Gb: operai protestano, via contratto all’italiana Somi


(Ansa):

di Mattia Bernardo Bagnoli

LONDRA – “Sciopero! Come negli anni Ottanta”. La base è inquieta, stanca di trattative che paiono non portare a niente. Vuole risultati. Gli operai disoccupati che si sono presi la briga di scendere in piazza a Londra, davanti al Parlamento, per protestare contro le ‘assunzioni selvagge’ di certe aziende si stringono intorno ai rappresentanti del sindacato. Che hanno appena consegnato una lettera a Lord Mandelson, ministro delle Attività Produttive. “I datori di lavoro rispettino il contratto nazionale”, dice il documento. L’italiana Somi non lo ha fatto. “Le venga ritirato l’appalto”.

Nello slargo antistante al palazzo di Westminster, davanti alla statua di Cromwell, padre della democrazia britannica, ci stanno un centinaio di operai. Gli organizzatori speravano di più. E infatti c’é abbastanza spazio per ospitare anche la protesta delle erboristerie – “specie in via d’estinzione”, dicono i cartelli.

“Chi sta qui oggi”, spiega Andy Fletcher, rappresentante regionale della sigla sindacale GMB, “é da mesi senza lavoro”. Scendere a Londra, insomma, è stato un sacrificio. La storia è sempre la stessa. Le aziende, quando vincono un appalto in Gran Bretagna, spesso e volentieri assumono personale straniero: costa meno ed è più ‘docile’. Al centro della protesta, l’anno passato, ci finì l’azienda italiana IREM, vincitrice di un appalto presso la raffineria Lindsay della Total. Un anno dopo tocca alla Somi, alla quale l’Alstom ha assegnato una commessa presso la centrale elettrica di Staythorpe. “Ora è diverso”, prosegue Andy. “Adesso abbiamo le prove”. Un’indagine indipendente ha infatti mostrato che gli operai della Somi – in maggioranza portoghesi – ricevevano 1300 euro al mese in meno rispetto alla paga concordata dai sindacati britannici. Ma non solo. “L’azienda – denuncia Andy – gli ha negato il diritto di tornare a casa per un fine-settimana al mese, come stabilisce l’accordo. ‘Chi torna a casa resta a casa’, gli dicevano”. “Qui non si tratta di essere razzisti o meno”, sottolinea Dereck Brussington, operaio specializzato al quinto mese di disoccupazione. “Mia cognata è italiana, io ho lavorato spesso in Europa. Noi siamo pronti a lavorare al fianco di chiunque, ma con lo stesso trattamento”.

“Non c’é solo la Somi a Staythorpe”, puntualizza Phil Davies, segretario nazionale di GMB per il settore metalmeccanico. “E noi sospettiamo che la pratica due pesi due misure sia più che diffusa”. Ecco perché i delegati del GMB ora andranno a visitare tutti i grandi cantieri per verificare che gli accordi sindacali firmati con la Engineering Construction Industry Association (ECIA) vengano rispettati. Per quanto riguarda la Somi, però, la linea assunta é quella della tolleranza zero. “Hanno infranto le regole”, dice Andy. “Ora chiediamo che l’Alstom gli revochi l’appalto”.

Annunci

Un pensiero su “Gb: operai protestano, via contratto all’italiana Somi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...