Loriscosta's Weblog

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Ma sì, Formigoni ed Errani sono ineleggibili, per legge

Bisogna pazientemente insistere. Formigoni ed Errani, al momento sono ineleggibili, lo dice la legge. Un problema già segnalato. Rimane il lato politico di questa vicenda che non è facile da superare. La gente li vota e poi vai tu in tribunale a dire che abbiamo scherzato. Che la legge appunto nol consente.

22 febbraio 2010 Pubblicato da | elezioni, politica, politica italiana | , , , , , | 4 commenti

Il partito dell’amore fa una campagna d’odio contro Emma Bonino

Il giornalismo della stampa di destra è squadrista e menzognero; è mendace e sicuramente non aiuta a informare. Perché non chiedere semplicemente al centrosinistra notizie delle primarie; del Pd o di coalizione che siano. O se davvero Emma sia diventata un avatar.

23 gennaio 2010 Pubblicato da | censura, elezioni, feminism, giornalismo, informazione, votazioni | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Emma Bonino Avatar

22 gennaio 2010 Pubblicato da | Commenti, comunicazione, Donne, Elections, elezioni, informazione, Italia, news from all over the world, opinioni politiche, politica, politica italiana, politics, video, web | , , , , , , , , | 1 commento

Formigoni è candidabile? No, ma il problema è politico

Luca Sofri e Pippo Civati sottolineano che Formigoni non è ricandidabile. Ha fatto già 2 mandati (come Presidente di Regione) e quindi ci sono problemi legali che impediscono la sua riconferma (il voto sembra un inutile orpello: se si candida – e si candida! – ha già vinto).

Sono pienamente d’accordo: Formigoni non può presentarsi. Non può sulla base della legge vigente, di dotti pareri legali. Il rischio è che si possa sollevare, ex post, una questione giudiziaria che vedrebbe sicuramente il Governatore in difficoltà. Ma qui siamo già al dopo.

Quel che ci interessa è l’adesso (hic et nunc). E diventa evidente che il problema è solo politico, eminentemente politico. Se Formigoni “scende in campo” per l’ennesima volta vuol dire che all’interno del suo schieramento i giochi sono fatti, l’equilibrio di potere è stabile e inamovibile. Dall’altra parte non si è riusciti a superare il perimetro esistente e a creare l’alternativa (chi si ricorda di Sarfatti? Era lo sfidante di Formigoni 5 anni fa). Insomma: spettava soprattutto all’opposizione sparigliare e mettere in discussione l’assetto politico esistente, andare a riprendersi il consenso e costruire uno schieramente alternativo credibile, abbastanza omogeneo e capace di mettere in campo una figura davvero forte (non certo un Masi, non un Martinazzoli e non un Sarfatti).

Invece oggi il Pd (e tralascio le varie svolte, le indecisioni, gli upgrade congressuali o meno), il maggior partito d’opposizione, senza fare le primarie(!), candida Penati (il quale ha il merito di essere stato Sindaco di Sesto San Giovanni, di essere l’ex Presidente della Provincia di Milano – poi persa da lui che la guidava – e di aver ottenuto più voti del centrodestra a Milano città al ballottaggio con Podestà nella sfida per la Provincia – ente già inutile divenuto ancor più insignificante dopo il distacco della Brianza e mai trasformato in città metropolitana).

Penati non può far altro che sacrificarsi contro Formigoni, magari sconfitto da qualche tribunale ma non dal voto del popolo. Non è uno schema già visto?

(Update delle 10:11 – Penati perde i radicali)

18 gennaio 2010 Pubblicato da | elezioni, politica, politica italiana | , , , | 2 commenti

Bossi jr. candidato alle regionali?

Lo sostiene Vivere e Morire a Como…sì, quello bocciato solo 3 volte all’esame di maturità.

17 gennaio 2010 Pubblicato da | elezioni | , , | 1 commento

Primate

http://www.leiweb.it/people-e-news/people/2009/gallery/img/rosy-bindi-528.jpg

(AGI) – Roma, 9 gen. – Non ha dubbi Rosy Bindi: se il Pd non decidera’ la strada delle primarie per i candidati presidenti in Puglia e Lazio potrebbero esservi pesanti conseguenze.
“Dalle prossime 36 ore dipendono molte piu’ cose di quel che si possa immaginare”, ha sottolineato la presidente dell’Assemblea del Pd in un’intervista alla Stampa. Senza primarie, ha ammonito, “rischiamo di snaturare il Pd. Se ci sono degli equivoci meglio chiarirli subito”. E quanto al risultato delle elezioni, Bindi non e’ pessimista: “Le elezioni regionali andranno meglio di quel che qualcuno ipotizza”.
Dunque, anche se la situazione in Puglia e’ intricata “c’e’ assolutamente tempo per rimediare”. Per Bindi, “non e’ pensabile di immaginare di vincere in Puglia – o di considerarlo un laboratorio politico – rompendo con la sinistra di Vendola”. E “la strada per uscirne e’ una sola: le primarie”. Quanto alla posizione di Pier Ferdinando Casini, “occorre aprire all’Udc, ma va fatto con la lucidita’ di chi ha in testa una strategia politica per il futuro” e “nessuno gli ha chiesto di fare il capo del centrosinistra”. Anzi. “Io resto convinta che Casini sara’ un ottimo capo del centrodestra liberato da Berlusconi”, ha spiegato, “Casini e’ un alleato fondamentale in questa fase, ma noi non possiamo permetterci di rompere con tutta la sinistra”.
Stesso ragionamento anche nel Lazio. “E’ inutile che stia a ridire la mia stima per Emma Bonino”, ha spiegato, ma “se il Pd dovra’ sostenerla e’ giusto che la scelga in un confronto aperto: altrimenti tutto sembrera’ un modo persino troppo evidente per permettere a Casini di sostenerla”.

9 gennaio 2010 Pubblicato da | elezioni, politica, politica italiana | , , , , , | Lascia un commento

Il suicidio del Pd

Il Pd sta facendo tutto il possibile per farsi del male. E’ sempre più evidente che chiunque sia il segretario nazionale (Veltroni, Franceschini o Bersani) la linea viene decisa a prescindere da ogni regola. Per le candidature monocratiche sono o non sono previste le elezioni primarie? Basta che gli “alleati” dicano di no e…

(La Stampa) – Nicola Latorre si spiega meglio: «Tanto per cominciare ricordiamo che qui in Puglia abbiamo fatto in assoluto le prime primarie per la scelta del candidato-presidente: questo per dire che nessuno di noi è contrario alle primarie. Solo che non le vogliono l’Udc e Di Pietro, che qui sono i nostri alleati fondamentali. Per noi è strategicamente importante costruire un rapporto di alleanza con Casini, e la tappa pugliese non è irrilevante».

7 gennaio 2010 Pubblicato da | elezioni, politica, politica italiana | , , , | Lascia un commento

Teodoro Obiang Nguema, quando si dice…bulgaro

http://espacioseuropeos.com/wp-content/uploads/2009/01/obiang-7.jpg

(da Le Monde):

Le président Teodoro Obiang Nguema, au pouvoir en Guinée-Equatoriale depuis 1979, a obtenu 95,37 % des voix à la présidentielle du 29 novembre, selon les résultats définitifs donnés jeudi 3 décembre par le ministre de l’intérieur et président de la Commission nationale électorale.

Le taux de participation aurait atteint 93 %. Le président sortant Obiang Nguema obtient, devançant largement son principal opposant, Placido Mico Abogo (Convergence pour la démocratique sociale, CPDS), qui est crédité de 9 700 voix, soit 3,55 % des votes, d’après ces chiffres. En tout, 291 000 Equato-Guinéens étaient appelés aux urnes, sur une population totale d’un million personnes selon les autorités, de l’ordre de 600 000 à 750 000 d’après des organismes internationaux.

M. Mico Abogo avait prévenu dimanche qu’il n’allait pas “accepter les résultats” du scrutin qui “ne seront pas crédibles”, selon lui. “La seule façon qu’a le PDGE (Parti démocratique de Guinée-Equatoriale) de rester au pouvoir”, c’est “en manipulant les élections”, avait-t-il estimé. Un autre présidentiable, Carmelo Mba Bacale, candidat de l’Action populaire de Guinée-Equatoriale (APGE), avait annoncé samedi qu’il allait “boycotter” le scrutin, en raison d’un manque de transparence du processus électoral.

L’élection présidentielle a été “libre, transparente et crédible” malgré quelques manquements, avait déclaré mercredi le groupe d’observateurs de la Communauté des Etats d’Afrique centrale (CEAC). Des organisations de défense des droits de l’homme estiment toutefois que le scrutin a été entaché par des irrégularités dans cet “émirat pétrolier” du golfe de Guinée.

Arrivé au pouvoir par un coup d’Etat en 1979, à l’issue duquel il a fait fusiller Francisco Macias Nguema, son oncle et premier président de cette ancienne colonie espagnole, M. Obiang, 65 ans, a remporté la présidentielle de 2002, avec 97,1 % des voix. Pendant la campagne, ses adversaires lui ont notamment reproché une gestion inéquitable du pétrole de ce petit pays, qui est devenu le troisième producteur de brut d’Afrique subsaharienne mais dont la population vit toujours dans la pauvreté.

3 dicembre 2009 Pubblicato da | Culture, Democracy, Elections, elezioni, votazioni | , , , , | Lascia un commento

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