Giornalismo e non-profit


Michael Schudson e Leonard Downie hanno le idee chiare sul futuro del giornalismo che passa attraverso una stampa locale sempre più aggressiva e l’affermazione del giornalismo non-profit.

Ammetto che la prospettiva è giusta da diversi punti di vista; ammetto pure che sarebbe difficile immaginare un diverso modello. Però prima di arrivare a quel modello rimango dell’idea che il futuro più immediato dipenderà molto dall’informazione istituzionale

Prendiamo il caso dell’Italia. Gran parte dell’informazione attuale ci viene dalla tv, controllata dai partiti e in modo più marcato dalla maggioranza di Governo. La stampa cartacea dipende dal finanziamento pubblico e per quanto libera deve sempre e comunque qualcosa a chi permette la sua uscita in edicola (o la semplice tiratura!).

C’è altro? Ben poco nel complesso perchè la rete non è ancora in piena luce e le fonti sono molteplici, difficile capire quali sono attendibili o no, difficile per i neofiti orientarsi.

Allora mettiamola così: le testate che vorranno uscire in edicola dovranno aumentare prezzi e pubblicità con tirature che saranno sempre inferiori; una parte dell’informazione passerà a pagamento per volere di Murdoch. Nel frattempo altri soggetti entreranno in rete portando notizie, più o meno attendibili; i prodotti di nicchia (sempre su web) continueranno a produrre accessi (in aumento) ma saranno voci difficili da mantenere (per esempio i bloggers spesso sono veloci e ficcanti ma possono occuparsi di una “fettina” del mercato informativo). Per il resto dobbiamo supporre che sì, il locale e non-profit avranno spazio. Ma di solito l’Italia si adegua lentamente ai cambiamenti…

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2 thoughts on “Giornalismo e non-profit

  1. Pienamente d’accordo con l’argomentazione di Loris, che mi porta a fare qualche altra considerazione. Nel marasma delle fonti di informazione, che siano inquinate o pilotate o meno, diventa sempre più difficile stabilire e capire quali di esse sono originali. Non solo nell’ambito del web (dove la pratica è più semplice), spesso ci si ritrova di fronte a delle notizie ‘copiate e incollate’, qualche volta con delle piccole modifiche e aggiunte.. Ma quanti, almeno prima di copiare e incollare, verificano l’attendibilità di cio stanno contribuendo a diffondere? Quanti si chiedono se é esauriente e sufficientemente vicino al ‘vero’ quello che stanno riportando? Mi sembra che troppo spesso vinca l’unilateralitá e non il confronto.

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