Ma dove sono i giovani leoni?


Leggo che Mantellini è ottimista: Bersani se ne vuole andare e dietro ci sono giovani leoni che spintonano per scalare le vette. Sono uscito dal Pd a settembre dello scorso anno. Ero entrato nell’allora Pds e ho seguito per anni le contorsioni degli avanzi di Pci che tentavano di rimanere in sella ad ogni costo. Quando non ce l’hanno fatta personalmente hanno delegato, con i vecchi metodi della cooptazione ad personam, la gestione dell’esistente (sempre meno e con sempre maggiori difficoltà: l’atto finale è stato la stampella della Margherita).

Ho corso da nord a sud per il partito, ho passato serato a parlare e cercare, a capire, a studiare, a vedere se qualcosa di nuovo ne veniva. Ho litigato, mi sono incazzato, ho sempre ottenuto di rimanere fuori dalla porta, perchè uno come me non serviva. Infatti è così: nessuno è indispensabile. Allora avanti con l’associazionismo, non tanto per trasformare l’impegno in parapolitica ma cercare di capire quello che non capivo, quello che supremi dirigenti prescelti e predestinati potevano fare meglio di me e sapevano fare. Ma niente, ho fatto tanta esperienza che è servita a me. Il partito (in provincia di Como fa un lusinghiero 18%) non aveva bisogno di me. Allora dopo avere votato (per scelta) Bersani e aver capito che era cambiato il segretario ma il metodo di selezione era ancora…Veltroni, ecco dopo aver capito questo ho detto basta, senza sbattere la porta. Senza dire nulla ufficialmente al partito, sempre seguito, votato e supportato al lavoro, tra amici e nel modo di comportarmi.

A me non interessa parlare della mia vicenda personale, proprio perchè personale. Per me fa forse più testo questo dello che ho visto e vissuto in questi anni. E ho visto tanto, tanto che non va. Ma ciò che mi fa più male è che i giovani, quei giovani che dovrebbero essere dei validi ricambi, se va bene saranno dei rincalzi, non il nuovo che aspettiamo, che forse il paese intero aspetta per tornare a votare a sinistra (sì, beh lo so che il Pd non è solo sinistra, è un progetto molto più complesso ma per quanto complesso non si capisce e non si fa capire. Infatti la gente non lo capisce abbastanza).

Ma dicevo che ho visto giovani seguire attentamente, essere estratti dal mazzo solo se pronti a piegarsi a seguire senza troppe storie il potente (o potentello) di turno. Giovani che si aspettano formazione e immissione nel potere, giovani ambizioni e pieni di buona volontà, preparati. Giovani scelti sì, ma che non possono fare di testa loro, non possono esprimere liberamente una critica, un opinione sincera quanto pericolosa. Giovani che non devono avere spirito critico, non devono mettere in discussione più di tanto. Giovani che possono emergere ma che deveno rimanere in un perimetro ben preciso.

Poi ci sono i Renzi (e qui mi permetto di dire che la faccenda dell’Ipt richiamata da Zingaretti e davvero sintomatica di come siano questi giovani); ci sono le Serracchiani (prontamente cancellata da fb e rispetto alla quale credo che non si capisca ancora il danno fatto nel farla emergere); ci sono i mille Io che arrivano perchè entrano nel giro giusto e pensano che da lì si possa ruggire.

Ecco, non credo che sia così. Anzi, giovani o no il problema è molto più serio di così. Prendete per esempio i nominati in Parlamento, quelli che possono mandare a casa la vecchia guardia (Da Mita per capirci) perchè è tempo di nuovi e nuovismi. Provate a pensarci: pensate davvero che qualche innovazione senza esperienza, senza passione, senza politica in testa che appunto per questo si crede arrivato possa davvero fare un buon servizio al Pd?

Io mi domando spesso se davvero i nostri gesti, quando li compiamo, siano logici. Ci lamentiamo dei troppi decreti del Governo; delle modifiche di prassi e delle forzature dei regolamenti e dei troppi voti di fiducia. Ma quando guardo ai nominati Pd in Parlamento mi domando se questa gente mandata lì per volere di un capo possa davvero voler cambiare questa degenerazione che viene avanti, se abbia gli strumenti per contrastare questo berlusconismo. Se abbia cioè la forza di opporsi.

E alla fine mi rispondo che no, questo non è possibile. Non lo è perchè il Parlamento può solo perdere forza e autorevolezza in questo modo. Bisognerebbe avere gente capace di inchiodare il Governo in aula, capace di chiedere risposte, mettere sotto pressione, fare proposte e progetti di legge senza attendere dal Governo istruzioni. Senza lasciare la maggioranza da sola, ma contrastandola senza sosta, senza dar tregua.

Infine pensate a Enrico Letta. Dopo le regionali ha subito dichiarato che per le riforme il Pd aspetta una proposta della maggioranza. Per fare cosa? Per dire no? Per contrastarla duramente? Per fare una controproposta? Per inciuciare? Io credo che mai e poi mai una forza politica possa delegare ad altri la proposta politica, men che meno se si tratta di un’opposizione politica che vuole tornare al governo del paese. Ma quello che posso concludere è che il Pd non ha una sua proposta perchè non ha una politica alternativa per Governo. E allora dico: è nei fatti che il Pd non è pronto per il Governo.

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