21 Marzo 1960: 50 anni fa il massacro di Sharpeville

Sharpeville, Sud Africa, 21 Marzo 2010
Un uomo cammina davanti a un murale di Sharpeville, in Sudafrica. L’immagine ricorda il massacro di Sharpeville di 50 anni fa.
In violenti scontri con la polizia, rimasero uccise 69 persone, tra cui 8 donne e 10 bambini, che manifestavano contro le leggi dell’apartheid.
Il 21 marzo 1960 una folla di dimostranti si riunì di fronte alla stazione di polizia di Sharpeville per protestare contro la legge chiamata Urban Areas Act, che obbligava i cittadini neri ad esibire un lasciapassare quando si allontanavano dalla loro zona di residenza e si ritrovavano in un’area riservata ai bianchi. La polizia aprì il fuoco sulla folla, dando luogo al primo massacro della storia del Sudafrica segregazionista.
Sharpeville è una township nel Gauteng meridionale, in Sudafrica, situata fra le città di Vanderbijlpark e Vereeniging. Fu fondata nel 1942 dal governo sudafricano nel contesto della politica dell‘apartheid, allo scopo di creare abitazioni per la popolazione nera che veniva progressivamente allontanata dalle aree abitate dai bianchi. Nel Sudafrica dell’apartheid, infatti, la township era specificamente un’area urbana limitrofa a quella metropolitana nella quale abitavano esclusivamente cittadini non-bianchi. Oltre a Sharpeville, altro esempio famoso di township è il sobborgo nero di Johannesburg, Soweto, il cui nome nasce proprio dall’espressione “Township di sud-ovest” (SOuth WEst TOwnship). Oggi il termine township ha assunto un significato più ampio come “parte di territorio” e viene usato anche per definire i distretti industriali (“Industrial Township”).
Uganda: la Chiesa sostiene la pena di morte per i gay?
(ANSA) – KAMPALA (UGANDA), 17 FEB – Un film porno proiettato in una gremitissima chiesa da un pastore antigay per mostrare gli ‘orrori’ della omosessualita’. E’ l’iniziativa di un pastore anglicano favorevole alla pena di morte per casi estremi di omosessualita’ a Kampala. In Uganda e’ in discussione una proposta di legge che prevede la pena di morte per casi estremi di omosessualita’.
Viva Leroy Nash
Washington, Stati Uniti, 15-02-2010
E’ morto a novantaquattro anni, per cause naturali, Viva Leroy Nash, il più anziano condannato a morte degli Stati Uniti. Bianco, pluriomicida, ha finito i suoi giorni nell’infermeria del carcere di Florence, in Arizona in condizioni pietose, quasi cieco, sordo, sulla sedia a rotelle e affetto da una grave demenza senile.
Viva Leroy era nel braccio della morte da 25 anni, da quando il Tribunale supremo dello stato ratificò definitivamente la sua condanna capitale per l’uccisione di un commerciante di Phoeniz, sempre in Arizona.
L’ultimo episodio di una vita passata praticamente sempre in carcere, interrotta solo da brevi momenti di libertà durante i quali ha ucciso e rubato. “Nato nel 1915 – racconta il suo ultimo avvocato – Viva Leroy è finito in galera quando era ancora un ragazzo. Ed è rimasto rinchiuso nei successivi 80 anni della sua vita, più o meno sempre”. I media americani, appassionati di statistiche, hanno calcolato che ha vissuto in carcere oltre 65 anni, più di due terzi della sua esistenza.
La storia criminale di Viva Leroy inizia nei ruggenti anni ’30, quando giovanissimo spargeva il terrore con le sue rapine tra lo Utah e l’Arizona. Era già stato arrestato più volte, quando nel 1947, poco più che trentenne, ammazza un poliziotto nel Connecticut e si becca una condanna a 25 anni. Uscito di galera continua a rubare e a sparare.
Nel 1977 viene condannato all’ergastolo per l’uccisione di un corriere a Salt Lake City. Nel 1982, però, riesce a evadere dal carcere. Solo tre settimane dopo, l’ultimo crimine della sua vita maledetta. Durante l’ennesima rapina a mano armata in un negozio di monete di Phoeniz, spara al commesso e lo fredda. Anche stavolta non la fa franca. Grazie all’intervento del proprietario di un negozio vicino che lo blocca con la pistola in pugno, viene nuovamente assicurato alla giustizia.
Nell’85 la sentenza definitiva di condanna a morte, che in Arizona significa iniezione letale. Viva Leroy si trasferisce a 68 anni nel braccio della morte, però le sue condizioni di salute non sono per nulla buone. I legali di Nash iniziano così una lunga battaglia legale, presentando una lunghissima serie di di ricorsi, per tentare di salvargli la vita. Al momento della sua morte, stavano mettendo a punto l’ennesimo appello, stavolta alla Corte Suprema per dimostrare che a causa delle sue precarie condizioni mentali, ucciderlo sarebbe stato un atto di crudeltà, pertanto una palese violazione della Costituzione americana.
Il suo avvocato, Thomas Phalen, racconta che il suo assistito ha sofferto nel corso degli anni di molti attacchi cardiaci, l’ultimo il mese scorso. Quindi, a modo suo, canta vittoria, per essere riuscito in tanti anni a perseguire il suo obbiettivo: “Le sue condizioni erano talmente gravi che perfino il personale della prigione, negli ultimi tempi, ha deciso di ricoverarlo. Oggi è un momento da celebrare: l’uomo è morto, tutti possono ora vivere in pace e nessuno di noi ha assistito ancora una volta all’orrore di un’esecuzione”.
Chiesa: on line i documenti sulla II Guerra Mondiale e Pio XII
(IRIS) – ROMA, 15 FEB – Presto saranno pubblicati su internet gli ”Actes et documents du Saint-Siége relatifs à la Seconde guerre mondiale”, curati dai gesuiti Pierre Blet, Angelo Martini, Robert A. Graham, Burkhart Schneider (Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 1965-1981, undici volumi in dodici tomi).
Ottomila pagine in tutto consultabili gratuitamente.
I volumi sono stati pubblicati dal Vaticano per ordine di Paolo VI e contengono una selezione ampia e dettagliata dei documenti degli archivi segreti vaticani relativi alla seconda guerra mondiale sotto il pontificato di Pio XII.
L’iniziativa ha luogo con l’adesione della Santa Sede a una richiesta della “Pave the Way Foundation (Ptwf)”, organizzazione ebraico-cattolica americana, di digitalizzare e pubblicare 5.125 documenti dell’Archivio Segreto Vaticano datati tra il marzo 1939 e il maggio 1945.
Gary Krupp, ebreo di New York fondatore e presidente della Ptwf, organizzazione concepita per rimuovere gli ostacoli tra le religioni, promuovere la collaborazione e porre fine all’abuso della religione per fini politici, ha riferito a Jesu’s Colina dell’agenzia Zenit come è nata l’iniziativa.
“Nello sviluppo della nostra missione abbiamo constatato che il papato di Pio XIIi durante la seconda guerra mondiale è divenuto notoriamente un motivo di frizione, e questo ha un impatto su oltre un miliardo di persone” ha detto Krupp.
La pubblicazione on-line rende un servizio alla verità di alcuni episodi.
Autore: MarDi
La Cina del bergamasco
Magari pensavano di venire in Italia…invece si sono trovati come a casa. L’avventura di alcuni immigrati cinesi in questo articolo di NewNotizie:
Lavoro nero, condizioni di lavoro pessime e sfruttamento non sono novità per la maggior parte dei lavoratori che provengono dalla Cina.
Nel Bergamasco, alcuni immigrati cinesi mangiavano e dormivano in cubicoli piccolissimi e gelati, in sconcertanti condizioni igienico-sanitarie e privi persino di riscaldamento. I loculi in stile alveare erano ricavati da un’unica stanza attigua a quella in cui erano costretti a lavorare come schiavi giorno e notte.
Complice di questa barbaria è una 35enne cinese, titolare di un laboratorio clandestino nella Bergamasca, denunciata insieme ad altri due connazionali. Arrestato anche un operaio cinese di 37 anni, già espulso dall’Italia.
La situazione è stata rilevata dai carabinieri nel momento in cui hanno notato una giovane donna asiatica che entrava in un capannone in cui non era segnalata alcun tipo di attività industriale o commerciale intuendo così quello che poteva accadere in quel luogo. Dopo aver organizzato un controllo con personale dell’Asl e dell’Ispettorato del Lavoro, i militari hanno sorpreso sei operai cinesi, tre dei quali clandestini, mentre confezionavano camicie da immettere sulle bancarelle dei mercatini ambulanti.
L’attività, completamente in nero, si svolgeva praticamente a ciclo continuo, con gli operai che mangiavano e dormivano in piccolissimi loculi. La 35enne cinese, titolare del laboratorio, è stata denunciata a piede libero per il reato di occupazione di manodopera clandestina e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. I carabinieri l’hanno inoltre multata anche per 20mila euro a causa di numerose violazioni della norme che regolano la materia del lavoro, imponendole la cessazione dell’attività, mentre l’Asl ha proibito l’uso dei locali. Due dei clandestini erano giunti in Italia solo qualche giorno fa.
PB
Cina: l’attivista Tan Zuoren condannato a 5 anni
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E’ stato condannato a 5 anni di carcere l’attivista cinese Tan Zuoren per aver diffuso su Internet scritti sulla repressione di Piazza Tian An Men. L’uomo era stato arrestato nel 2009 dopo aver indagato sulla pessima qualità delle cosiddette “scuole tofu”, crollate durante il terremoto del 2008, provocando circa 80mila vittime, tra cui migliaia di bambini. Tan Zuoren progettava un rapporto indipendente ed è questo, secondo i suoi sostenitori ed Amnesty International, il reale motivo della condanna.
Carnevale della Croce Rossa a Trinidad & Tobago

Port-of-Spain, Trinidad & Tobago, 7 Febbraio 2010
Costumi splendidamente decorati per una buona causa: Una partecipante al Carnevale della Croce Rossa per i bambini a Port of Spain, capitale di Trinidad e Tobago.









In Australia un salvagente umano per i rifugiati
Sydney, Australia, 8 Maggio 2010
Un anello di vita per i rifugiati: manifestanti hanno formato sulla Bondi Beach, in Australia, un salvagente umano bianco e rosso. Se le persone hanno da temere per la loro vita a causa della guerra o delle persecuzioni, esse dovrebbero avere la possibilità di fuggire, questo il messaggio dei manifestanti. L’azione è scaturita a seguito della decisione del governo australiano di bloccare le domande di asilo da parte di rifugiati provenienti dallo Sri Lanka e l’Afghanistan.
8 maggio 2010 Pubblicato da susannacotugno | Afghanistan, civil rights, Commenti, comunicazione, diritti civili, diritti umani, guerra, human rights, informazione, news from all over the world, opinioni politiche, politica, politics, repressione, società, society, solidarietà | Afghanistan, asilo politico, Australia, guerra, manifestazioni, persecuzione, proteste, rifugiati, solidarietà, Sri Lanka | Lascia un commento