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Le mappe di Auschwitz al museo di Gerusalemme

Nell’ambito delle manifestazioni legate alla Giornata della Memoria del 27 gennaio, a partire da oggi, lunedì 25 gennaio, nello Yad Vashem, il museo e memoriale della Shoah a Gerusalemme, sarà esposta per la prima volta al pubblico una collezione di ben 29 mappe originali dei campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau. Acquisite dal quotidiano Bild, dopo essere state ritrovate in un appartamento abbandonato di Berlino nel 2008, le mappe sono state donate al museo. Le mappe sono una prova materiale della lucidità con cui i Nazisti stavano attuando la cosiddetta “Soluzione finale”. Tra il 1941 e il 1945, più di un milione di persone morì nelle camere a gas o per gli stenti dei lavori forzati nel campo di sterminio. Proprio ad Auschwitz verrà inaugurata, alla presenza del premier israeliano Netanyahu, una mostra voluta dalla Russia, a 65 anni dalla chiusura del lager da parte dell’Armata Rossa.

25 gennaio 2010 Pubblicato da | Commenti, comunicazione, diritti umani, genocide, genocidio, guerra, History, human rights, informazione, memoria, nazismo, news from all over the world, Olocausto, religion, religione, repressione, Shoah, Storia | , , , , , , , , , , , | 1 commento

Documenti sulla Shoah: I Volti della Memoria

In occasione della Giornata della Memoria, che si celebra ogni anno il 27 gennaio, la Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea (CDEC) ha deciso di portare in rete una serie di documenti particolamente importanti: le fotografie degli ebrei deportati dall’Italia. “I Volti della Memoria“, questo il nome del progetto, raccoglie 364 fotografie, a partire dal 1944 fino agli anni ’50. Le fotografie sono state donate al Comitato Ricerche Deportati Ebrei nel 1957 dal presidente del CRDE, Massimo Adolfo Vitale, e sono conservate nel fondo archivistico a lui intitolato. La Fondazione CDEC ha provveduto alle operazioni di restauro, digitalizzazione e catalogazione delle immagini, consentendo ora di pubblicare e condividere attraverso Internet questo importante patrimonio e contribuire, così, al dovere umano e civile di tutti di non dimenticare.

20 gennaio 2010 Pubblicato da | civil rights, Commenti, comunicazione, diritti umani, fascismo, fotografia, genocide, genocidio, guerra, human rights, informazione, Internet, Italia, memoria, nazismo, news from all over the world, Olocausto, politica, politics, religion, religione, repressione, Shoah | , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Intervista a Hans Küng, il teologo alternativo a Ratzinger

euronews

Tubinga ospita una delle più vivaci facoltà di teologia in Europa. Qui, negli anni ’60, insegnarono e strinsero amicizia due teologi che avrebbero poi preso strade molto diverse: l’uno, Hans Küng, è ora noto per le sue posizioni dissidenti rispetto al celibato dei preti, al rifiuto dei contraccettivi e del sacerdozio per le donne. L’altro, Joseph Ratzinger, sarebbe poi diventato Papa Benedetto XVI.

Hans Küng e Joseph Ratzinger furono tra i più giovani invitati a partecipare al Concilio Vaticano II: l’evento con cui la Chiesa cattolica, nella metà degli anni ’60, si apriva alla modernità e al dialogo inter-religioso. Poi i loro cammini si divisero. L’uno divenne un critico delle gerarchie ecclesiastiche, l’altro un paladino della tradizione. Un incontro voluto da Papa Benedetto, nel 2005, non bastò a riavvicinarli.

euronews: Il tentativo di Papa Bendetto XVI di reintegrare i vescovi scismatici lefebvriani della Fraternità sacerdotale di San Pio X ha scatenato un’ondata di indignazione nel mondo cattolico. Chi mette in dubbio l’Olocausto, può essere membro della Chiesa cattolica?

Hans Küng: Penso che chi nega l’Olocausto non possa restare nella Chiesa cattolica. L’assassinio di sei milioni di esseri umani, di ebrei, è il crimine più grande nella storia dell’umanità. Già ai tempi del Consiglio Vaticano II avanzai la tesi che l’antisemitismo nazista avesse radici nell’antigiudaismo plurisecolare delle chiese cristiane. E questo vale anche per il protestantesimo: Lutero era tutto fuorché un amico degli ebrei. Per questo, le chiese cristiane, e noi in quanto cristiani, ci portiamo appresso una grande colpa storica. Eppure, voglio dirlo per senso di giustizia, il principio della tolleranza deve essere applicato anche dagli ebrei: Israele, che si definisce stato ebraico, deve dare prova di tolleranza nei confronti degli arabi e permettere ai palestinesi di costruire un loro stato.

euronews: I vescovi raggiungono il limite di età a 75 anni, i cardinali a 80. Il Papa avrà 82 anni tra qualche giorno. Dovrebbe andare in pensione?

Hans Küng: Non gli consiglierei di dimettersi. Piuttosto è tutto il sistema delle gerarchie ecclesiastiche che non funziona più: il Papa non ha nessuno che possa dargli un consiglio. Fa e decide ogni cosa in completa solitudine. E’ una forma di governo inadatta al Ventunesimo secolo! Mi rendo conto che tutto dipende dal Papa, purtroppo… Siamo ancora in un sistema assolutista come quello di Luigi XIV…

euronews: Ci sono stati danni irreparabili nel rapporto tra le religioni cattolica ed ebraica?

Hans Küng: Non li chiamerei irreparabili. Ma dobbiamo constatare che c‘è stato un danno durevole. Sono in contatto con un rabbino, a Berlino, che mi dice: “Quel che è successo non può essere riparato in un giorno”. La gente non ha più fiducia nel Papa. E la stessa cosa avviene presso i musulmani. Mi pare che molte personalità influenti nella comunità musulmana, ministri del culto e altri, comincino a diffidare del Papa e a dire: “Adesso non possiamo più avere fiducia in lui”.

euronews: Lei ha partecipato al Concilio Vaticano II, ne è stato uno degli architetti. Oggi, nel 2009, avverte forse il rischio di un’involuzione da parte della Chiesa verso il Medioevo, tanto da mettere in discussione le riforme del Concilio?

Hans Küng: Si, certamente. La Chiesa cattolica si dirige ancora una volta verso il Medioevo, la controriforma e il rifiuto della modernità.

euronews: Secondo lei, perché il Concilio Vaticano II è così importante ancora oggi, nel 2009? Che cosa va salvato?

Hans Küng: In fondo, prima del Vaticano II, eravamo fermi al Medieovo romano-cattolico. Abbiamo lottato contro la riforma. Abbiamo organizzato una contro-riforma. Abbiamo lottato contro i tempi moderni. In questo contesto, il Concilio Vaticano II è stato molto importante: è stata una vera e propria battaglia per affermare la libertà di religione, la libertà di coscienza. Uno sforzo appassionante. All’epoca, Joseph Ratzinger e io eravamo animati dagli stessi ideali e dagli stessi pensieri. Le conseguenze del Concilio sono state immense, storiche: in concreto, la Chiesa cattolica si apriva al dialogo con la religione ebraica, con la quale i rapporti, prima, erano sempre stati avvelenati. E la stessa apertura era rivolta anche all’Islam e alle altre grandi religioni. Il Concilio era anche un apprezzamento per le scienze moderne, per la cultura moderna, la democrazia, i diritti dell’uomo… molte cose insomma. Se si cancellasse tutto questo, la Chiesa diventerebbe un castello fortificato… e questo comporterebbe l’esodo di tutti quelli che non vogliono un tale balzo indietro.

euronews: Il Papa ha appena concluso un viaggio in Africa. Se guardiamo i titoli della stampa internazionale, soprattutto francese e tedesca, troviamo dei commenti molto critici alle dichiarazioni del Papa sulla lotta all’AIDS e sulla contraccezione. Qual è il suo bilancio del viaggio papale in Africa?

Hans Küng: Indubbiamente, il Papa incarna le speranze di chi lotta contro i regimi corrotti e contro le dittature. Ed è per questo che mi rattrista: il Papa non ha saputo cogliere questa occasione per dire che una pianificazione famigliare ragionevole, così come una contraccezione ragionevole, sono metodi giustificabili.

euronews: Come si dovrebbe gestire il rapporto tra cristianità e Islam?

Hans Küng: All’inizio del suo pontificato, Bendetto XVI ha fatto un errore: nel discorso di Ratisbona, ha accusato l’Islam di essere una religione che predica violenza. Eppure, poi si è corretto, ha accettato l’invito a visitare la Turchia, ha dato parere favorevole alla stesura comune di un documento cristiano-musulmano. Sono passi nella buona direzione.

euronews: Dopo il Concilio Vaticano II, la Chiesa cattolica ha accettato, per dirla in modo semplice, il principio di separazione tra Stato e Chiesa. Questo non sempre avviene nella religione musulmana. E’ forse un problema?

Hans Küng: La Chiesa cattolica ha accettato l’idea dei diritti dell’uomo e della tolleranza positiva soltanto a partire dal pontificato di Giovanni XXIII e dal Concilio Vaticano II. La Chiesa aveva bisogno di tempo per arrivarci. Allo stesso modo, dovremmo capire che anche i musulmani hanno bisogno di molto tempo. Ma oggi ci sono segnali positivi, ad esempio in Turchia. E’ molto importante che l’Islam trovi un modello nuovo per ridefinire i rapporti tra la religione, da un lato, e lo stato dall’altro.

15 aprile 2009 Pubblicato da | Africa, civil rights, Commenti, diritti umani, human rights, informazione, islam, Israele, news from all over the world, Olocausto, religion, religione, Shoah | , , , , , , , , , | 1 commento

Camere a gas? Un dettaglio al Parlamento Europeo

Non ho mai sostenuto che le camere a gas non siano esistite, ha detto Le Pen, ho detto solo che furono un “dettaglio”.

26 marzo 2009 Pubblicato da | Olocausto, Shoah | , , | Lascia un commento

Da Cardinale, Ratzinger pubblicò con una casa editrice di estrema destra

copertina del volume 1848-Eredità e Missione

Copertina della raccolta di saggi 1848 - Eredità e Missione

Nel 1998, Benedetto XVI, allora cardinale, autorizzò la ristampa di un suo saggio in un libro pubblicato da una casa editrice austriaca di estrema destra.
Secondo l’ultimo numero del settimanale Der Spiegel, a dare l’autorizzazione della ristampa alla casa editrice ‘Aula-Verlag’ fu l’allora segretario di Joseph Ratzinger, monsignor Joseph Clemens, il quale diede la sua approvazione su incarico del cardinale Ratzinger stesso.

Nel febbraio scorso, un portavoce dell’arcidiocesi di Vienna aveva smentito la rivelazione fatta dal deputato ecologista Karl Oellinger, e l’agenzia di stampa cattolica ‘Kathpress’ aveva scritto che gli editori del volume non avevano chiesto a Ratzinger il permesso di riprodurre il suo articolo.

Der Spiegel scrive, invece, che la corrispondenza intercorsa tra l’allora responsabile della casa editrice ‘Aula’, Gerhoch Reisegger, ed il Vaticano dimostrano il contrario.

In una lettera del 30 settembre 1997, l’allora segretario di Ratzinger, Clemens, autorizzava la pubblicazione di un saggio del futuro Papa nella rivista mensile ‘Aula’. Il testo apparve nel 1998 nella raccolta di saggi dal titolo 1848 – Eredità e Missione, pubblicata da due noti estremisti di destra.

Il solo nome della casa editrice austriaca avrebbe dovuto mettere in allarme il Vaticano, poiché tre anni prima la rivista ‘Aula’ aveva provocato polemiche a seguito di un articolo del suo direttore, Herwig Nachtmann, che aveva difeso il negazionista dell’Olocausto Walter Lueftl. Nel testo, intitolato “Le leggi di natura valgono per nazisti e antifascisti”, Nachtmann aveva lodato una pubblicazione apparsa nel 1992 con il titolo Olocausto, fede e fatti, definendola una pietra miliare sulla via della verità.

Der Spiegel sottolinea che all’epoca a prendere le distanze da ‘Aula’ e dalla sua casa editrice era stato perfino Joerg Haider, l’ex governatore della Carinzia morto in un incidente d’auto l’11 ottobre 2008.

15 marzo 2009 Pubblicato da | Commenti, cultura, Culture, fascismo, genocidio, libri, nazismo, news from all over the world, Olocausto, opinioni politiche, press, religion, religione, stampa | , , , , , | Lascia un commento

   

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