Loriscosta's Weblog

not only news from all over the world

The Muppets: Beaker’s Ballad

14 febbraio 2010 Pubblicato da | news from all over the world | | 1 commento

Libia:stop visti a Paesi Schengen

(ANSA) – TRIPOLI, 14 FEB – La Libia ha sospeso, da questa mattina, la concessione di visti turistici a cittadini che provengono da Paesi dell’area Schengen. La decisione e’ stata comunicata con una circolare del Comitato Generale del Popolo, il governo libico, e firmata dal primo ministro. Non e’ stata fornita alcuna motivazione, solo l’elenco dei Paesi – tra cui l’Italia – dai quali non saranno accettati, a tempo indeterminato, richieste di visto. Nessuna informazione sui visti di lavoro.

14 febbraio 2010 Pubblicato da | news from all over the world | , , | Lascia un commento

Libertà d’informazione in Australia

http://www.inquisitr.com/wp-content/anonymous-australia.jpg

(Boingboing) – By Cory Doctorow at 11:07 PM February 13, 2010

Michael sez, “The Australian Minister responsible for putting in place The Great Australian Firewall, and bringing Australia’s internet freedoms up to the standard of China, has been relaxing by going skiing. Skiing with one of the owner of a television network, which the Minister is responsible for regulating. Oh, and he did this a month before handing $250 million back to the networks in reduced license fees.”

14 febbraio 2010 Pubblicato da | censura, informazione, Internet, TV, web | , , , | 1 commento

Bush: “Vi manco già?”

http://billstclair.com/blog/images/george-bush-miss-me-yet.jpg

Wakeupnews:

Un cartellone recante l’immagine di Bush che domanda: “Già vi manco?” ha suscitato la curiosità del popolo americano. E non solo

di Marco Luigi Cimminella

MINNESOTA – Pochi giorni fa è stato trovato lungo l’autostrada I-35, nel Wyoming, un enorme cartellone che, mostrando il volto sorridente dell’ex presidente americano, riporta una semplice domanda: “Miss me yet?”. Le immagini sono state subito diffuse sul web, suscitando la curiosità di milioni di utenti, americani e non. Solcando le onde dell’immenso oceano telematico, si è potuto constatare come, in numerosissimi blog e testate online, sia sorto immediatamente l’interrogativo sull’autenticità della notizia. Molti infatti, dubitando della veridicità dello scoop, hanno creduto che si trattasse di un semplice “internet trick”. Ma il giornalista Bob Collins, parlando alla Minnesota Public Radio, ha assicurato di aver visto con i suoi occhi la gigantografia di Bush che, sorridendo, si chiede se la sua amministrazione manchi al popolo americano: “Era notte inoltrata, ed io non ero sicuro di aver visto bene il cartellone mentre percorrevo l’autostrada I-35 nel Wyoming. Ma, attraverso un e-mail, un utente aveva confermato ciò che pensavo di aver visto”.

Non vi è ancora alcuna certezza sull’identità dell’autore. A nulla erano valse le iniziali ricerche o le domande che il giornalista americano aveva posto ai politici locali o agli addetti ai lavori. Il mistero appariva insondabile. Successive indagini però hanno in parte risolto il caso. Rivolgendosi a Mary Teske, general manager della Schubert & Hoey Outdoor Advertising, l’agenzia che aveva dato in affitto lo spazio pubblicitario, Bob Collins ha scoperto che dietro l’immagine di Bush vi era la firma di alcuni imprenditori locali, stanchi della politica adottata dalla presidenza Obama. Il cartellone voleva essere un modo spiritoso per esprimere il proprio disappunto nei confronti delle strategie adottate dalla Casa Bianca.

Ma la notizia non ha completamente convinto gli elettori americani. I blogger sparlano, provando a dare il loro contributo nel tentativo di svelare il mistero. In alcuni si legge infatti che la trovata potrebbe essere il frutto delle critiche di un gruppo di cittadini fedeli all’ex Presidente, nostalgici dell’amministrazione repubblicana, stanchi dell’impostazione diplomatica e multilateralista di Obama, considerata troppo arrendevole dai circoli intellettuali conservatori, che auspicano una Nazione orgogliosa, ricca, sovrana, in una parola: egemone. L’America di un tempo ormai perduto.

14 febbraio 2010 Pubblicato da | politica, politics, US imperialism, USA | , , | Lascia un commento

Libertà di stampa assoluta: l’Islanda

NewNotizie:

L’Islanda si appresta a diventare il paradiso terrestre del giornalismo. I deputati islandesi hanno lanciato un’iniziativa per i media moderni con il chiaro scopo di attrarre sull’isola le principali testate online del giornalismo investigativo a livello internazionale, assicurando loro una forte protezione legale.

Questo è il succo di una proposta di legge presentata dai politici dell’opposizione all’Althingi, il Parlamento di Reykjavik, che sarà discussa martedì prossimo.

Con l’aiuto di Wikileaks, un sito internet di denuncia giornalistica, la fredda isola nordica ha deciso di diventare l’ultimo bastione di difesa della libertà di stampa e di espressione, in modo assoluto e senza censure.

Secondo Robert Marshall, deputato ed ex giornalista, l’”Iniziativa per i media moderni”, questo il nome della proposta, ha l’obiettivo di costruire un “paradiso della libertà di informazione”, anche per contrastare la possibilità di un “turismo da diffamazione”, ovvero ciò che è molto famoso in Gran Bretagna. I tribunali anglosassoni sono infatti diventati la meta preferita degli accusatori, che cercano di guadagnare soldi e pubblicità da una legislazione estremamente favorevole in materia di diffamazione. Proprio per questo motivo, la Camera dei Lord ha recentemente creato una Commissione con il compito di valutare la possibilità di rettificare la legge, rendendo più difficile per gli stranieri la presentazione di cause in Gran Bretagna.

La proposta è piaciuta ai cofondatori di Wikileaks, Julian Assange e Daniel Schmitt. Il sito, al momento chiuso per problemi economici, ha avuto nei mesi scorsi un ruolo determinante per mettere fine alla crisi finanziaria in cui versava il Paese islandese. Alla principale emittente nazionale fu impedito di rivelare una lista dei creditori del sistema bancario al collasso, e tale lista fu diffusa da Wikileaks, insieme alla pubblicazione di una serie di altri documenti scottanti che provavano lo scarico in mare di 400 tonnellate di rifiuti tossici da parte della multinazionale svizzera Trafigura.

Se la proposta diventasse legge, si potrebbe davvero gridare al ritorno del giornalismo come “watch dog” (cane da guardia, ndr), non più al servizio della classe politica di turno.

Emanuele Ballacci

14 febbraio 2010 Pubblicato da | censura, comunicazione, informazione, Internet, press, stampa, technology, web | , , , | 2 commenti

Nuovi pantaloni per iPad

(ibap)

14 febbraio 2010 Pubblicato da | news from all over the world | , , | Lascia un commento

La mantide e il cursore

(da Boingboing)

14 febbraio 2010 Pubblicato da | news from all over the world | , | Lascia un commento

We Are The World 25 For Haiti – Official Video

(p.s. continuo a ritenere che Haiti pas fini sia la vera canzone per Haiti)

14 febbraio 2010 Pubblicato da | musica, solidarietà, Terremoti, Terremoto | , , , | 2 commenti

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.