanto con questo voto referendario i Californiani dimostrano di aver abbattuto quella prima muraglia che ostruisce il passaggio all’adozione, in successive prossime battute a quel sottotraccia sistema SEMIALTERNO quale idealtipo sistema che per understatement risulta insito nella natura delle cose! In quanto inconcepibile ed anacronistico risulta intendere che la rappresentatività della fauna terrestre possa esprimersi soltanto attraverso l’emissione di soli barriti o ragli ovvero una ristretta rappresentatività rimessa a soli Repubblicani o Democratici! Questione che i nostrani italici politici non riescono minimamente ad elaborare giacché tutta la nostra classe politica sembra anacronisticamente incline e propensa a portarci verso quei stessi obsoleti modelli che gli Americani stanno abbandonando vuoi per il nuovo modo di concepire le primarie quanto per altro verso voler importare un modello elettorale Maggioritario all’uninominale quando gli stessi Britannici lo stanno abbandonando per scegliere il Proporzionale. Si badi bene quel Proporzionale che noi abbiamo abbandonato con la Prima Repubblica! E, questo lo chiamiamo sistema!
    Pertanto, ritornando in California con il prossimo anno entrerà in vigore il nuovo sistema della primaria unica che segnerà il passaggio per poter iniettare già a livello di primarie quella auspica necessaria concorrenza che anche l’ambito elettoral-istituzionale non può eludere per potersi come sistema rigenerare essendo la concorrenza l’elemento “sine qua non”, indispensabile a poter implementare virtuosa democraticità – qualità aspetti indispensabili per qualificare quella stessa medaglia: Democrazie & Mercato! In California appunto, a quelle stesse prossime consultazioni primarie potranno partecipare candidati democratici, repubblicani, o anche indipendenti, o infine affiliati a mini-partiti ovvero quanto la fauna esprime! Coerentemente a quanto un vero mercato opzionale che una più matura Democrazia potrà permettersi ogniqualvolta esprimere. Quindi, solo dopo l’esito di queste nuove primarie i due candidati più votati alla primaria si sfideranno poi, come contendenti, nell´elezione generale, a prescindere dalla loro appartenenza. Pertanto, potranno esserci quindi duelli elettorali con solo due democratici in lizza, o due repubblicani quant’altra opzione. La nuova regola della primaria unica, non-partisan ed aperta a tutti, si applicherà a qualsiasi tipo di elezione, cariche locali o nazionali Pertanto, con questo criterio i Californiani intraprenderanno un percorso che permetterà loro di dar inizio a quel successivo inevitabile effetto domino prodromo ad abbattere quelle anacronistiche muraglie che tuttora li separa da quel sottotraccia ed insito nelle cose sistema elettorale più completo rappresentato dal SEMIALTERNO.
    Ovviamente con questi due eventi la realtà dei fatti ci dimostra il downgrading degli attuali modelli elettorali una dimostrazione che si renderà sempre più pervasivo e totalizzante ad ogni latitudine (e piazza) l’esigenza di un effettivo sistemico cambiamento giacché come precedentemente accaduto anche i Britannici questo l’hanno sancito col varo del loro governo Cameron (a coalizione di Tory & Libdem). Evento che inaugura anche a quella latitudine l’apertura di una nuova epoca quella del SEMIALTERNO giacché alle prossime elezioni si vedranno costretti (pur attraverso un prossimo referendum confermativo) di doler passare ad un modello elettorale Proporzionale dimostrandoci così che anche la soluzione britannica a perpetuo continuativo senso unico al Maggioritario all’uninominale risulta impercorribile. Appunto il varo del nuovo governo a Coalizione determina l’effettivo “downgrading” ed abbandono da parte dei Britannici di quella supposta eccellenza e “magnificenza” rilevato dall’italica casta, del modello elettorale Maggioritario all’uninominale. Quindi, per i Britannici, le prossime lezioni saranno sotto l’egida del Proporzionale questo indirettamente non potrà che celebrare l’inizio di una nuova oggettiva era anche a quella latitudine: quella del SEMIALTERNO!
    I Britannici pertanto, scelgono una soluzione oggettivante inversa a quella che da quindici anni stiamo in senso contrario percorrendo; essendo noi partiti dal Proporzionale della Prima Repubblica con l’intenzione di voler prossimamente dopo aver tentato inutilmente il Mattarellum ed momentaneamente accontentandoci con l’attuale Porcellum s’intende proseguire per prossimamente arrivare ad un Maggioritario all’uninominale! Questo, senza renderci minimamente conto che entrambi sia noi, come Italiani quanto loro, come Britannici stiamo in senso inverso calpestando e percorrendo uno stesso complementare processo insito nelle natura delle cose: che si chiama sistema SEMIALTERNO! Giacché, gli uni per un verso e noi per l’altro ma suo contrario tracciamo lo stesso percorso che ineludibilmente si completa nel SEMIALTERNO: in quanto contrai sunt complementa! Pertanto, da questo si dovrebbe evincere l’esistenza di un effettivo sottotraccia sistema che si articola a reciproca complementarietà concretizzandosi imprescindibilmente nel SEMIALTERNO aspetto questo che sempre più tende evidenziarsi grazie alle nuove tecnologie e ad internet che accelerandone iperbolicamente i processi ed i cicli, questi ne evidenziano sempre più la strutturale complementarietà di queste induzioni: centripetocentrifughe!
    Giacché quanto in corso conferma l’imprescindibile esistenza di un latente pragmatico SEMIALTERNO quale idealtipo, insito nelle cose, dispositivo per la libera determinazione delle rappresentanze politiche in modo più completo che urgerebbe raccogliere e mettere a punto per poter meglio imbrigliare entrambe quelle latenti ma sempre più palesi ancestrali – elleniche induzioni: centrifuga – rappresentata dal Proporzionale e centripeta – dal Maggioritaria. E, solo quando vengono appropriatamente articolate permettono meglio declinare una siffatta cangiante iperbolicamente accelerata realtà che pretende soluzioni sistemiche più complete ed aperte “resilienti, auto poietiche” ovvero, capaci di riprodurre un bipolarismo aperto! Ciò, irreversibilmente urge per poterci sintonizzare ed allineare a quanto le esigenze del terzo millennio reclamano; adeguamenti su entrambe quelle facce: democrazia e mercato. Aspetti indispensabili per poter sistematicamente massimizzare efficacia ed efficienza coniugate secondo quei suddetti profili tipici della “triple botton line” per in altrettanto contestualmente modo poter massimizzare: governabilità – decisionalità, economicità ed evolver verso una responsabile incrementale sussidiarietà!
    Il sistema SEMIALTERNO si struttura e si articola semplicemente come di seguito:
    1) Il SEMIALTERNO è a leader implicito in quanto non necessariamente richiede di essere direttamente eletto e
    2) la sua peculiarità consiste nel fatto che su una base a “mandata elettorale”(consultazione a turno unico) PROPORZIONALE PURA, la cui purezza dipende da come si ritagliano i collegi; ovviamente più ampia sarà la circoscrizione maggiore risulterà la proporzionalità e, più piccola diventerà la circoscrizione, più grande sarà lo spreco dei voti, agendo indirettamente così a mo’ di fattore di soglia;
    3) Ma, quando la “situazione” si rendesse priva di governo od andasse in stallo ovvero la legislatura chiudesse prima dei suoi fisiologici tempi, ad esempio prima degli attuali cinque anni (come all’art. 60) il SEMIALTERNO richiama una consultazione elettorale a turno unico a PREMIO di MAGGIORANZA (anche in collegi plurinominali) od a modalità MAGGIORITARIA anche questa “mandata con premio” risulterà tanto più efficace quanto numericamente ridotti sarà il numero dei collegi elettorali in cui sarà ritagliato il territorio;
    4) Durante queste legislature “a mandata-votazione a Premio di Maggioranza” per evitare rischi di derive autoritarie essendo questa legislatura “a Premio” ovvero, incardinate prevalentemente sull’induzione della governabilità; sarebbe opportuno inserire un emendamento equilibratore volto ad “inibire l’art. 138″ per evitare ogni possibilità di revisionare la Costituzione. Basterebbe inserire un semplice “lodo” che inibisca l’art. 138 durante lo svolgersi di legislature “a premio di maggioranza” e non per quelle mandate con votazione al proporzionale;
    5) Comunque dopo ogni elezione (mandata) a Premio di MAGGIORANZA (o MAGGIORITARIO), si ritornerà alla votazione-mandata a “base PROPORZIONALE”;
    6) Il termine SEMIALTERNO deriva semplicemente dal fatto che pur diventando automatico “alterno” il passaggio dalla modalità maggioritaria a quella proporzionale che resta il “livello di base” pertanto lo stesso automatismo non si attiverebbe dopo ogni legislature che “fisiologicamente” terminasse secondo i suoi 5 canonici anni come attesta l’art. 60 della ns Costituzione. Pertanto, teoricamente la modalità al proporzionale potrebbero anche ininterrottamente sempre continuare a ripetersi per lo stesso verso.
    7) Il SEMIALTERNO comunque aumenta la sua efficacia quanto più l’induzione centrifuga del livello a base “proporzionale” (incardinato sulla rappresentatività) si manterrà specificatamente distinta rispetto a quella sua complementare centripeta “mandata-votazione” rappresentata dal “MAGGIORITARIO od a Premio di Maggioranza” incardinata sulla governabilità!
    Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette alla prerogativa insita nel suo meccanismo del determinare il passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa ricrea un effettivo processo opzionale concorrente che permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza. Con questo automatismo si potrà drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo (presidenzialista e semi presidenzialista) perpetuo dove queste tenderebbero maggiormente a sempre più involarsi – verticalizzarsi rispetto alla realtà contestuale e basilare che dovrebbe saper meglio leggere anche nelle sue peculiarità di come si struttura solo nei passaggi al proporzionale!
    Pertanto sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali o magari come taluno asserisce, ripassare nella precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era il Mattarellum! Quanto altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in questo forzoso maggioritario che pur acquisendolo con collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre, con una siffatta atomicità di collegi non si riuscirebbe a calzare l’italica peculiarità: territoriale, economica, culturale, ecc. e riprodurre più omogenee soluzioni.
    Proprio perché la tendenza dei sistemi economico-sociali attuali nei quali la democrazia liberale è inserita produce incessantemente tendenze oligarchiche sarebbe più opportuno addivenire alla necessità d’implementare meccanismi quali il SEMIALTERNO che permettano meglio dissiparle. Pertanto, urge iniettare maggiore concorrenza per rivitalizzarsi dall’attuale pervasiva crisi specialmente per invertire quel pericoloso trend indotto negativo.
    Specialmente quando come accade per la realtà americana che s’impernia su blindato bipartitismo che ingenera un anacronistico incapsulamento che blocca ogni potenziale miglioramento giacché drenando ogni concorrenza ancora a livello elettorale (salvo che in California) preclude ad ingenerare quei fisiologici incrementali, concorrenziali miglioramenti indispensabile a poter rendere la democrazia resiliente attiva e capace di fisiologicamente autorigenerarsi ed autocorreggersi e non per strutturale deficienza ritrovarsi in continuazione vittima di quelle soliti viziose autoreferenziali speculazioni! Giacché il compito di un completo sistema sarebbe quello di poter e dover dissipare monopoli od oligopoli quanto autoreferenziali deterrenza… foriere d’autoritarismo d’ogni genere e fatta!? Questo processo di viziosa autoreferenzialità purtroppo, risulta sempre più facilitato quando si resta incapsulato in un bipartisan bipartitismo modello effetto di un protratto Maggioritario il quale dopo aver drenata ogni effettiva concorrenzialità (verticale attraverso liste bloccate di nominati) tenderà ad ulteriormente blindarsi riproducendo semplicemente alternanze a meccanica rotazione neutralizzando qualsivoglia effettiva diversa libera e più fisiologica concorrenza rispetto a quella “duale istituita ed a regime”. I Californiani sembrano averlo capito ancora il giorno martedì 8 giungo 2010 quanti anni dovranno invece ancora passare per rendere cosciente una siffatta “narcotizzata” italica realtà priva di qualsivoglia memoria storica!?
    Giacché anche le bolle finanziarie al di là di taluni commentatori di razza, non possono considerarsi soltanto frutto di meri giochi di borsa, quando l’innesto a queste creatività si può facilmente ricondurre al sistematico intreccio collusivo di finanza e politica. “Sovrani” effetti d’essere stati in presenti uno strutturale inficiato bipartisan bipartitismo che istituzionalizzandosi sempre più non fatto altro che favorire questi facili autoreferenziali cartelli (orizzontale e/o di ceto di casta) innestando facili (over counter) riproduzioni di bolle speculative. Al di là di quanto qualcuno intenda giustificare il tutto come effetto di mere superficialità d’approccio, non avendo voluto far tesoro di quanto per le analoghe bolle accadde nel ’29 giacché taluni politici negli anni 90, si sono fatti dimenticati di quell’esperienza, consentendo la concessione di mutui a chi non poteva pagarli e lasciando briglia sciolta ad un mare di derivati senza garanzia da appioppare più o meno legalmente ai soliti Pantaloni glocali!? Quando la cosa sarebbe più semplicemente da ricondurre a quanto si riscontra sempre più nei fatti ovvero, la capacità da parte dei modelli Maggioritari d’ingenerare sempre più formali differenze ideologiche fra i due partiti a regime, es. democratici e repubblicani in USA (salvo l’avanguardia Californiana!?) a quella d’oltreoceano latitudine quanto ad ogni altra diversa per ingenerare opacità e così poter promuovere viziose potenziali speculazioni in favore della solita casta ma sempre più a sfavore di Pantalone che divenuto ormai globale, ne deve comunque pagare i debiti!?
    Una viziosa modalità – riproduttività di facile applicazione che resta sempre in facile agguato giacché prossimamente potrebbe venir applicata anche da noi dove, semplicemente con la scusa di rischiare di cadere in default come sistema paese si preannunciano prospettive d’ammucchiata politica! Quanto già ventilato anche da G. Sartori prospettive che potrebbero tradursi in un possibile: «governissimo», detto di solito governo di unità nazionale, un governo con tutti dentro. Oppure una grosse Koalition alla tedesca: un governo dei partiti maggiori, o comunque di una larga maggioranza compatibile, e cioè in grado di mettersi d’accordo, di volta in volta, sui provvedimenti necessari e urgenti. Oppure infine, la possibilità di sfruttare quel classico italico governo tecnico! Tutto queste soluzioni pur restando invise ad ogni criteri di concorrenza essendo contrarie a quando il tempo reclamerebbe adeguamenti competitivamente aperti, provvedimenti tesi ad agevolare efficienza, invece si preferiscono riprodurre queste solite soluzioni che pur essendo molto diverse tra loro sono legate da una logica comune quella di riservare completa autotutela alla CASTA!
    Quando, per non precipitare nei soliti retorici arcaici obsoleti e, cadere dalla padella del maggioritario, alla brace della nostalgica Prima Repubblica, servirebbe cambiar pagine adottando soluzioni inedite che diano concrete pragmatiche risposte. Soluzioni a semplice portata acquisendo un sistema elettorale completo quanto si propugna col SEMIALTERNO quale “idealtipo system” induttore di resiliente concorrenza. Il SEMIALTERNO rappresenta appunto, un più efficiente dispositivo per abbassare sempre più i gap che distanziano il livello “consuntivo” da quello “programmato” al livello elettorale solo così si potrebbe mantenere interattiva quella necessaria virtuosa osmosi concorrenziale nello spazio tempo lungo tutto quella sua asse di percorrenza dal pre elettorale sin su ad ogni consuntivo di fine legislatura post governativo”.
    Dove grazie alle comunicazioni orizzontali che internet innesta – “mass self-communication” permette svolgere un’agorà elettronica in continuativa espansione dando costituzione ad una sfida continua, su una grande varietà di temi, a coloro che detengono il potere di decisione nella sfera pubblica in virtù della democrazia elettorale. Giacché il problema di “conquistare le menti” resta cruciale, non solo nella circostanza più importante “le elezioni”, ma nel corso dell’intera legislatura, della durata in carica dei politici eletti. Cosicché tra un’elezione e l’altra il popolo non sarà muto od inattivo, o potrà anche non esserlo. Ma si potranno esercitare i “coutervailing powers” ovvero, forme di “contro-democrazia” possibili nel contesto istituzionale delle democrazie moderne utilizzando: i referendum specialmente quando questi istituiti saranno previsti in altrettanto equilibrato modo –balance criterio– Pertanto ci dovrà essere non soltanto il referendum del sempre solo togliere con l’abrogativo ma ci dovrà essere anche quello per complementarietà, del poter mettere e proporre varando per controbilanciamento anche i referendum propositivi!
    Istituti che si possano aggiungere ad altri istituibili processi per meglio poter reclamare “accountability” e, cioè poter: controllare, sorvegliare, denunciare, porre veti, impedire l’esecuzione di decisioni prese dai politici, chiamare questi ultimi in giudizio e per ultimo anche scendere in piazza!? E’ per l’appunto che urgono nuove regole su vari piani ed anche i meccanismi elettorali non possono sottrarsi. Quindi, si propone acquisire il sistema SEMIALTERNO dispositivo che enuclea quel virtuoso criterio indispensabile a poterci incarreggiare verso una piena democrazia propulsiva capace d’irradiare in modo sempre più pervasivo ed inclusivo un “asintote” incrementale qualità – democraticità in costante, resiliente concorrenza in ogni dove ed ambito per poterne riverberare virtuosi efficaci effetti in modo pervasivo per tutta la sua galassia di cui si compone politics, policy and polity! Il SEMIALTERNO ne rappresenta l’idealtipo sistema per iniziare ad esercitare un’onorevole “exit strategy” indispensabile per superare le solite anomalie dell’obsolescenza che ci mantengono bloccati a quel compassato intriso d’statuizioni formalmente correte che ci inchiodano all’arcaica all’intransitività d’autoreferenzialità permanente alla casta! Quando per allinearsi competitivamente ad una siffatta nuova realtà data l’accelerazione (singolarity) e le implicite convergenze (mainstream) che include l’interconnettività e pretende in ogni dove l’assunzione di nuovi pervasivi ed aperti logos, paradigmi (global ontology)!

  3. Come “exit strategy” per uscire dalla crisi e non rischiare di ricaderci nuovamente essendo democrazia e mercato facce della medesima medaglia esse pretendono aggiornamenti su entrambi i fronti pertanto al quanto di liberalizzazione sull’uno per rendere più libertà d’impresa – più socialità art. 41 deve per isometria corrispondere pari compensazioni d’equilibrio anche nell’altro ambito ed i meccanismi elettorali non possono restare esclusi.
    Pertanto urgono acquisire più complete organiche sistemiche strutturali soluzioni ad implementazione ricorsiva attraverso inediti adeguamenti aperti su tutte “le front line” giacché entrambi i piani, di quella stessa medaglia, reclamano regole chiare e trasparenti ad incrementale reciproco adeguamento per ripristinare e/o mantenere un mutuo equilibrato dinamico sinergico rapporto attraverso l’acquisizione di effettivi “check & balance & feed back criteri” da permettere monitorati resilienti opportuni controlli! Pertanto, urgono soluzioni a bipolarismo aperto a sempre maggiore “crowdopensoursing” concorrenziali sinceri apporti e contributi scevri d’ogni “imprinting” condizionamento che possano sottendere profittevoli speculativi propositi tesi a mantenere a regime inalterate deterrenze o comode partigiane autoreferenzialità di casta! Urge iniettare effettiva pervasiva concorrenza per ricevere virtuosi efficienti efficaci risposte!!! Pertanto, si propone acquisiure il SEMIALTERNO l’idealtipo prossimi sistema elettorale insito nelle cose!?:
    Occorre riflettere, analizzare, razionalizzare per non farsi mai più shakerare invano ed in continuazione dal partito e/o dal politico di turno… serve renderci conto che il tempo inesorabilmente reclama adeguamenti che non possiamo permetterci di assorbire succhiando ingenuamente in continuazione le solite inette obsolescenze rappresentate da quelli stessi compassati modelli elettorali strutturati con meccanismi figli di ripetutamente dichiarate statuizioni formalmente corrette sin da M. Weber! Meccanismi che risultano mantenuti in un siffatto anacronistico modo dalla casta per meglio specularci e/o per alzarsi sempre più la posta in gioco, giocando sulla scarsa memoria critica e storica per ulteriormente cinicamente addomesticare gli armenti?!
    Così continuando ci ritroveremo seduti fuori della storia!?
    Poiché siffatti obsoleti meccanismi ci vengono costantemente propinati in modo parziale ed incompleto per mantenerli essenzialmente perennemente transitivi per perentoriamente lasciare intransitiva la casta di poter comodamente nuotare nei suoi soliti rigonfiati privilegi! E, noi, così facendo, continuiamo ad essere prigionieri di quel totalizzante paternalismo discente ascrivibile all’era arcaica della democrazia o per lo meno prima dell’”era informazionale”, lasciando liberamente alla casta la prerogativa di permettersi con la massima libertà di gingillarsi come vuole e suole a gestire il tutto in un famigerato gioco dell’oca strutturato con alterni speculativi “pitstops” fatti d’inutili referendum e/o sempre nuove infruttuose bicamerali per mantenere sempre gli stessi meccanismi elettorali transitivi e rendere appunto come casta politica sempre più intransitiva! Ma oggigiorno le cose non possono permettersi di continuare in un siffatto anacronistico modo giacché gli scricchiolii stano diventando sempre più assordanti pertanto non possiamo continuare a ripetere i medesimi errori e ricadere in nuove e più ricorsive ed immanenti crisi urge cambiare passo ed iniettare ovunque quei necessari inediti adeguamenti che una siffatta nuova cangiante realtà reclama: soluzioni più pertinenti ai nostri tempi!
    Le già, da più tempo, scoppiettanti bolle finanziare (frutto di quella finanza creativa dell’”over counter” iper speculazione ed affini) sembrano sempre più farsi eco ad altrettanti scricchiolii che ormai echeggiano ovunque, sin dentro i meccanismi di quei supposti incorruttibili modelli elettoral-istituzionali. Ormai, ad ogni latitudine s’odono ridondanti contradditori effetti: Governo di Coalizione Cameron prodromo del passaggio da un modello Maggioritario all’uninominale (centripeto) al Proporzionale (centrifugo) ed il nuovo modello delle primarie (a bipolarismo aperto ad ogni forma e forza politica) con la proposition 14 – TOP TWO che andrà ad adottare dal 2011 la California rispetto a quanto attualmente in dotazione (a bipartisan blindatura autoreferenziale – aperto a soli elefanti od asini!) questi rappresentano soli gli ultimi eventi di un’innescata rivoluzione epocale che ci evidenziano le madornali strutturali magagne e cricche che i compassati modelli elettorali in dotazione: sia nel micro quanto nel macro, continuano ad enucleare. Dimostrandosi sempre più d’essere anacronistici ingessati, lineari ripetitivi meccanismi elettorali inequivocabilmente frutto come detto di statuizioni formalmente corrette che rendono sempre più corrotte le relazioni?! Per l’intrinseca incapacità d’innestare ed ingenerare virtuosa concorrenza essendo soltanto prodrome ad innescare nuove cricche!?
    Pertanto, tutto questo dovrebbe esserci di monito per dover cambiare quanto così come per altro verso indicativo che democrazia e mercato non possono che essere imprescindibilmente intese come inscindibili facce di quella stessa medaglia che per rendersi efficiente necessita acquisire inedite soluzioni sistemiche!? Propedeutiche a prossimamente poter al meglio massimizzare in modo efficiente e rendere sempre più efficaci le azioni ed i processi che s’intraprendono sotto i profili: economici, sociali ed ecologici secondo quanto i principi della “triple bottom line vision” attesta per affrontare con maggiore sicurezza il nostro futuro secondo uno sviluppo compatibile e sostenibile non possiamo più permetterci di ripetere i medesimi madornali errori!
    Pertanto, urgono inderogabili inediti “legal global rules” chiare e trasparenti a check and balance & feed back criterio per poter ridurre i gap che distanziano e separano a più e diversi livelli le interfacce preposte alle varie regolamentazioni dei processi… ed ineludibilmente anche quelli che attendono alla designazione delle rappresentanze politiche, ecc. Questo si rende improrogabile per ovviare a non rischiare ricorsive e sempre più immanenti crisi quanto per tutelarci e poter meglio dissipare rischi speculativi d’autoreferenzialità prodromi all’autoritarismo data l’iperbolica accelerazione (singolarity!?) in corso impressa dalle nuove tecnologie e da internet! Urge cambiare?! Per non rischiare implosione od esplosione sistemiche servono soluzioni equilibrate ed articolate in modo inedito indispensabili per intraprendere e espandere sinergie tali da incrementare virtuosi processi d’efficienza adeguati per uno sviluppo condiviso, sostenibile e compatibile!!! Pertanto, quanto in corso dovrebbe farci riflettere che per non continuare a ripetere i medesimi errori dovremmo cercare di acquisire soluzioni sistemiche più pertinenti ad una siffatta cangiante realtà!
    Pertanto, la democrazia resta condizionata a muoversi troppo lentamente rispetto ai mercati, all’economia ed alla finanza, che ormai viaggia a livello globale iperbolicamente attraverso quegli automatici istantanei logaritmi speculativi che vaporizzano sempre più le micro entità statuali che restano racchiusa neo gusci delle proprie micro pertinenza locale che giorno dopo giorno spuntare ogni loro potenziale prerogativa di poter reagire se non si procederà velocemente ed incontrovertibile ad addivenire a quei nuovi inderogabili adeguamenti d’inedite “legal global rules” quanto lo sono l’esigenza di istiutuire agenzie di rating non partigiane come attualmente accada; questioni che solo ultimamente l’Europa sembra accorgersi!?
    Specialmente in Italia, il paese delle riforme annunciate ed enfatizzate ma mai introdotte anzi vengono sempre più confezionate come altrettante virtuali scoppiettanti bolle tendono dissolversi ancor prima di poterle introdurre?!
    Quando l’improcrastinabile necessità pretenderebbe compiutezza iniziando da quei meccanismi del sistema elettorale così come tanti altri provvedimenti su molti fronti restano inevasi quanto da più tempo e più volte ribadito elencato in ogni programma elettorale della nostrana classe politica (ad ulteriore dimostrazione che per la casta il mantenuto dell’attuale marasma resta la migliore dimensione per continuare a specularci) giacché tutte le promesse elettorali restano lettera morta iniziando per quanto attiene a:
    • Ridefinire i poteri tra Esecutivo e Parlamento e rafforzare il potere del governo sul processo legislativo ricorrendo anche a legge ordinaria o con modifiche dei regolamenti, senza il complesso iter delle riforme costituzionali per conferire al premier il diritto di fissare priorità per l’ordine del giorno, stabilendo l’obbligo del parere favorevole del Tesoro (e/o art. 81) su leggi che comportino aumenti di spesa o diminuzione di entrata, dando priorità e tempi certi per i progetti del Governo.
    • Istituzionalizzare il metodo con una legge che colleghi il finanziamento pubblico all’effettiva democraticità dei partiti, in questo modo meglio si farebbe corrispondere all’articolo 49 della ns Costituzione che attesta di riconoscere a tutti i cittadini il diritto di associarsi per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale – stiamo attendendo l’autoregolamentazione dei partiti sin da quando si aspettava Godot!
    • Occorre un concreto dimezzamento del pletorico numero dei Parlamentari (a 300 alla Camera e 50 al Senato) rispetto alla misera anacronistica riduzione in percentuale prevista dalla bozza Violante… un abbozza che umilierebbe il tanto vantato italico Europeismo!? Giacché basterebbe semplicemente recepire dal Parlamento europeo le direttive, le normative senza frenarne con la solita “nostrana plutocratica retorica” quelli opportuni adeguamenti là legiferati! Perché un netto dimezzamento numerico dei Parlamentari dimostrerebbe una più attenta volontà e propensione alla razionalizzazione.
    Quanto lo sarebbe il dimostrare nel contempo sensibilità ad accogliere ed introdurre quella reale “governance documentale” come già sta avvenendo da tempo in molti paesi del nord Europa in quanto solo razionalizzando i flussi documentali si potrebbero risparmiare economicamente fino al 30%. Questa potrebbe rappresentare un’ulteriore prerogativa per liberarsi dalla nostrana pluto burocrazia e dall’inefficienza per diventare così veri imprenditori di se stesse sintonizzandoci come veri “civil prosumer – in a real stakeholder citizen engagement” come suggerisce A. Toffler futurologo!
    Giacché solo avendo a cuore il proprio destino si potrà perseguire e realizzare quella propria personale ambita autonomia indispensabile a potersi riscattare da quell’ancoraggio in si permane condizionati da un siffatto italico imprinting che si caratterizza per varie costanti ricorsività date da: un paternalismo discente, una pervasiva cooptazione, un famelico nepotismo ed un endemico familismo, ecc.
    Pertanto, indifferibile risulterebbe poter:
    • Rendere più specifiche le funzioni delle Camere rispetto all’attuale ridondate doppione legiferante quindi, chiudere il bicameralismo “perfetto” per dare consistenza ad un Senato Federale;
    • Altrettanto auspicabile risulta la riduzione dei lauti appannaggi rispetto ad ogni media dei “Parlamentari dell’€urozone” giacché gli adeguamenti non dovrebbero valere solo per la parità dei 65 anni bensì per tutti glia altre palesi incongruenze;
    • Eliminazione del Quorum ai Referendum abrogativi per introdurre “per un fisiologico necessario equilibrio” anche il Referendum Propositivo! Vedonsi California ultimamente e la loro patria per antonomasia: la Svizzera;
    Urge renderci strutturalmente competitivi iniziando a cogliere quanto ad ogni latitudine già sta accadendo giacché prima della California è stata la Gran Bretagna che ha rotto il ghiaccio ed indirettamente determinato un autentico downgrading al tanto esaltato, dai nostrani politici di casta, del modello Westminster – Maggioritario all’uninominale! Giacché la GB inaugurando il Governo Cameron a coalizione (Tory & LibDem) dimostra di intraprendere un percorso totalmente contrario a quello che stiamo facendo noi Italiani che dopo aver abbandonato il Proporzionale della prima Repubblica ed aver affrontato il guado con il Mattarellum stiamo continuando ad impaludarci nell’attuale Porcellum per magari approdare al Maggioritario all’uninominale come taluno sembra auspicare a palese dimostrazione che implicitamente così facendo si dimostrerebbe che il Proporzionale ed il Maggioritario non possono che essere articolazioni complementari di un medesimo sottotraccia latente sistema che necessità essere messo in luce dimostrando di potersi configurare come quanto col idealtipo sistema elettorale SEMIALTERNO si va proponendo!
    Pertanto, sempre più illusorio sarà presumere che adottando semplicemente un presidenzialismo si possano migliorare le cose quando, quello stesso modello, si sta dimostrando sempre più palesemente fallimentare: sia d’oltralpe (Semipresidenziale) quanto oltreoceano; giacché l’inefficienza sistemica risulta essere strutturale data dall’incompiutezza del meccanismo elettorale cui anch’essi fanno riferimento essendo del tipo lineari rigido ripetitive, incompatibili rispetto all’attuale velocità con la quale ci si sta muovendo che pretende soluzioni elastico flessibili adattive quanto col SEMIALTERNO. si propugna.
    L’incombente famelica crisi e depressione che sempre più ci assilla dovrebbero esserci di monito per considerare l’assurdità di sposare tali anacronistiche soluzioni: presidenzialiste che sempre più si dimostrano esser veri e propri “cul de sac” segno del voler affrontare le cose alla rovescia scambiando l’alba col tramonto quando sono complementari!? Riguardo ai presidenzialismi bastano le considerazioni di: Michael Lewis “The big short” e Niall Ferguson “la fragilità dell’impero americano” ed altri suoi saggi & so on! Giacché urgono nuove inedite soluzioni essendo per understatement tutto in asintote osmotico movimento dati siffatti ricorrenti cangianti termini in cui ineludibilmente una siffatta realtà s’avviluppa in modo più o meno a cicli centripetocentrifugo SEMIALTERNI ed irreversibilmente si muove, da cui si evince d’essere al cospetto di un epocale sconvolgimento dato che:
    • i media grazie alle nuove tecnologie ed ad internet tendono sempre più convergere in modo centripeto (mainstream) tools tecnologici che mediamente ogni 14 mesi raddoppiando il loro potenziale e simmetricamente permettono di abbassarne in continuazione la soglia in difficoltà d’utilizzo da parte degli utenti, consumatori – cittadini. Parimenti l’integrazione tra questi sempre nuovi devices: mobile iPhone, iPad, e videocamera digitale e strumenti rendono immediata la pubblicazione “on line” di video –You tube, ecc. grazie alla loro capillarità e pervasività distributiva, indirettamente dimostrano determinare effetti centrifughi tali da poter permettere di farne aumentare da parte di tutti i cittadini il loro potenziale espansivo nella maggiore familiarità d’utilizzo che sembra stiano determinando sviluppi inimmaginabili ed impensabile in futura proiezione!? Giacché siffatte innovazioni indotta da internet e dalle nuove tecnologia condurranno a sempre più profonde e pervasive mutamenti: una terza rivoluzione industriale che, comporterà riflessi incisivi sulla stessa struttura del nostro pensare, sentire ed agire. Dato che quanto in dotazione viene percepito sempre meno adeguato all’ambiente che noi stessi abbiamo ricreato essendo ormai tutto assorbito in un iperbolico cangiante cambiamento data l’interazione che la curva della globalizzazione assorbe impattando tutte le front line della comunicazione ed oltre. Per altro verso tutti i rapporti tendono come in un mainstream confluire e sempre più intrecciarsi e “fondersi” dando consistenza ad una sempre più concreta civiltà degli accessi aperta prodroma d’indifferibili radicali nuove ristrutturazioni. Per poter dare inizio a sempre più incisive inedite forme di organizzazione dal livello personale a quello sociale e viceversa, tali da condizionare la stessa produzione e la distribuzione di energia che s’indirizzerà verso criteri ad altrettanto maggiore pervasiva condivisione simile a quanto già in atto nella comunicazione per il file sharing, il software libero e l’open source dove tutti potranno sempre più immagazzinare energia e tutti la potranno mettere in comune!?
    • In altrettanto “contrario ma complementare” modo assistiamo ad un’evoluzione antropologica già in atto che segna il passaggio dall’“homos sapiens” e l’insorgere dell’“homos zappiens” rappresentato dalle generazioni cresciuti nell’era digitale. Quelle che evidenziano le loro abitudini fin dalla più tenera età a vivere “sempre connessi”. Così da conseguentemente poter possedere una capacità di gestire varie “multitasking – attività” pur risultando queste per taluni contemporanei non riconosciuta e, quindi restarne tuttora ignota od ignorata; in quanto fino a ieri, prevalevano i moniti che il “multitasking” dovesse risultare innaturale per effetto di quel latente pregiudiziale “imprinting” del credere che il cervello rimanga una struttura sequenziale capace di far bene solo una cosa alla volta. Cosa che sembra purtroppo aver compromesso ed adombrato molte altri aspetti.

    Ora, ritornando al nostrano, la casta al governo risulta sempre intenta a fare e disfare senza mai concludere niente e dando parvenza d’efficienza trasforma tutto in emergenza aumentando semplicemente il già in corso marasma quale (infelice?) modalità ma, ideale per altro verso, propedeutica a fertilizzare quel latente humus propizio a rendere sempre più oscuro e vischioso il contesto!
    Dove, ovviamente sempre più nuotarci nei privilegi di casta giustificando l’emissione di sempre nuove normative d’emergenza per così facilmente bypassare quelle in attuazione e/o magari quanto di proposito precedentemente dalla stessa volutamente prodotte creando quella vera e propria magmatica ampollosità… del cane che si morde la coda!?… un iperbolico rigonfiamento da invidiare le bolle creative finanziarie e/o i recenti (fastweb) caroselli fiscali!
    Questo è quanto sembra essere la logica in corso alla quale il legislatore si lascia schiavizzare?! Giacché mai si sognerebbe alterare “radicalmente” quanto volutamente mantenuto parziale ed incompleto in attuazione, specialmente per ciò che attiene ai meccanismi delle leggi elettorali. Giacché scandaloso ed autolesionista per la stessa casta (antiprivilegi) risulterebbe sforzarsi di cambiare in modo positivo detti meccanismi per conformarli e renderli integri e completi quanto virtuosi.
    Giacché se ci si azzardasse a mettere a punto questi meccanismi questo, urterebbe quei soliti untori croupier di razza per l’elevato azzardo nei confronti di quel latente tabù che racchiude quel solito famigerato gioco dell’oca, mantenuto in un siffatto profittevole modo occultato più o meno a bipartisan/polipartisan logica autoreferenziale del mantenere le leggi elettorali transitive per mantenersi come casta intransitiva nello spazio tempo!
    Da cui l’esigenza di mantenere inalterata l’attuale obsolescenza a regime per poter applicare quel solito criterio del cambiar sempre tutto per gattopardescamente non cambiare mai niente! Anzi talora, procedere a scambiarsi internazionalmente i modelli ma, sempre badando a mantenerli nella loro integrità, a scatolo chiusa es. noi Italiani vorremmo passare al Maggioritario ed i Britannici al contrario passare al Proporzionale senza radicalmente e compiutamente volerli come si dovrebbe evincere dalla realtà dei fatti e dall’ulteriore messa a fuoco che le nuove tecnologie ci evidenziano poterli correttamente articolarli ed implementarli quanto il SEMIALTERNI proporrebbe quale understatement modello lì, latente e sottotraccia!
    Oltretutto, è curioso rilevare che in Italia vantiamo ben 27 diversi modelli elettorali da cui si dovrebbe evincerne l’implicita loro intrinseca perfettibilità così quanto lo sarebbe di facile deduzione per semplice “benchmark” comparativo raffronto, estrapolarne sostanziali miglioramenti dagli stessi meccanismi che attengono ai vari e diversi modelli elettorali che globalmente ogni singolo paese mette in utilizzo?!
    Invece, ci dobbiamo tranquillizzare e pacatamente addomesticare per continuare a rimanere incartati, ingessati in quelli stessi anacronistici modelli che ci vengono propinati in una siffatta insulsa alterna modalità quanto lo era stato il Mattrellum ora, risulta esserlo ormai anche il “Porcellum” che eretto a principe e principio di massima inconcludenza dichiarata dal suo stesso autore “Calderoli” resta incontrastato a regime!
    Per così continuare a permettere ad un manipolo di persone di casta di nominarsi il Parlamento nella sua interezza alla faccia d’ogni libera scelta da poter lasciare al cittadino che ne viene sempre più espropriato d’ogni dignità di cittadinanza eludendo ogni prerogativa iniziando dall’art. 3 della nostra Costituzione. Ma, la casta non transige e non demordere giacché non intende introdurre concorrenza sin dai meccanismi delle leggi elettorali resta a liste bloccate “prescrittive” Quando tutto dovrebbe muoversi per implementare efficienza essendo assodato che democrazia e mercato sono facce della medesima medaglia che reclamano ovunque, regole chiare e trasparenti! Quale indifferibile necessità per rendere virtuoso e dinamico il nostro sistema sin dagli ingressi dai meccanismi elettorali per così renderli della massima integra compiutezza del -“both and or”- tale da mantenere costante e permanente l’effetto concorrenziale quale elemento sine qua non indispensabile per rendere virtuosa e pervasiva in ogni dove l’efficienza; sia verticalmente quanto orizzontalmente e, propedeutica a riverberarne i più virtuosi efficaci effetti per tutta la galassia di cui si compone politics, policy and polity! Quale criterio minimale per dissipare rischi autoritari; giacché come sempre asseriva N. Bobbio: “l’unica maniera per combattere la corruzione è l’efficienza!”
    Poiché talora, qualsiasi meccanismo a parità d’utilizzo di elementi di cui il meccanismo stesso si compone la migliore efficacia e efficienza può derivare dall’innovativa maniera con la quale quelli stessi basilari elementi possono essere diversamente assemblati e strutturandoli in inedito innovativo modo poterli così rendere più efficaci per ottenere più virtuose appropriato efficienti soluzioni!
    Così come appunto già sempre più accadere lo strutturale affinamento in corso sul versante del mercato che “obbliga” l’impresa oltre che a badare all’ovvia propria efficienza economica nell’assolvimento delle sue pratiche funzionali essa stessa per altro verso debba sempre più badare all’impatto sociale ed ambientale che ne possono derivare e considerare tutti questi aspetti in una responsabile integrata maniera quanto la “triple bottom line” attesta! Aspetti che pretendono sempre più essere venir coniugati secondo criteri di compatibilità e sostenibilità senza che l’un aspetto escluda gli altri anzi agendo affinché tutti possibilmente possano sinergicamente coniugarsi e compenetrarsi per reciproca complementarietà espletarsi in quell’auspicabile ottica del miglioramento ricorsivo continua: che implicitamente ne attesta la qualità in modo olistico del sistema stesso. Qualità e democraticità!
    Pertanto per isometria, questo stesso slancio d’altruismo che presenta sempre più la faccia del “mercato” per la gestione della qualità aziendale (con l’implicata declinazione di tutti i suoi iso…) potrebbe trovare in altrettanto modo miglior accoglimento sull’altro versante appunto quello della democrazia. Quando questa si potrà presentare strutturalmente con una migliore organica articolazione tale da permetterne una più sinergica virtuosa coniugazione per dissipare rischi d’auto avvitamento da cui l’esigenza d’effettuare quel passo di qualità indispensabile ad iniettare criteri a check and balance criterio strutturandone anche i meccanismi elettorale in modo più integrato e completo modo, quanto col SEMIALTERNO si propugna per emulare qualità incrementali e per meglio incarreggiare il nostro BelPaese verso quel virtuoso implementare miglioramento continuo per renderlo strutturalmente competitivo nella compagine mondiale!
    Urgono innovazioni giacché gli indici dimostrano che attualmente…compriamo dall’estero più servizi di quanto vendiamo, ecc… le professioni made in Itlay rischino di rimanere stritolate in basso dalla nuova concorrenza low cost ed in alto dai servizi qualificati forniti dai Paesi nostri partner dell’€urozone! Indici che non possono essere presi sottogamba ma, dovrebbero esserci di monito per dover cambiare “spartito” – “logos” per rendersi competitivi…
    Pertanto anche i meccanismi elettorali devono essere completati affinché si possano coniugare in modo fisiologico, quelle ancestrali enucleate induzioni: “centripetocentrifugo” a ciclo completo! Tutto questo si rende necessario al fine di poter dar vita ad una più virtuosa indispensabile equilibrata maggiore incrementale resa in efficacia ed efficienza all’intero sistema paese nel suo complesso per così poter massimizzare: governabilità-decisionalità, rappresentatività, economicità, e rendere sempre più pervasiva quella responsabile sussidiarietà al fine di poter scompaginare viziose speculative autoreferenzialità riprodotte da quei soliti cartelli, lobby, comitati d’affari, ecc.
    Inoltre, il SEMIALTERNO non prevede alcuna soglia d’accesso ma, si rimette semplicemente al quorum ed alla prerogativa insita nel suo stesso meccanismo effetto del passaggio dal proporzionale al maggioritario e viceversa quale modalità per ricreare un effettivo processo opzionale concorrente che permette di mantenerne e rendere pervasiva al più alto tasso possibile la concorrenza, quale elemento “sine qua non”, indispensabile per poter ingenerare ed implementare virtuosa qualità-democraticità nel massimizzare governabilità-decisionalità, ecc. Permettendo con questo automatismo di drenare rischiosi spazi all’estraparlamentare, vulnerabilità tipica dei modelli a bipartitismo (presidenzialista e semi presidenzialista che oggettivante ingenerano eccesivo rischioso astensionismo anti senso d’appartenenza: banlieue docet!) perpetuo dove, queste tenderebbero maggiormente a sempre più involarsi – verticalizzarsi rispetto alla realtà contestuale e basilare che dovrebbe saper meglio leggere anche nelle sue peculiarità di come effettivamente si struttura e si possa meglio fotografare solo nei passaggi al proporzionale. Quali indispensabili passaggi propedeutici ad ingenerare, alimentare e riprodurre un più fisiologico senso d’appartenenza indispensabile alla tenuta sociale data l’iperbolica crescita demografica!
    Pertanto sempre più assurdo risulterà pretendere soluzioni innovative ripassando dall’attuale riconosciuto incompiuto modello “Calderolum” con autonominate candidature e rappresentanze politiche elette attraverso blindate liste elettorali dove l’effettiva composizione del Parlamento può essere rimessa alle scelte che può effettuare quel solito manipolo di politici di casta per semplicemente far nominare il Parlamento come nei reality?!
    Altrettanto illusorio sarebbe supporre che la questione possa risolversi magari come taluno asserisce, rimettendoci alla precedente casella d’un altrettanto incompleto modello elettorale quale era stato il Mattarellum! Quanto altrettanto irrazionale sarebbe ulteriormente inoltrarci in un siffatto forzoso maggioritario che pur magari acquisendolo a collegi piccoli, come talaltro suggerisce proporre supponendo che con una siffatta atomicità di collegi si riuscirebbe a meglio calzare l’italica peculiarità per territorialità, economia, cultura, ecc. pensando di poter riprodurre più omogenee governative soluzioni per l’Italia essendo considerato il Belpaese dalle mille diverse città!
    Quanto la nuova informazionale pervasiva interconnettività rendendosi sempre più capillare in altrettanto modo si solleciteranno tutte le front line ed ineludibilmente anche i meccanismi elettorali lo saranno per cui l’implicita necessità d’acquisire sistema più equilibrati rispetto alla solita ormai consunta in dotazione obsolescenza!
    Pertanto, si propone d’acquisire il sistema SEMIALTERNO quale dispositivo più adeguato a coniugare a “check & balance criterio” una siffatta accelerata e sempre più cangianti realtà… il SEMIALTERNO rappresenta l’idealtipo sistema elettorale per ingenerare un virtuoso bipolarismo concorrenziale aperto per emulare qualità d’ordine superiori nel determinare effettive concorrenziali alternative politiche e non per favorire mere rotazioni autoreferenziali alternanze tese a mantenere sempre più blindati ed inciucciato un bipartitismo asservito alla casta conseguente al fatto di drenare partecipazione ed indirettamente concorrenza effetto che gli permetterà a sempre più istituzionalizzarsi quanto in ogni dove i modelli maggioritari lo stanno dimostrando! Attualmente sembra che solo la California dopo essere andata in default lo stia iniziando a capirlo per non ricaderci in default?! Ad ulteriore dimostrazione che democrazie e mercato non possono che essere facce di quella stessa medaglia? E, se come asseriva Bobbio la maniera per combattere la corruzione è l’efficienza questa stessa non può prescindere dall’esistenza di una libera informazione e concorrenza su tutte le facce, front line, ecc.
    Pertanto, il SEMIALTERNO si propone quale “idealtipo” sistema che ne rappresenta l’appropriata pertinente risposta alla “ne(x)t age & generation” per meglio pensare criticamente alla grande ed evolvere!?
    Senza aggiornamenti, e così continuando sempre più illusorio sarà supporre di risultare competiti volgendoci al compassato pensando di affrontare in un siffatto anacronistico modo l’alba di un nuovo futuro che sta crepitando per schiudersi da levante! La proposition 14 della California quanto il prossimo passaggio in GB dal maggioritario al Proporzionale possono anticipare effettivamente la prossima primavera!? Passi per poter per aprire quel Pandora box che i croupier di razza e di casta intendono occultare per mantenere inalterato lo status quo!
    Non ultimo, l’introduzione del “liberalismo d’impresa” dovrebbe caratterizzarsi con un altrettanto equilibrato provvedimento che l’introduca nei meccanismi elettorali per iniettare così un’altrettanto autentica libera concorrenza quale virtuoso dinamismo necessario a riprodurre una più pervasiva efficienza in tutta quella galassia di cui si caratterizza politics, policy and polity quale indispensabile passaggio per rendere il nostro Sistema BelPaese strutturalmente competitivo.

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