La Rai come l’Iraq: va liberata


Sinceramente è da giorni che mi domando come il Presidente della Rai, un ex giornalista stimato, possa rimanere tranquillo al suo posto. Garimberti in questo momento non fa il giornalista, ma il manager. Però qualcuno gli ha detto che non fa neanche il manager e non glielo lascia fare. I palinsesti sono scritti dalla politica con le sue regole astruse, l’azienda perde ascolto e introiti. Va bene così.

Dal blog di Riccardo Chiaberge (massima stima):

Dopo l’Iraq, libereranno anche la Rai?

Newsweek dedica la copertina al ritorno della democrazia in Iraq, e il Foglio ci salta sopra per strillare: Vedete? Aveva ragione Bush. Dimenticando due cose: 1) che l’intervento americano del 2003 non puntava a restituire la libertà agli irakeni, ma a distruggere l’inesistente arsenale di Saddam e a dare la caccia ad al Qaida nel posto sbagliato; 2) che mentre in Iraq torna (forse) la democrazia e trionfa la libertà di stampa, da noi si sopprime il diritto d’informazione, imbavagliando i talk show. Non ci resta che sperare nell’arrivo dei marines in viale Mazzini.

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4 thoughts on “La Rai come l’Iraq: va liberata

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