La Campania batte cassa a Roma
Dopo Renata Polverini, vera sprinter nel denunciare il disavanzo della Regione Lazio, è ora emergenza Campania. Caldoro, per non essere da meno, parla di impossibilità di gestire l’ordinario in caso di mancato intervento da parte del Governo. Accuse al predecessore inevitabili. Piagnisteo assicurato.
(IRIS) – NAPOLI, 26 APR – Bassolino ”è stato irresponsabile a violare il patto di stabilità per più di un miliardo di euro, certificando nell’ultimo giorno utile, il 31 marzo”.
Il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, attacca così il suo predecessore.
“Anche la Grecia ha sostenuto le stesse cose, ha speso in deficit dicendo di poter affrontare così la crisi economica e le tensioni sociali: il risultato si è visto, la situazione è precipitata” spiega Caldoro in risposta alle motivazione date da Bassolino sul deficit.
“Sono confortato dalle conclusioni del professor Mariano D’Antonio, il quale oggi ha scritto che vista la situazione è indispensabile l’intervento del governo o un provvedimento di legge nazionale per sanare le cose: altrimenti sarà impossibile provvedere alla gestione ordinaria” conclude il presidente della Regione Campania.
Autore: SteI
L’Europa e le istituzioni internazionali non funzionano
C’è davvero da rimanere sorpresi per quanto accade oggi in Grecia? Davvero è un paese sull’orlo del baratro e nessuno fino a poco tempo fa ne sapeva niente? Insomma dov’erano l’Europa, la Bce e il Fmi quando la Grecia spendeva a spandeva a più non posso generando deficit e debito che adesso sta pagando a prezzi fuori mercato?
Sono domande assolutamente non retoriche. Perchè la Grecia è nell’Unione Monetaria Europea e giornalemente ci passano per mano monete, banconote che vengono dalla Grecia. Cioè, per ribadire il concetto, la Grecia è nell’euro, la moneta unica europea c’è il Grecia, è la moneta Greca (come lo è quella italiana e tedesca e francese e spagnola per capirci ancora meglio).
Qualcuno dovrebbe quindi darci delle spiegazioni. Perchè ormai, per i greci, le cose sono chiare. Molto molto evidenti.
(ANSA) – ATENE, 26 APR – L’ex premier greco Costas Karamanlis inganno’ il Paese sui conti pubblici e decise di abbandonare il potere per non pagarne le conseguenze. E’ quanto ritiene l’84,8% dei Greci, secondo un sondaggio dal quale emerge anche l’opinione che l’attuale capo del governo, Giorgio Papandreou non potesse ignorare la reale situazione economica. Il sondaggio mostra che anche la maggioranza degli elettori del partito di Karamanlis (ND, centrodestra) e’ consapevole delle responsabilita’ dell’ex premier.
“Le istituzioni democratiche sono da rispettare a prescindere dal colore politico”
25 aprile. Tante polemiche. Una memoria che scema? Ossia: sta cambiando il significato storico di questa festa nazionale? Ieri sono andate in scena diverse contestazioni, molte dirette alle istituzioni e ai loro rappresentanti. Un clima pesante che prende a prestesto un momento imporante della storia italiana per rinfocolare polemiche del passato o per tentare improbabili revisionismi. Colpisce però che bersaglio di queste polemiche possano essere esponenti del Pd, accusati di essere ignoranti e di non badare alla difesa delle istituzioni democratiche.
(Indymedia):
Appello all’Anpi: non diamo
il testimone a chi genera odio
maurizio tropeano
torino
Io non sono preoccupato per la contestazione contro di me, ma per il futuro dell’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani d’Italia. Perché in questa fase di transizione e di passaggio del testimone tra i vecchi partigiani e le generazioni più giovani è necessario essere molto attenti e vigilanti per evitare che il ricordo della memoria e della Resistenza sia lasciato in mano a chi predica odio e intolleranza».
Sono le 17 in piazza Castello. Gian Maria Testa ha appena finito di cantare Bella Ciao e lascia il palco. Roberto Placido, con la t-shirt celebrativa del concertone del 25 aprile, lo ringrazia. E poi si ferma un attimo per commentare le urla e i fischi che ieri mattina hanno accompagnato il suo discorso di chiusura della cerimonia per ricordare i caduti partigiani di Nizza/Millefonti.
Placido è il presidente del Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione del Consiglio regionale ed è riuscito a tingere di rosso – con polemiche – le bandiere del Pd ma agli occhi di quel manipolo di contestatori è uno che se la intende con il «nemico» e con i «fascisti».
Presidente Placido di che cosa l’accusano?
«Di aver difeso la partecipazione e il discorso dell’assessore regionale alla cultura, Michele Coppola del Pdl, a conclusione della fiaccolata di sabato sera. La mia condanna della contestazione è stata giudicata come una legittimazione della destra. All’inizio sono stato colto di sorpresa e poi ho reagito: è folle dare del fascista a chi, rappresentando un’istituzione, partecipa alla Festa e dunque anche se non è uno di sinistra si riconosce nei valori democratici nati dalla Resistenza».
Chi l’ha contestata?
«Una decina di persone tra cui un consigliere di quartiere uscito da Prc e alcuni con una bandiera rossa, forse appartenenti ad un gruppo che si chiama CCP. Pochi, pochissimi ma con una carica di intolleranza preoccupante e che contrasta con gli ideali per cui hanno combattuto i partigiani».
Loro si definiscono i nuovi partigiani…
«Sono solo degli imbecilli».
Scusi?
«Si, imbecilli. I partigiani ci hanno insegnato che le istituzioni democratiche sono da rispettare a prescindere dal colore politico di chi in quel momento le guida. Sono istituzioni nate dalla Resistenza cioè da chi ha preso le armi per combattere i fascisti e i nazisti. I partigiani hanno vinto e da allora il 25 aprile è diventato un momento di unione e di unità. Si celebra una festa che è la festa di tutti non di una parte o di un partito».
Secondo lei la vittoria del leghista Roberto Cota e del centrodestra alle regionali cambierà l’attività del Comitato Resistenza e Costituzione?
«In tutti questi anni, al di là del colore politico della maggioranza regionale, il Comitato ha continuato ad operare per diffondere i valori della Resistenza e della Costituzione in tutto il Piemonte, soprattutto tra i più giovani. Credo che si continuerà a lavorare così anche questa volta».








