Han Han un blogger di successo in Cina

(Cara Cina) -Han Han (1982) campione di rally, scrittore, blogger è una delle figure giovanili più in vista nella Cina contemporanea, apprezzato oltre che per i suoi successi anche per i suoi attacchi irriverenti contro l’establishment. Southern Weekend (Nanfang Zhoumo) e Asia Weekly (Yazhou Zhoukan) lo hanno eletto persona dell’anno nel 2009. Il suo blog, aperto nel 2006, è da qualche anno stabilmente fra i cinque più seguiti in Cina (le ultime statistiche parlano di punte superiori ai 300 milioni di visitatori). Il suo post di oggi, 15 gennaio, è il terzo più letto fra tutti i blog ospitati su sina.com, ne traduco la parte in cui parla dei fatti recenti che riguardano Google.
Molte persone mi chiedono che cosa penso della possibilità che Google lasci la Cina. Quando Google copiò le opere di scrittori cinesi per inserirle nella propria biblioteca on line, alcuni giornalisti mi chiesero che cosa pensassi del fatto che i miei libri venissero resi leggibili gratuitamente on line – con 60 dollari di compenso per chiudere la cosa – senza la mia autorizzazione. Io dissi che se davvero facevano così, allora capivo per quale motivo non riuscivano a conquistare il primo posto nel mercato cinese. Appena tornato a casa, andai su internet e mi resi conto che in realtà avevano messo soltanto l’indice del mio libro. Solo allora compresi sul serio perché non riuscivano a imporsi sul mercato cinese con il loro motore di ricerca: c’era troppa gente che lo utilizzava.
Che Google lasci o meno il mercato cinese, la mia opinione sulla questione a quanto pare rimane inusuale. Quel che non mi torna è che secondo un sondaggio condotto da un sito internet, il 70% degli internauti cinesi non supporterebbe Google nella sua iniziativa contro il governo cinese per togliere i filtri sulla ricerca. Uno legge i risultati dei sondaggi fatti da siti governativi e si accorge che quasi sempre la sua opinione è opposta a quella più diffusa. Ci si sente quasi come quelli della generazione post-90, sempre in controtendenza. Sono questi i siti che andrebbero chiusi. Perché posso tollerare che che il nero diventi grigio, che il bianco diventi giallino, però non che si confondano del tutto bianco e nero!
Se Google lasciasse la Cina, a dannarsi più di tutti dovrebbero essere molti scrittori. E non lo dico perché penso che gli scrittori siano un’avanguardia o abbiano la capacità di intuire gli umori della società – non si occupano mai delle restrizioni alla libertà d’espressione, quasi che il ministero della cultura avesse schermato una metà buona delle parole della lingua cinese e tuttavia con le parole che rimangono riescono benissimo a incensare questo o quell’altro. Ciò che invece li farebbe più soffrire è che, sapendolo per tempo che Google se ne andava, quei 60 dollari li avrebbero presi ben volentieri. E sono convinto che sarebbe stato l’introito più grosso dal copyright sui testi elettronici per tutti gli scrittori cinesi. Per non parlare poi di quelli che si sarebbe accontentati anche di 40 dollari…
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Per un quadro generale della vicenda consiglio questo post di Gianluigi Negro.
Le 5 R
Dal blog di Giuseppe Adamoli una grande lezione della Chiesa. Grazie a Dionigi Tettamanzi.
I bambini sono molto curiosi, si sa, fanno tante domande. Non è sempre facile rispondere, eppure bisogna, anche sulla crisi economica, sui genitori che perdono il lavoro, sui giochi meno numerosi e costosi, sulle vacanze più corte. L’Arcivescovo di Milano Dionigi Tettamanzi parla di queste cose nella lettera di Natale ai bambini in modo semplice e suggestivo. Un’educazione civile molto prima e più che religiosa che si fonda su una ricetta che rovescia il mantra “spendete che la crisi passerà”.
E’ la ricetta delle cinque “R”. Ridurre gli acquisti. Riciclare vestiti e giochi. Riparare quel che si può. Rispettare le cose e le persone. Regalare con gioia.
La lettera ai bambini “Tu scendi dalle stelle” è in edicola da giovedì al prezzo di tre euro ed è una buona lettura di Natale.
Finchè c’era la crisi…

(ANSA) – ROMA, 22 NOV – Il ministro della Funzione Pubblica critica duramente il collega Tremonti, ma a difesa del titolare dell’Economia interviene Paolo Bonaiuti.
Tremonti ha detto Brunetta ‘esercita un potere di veto sulle iniziative dei ministri e tutti soffrono per questo. Finche’ c’era la crisi il rigore ha funzionato ma ora bisogna cambiare passo’. Da Gedda interviene Bonaiuti: ‘la linea seguita dal ministro dell’Economia e’ ispirata dal presidente del Consiglio e condivisa dall’intero governo’.








