Johan Martinez
Nel nome del padre
(ANSA) – BOGOTA’, 4 LUG – Un bambino di 12 anni ha percorso 70 km a piedi nel sudovest della Colombia per chiedere la liberazione di suo padre, rapito dalle Farc. Il sergente Libio Martinez, 33 anni, e’ stato sequestrato delle forze armate rivoluzionarie della Colombia prima che il figlio nascesse.
”Caro papa’, ho appena terminato una marcia per chiedere alla Vergine Maria di aiutarti a tornare presto a casa”, ha detto il piccolo Johan al suo arrivo a Ancuya, 850 km a sudovest della capitale Bogota’.
E’ ufficiale: il Governo è fuori controllo
Parole chiare quelle del Ministro La Russa “…Silvio Berlusconi ha assicurato che prendera’ lui in mano i temi caldi del momento, e cioe’ la vita del partito e il rapporto con Fini, il tema della legalita’ che riguarda il caso Brancher, la legge sulle intercettazioni e la manovra.”
Conclusione ancora più evidente: finora al timone non c’era il Premier, abbiamo assistito ad atti estemporanei, non coordinati di una compagine governativa che non aveva una testa. Adesso è tutto chiaro.
Persona onesta e corretta
Apprendiamo con soddisfazione che, per il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Rotondi, Brancher è onesto e corretto. Può darsi che risulti così. Ma sicuramente è singolare il tempismo con cui i magistrati si sono precipitati a convocarlo per arrestare il processo federalista.
Sicuramente servono delle precisazioni che Rotondi non fornisce. Come mai un onesto teme i giudici? Come mai un onesto si sottrae ai giudici o ha tentato di farlo? Come mai, in virtù di tanta correttezza, Brancher sia diventato repentinamente Ministro? Come mai, insomma, la sentenza di onestà sia pronunciata dal Governo e non davanti al proprio giudice naturale?
Ecco il punto è questo: magari qualcuno pensa sia una dittatura, magari esagera. Ma non capisce come mai questo Governo, presieduto dall’Onorevole Silvio Berlusconi, possa stabilire chi è onesto, chi è corretto; quali leggi si applichino e quali leggi il Parlamento debba votare; quali leggi il Presidente della Repubblica debba promulgare; quali sentenze siano giuste, quali leggi siano costituzionali. Forse non basta il caso Brancher a farci capire il momento. Forse sarebbe bene riflettere che onesto e corretto hanno cambiato significato perchè basta che il Governo lo voglia e anche le parole, per legge divina, cambiano significato. E così, appunto, Brancher è onesto. E corretto.
La Bp è lo specchio della realtà: mettere lo sporco sotto il tappeto
La Bp è lo specchio fedele di come si affrontano i problemi. Basta nasconderli per fingere di non vederli. Così si può coprire un disastro, il disastro dei nostri giorni, di un’America impotente di fronte alla tragedia del Golfo del Messico. Quindi su il tappeto e via, si caccia sotto lo sporco per non vederlo e dare così l’impressione che vada tutto bene. Così l’opinione pubblica non è turbata, quel che non si vede non esiste, la tragedia scompare come stava scomparendo da tutti i mezzi di informazione nei giorni scorsi. Forse non è più una notizia, non è notiziabile una tragedia in atto, continua, devastante, che turba gli sguardi, che mina gli animi e allontana turisti, pescatori, abitanti ormai costretti a vivere in un incubo permanente, soffocante e molto dannoso per la salute personale e dell’ecosistema.
Così è meglio coprire per fingere che non sia mai successo e che non stia accadendo, meglio allontanare, rimuovere e ingannare. Ingannarsi. Proprio come quella “munnezza” che non sopportiamo nelle nostre strade, maleodorante e putrida; quei rifiuti invasivi e malsani che già Bauman ben descrive nel suo “Vite di scarto”, qualcosa da togliere alla vista, da seppellire per non vedere e non riflettere…da dove vengono? dove vanno? i rifiuti…un fastidio antico e moderno che ti spinge a isolare, non importa come purchè l’ingombro non crei disturbo.
Si vede che alla Bp non sapevano davvero che fare: una multinazionale sotto scacco non può rimanere prigioniera di un fatto delittuoso quanto socialmente riprovevole, deve togliere dalla vista “l’emblema” di una sconfitta societaria e un danno d’immagine testimonianza vivida e continua di un fallimento globale di proporzioni ancora incalcolabili. Ma la Bp sarà ora ancora più debole di fronte al disastro. Può davvero pensare che per togliere gli inconvenienti del più grave danno ecologico americano basti portare l’oblio, può davvero pensare mettere lo sporco sotto il tappeto serva a ridarle l’immagine che si è ossidata davanti al mondo intero mettendo a rischio il futuro di tutte le trivellazioni petrolifere nel mondo e quindi la sicurezza energetica di buona parte del pianeta? E’ difficile crederlo, ma come si dice in amore “lontano dagli occhi, lontano dal cuore” può essere la formula con cui il mondo intero rimuoverà la catastrofe che non può cancellare ma che vuole dimenticare il più in fretta possibile.








