A Como l’esempio più chiaro del fallimento leghista


A proposito di Como: “(…)Le classi dirigenti si impegnino a decidere cosa saremo. Qui non decidono le istituzioni locali, ma la Regione: sul nuovo ospedale, sul campus, adesso anche per il “tampone” sul muro. Abbiamo classi dirigenti le quali sopportano che altri vengano a comandare in casa nostra. E questa è la più spaventosa contraddizione della Lega». Gianstefano Buzzi, Corrierino di Como, martdì 19 gennaio 2010

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