G20: il Guardian tira fuori un altro video di violenza
E quello precedente su Ian Tomlison…
Piaciuto il G20? Non avete ancora visto niente: è in arrivo il G192

New York, 7 apr. (Ap) – L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato oggi una risoluzione in cui invita i leader dei 192 Stati membri a un vertice sulla crisi finanziaria mondiale in programma il prossimo giugno a New York. Il presidente dell’Assemblea, Miguel D’Escoto Brockmann, ha precisato oggi che il summit permetterà a tutti i Paesi, e non solo alle 20 grandi potenze mondiali, “di avere l’opportunità di partecipare in ugual maniera alla ricerca comune delle soluzioni alle preoccupazioni e ai bisogni di tutti gli Stati, grandi e piccoli”. La risoluzione autorizza una conferenza “al più livello” nel quartier generale dell’Onu dal 1 al 3 giugno “sulla crisi economica e finanziaria mondiale e sul suo impatto sullo sviluppo”. Il summit sarà chiamato anche a discutere la riforma del sistema finanziario internazionale. “Ora abbiamo l’opportunità e la responsabilità di ricercare soluzioni che tengano in considerazione gli interessi di tutti i Paesi, ricchi e poveri, grandi e piccoli – ha detto d’Escoto – questa è la missione del G-192″. Il Presidente dell’Assemblea nazionale ha quindi aggiunto che visiterà alcuni Paesi per garantire la presenza dei Capi di Stato. Il Gruppo dei 77, che rappresenta soprattutto i 132 Paesi in via di sviluppo e la Cina, ha già annunciato la propria presenza. Una commissione di esperti nominata da D’Escoto e presieduta dal Premio Nobel per l’Economia Joseph Stiglitz presenterà le proprie raccomandazioni sulla riforma delle strutture finanziarie internazionali e sull’organizzazione della conferenza. Sim
G20: non c’è ancora l’accordo sui paradisi fiscali

Se i risultati che chiedeva Sarkozy comprendevano anche i paradisi fiscali, il G20 segna un primo passo: c’è un rinvio. Speriamo che il parziale miglioramento dei mercati finanziari (stamattina rialzi tra il +3% e il +4% in Europa) non induca a ripensamenti.
Londra, 2 apr. – (Adnkronos/Aki)- Molti Paesi del G20, tra cui la Cina e diversi Paesi europei, si oppongono all’elaborazione di una lista nera dei paradisi fiscali, che Francia e Germania vorrebbero approvare gia’ oggi al vertice del G20 di Londra. Lo riferiscono fonti diplomatiche a margine della riunione. L’accordo su una ‘black list’ internazionale potrebbe dunque slittare di qualche mese, arrivando presumibilmente sul tavolo del vertice del G8 della Maddalena. In ogni caso, spiegano fonti diplomatiche, la lista dovrebbe vedere la luce “entro l’anno”.
G20, si moltiplicano le manifestazioni in Europa
A pochi giorni dal vertice del G20 di Londra si moltiplicano in Europa le manifestazioni di protesta contro la risposta data finora alla crisi. In migliaia nella capitale britannica sono scesi in piazza per ricordare ai governi dei paesi piu’ industrializzati che nel trovare una soluzione bisogna ripartire dalle necessité della società civile mondiale non privilegiando banche e mercati. Hannah Sell, Partito socialista dei lavoratori: “Il messaggio che vogliamo inviare al G20 è che la gente comune non deve pagare per questa crisi del sistema capitalista. I leader del G20 hanno soccorso le banche per salvare il sistema finanziario ma nulla è stato fatto per la gente comune” Cortei simili si sono svolti nelle principali città europee: anche a Berlino, Parigi e Francoforte in migliaia hanno marciato per riportare in cima all’ agenda dei governi le necessità dei cittadini.
La morte del capitalismo in scena a Berlino. Nella capitale tedesca circa 10.000 persone hanno protestato contro le politiche dei paesi ricchi e il prossimo G20.
“Non saremo noi a pagare per la vostra crisi”, questo lo slogan della manifestazione cui hanno partecipato rappresentanti dei sindacati, del partito di sinistra die Linke, dei verdi, di associazioni ambientaliste e del movimento no-global Attac.
I manifestanti accusano il governo tedesco di aver tolto poveri per dare ai ricchi utilizzando le tasse per soccorrere le banche.
Durante la protesta ci sono stati scontri con la polizia, fermati alcuni manifestanti.
Segreto bancario e paradisi fiscali sotto pressione

Sale la pressione internazionale sui paradisi fiscali affinché rendano meno rigide le norme sul segreto bancario. Nel summit di aprile del G20 potranno essere decise sanzioni contro i Paesi che non si adegueranno. L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ha confermato di avere predisposto una lista dei paradisi fiscali proprio su richiesta del G20, che deciderà se pubblicarla o meno.
Anche nell’incontro franco-tedesco di ieri a Berlino è stata affrontata la questione, con il cancelliere Merkel e il presidente Sarkozy che hanno usato toni particolarmente espliciti al riguardo. La lotta ai paradisi fiscali rappresenta una delle iniziative cruciali per uscire dalla crisi economica e finanziaria globale.
“Rinunciare al segreto bancario – ha detto Sarkozy – non significa rinunciare al segreto della vita privata. Dire da dove vengono i soldi e dove vanno, mi sembra il minimo”.
La Svizzera intende semplificare le procedure per consentire valutazioni caso per caso; Lichtenstein, Andorra e Belgio hanno già annunciato modifiche alle loro leggi; il Lussemburgo prende tempo, mentre l’Austria ha annunciato che ritirerà il segreto bancario solo in casi particolari per i quali esistono fondati sospetti.









Manifestazioni anti-G20, scontri con la polizia nel centro di Londra
Il centro di Londra è rimasto paralizzato oggi per le quattro manifestazioni di protesta contro il G20, che in qualche caso hanno registrato una appendice violenta.
Davanti alla sede della Royal Bank of Scotland, la polizia ha caricato per liberare l’edificio, nel quale erano riusciti a penetrare diversi dimostranti. Migliaia di persone sono rimaste bloccate nella piazza, circondata dagli agenti.
Una ventina di persone sono state arrestate, con accuse che vanno dalla detenzione di armi da taglio alla resistenza a pubblico ufficiale.
Alle manifestazioni di Londra, oltre ai noglobal e agli ecologisti, hanno partecipato anche gruppi politici anticapitalisti.
Nel mirino dei dimostranti anche i rischi di degrado ambientale generati dal modello economico dominante.
Più radicali le proteste inscenate davanti all’ambasciata statunitense, dove migliaia di persone hanno chiesto un cambio di direzione delle politiche economiche della superpotenza americana.
1 aprile 2009 Pubblicato da susannacotugno | Ambiente, Capitalism, civil rights, Commenti, crisi finanziaria, diritti umani, Economia, economy, Europa, Europe, G20, globalisation, informazione, news from all over the world, Occidente, opinioni politiche, politica, politics | anticapitalisti, degrado ambientale, ecologisti, fainotizia, G20, Londra, noglobal, proteste anti-G20 | Lascia un commento