Grillo – Minzolini: 1 a 1


Caro Minzolini,

se non conoscessimo Grillo potremmo dire che non ci si improvvisa giornalisti o, nel caso peggiore, non si alterano le notizie come nel caso della candidata Bresso in Piemonte. Ma da un istrione come Grillo, abituato a prendere in giro tutto e tutti, abbiamo imparato molte cose: dire di gestire un blog e poi scoprire che si tratta di un redazionale; tipo che una platea si può infiammare con ogni sorta di provacazione (“Dite CAZZO” e tutti a dire “CAZZO” per capirci).

Mi dirà: “Che vuole da me? Che c’entro con Grillo io?”. Ecco vede Direttore, come Lei sa io mi sono permesso, alcuni giorni or sono, di scrivere un post in cui chiedevo alla Rai di licenziarLa. Ovviamente senza SE e senza MA. Essendo io un finanziatore della Rai mi posso permettere di chiedere, da un servizio pubblico, di avere di meglio di quanto Lei mi offre. Io vorrei infatti un servizio pubblico, Lei mi offre un servizio privato. Io chiedo in sostanza verità, Lei mi offre l’assoluzione dell’Avvocato Mills in Cassazione. Ora non ci sono certo due Cassazioni. Ce n’è una. Che ha detto e scritto altro da quello che mi dice Lei. Vuole mettere? L’Avvocato non la querelerà di certo, ma qualche milione di persone (anche se io spero molte di meno e comunque sempre di meno nel tempo) Le hanno sentito dire una falsità. Così non hanno avuto un servizio che pagano. La falsità potrebbe essere una Sua opinione o forse è l’opinione suggerita da qualcuno che magari Le ha telefonato. Ma è una falsità Sua e di altri, non una falsità che si possa rendere pubblica. Perchè Lei appunto è da me pagato per parlare di cose vere pubblicamente non di falsità private. Non di verità Sue che verità non sono. E proprio perchè non sono verità le abbiamo definite falsità. Notizie false che Lei sparge nell’etere.

Fin qui fatti già stranoti. O, meglio, come detto falsità (Sue) già note. Adesso è successo un fatto. Un ulteriore falsità che il giornale televisivo della prima rete Rai ha divulgato come verità pubblica. Si tratta della notizia, non vera appunto, che il Cardinale Bagnasco è stato minacciato di morte. Ma a quanto risulta, con tanto di reseconto dei Carabinieri, il Cardinale non è stato minacciato. Quindi Lei, il Suo giornale, ha diffuso una notizia falsa. Cosa di oggi. Cosa attuale. Cosa che mi rimanda ad un sospetto. Atroce.

Caro Minzolini non è che per caso qualcuno Le ha telefonato e Le ha chiesto di insistere con la strategia del terrore e di aumentare nel Paese il senso di insicurezza? Qualcuno minaccia Bagnasco perchè c’è un clima d’odio verso la Chiesa, verso la politica e verso lo Stato? Se Lei fosse un buon giornalista, amante della verità, scommetto che avrebbe chiamato diligentemente i Carabinieri e come Direttore della prima rete Rai giornalistica avrebbe chiesto lumi e particolari. Perchè, ne sono convinto, Lei ha imparato a fare il giornalista, Le hanno spiegato che amore per i fatti è amore per la verità. E allora mi domando perchè non l’ha fatto. Chi glielo ha impedito? Se è stato Lei, se ha fatto tutto da solo allora Lei, lo sappia, è un cattivo giornalista. Se è stato messo in mezzo ha comunque mancato ai suoi doveri. E ancora ci ha portato alla sua verità privata.

Chiudo rapidamente, per non annoiarla, mi spiacerebbe, con Lei si è già perso abbastanza tempo. Lei ha diffuso più notizie false, alterate. Per ora non sembra che voglia mutare indirizzo e neanche chiedere scusa a chi paga per il Suo stipendio. Ma una cosa gliela devo dire: Lei è esattamente come Grillo, un comico. Sì, e non si rende conto del danno profondo che genera al Paese. Sono ancora convinto che non dovrebbe più fare il Direttore del Tg1. Che una volta era un telegiornale serio. Una volta. Prima di Lei.

La saluto, non senza riportare più sotto una piccola verità che spero si porti dentro a lungo.

(NotizieGenova) – Nessuna minaccia di morte inviata a Bagnasco,  fatto falsamente dichiarato dal Minzolini team del TG1,come comunicatoci dal comando provinciale dei Carabinieri,risulta pervenuta al monsignore una semplice,per quanto deprecabile,lettera di insulti e ingiurie in vario titolo,non solo diretta a lui personalmente ma anche ad altri vescovi
La missiva quindi non e’ fonte di concrete preoccupazioni,tanto che non si ravvisa la necessita’ di un potenziamento della scorta gia’ in uso ,la Procura ha comunque avvertito la necessita’ di aprire un inchiesta per valutare il fatto

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