Seppelita viva a 16 anni perchè frequenta ragazzi


(IRIS) – ROMA, 16 FEB – E’ successo vicino ad Adiyaman, nel sud-est della Turchia, in una regione a maggioranza curda. Il corpo della giovane Medina è stato ritrovato in posizione seduta, con le mani legate sul dorso, all’interno di una fossa scavata nel pollaio di casa. L’autopsia ha rilevato la presenza di terra nei polmoni, a significare che la vittima è stata sotterrata ancora in vita. Subito arrestati padre e nonno, che dovranno ora rispondere dell’accusa di omicidio volontario. Sembra infatti che la ragazza frequentasse dei coetanei di sesso maschile, motivo sufficiente per giustificare una follia del genere. Non si tratta nondimeno di un episodio isolato: la cronaca nera di quelle parti racconta quasi quotidianamente di crimini commessi per l’infrazione di codici medievali o per l’aver rifiutato un matrimonio combinato.
Istanbul è sensibilmente preoccupata, e già nel 2006 istituì presso il Parlamento una commissione d’inchiesta. Tanto più che, sebbene la riforma del codice penale degli ultimi anni abbia stabilito il carcere a vita per gli autori di atrocità simili, gli omicidi perpetrati in nome dell’onore sono ancora considerato da alcuni giudici come una circostanza attenuante. A gennaio un padre che aveva ammazzato la figlia ha visto la pena da scontare ridursi in appello a venti anni di prigione.
Si aggiunga a tutto ciò che lo Stato si mostra spesso incapace di proteggere le vittime: Medina aveva sporto denuncia alla polizia contro il padre che la picchiava. Per ben tre volte.
Da un punto di vista di politica internazionale d’altronde sarà necessario per il governo di Erdogan trovare quanto prima una soluzione efficace al problema, quanto meno da un punto di vista numerico. Sino a quando non vi sarà un tangibile decremento di tali pratiche tribali, infatti, i contrari alla Turchia in Europa avranno un’argomentazione in più a loro favore.

Autore: Alessandro Fonti

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