Se facebook batte google
In teoria non può parlarsi di una concorrenza diretta. Ma di un fatto da pesare per capire le tendenze della rete. Facebook scavalca google, cioè è più visitato del famosissimo motore di ricerca. Un fatto da comprendere appieno. Si passa da un universo indistinto ad un bisogno di selezione e di limitazione. Facebook la nuova frontiera di una rete regolata dove la relazione scelta e voluta è più importante di una conoscenza indistinta e di massa.
Una tendenza che forse coglie google di sorpresa e dove non c’è sorpresa c’è impotenza. Google Buzz non piace. E poi non è indispensabile. Facebook ci tiene in un ambiente più familiare, meno esposto ad intrusioni indesiderate, disciplinato da regole semplici e non continuamente da reinventare.
Se facebook batte google vuol dire dire che dalla realtà che entra in rete siamo ora alla rete che spinge per entrare in facebook. E ci devi entrare perchè altrimenti non esisti, perchè altrimenti sei fuori da un mondo dove sei considerato, riconosciuto e apprezzato per qualsiasi cosa dici. Credo che questa sia una nuova frontiera, un mondo con regole precise, dove è tracciabile il tuo comportamento, dove ogni novità viene sottolineata e amplificata. Dove “tenersi sentiti” è semplice come dirsi addio e poi ritrovarsi perchè il numero di amici indica influenza e considerazione.
Alla rete serve davvero facebook? Facebook sembra affetto da bulimia: risucchia attenzioni ed energie, mangia distanze e barriere e coglie aspetti diretti della persona che può sentirsi libera di proporsi ad intimi o affini testando il proprio successo e il proprio seguito.
Ora per google e facebook la sfida potrà essere su ricavi e utili. Ma questo non importa a chi usa il computer come strumento di libertà o di informazione. Quello che emerge è la voglia di rifugiarsi delle persone, un modo pigro quanto utilitaristico di sfruttare la tecnologia ignorando quanto non piace e condividendo quanto si sente proprio. Ecco: facebook fa sentire mio un legame, un’amicizia, una foto, un video, una comunità. L’esperienza di uno è l’esperienza del suo gruppo. A google chiedo quello che non so, a cui mi avvicino con sospetto e che prendo per buono in mancanza d’altro. Però è una cosa che non mi appartiene. Se la voglio, la porto in facebook.
Han Han un blogger di successo in Cina

(Cara Cina) -Han Han (1982) campione di rally, scrittore, blogger è una delle figure giovanili più in vista nella Cina contemporanea, apprezzato oltre che per i suoi successi anche per i suoi attacchi irriverenti contro l’establishment. Southern Weekend (Nanfang Zhoumo) e Asia Weekly (Yazhou Zhoukan) lo hanno eletto persona dell’anno nel 2009. Il suo blog, aperto nel 2006, è da qualche anno stabilmente fra i cinque più seguiti in Cina (le ultime statistiche parlano di punte superiori ai 300 milioni di visitatori). Il suo post di oggi, 15 gennaio, è il terzo più letto fra tutti i blog ospitati su sina.com, ne traduco la parte in cui parla dei fatti recenti che riguardano Google.
Molte persone mi chiedono che cosa penso della possibilità che Google lasci la Cina. Quando Google copiò le opere di scrittori cinesi per inserirle nella propria biblioteca on line, alcuni giornalisti mi chiesero che cosa pensassi del fatto che i miei libri venissero resi leggibili gratuitamente on line – con 60 dollari di compenso per chiudere la cosa – senza la mia autorizzazione. Io dissi che se davvero facevano così, allora capivo per quale motivo non riuscivano a conquistare il primo posto nel mercato cinese. Appena tornato a casa, andai su internet e mi resi conto che in realtà avevano messo soltanto l’indice del mio libro. Solo allora compresi sul serio perché non riuscivano a imporsi sul mercato cinese con il loro motore di ricerca: c’era troppa gente che lo utilizzava.
Che Google lasci o meno il mercato cinese, la mia opinione sulla questione a quanto pare rimane inusuale. Quel che non mi torna è che secondo un sondaggio condotto da un sito internet, il 70% degli internauti cinesi non supporterebbe Google nella sua iniziativa contro il governo cinese per togliere i filtri sulla ricerca. Uno legge i risultati dei sondaggi fatti da siti governativi e si accorge che quasi sempre la sua opinione è opposta a quella più diffusa. Ci si sente quasi come quelli della generazione post-90, sempre in controtendenza. Sono questi i siti che andrebbero chiusi. Perché posso tollerare che che il nero diventi grigio, che il bianco diventi giallino, però non che si confondano del tutto bianco e nero!
Se Google lasciasse la Cina, a dannarsi più di tutti dovrebbero essere molti scrittori. E non lo dico perché penso che gli scrittori siano un’avanguardia o abbiano la capacità di intuire gli umori della società – non si occupano mai delle restrizioni alla libertà d’espressione, quasi che il ministero della cultura avesse schermato una metà buona delle parole della lingua cinese e tuttavia con le parole che rimangono riescono benissimo a incensare questo o quell’altro. Ciò che invece li farebbe più soffrire è che, sapendolo per tempo che Google se ne andava, quei 60 dollari li avrebbero presi ben volentieri. E sono convinto che sarebbe stato l’introito più grosso dal copyright sui testi elettronici per tutti gli scrittori cinesi. Per non parlare poi di quelli che si sarebbe accontentati anche di 40 dollari…
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Per un quadro generale della vicenda consiglio questo post di Gianluigi Negro.
“Google”, la parola del decennio

Tutti contro Google

(Mian Mian)
Sembra proprio un momento no per Google. Dopo la Svizzera e l’Italia anche Mian Mian se la prende con la società di Larry Page e Sergey Brin per una presunta violazione del copyright. La colpa sarebbe di Google Libri.












I Love Football. Disegna il Logo Google per i Mondiali 2010!
Sale la febbre per i Mondiali di Calcio 2010, e contagia anche Google. In vista della Coppa del Mondo di Calcio in Sudafrica, il famoso motore di ricerca, infatti, ha pensato di coinvolgere gli internauti più giovani e più fantasiosi chiedendo loro di inviare una proposta per un logo dedicato all’evento sportivo. Un “doodle”, questo il nome tecnico, che rielabori la grafica del logo Google in versione calcistica. Il concorso, chiamato “I love football”, è dedicato a giovanissimi in età compresa tra i 4 i 17 anni. Il doodle vincitore sarà pubblicato sull’homepage di Google per un giorno intero, l’11 luglio 2010, in occasione della finale dei Mondiali.
21 aprile 2010 Pubblicato da susannacotugno | Africa, bambini, Commenti, comunicazione, cultura, Culture, informazione, Internet, Mondiali di Calcio, news from all over the world, sport, web | calciatori, calcio, concorso, Coppa del Mondo, disegno, doodle, football, Google, grafica, Internet, Italia, logo, Mondiali di Calcio 2010, motore di ricerca, sport, Sudafrica, web | 1 commento