Treni piemontesi in vendita. Arriva lo straniero?


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(Ultimenotizie) – A tutta velocità verso la liberalizzazione del servizio ferroviario locale. Scade oggi il bando di gara indetto dalla Regione (attraverso la società di committenza regionale) per l’affidamento della nuova gestione ad una società che può essere pubblica o privata, italiana o straniera. Anche se non c’è ancora nulla di ufficiale, le prime indiscrezioni parlano di tre possibili partecipanti: a voler aggiudicarsi il servizio ci sarebbe la stessa Trenitalia (che mesi fa aveva detto che non avrebbe partecipato), una società inglese e le Ferrovie federali svizzere. Sono tre i lotti previsti: Piemonte sud-orientale (Asti, Alessandria e i collegamenti per Genova), Piemonte nord-orientale (Biella, Novara, Vercelli e Verbano-Cusio-Ossola) e la linea Torino-Milano. L’obiettivo, naturalmente, è migliorare finalmente il servizio per i pendolari. La decisione di indire una gara internazionale, infatti, era arrivata dalla Regione la scorsa estate. Era stata la prima in Italia. Accogliendo le proteste quotidiane dei pendolari piemontesi che lamentavano anni di condizioni disastrose di viaggio (dai treni sporchi al sovraffollamento, fino ai continui ritardi), il governo piemontese aveva scelto la nuova strada dell’affidamento del servizio attraverso una gara internazionale. A monte della decisione, anche la rottura delle trattative per il rinnovo del contratto di servizio con le Ferrovie, che aveva anche causato una diatriba tra la presidente Mercedes Bresso e l’amministratore delegato delle stesse Ferrovie Mauro Moretti. I vincitori delle gare avranno al massimo tre anni di tempo per dotarsi di tutto il materiale rotabile e per provvedere all’organizzazione necessaria a far partire il servizio.

La provincia di Torino è tagliata in due metà non comunicanti. A separarle la linea ferroviaria Torino-Pinerolo: quaranta chilometri interminabili. Ritardi e soppressioni di corse non si contano e i pendolari non ce la fanno più: mezze ore al freddo ad aspettare un treno che non arriva, attese inspiegabili nelle fermate intermedie. E, di routine, porte fuori uso e inutilizzabili sulle carrozze. «Le soppressioni avvengono ogni settimana e sono annunciate all’ultimo. Per chi prende il treno nella fascia tra le 8 e le 9 è una tragedia – denuncia Gianluca Crimaldi, nichelinese, 23 anni – durante tutto l’inverno i ritardi da Pinerolo hanno sfiorato i 35 minuti. I convogli sono sovraffollati e al lavoro non arrivi mai in tempo, soprattutto se devi beccare la coincidenza a Lingotto per Porta Nuova». Parallela la situazione di Luca Pasquet, di Torre Pellice, praticante avvocato a Torino: due treni cancellati a Porta Nuova alle 18.50 di sera e l’incertezza fino all’ultimo che ci sia la corsa da Lingotto per Pinerolo. Alla fine c’è, ma due carrozze su 4 sono senza riscaldamento. Le fasce orarie più colpite sono tre, in entrambe le direzioni: mattino presto, al rientro dal lavoro e nell’ora di pranzo. C’è chi come Lorenzo Monzillo, 59 anni, abita a nord della città ma fa l’impiegato a Nichelino e non può permettersi un’auto. «Prendo solo mezzi pubblici – spiega – ci impiego una vita, all’andata e al ritorno. Il treno delle 13,26 oggi ha 25 minuti di ritardo». Gli fa eco Giovanni Marengo, settantenne e per 32 anni ferroviere a Lingotto: «Ho un orto a Bra: per raggiungerlo farei prima con la bicicletta. Una volta le cose non andavano così». La beffa per i pendolari è l’indifferenza del personale di servizio nelle stazioni. «Fanno fatica a telefonare per sapere se il treno è in arrivo o è stato soppresso – sbotta Maria Oliverio – E se chiedi spiegazioni dei ritardi nessuno sa il perché». Le Ferrovie dello Stato non ci sentono e le loro voci trovano sfogo su Facebook: il gruppo “L’Odissea della Torino-Pinerolo” conta oltre 230 iscritti.

I ferrovieri piemontesi si schierano contro la decisione della Regione di mettere a gara il servizio: la loro agitazione confluisce nello sciopero nazionale indetto venerdì dalle 10 alle 14. «A seguito della decisione della Regione Piemonte di procedere con gare all’assegnazione del servizio ferroviario senza garantire le clausole sociali – spiegano i sindacati in una nota – venerdì si terrà a Torino un’assemblea nazionale quadri e delegati di un’assemblea nazionale quadri e delegati di autoferrotranvieri, ferrovieri ed addetti ai servizi».

(vedi anche Treni tedeschi in Italia)

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