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Bambini di fede purissima a Goito: o cristiani o niente asilo

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(La Banda) – Il razzismo bisogna insegnarlo da piccoli. Nell’Alabama del nord est non si guarda in faccia a nessuno. Nemmeno ai bambini. Il consiglio comunale di Goito – terra dove si fece l’Italia – ha approvato a maggioranza un nuovo regolamento che disciplina l’ingresso all’asilo pubblico locale. Potranno frequentarlo solo bambini che provengono da famiglie che “accettano l’ispirazione cristiana”. Insomma… se sei un nanetto musulmano che ancora gattona, gira al largo. Se sei un cicciobombo con le guance paffute, ma la tua mamma è ebrea, non ti avvicinare. Quello è un asilo per soli cristiani : astenersi infedeli e perditempo. Nell’oscurantismo medioevale della padania nazione, nell’integralismo cialtrone della risorgente identità cattolica, essere bambini non conta nulla. Contano gli steccati, il sangue e la croce, seppur nella forma astratta e bonaria della burocrazia attuativa. E’ la prima volta che un comune subordina all’ispirazione religiosa l’accesso a un servizio pubblico. I tetti scolastici del 30% agli stranieri non erano evidentemente sufficienti, mostravano ancora un’insopportabile parvenza di civiltà. Se discriminazione dev’essere facciamola bene. Che poi a pagarne le conseguenze siano dei bambini chi se ne importa. Ci sarà sempre un manifesto dell’Unicef di fronte al quale commuoversi. E lavarsi la coscienza con acqua di colonia da qualunque accusa di razzismo.

23 febbraio 2010 Pubblicato da | news from all over the world | , , | 1 commento

No idratazione se non essenziale: così cambia il testamento biologico

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(IRIS) – ROMA, 23 FEB – Alimentazione e idratazione “devono essere mantenute fino al termine della vita ad eccezione dei casi in cui le medesime risultino non più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche essenziali del corpo”.

E’ quanto è scritto nell’emendamento del relatore della legge sul biotestamento, Domenico Di Virgilio.

“Il mio emendamento è la conseguenza di un altro fatto che è stato sottovalutato dalle opposizioni. Mentre la legge Calabrò riguardava solo i casi in stato vegetativo, qui intendiamo ampliare la platea per cui le dat (dichiarazioni anticipate di trattamento) sono valide per tutti coloro che si troveranno incapaci di intendere e di volere” spiega Di Virgilio.

“Per lo stato vegetativo non avrei presentato nessun emendamento perché nutrizione e alimentazione non sono trattamenti medici e non vanno sospesi, ma diverso è il caso di pazienti in coma traumatico, ischemico che hanno fatto le dat per i quali il medico valuterà se ci sono le condizioni di continuare idratazione e alimentazione. Si tratta dunque di un punto di partenza diverso, cosa che non tutti hanno compreso” conclude il relatore della legge alla Camera.

Autore: SteI

23 febbraio 2010 Pubblicato da | news from all over the world | | Lascia un commento

Simona Ventura crea una Web TV tutta sua

Simona Ventura ha pensato di conquistare anche Internet. Nel modo a lei più consono: con una Web TV. E’ lei stessa a spiegare: “Una web tv tutta mia, una vera e propria tv via Internet ricca di contenuti, dalla grafica accattivante e grintosa. E’ un sogno che si avvera. Sono entusiasta di essere la prima in a dar vita a un progetto come questo, un mezzo impareggiabile per comunicare direttamente con il pubblico, senza filtri, utilizzando uno strumento dalle potenzialità enormi che rappresenta l’evoluzione della comunicazione moderna. Un canale che sarà frutto, anche e soprattutto, delle scelte del pubblico che, proprio attraverso Internet, potrà dire la propria e scegliere senza imposizioni cosa vedere”. Simona Ventura TV propone due macro-aree: la prima ospita i programmi televisivi della conduttrice, le sue interviste, foto e rassegna stampa; la seconda, invece, è suddivisa in vari canali tematici.

23 febbraio 2010 Pubblicato da | Commenti, comunicazione, cultura, Culture, informazione, Internet, Italia, news from all over the world, Online media, TV, web | , , , , , | Lascia un commento

Dai social network ai social media: firmato Obama

Scritto da: Marco Pratellesi alle 07:26 – mediablog

Il Dipartimento di Stato Usa ha sostituito il temine “social network” con “Social Media” per riferirsi a quell’insieme di piattaforme web che vanno da Facebook a Twitter. Non è un cambiamento di poco conto poiché sta a significare che per l’amministrazione del presidente Barack Obama questi sono i nuovi mezzi di comunicazione di massa ai quali guardare per l’informazione del futuro. “Il mondo sta cambiando velocemente e noi vogliamo cogliere tutte le opportunità di questa rivoluzione”, ha detto Alec Ross, responsabile per l’innovazione nell’ufficio del Segretario di Stato Hillary Clinton, rivolgendosi a una platea di 30 giornalisti di tutto il mondo giunti a Washington per una serie di incontri sulle nuove tecnologie organizzati dal Foreign Press Centers.

Dai colloqui è emersa la strategia della Casa Bianca nel campo della comunicazione: milioni di persone in tutto il mondo oggi stanno sui social network per conversare, organizzare la propria vita sociale e scambiare opinioni. Per una gran parte di esse questi sono anche la fonte principale dalla quale attingono notizie. Dunque è nata una nuova audience (il pubblico dei Social Media) e se vogliamo stare in contatto, condividere, e conversare con loro, dobbiamo portare l’informazione in questo “nuovo mondo sociale”.

Il cambiamento è radicale: fino a pochi anni fa essere in internet voleva dire aprire un sito web e aspettare che gli utenti interessati, per un motivo o per l’altro, arrivassero a visitarlo. Oggi la Casa Bianca ha ribaltato quella prospettiva: se le persone stanno principalmente altrove (i social network) non si può attendere che vengano da noi, ma dobbiamo muoverci portando noi i contenuti dove gli utenti si aspettano di trovarli (i social media). “Dobbiamo portare l’informazione, i nostri atti amministrativi dove le persone vivono e discutono, perché questa è la strada per ampliare ed arricchire la nostra presenza ed avere una relazione diretta con la gente”, spiega Katie Dowd, new media director.

La svolta di Obama, il primo “Internet president” come viene definito dal suo staff, nasce dall’intuizione che anche nella pur giovane vita di internet si stia aprendo una nuova era: se prima era sufficiente essere sul web con un sito per avere assicurata una certa influenza, oggi per essere veramente rilevanti  questo non basta più. Per raggiungere milioni di persone e parlare con loro c’è solo una opportunità: non essere semplicemente su internet, ma fare parte di internet; essere inseriti in quel sistema di conversazione e informazione, di interazione e condivisione che fino a poco tempo fa indicavamo sotto il nome di social network e al quale, da adesso, dovremmo abituarci a fare riferimento come ai social media.

23 febbraio 2010 Pubblicato da | TV, USA, web | , | 3 commenti

   

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