Bangkok, dalle bombe a benzina fatte in casa alla mediazione con il Senato

Bangkok, Thailandia, 18 Maggio 2010: manifestante con una bomba a benzina fatta in casa
Dopo giorni di sanguinosi combattimenti nella capitale Bangkok, gli oppositori del governo della Thailandia hanno deciso di negoziare sotto la mediazione del Senato.
In Australia un salvagente umano per i rifugiati

Sydney, Australia, 8 Maggio 2010
Un anello di vita per i rifugiati: manifestanti hanno formato sulla Bondi Beach, in Australia, un salvagente umano bianco e rosso. Se le persone hanno da temere per la loro vita a causa della guerra o delle persecuzioni, esse dovrebbero avere la possibilità di fuggire, questo il messaggio dei manifestanti. L’azione è scaturita a seguito della decisione del governo australiano di bloccare le domande di asilo da parte di rifugiati provenienti dallo Sri Lanka e l’Afghanistan.
21 Marzo 1960: 50 anni fa il massacro di Sharpeville

Sharpeville, Sud Africa, 21 Marzo 2010
Un uomo cammina davanti a un murale di Sharpeville, in Sudafrica. L’immagine ricorda il massacro di Sharpeville di 50 anni fa.
In violenti scontri con la polizia, rimasero uccise 69 persone, tra cui 8 donne e 10 bambini, che manifestavano contro le leggi dell’apartheid.
Il 21 marzo 1960 una folla di dimostranti si riunì di fronte alla stazione di polizia di Sharpeville per protestare contro la legge chiamata Urban Areas Act, che obbligava i cittadini neri ad esibire un lasciapassare quando si allontanavano dalla loro zona di residenza e si ritrovavano in un’area riservata ai bianchi. La polizia aprì il fuoco sulla folla, dando luogo al primo massacro della storia del Sudafrica segregazionista.
Sharpeville è una township nel Gauteng meridionale, in Sudafrica, situata fra le città di Vanderbijlpark e Vereeniging. Fu fondata nel 1942 dal governo sudafricano nel contesto della politica dell‘apartheid, allo scopo di creare abitazioni per la popolazione nera che veniva progressivamente allontanata dalle aree abitate dai bianchi. Nel Sudafrica dell’apartheid, infatti, la township era specificamente un’area urbana limitrofa a quella metropolitana nella quale abitavano esclusivamente cittadini non-bianchi. Oltre a Sharpeville, altro esempio famoso di township è il sobborgo nero di Johannesburg, Soweto, il cui nome nasce proprio dall’espressione “Township di sud-ovest” (SOuth WEst TOwnship). Oggi il termine township ha assunto un significato più ampio come “parte di territorio” e viene usato anche per definire i distretti industriali (“Industrial Township”).
Bush: “Vi manco già?”

Un cartellone recante l’immagine di Bush che domanda: “Già vi manco?” ha suscitato la curiosità del popolo americano. E non solo
di Marco Luigi Cimminella
MINNESOTA – Pochi giorni fa è stato trovato lungo l’autostrada I-35, nel Wyoming, un enorme cartellone che, mostrando il volto sorridente dell’ex presidente americano, riporta una semplice domanda: “Miss me yet?”. Le immagini sono state subito diffuse sul web, suscitando la curiosità di milioni di utenti, americani e non. Solcando le onde dell’immenso oceano telematico, si è potuto constatare come, in numerosissimi blog e testate online, sia sorto immediatamente l’interrogativo sull’autenticità della notizia. Molti infatti, dubitando della veridicità dello scoop, hanno creduto che si trattasse di un semplice “internet trick”. Ma il giornalista Bob Collins, parlando alla Minnesota Public Radio, ha assicurato di aver visto con i suoi occhi la gigantografia di Bush che, sorridendo, si chiede se la sua amministrazione manchi al popolo americano: “Era notte inoltrata, ed io non ero sicuro di aver visto bene il cartellone mentre percorrevo l’autostrada I-35 nel Wyoming. Ma, attraverso un e-mail, un utente aveva confermato ciò che pensavo di aver visto”.
Non vi è ancora alcuna certezza sull’identità dell’autore. A nulla erano valse le iniziali ricerche o le domande che il giornalista americano aveva posto ai politici locali o agli addetti ai lavori. Il mistero appariva insondabile. Successive indagini però hanno in parte risolto il caso. Rivolgendosi a Mary Teske, general manager della Schubert & Hoey Outdoor Advertising, l’agenzia che aveva dato in affitto lo spazio pubblicitario, Bob Collins ha scoperto che dietro l’immagine di Bush vi era la firma di alcuni imprenditori locali, stanchi della politica adottata dalla presidenza Obama. Il cartellone voleva essere un modo spiritoso per esprimere il proprio disappunto nei confronti delle strategie adottate dalla Casa Bianca.
Ma la notizia non ha completamente convinto gli elettori americani. I blogger sparlano, provando a dare il loro contributo nel tentativo di svelare il mistero. In alcuni si legge infatti che la trovata potrebbe essere il frutto delle critiche di un gruppo di cittadini fedeli all’ex Presidente, nostalgici dell’amministrazione repubblicana, stanchi dell’impostazione diplomatica e multilateralista di Obama, considerata troppo arrendevole dai circoli intellettuali conservatori, che auspicano una Nazione orgogliosa, ricca, sovrana, in una parola: egemone. L’America di un tempo ormai perduto.
Il Pd sostiene il ricorso del Governo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo
Il Pd segue il Governo nel suo ricorso in opposizione alla sentenza del 3 novembre scorso sul crocifisso. L’auspicio rimane un indirizzo comune in tutta l’Europa su questa spinosa materia, che in Italia unisce maggioranza e opposizione. Paradossalmente contro una sentenza giurisprudenziale.
Da Tuttoscuola.com:
In merito alla presentazione della memoria difensiva del Governo italiano presso la Corte europea dei Diritti dell’Uomo, relativa alla sentenza contro l’Italia del 3 novembre scorso sull’esposizione del Crocifisso nei luoghi pubblici, il vicepresidente del Senato Vannino Chiti e il Senatore Stefano Ceccanti, entrambi del PD, hanno diffuso una nota nella quale affermano che “La memoria che il Governo italiano ha depositato a Strasburgo è questa volta convincente. Evidentemente si è tenuto conto delle critiche che da più parti, anche da settori dell’opposizione parlamentare, erano venute sulla memoria che aveva contribuito in modo significativo alla sentenza della Corte. Essa era incentrata erroneamente su motivi di opportunità politica, giuridicamente irrilevanti se non controproducenti“.
“In questo caso, invece – sottolineano Chiti e Ceccanti – la memoria ricostruisce accuratamente la giurisprudenza precedente della Corte di Strasburgo che in queste materie si era sin qui scrupolosamente attenuta al margine di apprezzamento statale alla non assimilabilità delle tradizioni e delle giurisprudenze costituzionali in materia di laicità. Vi sono pertanto tutte le ragioni per cui la Corte, seguendo la sua coerente giurisprudenza precedente, riveda la prima sentenza e rinvii la responsabilità all’ordinamento italiano“.










Il cimitero della Marea Nera
Grand Isle, Louisiana, USA
Su un terreno privato in Louisiana ci sono croci con i nomi delle cose che sono state distrutte dalla marea nera, per esempio, giochi d’estate, pallavolo, pesci, squali, uccelli………………………………………………………………………………………
15 giugno 2010 Pubblicato da susannacotugno | Ambiente, America, Commenti, comunicazione, informazione, news from all over the world, politica, politics, USA | Bp, disastro ambientale, Golfo del Messico, Louisiana, marea nera, Mississippi, USA | Lascia un commento