Giù la maschera, Beppe Grillo


Movimento a 5 stelle? Inquietante! Dove non ha successo (Grottaferrata) il movimento di Grillo appoggia il centrodestra. Necessario vero?

(Ultimenotizie) – Al primo giro, la Lega ha stravinto. Ai ballottaggi di oggi e domani – in 4 città capoluogo e in 41 comuni, per un totale di un milione di votanti – una grande paura percorre trasversalmente il Pd e il Pdl, almeno nell’Italia del Nord. Si teme che il Carroccio trionfi di nuovo, piazzando nei municipi i suoi candidati, anche a scapito del partito berlusconiano. In certi luoghi, per esempio a Vigevano, in provincia di Pavia, dove è arrivato Bossi in persona a chiudere la campagna elettorale gridando «la Lega vaaa….!!!», estrema destra e estrema sinistra, fascisti e comunisti, cattoliconi Udc e mangiapreti radicaloidi, Verdi e Dc, si sono uniti nell’alleanza più larga d’ogni larga alleanza della storia italiana. Una sorta di Comitato di liberazione nazionale anti-Lega, con dentro il Pd e il Pdl, per appoggiare il candidato berlusconiano Antonio Prati (28 per cento al primo turno) contro il candidato bossiano Andrea Sala (33 per cento). Un derby minimo fra il Senatur e il Cavaliere. Vincerà anche qui il Carroccio, a riprova che Berlusconi si deve stare attento alle truppe di Re Umberto? A Castelfranco Veneto, intanto, Lega e Pdl si sono presentati divisi al primo turno, il candidato in verde ha superato di tredici punti il concorrente azzurro e ora sarà il leghista – che è anche parlamentare: Luciano Dussin – a sfidare Donata Sartor, appoggiata dal Pd e dall’Idv.

Ma eccoci a Mantova, uno dei capoluoghi al voto, insieme a Macerata, a Matera, a Vibo Valentia. La città dei Gonzaga e del Mantegna è una enclave rossa nella Lombardia, fin dai tempi della Liberazione. Qui il Pd in alleanza con l’Udc difende il suo modello anti-Lega, ma la sindaca uscente – Fiorenza Brioni, che tutti i big del partito a cominciare da D’Alema sono andati a sostenere in loco – rischia di essere superata dal candidato del Pdl, Sodano. Incombe il pericolo astensionismo, da parte degli elettori di sinistra delusi da troppe divisioni interne. E grava sul Pd il terrore che i voti di cui è titolare un anziano notabile e parlamentare ex Dc, Zaniboni, che ha rotto col centrosinistra e s’è candidato al primo turno, possano finire nel fronte berlusconiano.

Strani intrecci. Quello più curioso si verifica in provincia di Roma, a Grottaferrata. Gabriele Mori del Pd e Sergio Conti del Pdl si sfidano per diventare sindaci. Al ballottaggio non è riuscita ad arrivare la candidata del movimento di Beppe Grillo, che si chiama Carla Pisani, la quale ha rotto con la sinistra e fa confluire i suoi voti sul candidato berlusconiano. Un inciucio, indiretto, fra Grillo e il Cavaliere. Ma forse bisognava aspettarselo. Il leader del «Vaffa» non aveva già fatto vincere, nei giorni scorsi, il leghista Cota in Piemonte? Ora la grillante Pisani di Grottaferrata s’è buttata a destra, perchè ha trovato nel candidato Conti, un ex democristiano, «una persona disponibile all’ascolto. E metterà le telecamere nel consiglio comunale, strumento utile alla cittadinanza».

A Macerata, a Matera e a Vibo, sono in vantaggio i candidati del centrosinistra (Carancini, Adduce, Soriano). A Termoli, in Molise, regione di Di Pietro, il Pd è uscito dalla gara e la sfida è Pdl contro Idv (più i rispettivi alleati). A Caivano, in Campania, niente sinistra e sfida fra centro e centro-destra. A Mugnano, due passi da Napoli, una ”grosse coalition” tra Udc, Api rutelliana e Idv combatte contro il candidato del Pd. Stesso schema a Eboli, nel salernitano, con l’aggiunta nel fronte anti-democrat anche di Rifondazione Comunista. Più giù, in provincia di Cosenza, a San Giovanni in Fiore, sono stati espulsi dal partito dipietrista alcuni dirigenti che appoggiano il candidato sindaco della destra. L’Idv avverte in un comunicato: «Il Pd faccia come noi. Mandi via chi si schiera con il Pdl. Per esempio a Montenero di Bisaccia». Ossia nel paesello di Di Pietro, il cui candidato sindaco è stato segato anche per effetto dell’inciucio fra democrat e berlusconiani.

E dunque, fra maggioranze variabili, competition Lega-Pdl, grillanti senza briglia e ”ammuine” varie, l’Italia dei ballottaggi è disseminata di ”laboratori politici”, assai singolari e curiosi. Attireranno anche l’attenzione dei votanti o, più probabilmente, l’astensionismo record di quindici giorni diventerà ancora più ampio? di Mario Ajello Il Messaggero

4 thoughts on “Giù la maschera, Beppe Grillo

  1. Pingback: Giù la maschera, Beppe Grillo | Feedelissimo

  2. sei riduttivo nella analisi che fai ed anche disratto, la sx dove ha perso, faccia ammenda con se stessa non è colpa di chi ha votato altro, la sx cerchi le ragioni dei propri errori al suo interno. Accusare Grillo di compromessi con Berlusconi è ridicolo io ti sento scagliare strali ora dopo il voto Prima Dove eri? le campagne elettorali bisogna sentirle tutte anche quelle degli avversari. Allora dopo si può anche criticare, troppo facile criticare come fai tu senza aver sentito neanche una parola di quanto stai criticando(si capisce da come spari a vanvera). ma io perdo tempo il tuo scritto si commenta da solo. Raissa

  3. @Raissa: perdere tempo non so…se lo fai vuol dire che senti giusto così. Piuttosto, nello spirito di questo blog, le cose che dici non sembrano esattamente star così…la critica laica qui c’è stata e ci sarà. Rileggiamoci, sempre che ti vada

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