Internet senza Eco


Umberto Eco ha un cattivo rapporto con il web e non ha intenzione di migliorarlo. Ma quello che rattrista è sentire un esponente mondiale della cultura svilire in modo puerile il ruolo della rete e avere così tanti pregiudizi sulla stampa, che secondo lui deve avere “babbo e mamma certi”, un’identità precisa e che assicura la veridicità “a priori” di una notizia o la sua rappresentazione all’interno di un filone culturale.

Eco si rivela un tuttologo a sproposito: il web è tante cose, magari non da cogliere tutte insieme e da filtrare ma offre sicuramente rapidità, capacità di analisi, di scovare talenti e mettere tante energie al servizio di un mondo aperto, dove chiunque può entrare e dire la sua. Il grado individuale di attendibilità o la qualità dell’informazione riversata non è tanto endogena al sistema quanto un’opportunità di comunicazione.

Sul fatto che Eco abbia capito qualcosa del web ci sono davvero tanti dubbi, che non so fugare.

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