In Australia un salvagente umano per i rifugiati

Sydney, Australia, 8 Maggio 2010
Un anello di vita per i rifugiati: manifestanti hanno formato sulla Bondi Beach, in Australia, un salvagente umano bianco e rosso. Se le persone hanno da temere per la loro vita a causa della guerra o delle persecuzioni, esse dovrebbero avere la possibilità di fuggire, questo il messaggio dei manifestanti. L’azione è scaturita a seguito della decisione del governo australiano di bloccare le domande di asilo da parte di rifugiati provenienti dallo Sri Lanka e l’Afghanistan.
21 Marzo 1960: 50 anni fa il massacro di Sharpeville

Sharpeville, Sud Africa, 21 Marzo 2010
Un uomo cammina davanti a un murale di Sharpeville, in Sudafrica. L’immagine ricorda il massacro di Sharpeville di 50 anni fa.
In violenti scontri con la polizia, rimasero uccise 69 persone, tra cui 8 donne e 10 bambini, che manifestavano contro le leggi dell’apartheid.
Il 21 marzo 1960 una folla di dimostranti si riunì di fronte alla stazione di polizia di Sharpeville per protestare contro la legge chiamata Urban Areas Act, che obbligava i cittadini neri ad esibire un lasciapassare quando si allontanavano dalla loro zona di residenza e si ritrovavano in un’area riservata ai bianchi. La polizia aprì il fuoco sulla folla, dando luogo al primo massacro della storia del Sudafrica segregazionista.
Sharpeville è una township nel Gauteng meridionale, in Sudafrica, situata fra le città di Vanderbijlpark e Vereeniging. Fu fondata nel 1942 dal governo sudafricano nel contesto della politica dell‘apartheid, allo scopo di creare abitazioni per la popolazione nera che veniva progressivamente allontanata dalle aree abitate dai bianchi. Nel Sudafrica dell’apartheid, infatti, la township era specificamente un’area urbana limitrofa a quella metropolitana nella quale abitavano esclusivamente cittadini non-bianchi. Oltre a Sharpeville, altro esempio famoso di township è il sobborgo nero di Johannesburg, Soweto, il cui nome nasce proprio dall’espressione “Township di sud-ovest” (SOuth WEst TOwnship). Oggi il termine township ha assunto un significato più ampio come “parte di territorio” e viene usato anche per definire i distretti industriali (“Industrial Township”).
Cina: l’attivista Tan Zuoren condannato a 5 anni
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E’ stato condannato a 5 anni di carcere l’attivista cinese Tan Zuoren per aver diffuso su Internet scritti sulla repressione di Piazza Tian An Men. L’uomo era stato arrestato nel 2009 dopo aver indagato sulla pessima qualità delle cosiddette “scuole tofu”, crollate durante il terremoto del 2008, provocando circa 80mila vittime, tra cui migliaia di bambini. Tan Zuoren progettava un rapporto indipendente ed è questo, secondo i suoi sostenitori ed Amnesty International, il reale motivo della condanna.
L’Egitto ospiterà la conferenza sulla ricostruzione del Darfur

I 13 Grandi Censori del Web

Reporters sans frontières ha stilato la classifica dei 13 ”Nemici di Internet”, ovvero 13 Paesi in cui gli utenti godono di libertà molto limitata in rete e, in molti casi, si trovano persino a dover scontare condanne penali per avervi scritto e pubblicato informazioni e notizie che i loro governi ritengono sovversive e pericolose. I 13 nemici del web sono: Cina, Arabia Saudita, Myanmar, Bielorussia, Corea del Nord, Cuba, Egitto, Iran, Uzbekistan, Turkmenistan, Siria, Tunisia e Vietnam. In alcuni di questi Paesi esistono sistemi di filtraggio e di chiusura di sezioni importanti della rete, in altri non c’è possibilità di connettersi privatamente ma occorre farlo da postazioni offerte dal governo, in altri ancora c’è il blocco totale di alcuni contenuti perché politici, oppure hard, oppure religiosi. In ogni caso, in questi posti, Internet viene considerata e gestita come una rete chiusa.
Uno dei 13 “Grandi Censori” è la Cina, che da anni porta avanti le sue azioni censorie attraverso modalità diverse: o bloccando completamente i siti, o mostrandoli parzialmente, lasciando cioè visibili solo quei contenuti che, secondo il governo di Pechino, sono consoni al “sistema”. Il sito Info Beautiful ha pensato di creare una illustrazione, che ricostruisce la mappa geografica della Cina, formata proprio dai nomi di tutti i siti bloccati in questo Paese. Google, da parte sua, ha preso posizione di fronte alla censura cinese con una decisione drastica e molto forte: rimuovere tutti i filtri che imponevano blocchi o limitazioni nelle ricerche effettuate dagli utenti.










Bangkok, dalle bombe a benzina fatte in casa alla mediazione con il Senato
Bangkok, Thailandia, 18 Maggio 2010: manifestante con una bomba a benzina fatta in casa
Dopo giorni di sanguinosi combattimenti nella capitale Bangkok, gli oppositori del governo della Thailandia hanno deciso di negoziare sotto la mediazione del Senato.
18 maggio 2010 Pubblicato da susannacotugno | Commenti, comunicazione, informazione, news from all over the world, opinioni politiche, politica, politics | Bangkok, bombe, camicie rosse, guerra, opposizione, opposizione politica, politica, Thailandia | Lascia un commento