Volate a vostro rischio e pericolo


Le compagnie aeree premono e i governi frenano. Voli fermi, polemiche acri e accese. Tra disagi e proteste si potrebbe trovare un compromesso: le compagnie aeree che se la sentono riprendono i voli. Poi vediamo chi ha il coraggio di salire sugli aeremobili in queste condizioni.

PARIGI, 19 aprile (Reuters) – di Tim Hepher – Gli esperti sono in disaccordo su come misurare la nuvola di cenere vulcanica e su chi dovrebbe decidere il momento corretto e sicuro per riprendere i voli, mentre milioni di viaggiatori sono rimasti a terra e le perdite hanno superato oltre 700 milioni di euro.

“Lo chiamerei il disordine europeo perché non ci siamo concentrati sui fatti e sulle cifre”, ha detto oggi Giovanni Bisignani, direttore generale dell’associazione per il trasporto aereo internazionale Iata.

“L’Europa sta usando un approccio matematico e teorico, non è quello di cui abbiamo bisogno. Sono necessari alcuni voli di prova per andare in atmosfera e, valutando la quantità di cenere, prendere una decisione”, ha detto in un’intervista a Reuters.

British Airways e Air France-KLM hanno detto di aver eseguito dei voli di ricognizione, e di non aver riscontrato nessun problema dovuto all’eruzione vulcanica.

C’è infatti una marcata diatriba tra gli esperti e i vettori, anche se il commissario ai Trasporti dell’Unione Europea ha detto che non saranno possibili compromessi in materia di sicurezza. La Nato ha valutato la minaccia sufficientemente seria da limitare l’addestramento militare in volo.

Bisignani ha detto che i governi hanno sbagliato a imporre un divieto nel nord Europa, mentre si dovrebbe considerare invece di aprire dei corridoi.

Joachim Curtius, professore dell’istituto di scienze naturali ed atmosferiche dell’università Goethe di Francoforte, si è invece schierato a favore del divieto, affermando che si potrebbero installare sui velivoli dei sensori che misurino le particelle libere nell’aria.

Al momento, si producono solo un numero limitato di questi strumenti, che costano decine di migliaia di euro.

“Si potrebbe pensare di essere al sicuro volando a 20.000 piedi invece che a 40.000, dove le ceneri si trovano, per poi vedere che il vento è cambiato all’improvviso e che la cenere si trova a 20.000 piedi”, ha detto Stewart John, ex presidente della società aeronautica reale inglese.

Gli esperti sono in disaccordo, oltre sulle misure da prendere, anche sulla quantità di cenere e sul tempo necessario per ritornare ad una situazione nella norma.

“Il problema principale è che il vulcano continua ad eruttare, producendo sempre altra cenere”, ha dichiarato l’australiana Rebecca Patrick, aggiungendo che le ceneri potrebbero rimanere in aria per 20 giorni.

“La cosa migliore è stare all’erta”, ha detto Patrick.

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