Perchè serve una nuova cultura socialista in Italia


La realtà è che quanto rimane dalla liquidazione del Psi in poi è solo il vuoto. Hai voglia a dire che si trattava di tangenti, di sistema piuttosto che responsabilità singole. Tutto questo non cancella l’idea che un’area politica sia venuta meno, c’è stata la liquidazione non solo di un’esperienza ma di uno spazio storicamente definito e pienamente presente nella percezione comune del cittadino-elettore.

In poche parole non ci sono più i socialisti, al di là di meriti o demeriti. Ed è quindi giusto che si riapra una discussione seria sull’eredità di Craxi. Certo in molti diranno: era un ladro. Certo altri ripenseranno agli anni torbidi di una vicenda politico-personale davvero lacerante ma definita solo sul piano giudiziario. Sì, solo a livello di giustizia giusta, quella delle aule dei tribunali nostrani che hanno imposto una verità. Quella verità che oggi appare non meno dura e tremenda: sul piano politico siamo senza un partito socialista.

Sul campo vanno sempre più confondendosi i cardini dell’azione di forze che si sommano o si scompongono senza riempire e senza dare l’idea di un consolidamento di valori sui quali aggregare un’azione chiara, riformista (cioè in grado di cambiare l’esistente e di guidarlo con forza all’occorrenza), inserita in un quadro europeo che le conferisca senso in nome di ideali e di rappresentanza strutturata sul territorio.

Oggi si danno nuove e meno profonde ragioni di un impegno politico, spesso esagitato, spesso frazionista ma capace di andare oltre un tempo elettorale. Ecco: sono solo i cicli elettorali a determinare consistenza e progettualità. Un progetto politico dovrebbe avere l’ambizione di guidare in modo stabile e concreto i processi, candidandosi alla guida del governo senza temere ricatti continui e inconfessati ma proponendo un’azione di respiro.

Insomma non c’è un Blair in campo; ci sono tanti rancori e risentimenti incrociati che alla fine scaricano la loro forza sul passato, sulla memoria di un uomo che era uno e del cui destino personale è stato detto tutto e il suo contrario. Non poteva e non può essere Craxi l’incapacità nostrana di guardare avanti: è solo un comodo alibi per rintuzzare una polemica politica che ha poca sostanza e quella apparenza mediatica indispensabile a muovere gli animi della contesa elettorale.

E’ contingenza, è l’adesso che non vuole dimenticare e non ha orizzaonti e allora piega su se stesso.

Lasciamo in pace Craxi (anche se lui non lascia in pace i nostri animi). Con lui, e ancor più senza lui, noi siamo qui con un fardello enorme di problemi e l’insufficienza dell’azione poltica che sembra distrarsi e torna noiosamente al passato quasi a cercare quello che non esprime. Con Craxi è morto il socialismo in Italia. Di questo dovremmo alla svelta parlare.

Annunci

Un pensiero su “Perchè serve una nuova cultura socialista in Italia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...