Ulster: in Italia meridionali meno intelligenti


(ASCA) – Roma, 16 feb – In Italia i meridionali sono meno intelligenti dei settentrionali: parola di Richard Lynn, professore di psicologia all’Universita’ dell’Ulster, a Coleraine, nell’Irlanda del Nord, che in una ricerca pubblicata sull’ultimo numero di Intelligence spiega cosi’ il ”divario” tra il Nord e il Sud del Belpaese.

In particolare, Lynn delinea le differenze tra i QI (quoziente intellettivo personale) presenti in 12 regioni italiane mostrando che il livello e’ piu’ alto al Nord e piu’ basso al Sud probabilmente ”per la mescolanza genetica con le popolazioni del Medio Oriente e del Nord Africa”. Le differenze regionali, si legge nell’introduzione della ricerca, ”sono eccezionalmente ampie in Italia. Il Nord e’ prosperoso come il Centro e Nord Europa, ma il Sud e’ molto piu’ povero”.

Il sociologo americano Robert Putnam ha scritto che ”viaggiare dal Nord al Sud negli anni ’70 era come tornare secoli nel passato”’.

Secondo Lynn gli ”italiani piu’ intelligenti” si troverebbero in Friuli Venezia Giulia (con un QI di 103), seguiti da Trentino e Veneto (101), Toscana, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna (100), Liguria (97), Umbria, Lazio, Abruzzo e Basilicata (92), Puglia (91), Campania e Sardegna (90), Calabria e, in ultima posizione, Sicilia (89).

map/mcc/rob

2 thoughts on “Ulster: in Italia meridionali meno intelligenti

  1. Pingback: Ulster: in Italia meridionali meno intelligenti | Feedelissimo

  2. Sono venuto a sapere della ricerca di Lynn per caso, e naturalmente mi
    aspettavo le polemiche e le critiche che ora leggo nei forum: da una nazione
    arretrata e senza cultura scientifica come l’Italia é una cosa naturale.
    Lynn aveva giá pubblicato, anni fa un libro “il QI e la ricchezza delle nazioni”
    dove dimostrava statisticamente che il benessere di ogni nazione dipenda
    dal QI medio dei propri abitanti.
    In realtá queste teorie esistono da quando esiste il test per il quoziente di
    intelligenza: semplicemente si mette in relazione il quoziente di intelligenza
    medio con il grado di sviluppo di una nazione, la qualitá della vita, la scolaritá,
    la mortalitá infatile ed i risultati parlano da soli:

    La carta della ricchezza, della prosperita’, della civilta’ e’
    sovrapponibile alla carta delle popolazioni bianche.

    In quasi tutte le nazioni del mondo abbiamo, a seconda delle
    popolazioni :

    bianchi al 100% stato ricco e civile
    meticci stato povero ed instabile
    negri stato poverissimo e totalmente instabile

    Il cosiddetto “razzismo”cioé il considerare le razze umane diverse in
    abilitá e mettere in relazione il diverso sviluppo e la produzione
    culturale dei diversi popoli é semplicemente una conclusione logica,
    basata su concetti scientifici:

    Le differenze tra sviluppo, reddito e qualitá della vita tra diverse
    nazioni sono correlate DIRETTAMENTE tra le differenze di Q.I.
    medio tra i diversi abitanti, fatto dimostrato statisticamente. (Lynn)

    La differenza tra il Q.I tra negri, africani ed afroamericani e bianchi
    esiste, ha base genetica e, statisticamente va dai 15 ai 30 punti (!)
    (Eysenck, Hernstein, Pearson, Jensen, Brand, Rushton,Murray ed
    innumerevoli altri)

    Il fatto che il test per il QI possa dare una spiegazione razionale, scientifica
    e verosimile al problema delle grandi differenze tra popoli e razze puó essere
    contestato ma, sicuramente, dimostra che una spiegazione scientifica per il
    fenomeno esiste (contrariamente a quanto per anni affermato in certe
    pubblicazioni politico-ideologiche) e, dato che le loro spiegazioni
    “sociologiche” e psicologiche non sono mai state verificate, né sono
    verificabili, fornisce la più probabile e semplice spiegazione alternativa a
    quella politico-ideologico-paranormale degli antirazzisti catto-comunisti.

    Nonostante tutto ciò, c’è ancora chi si ostina a definire “razziste” queste
    teorie, ed a rifiutarle.
    Ma questo punto tutte le prove esaminate portano a concludere che i “razzisti”
    abbiano pienamente ragione, e che le differenze tra le diverse civilizzazioni,
    cosí come le differenze tra diversi popoli possano, semplicemente essere
    spiegati come differenze di abilitá, e che le differenze tra “paesi ricchi” e
    “terzo mondo” possano essere spiegati in chiave meritocratica, con i popoli
    piú intelligenti e capaci in testa, i popoli meno intelligenti in coda ed i popoli
    meticci, prevedibilmente a metá strada, a sottolineare lo stretto legame tra
    razza ed abilitá.
    Chi sostiene il contrario, è cioè che la spiegazione sia paranormale, ufologica
    o dovuta a fenomeni culturali e sociali direttamente mutuati dal loro ben noto
    trito e ritrito bagaglio politico-ideologico, se vuole essere creduto deve portare
    prove convincenti a sostegno delle proprie affermazioni .

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