E perchè non dovremmo tirarlo in ballo?


E perchè non dovremmo tirarlo in ballo? A me risulta che un decreto legge debba essere firmato dal Presidente della Repubblica. Quindi questa firma ha un valore. A quanto capisco non è un valore formale, diversamente il Presidente non concerterebbe il tipo di intervento (lo ratificherebbe e basta) e tantomeno non darebbe ragioni (di parte) che stavolta anzichè spiegare non fanno capire nulla se non che ci sono interessi che sono preminenti e passano sopra la legge (“L’esclusione del Pdl non era sostenibile – dice Giorgio Napolitano – Norme e diritti dei cittadini sono ugualmente preziosi”. Il presidente della Repubblica ha spiegato le ragioni per cui ha firmato il decreto salva-elezioni e lo ha fatto rispondendo sul sito del Quirinale al messaggio di due cittadini, uno a favore e uno contro un provvedimento legislativo).

Ma da quando in quando le ragioni di parte possono superare la legge? A me non risulta che senza il decreto non si potesse votare. Veniva esclusa una parte, consistente, di elettori. I quali elettori hanno rappresentanti di parte che sono incapaci di fare le liste. A questo si sarebbe potuto ovviare riammettendo i partiti (e spostando i termini) ma non consentendo a chi ha abusato della pubblica fede (frodando il cittadino elettore) di candidarsi (questo sarebbe stato un accordo politico).

Da quando la legge si fa per chi è a prescindere rappresentativo? Si suppone infatti che il Pdl sia rappresentativo, magari solo incapace di presentare le liste. Ma è rappresentativo, lo ammetto. Ma la legge c’era anche prima per garantire questa rappresentanza, è stata violata compilando male, falsamente ed erroneamente i moduli. Di questo stiamo parlando.

Da quando in qua il potere esecutivo può sconfinare nel potere giudiziario? A me, libertario convinto, la teoria liberare della separazione dei poteri non pare possa essere contraddetta da nessun provvedimento ad hoc. Perchè dunque, con precedente grave, si ammette che in giudizio pendente in materia elettorale il potere esecutivo possa intervenire? Qui siamo al pieno sconfinamento, al cambiamento delle regole in corsa. Può fare questo l’arbitro? E’ ancora arbitro?

Perchè questa norma interpretativa vale oggi e non già ieri quando furono nel tempo escluse liste ancor poco rappresentative ma a priori legittimamente concorrenti al gioco democratico della partecipazione al voto?

Da quando il Presidente della Repubblica tutela direttamente gli interessi di parte e non già quelli più generali che mi pare di poter riconoscere nel rispetto eguale della legge da parte di tutti?

Voglio inoltre dire che pare pessimo l’argomento di voler premiare la partecipazione a discapito del valore formale della legge. Quante leggi stupide ci sono che vorremmo disattendere ma non possiamo? Ma soprattutto: qual è il rispetto di chi ha diligentemente raccolto le firme in modo pulito e vede prevalere interessi che impongono l’arroganza del potere già costituito? Quale stimolo a concorrere a fare bene, ad impegnarsi e cambiare?

Ma soprattuto perchè il Signor Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura scrive con il Governo il testo con cui tutti i magistrati dovranno sentenziare? E’ forse questa la riprova che si vuole riportare la magistratura sotto il controllo del potere Esecutivo mettendo i giudici sotto scacco e sotto la tutela di un ordine procedimentale che viene dal potere politico e non già dall’obbligatorietà dell’azione e della decisione in base alla legge?

Ebbene chi dice oggi lasciatelo fuori esclude proprio quel dibattito politico in cui il Presidente si è insinuato diventandone artefice non innocente e corresponsabile. Mi si dica ora perchè se si vuole una discussione politica non la si può richiedere a chi a voluto un terreno politico di compensazione degli interessi. Questo è un atto del Governo. Avallato dal Presidente della Repubblica. E’ in ballo. Balli.

3 thoughts on “E perchè non dovremmo tirarlo in ballo?

  1. spiace veramnete che Napolitano non abbia avuto maggior coraggio,temo che la preoccupazione di non fomentare ulteriori divisioni nel paese abbia fatto premio sul rispetto della legge,forse la consapevoleza che una maggioranza di incapaci potenzialmente violenti potesse sentirsi libera di agire lo ha convinto che firmare sarebbe stato il male minore,purtroppo questo atteggiamento è forse il male peggiore,darà a Berlusconi ed ai suoi la sensazione di avere in pugno il quirinale ed all’ opposizione alla Di Pietro la certezza che lui non difende la Costituzione,in questa partita perdiamo tutti e Napolitano fa proprio la figura di Vittorio Emanuele II spaventato dalle CCNN in marcia su Roma,triste vicenda!!

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