Loriscosta's Weblog

not only news from all over the world

Occhiali tatuati sul viso

16 gennaio 2010 Pubblicato da | arte, Commenti, comunicazione, informazione, moda, news from all over the world, società, society | , , , , | 1 commento

Terremoto in Iran: 5.0 scala Richter

Sembra che il mondo stia tremando ovunque. L’Iran aveva appena annunciato di voler aiutare Haiti.

(ANSA) – NEW YORK, 16 GEN — Un terremoto di magnitudo 5.0 sulla scala Richter e’ stato registrato nei pressi della citta’ dell’Iran occidentale di Dezful. Lo ha annunciato il servizio geologico degli Stati Uniti (Usgt). Il sisma e’ avvenuto alle 23:53 ora locale (le 21:23 italiane) a 25 chilometri da Dezful, non lontano dal confine con l’Iraq. La profondita’ dell’epicentro era di appena 10 chilometri.

16 gennaio 2010 Pubblicato da | Terremoti | , | 1 commento

Winnie. Viva dopo 3 giorni

Winnie, 18 mesi, estratta viva dopo 3 giorni
Winnie, 18 mesi, estratta viva dopo 3 giorni
Winnie, 18 mesi, estratta viva dopo 3 giorni
Winnie, 18 mesi, estratta viva dopo 3 giorni
Winnie, 18 mesi, estratta viva dopo 3 giorni
L’equipe della tv australiana salva Winnie (18 mesi) a 3 giorni dal terremoto che ha sconvolto il mondo. Il video.

16 gennaio 2010 Pubblicato da | Terremoti, Terremoto | , , | Lascia un commento

L’altro modo di conoscere Haiti

(Kelebek) – Arrivano sode e tonde le cifre dei morti nel terremoto di Port-au-Prince, ovviamente molto prima che qualcuno abbia contato realmente i cadaveri. E’ l’effetto dell’asta mediatica, vinta da un senatore haitiano che ha sparato la cifra trionfale di “500k”, come titolano i giornali anglosassoni per risparmiare spazio.

E’ il perfetto trauma - per usare il termine di Mario Perniola – privo di qualunque contesto, che fa provare una gradevole eccitazione, da alternare alla dose quotidiana di urli di calciatori vincenti, ballerine provocanti e politici che si fanno le pernacchie.

La Nazione, un quotidiano che si distingue per feroci titoli sul tema Allarme Extracomunitari, oggi urla a pagina intera, AIUTIAMOLI, un titolo così grande da mettere in ombra addirittura quest’altro, “Coppa Italia, viola ai quarti Fiorentina – Chievo 3-2.”

Trovo invece sempre più incerte le cifre sui vivi: l’altro ieri ho citato quella di 1,7 milioni di abitanti a Port-au-Prince, presa da Wikipedia; Repubblica invece parla di 3,5 milioni, un altro sito parla di 1,2 milioni, con 2,5 milioni nell’area metropolitana; ma c’è anche chi parla di 4 milioni.

Qualunque sia il numero, è evidente che il vero disastro è quello, e dipende in larga misura da scelte umane e politiche.

A cavallo degli anni Settanta e Ottanta, l’immensa macchina dei think tank statunitensi, che trasformano gli interessi delle imprese americane in decisioni politiche, scelse di appoggiare il pittoresco dittatore Jean-Claude “Baby Doc” Duvalier, allo scopo di trasformare Haiti nel “Taiwan dei Caraibi”, sostituendo l’agricoltura con la produzione industriale per l’esportazione, grazie al costo assai ridotto della manodopera locale.

Aiutare, far progredire, modernizzare, inserire nel mercato globale, urrà!

USAID, l’agenzia politico-umanitaria dell’Impero, usò il bastone e la carota per cacciare i contadini dai campi e mandarli nelle fabbriche: le eccedenze agrarie statunitensi, ampiamente sussidiate, furono riversate nel paese sia come “aiuti diretti”, sia come prodotti venduti a bassissimo costo – il dittatore provvide ad abolire praticamente i dazi.

Il risultato inevitabile fu la distruzione della società contadina.

Grazie ad altri aiuti, i contadini poterono costruirsi baracche fragilissime, ovviamente nei pressi del polo industriale, cioè a Port-au-Prince.

E lì quelli che trovarono lavoro si dedicarono a inscatolare prodotti provenienti dal nuovo sistema agricolo industrializzato, che aveva bisogno di pochissima manodopera; oppure a produrre cappellini da baseball e magliette della Disney  – nel solo 1993, Michael Eisner, amministratore delegato della Disney, guadagnò 203 milioni di dollari, pari a 325.000 volte lo stipendio di un suo operaio haitiano.

Poi, siccome viviamo in un mondo flessibile, gli Stati Uniti mollarono tutto il progetto, lasciandosi dietro le conseguenze.

Ma no, che diciamo? Ieri Obama ha dichiarato al popolo dell’Haiti,  “Non sarete abbandonati e dimenticati, gli Stati Uniti e il mondo sono con voi”. Fissando intensamente le telecamere come sa fare solo lui, ha tratto l’inevitabile conclusione, ”Questo – ha aggiunto – è un momento che richiede la leadership dell’America”.


LIl signor Michael Eisner con due simpatici amici

16 gennaio 2010 Pubblicato da | news from all over the world | , , | Lascia un commento

Un ponte in sospeso

I Giudici contabili sollevano tanti dubbi e perplessità supportati da dati tecnici oggettivi.

(Indymedia) – Il costo preventivato è già lievitato di un miliardo e mezzo. Mentre restano incerte le valutazioni sui flussi di traffico, le garanzie sulla sicurezza e sulla compatibilità ambientale di un’opera ad un’unica campata di oltre 3 km di lunghezza che non ha precedenti al mondo. La Corte dei Conti, in una relazione, solleva dubbi sulla fattibilità del ponte sullo Stretto chiedendo al governo spiegazioni su alcune questioni logistiche ed economiche. La spesa dell’infrastruttura era stimata nel 2003 a 4,7 miliardi di euro mentre ora è indicata in 6,1 miliardi per la felicità della società appaltatrice dei lavori, la “Stretto di Messina spa”. In questo lasso tempo è stato aperto solo un cantiere fantasma a Villa San Giovanni, inaugurato lo scorso 24 dicembre, e dal governo sono stati investiti quasi 2 miliardi (470 milioni sbloccati nell’ultima Finanziaria). Inoltre le stime di traffico – sottolineano i magistrati contabili – sono state formulate nel 2001 e «potrebbero verosimilmente non solo essere non più aggiornate ai tempi attuali, ma anche non coerenti con il quadro economico della sopraggiunta congiuntura economica». «Un modello superato», come ammette l’architetto Remo Calzona, uno tra i principali progettisti dell’opera, che insieme ad altri ex tecnici denuncia tre problemi al momento non risolvibili: il pericolo sismico, il sistema idrogeologico e l’eccessiva lunghezza della campata con 32 punti di crisi a rottura di cui 15 insormontabili. Il progetto, infatti, infrange ogni primato sinora esistente (lunghezza dell’impalcato, larghezza della sede stradale e ferroviaria, altezza delle torri e diametro dei cavi): rispetto al ponte più lungo ad unica campata attualmente esistente al mondo, quello giapponese di Akashi-Kaiky che ne ha una unica di 1.991 metri, l’opera sullo Stretto avrebbe una lunghezza superiore del 39,6%, pari a 3.300 metri.

«Rimangono poi irrisolti i problemi di impatto paesaggistico», spiega Alberto Ziparo, docente universitario e noto urbanista, che, come tutti gli ambientalisti, si compiace per la relazione della Corte dei Conti (invitata ad esprimersi sotto la pressione del Wwf) che accoglie le rivendicazioni del movimento contrario all’infrastruttura. «Le vere priorità dell’Italia e del Mezzogiorno sono altre: la messa in sicurezza dei territori, la realizzazione di collegamenti ferroviari efficienti (la maggior parte dei treni al sud viaggia ancora su binario unico) e la realizzazione di una rete idrica per portare l’acqua in città che ancora sono servite da autobotti» affermano all’unisono Bonelli (Verdi), Della Seta (Pd), e Pesacane (Forum Ambientalista). Più cauto nel cantar vittoria Gino Sturniolo dei no-Ponte. «I magistrati ci danno ragione ma il percorso per la costruzione continua – commenta l’attivista – Il governo investirà semplicemente altre risorse per un nuovo progetto».
Ma l’infrastruttura verrà mai realizzata? «Non credo, serve solo per regalare denaro pubblico alle ditte private e come tema da sbandierare nelle campagne elettorali» conclude Sturniolo. Incuriosisce la posizione di Pietro Ciucci. L’amministratore delegato della Stretto di Messina spa prende atto «con soddisfazione» della conclusione dell’indagine avviata dalla Corte dei Conti, confermando «il pieno impegno ad effettuare una costante valutazione di tutti i principali aspetti tecnico-operativi del progetto, con particolare riferimento alla fattibilità tecnica, compatibilità ambientale nonché all’aggiornamento delle stime di traffico». Il restyiling del ponte sembra essere il prossimo passo del governo.

16 gennaio 2010 Pubblicato da | news from all over the world | , , , , | Lascia un commento

Vaccino? E’ costato tanto e produrrà effetti a lungo termine

http://www.tantasalute.it/img/influenza.JPG

Repubblica oggi ci racconta quanto ci è costato il vaccino. Sì, quello H1n1 per la suina.

Però quello che mi sembra rilevante è altro. Ormai abbiamo pagato, è andata come è andata e vai tu a ritrovare i responsabili. Ovviamente sul banco degli imputati le multinazionali del farmaco e la molta fretta con cui hanno agito le istituzioni (poco caute e ora chiaramente “colpevoli” per il fatto di aver lanciato un allarme generalizzato che ha previsto un pericolo immaginario, ma non ditelo a chi ha contratto la suina ovviamente).

Ecco dicevo: il fatto rilevante mi pare un altro. Questa influenza avrebbe potuto provocare una pandemia, danni seri non precisamente definiti ma oggettivamente seri. Questa influenza avrebbe potuto, sì. Ma la realtà è che ogni previsione pessimistica è stata eccessiva rispetto alla reale portata nella diffusione del virus. Che dire? Che il vero pericolo, ora e per diversi anni a venire, è che una seria pandemia non venga presa seriamente. Molti, moltissimi cittadini saranno scettici di fronte ai profeti di sventura. Quel che temo è che la popolazione sia stata davvero vaccinata da un eccesso di allarme. E ora ci sarà un eccesso di diffidenza.

16 gennaio 2010 Pubblicato da | news from all over the world | , , , , , , | Lascia un commento

Han Han un blogger di successo in Cina

http://media.paper-republic.org/img/authorpics/Han_Han_author_photo.jpg

(Cara Cina) -Han Han (1982) campione di rally, scrittore, blogger è una delle figure giovanili più in vista nella Cina contemporanea, apprezzato oltre che per i suoi successi anche per i suoi attacchi irriverenti contro l’establishment. Southern Weekend (Nanfang Zhoumo) e Asia Weekly (Yazhou Zhoukan) lo hanno eletto persona dell’anno nel 2009. Il suo blog, aperto nel 2006, è da qualche anno stabilmente fra i cinque più seguiti in Cina (le ultime statistiche parlano di punte superiori ai 300 milioni di visitatori). Il suo post di oggi, 15 gennaio, è il terzo più letto fra tutti i blog ospitati su sina.com, ne traduco la parte in cui parla dei fatti recenti che riguardano Google.

Molte persone mi chiedono che cosa penso della possibilità che Google lasci la Cina. Quando Google copiò le opere di scrittori cinesi per inserirle nella propria biblioteca on line, alcuni giornalisti mi chiesero che cosa pensassi del fatto che i miei libri venissero resi leggibili gratuitamente on line – con 60 dollari di compenso per chiudere la cosa – senza la mia autorizzazione. Io dissi che se davvero facevano così, allora capivo per quale motivo non riuscivano a conquistare il primo posto nel mercato cinese. Appena tornato a casa, andai su internet e mi resi conto che in realtà avevano messo soltanto l’indice del mio libro. Solo allora compresi sul serio perché non riuscivano a imporsi sul mercato cinese con il loro motore di ricerca: c’era troppa gente che lo utilizzava.

Che Google lasci o meno il mercato cinese, la mia opinione sulla questione a quanto pare rimane inusuale. Quel che non mi torna è che secondo un sondaggio condotto da un sito internet, il 70% degli internauti cinesi non supporterebbe Google nella sua iniziativa contro il governo cinese per togliere i filtri sulla ricerca. Uno legge i risultati dei sondaggi fatti da siti governativi e si accorge che quasi sempre la sua opinione è opposta a quella più diffusa. Ci si sente quasi come quelli della generazione post-90, sempre in controtendenza. Sono questi i siti che andrebbero chiusi. Perché posso tollerare che che il nero diventi grigio, che il bianco diventi giallino, però non che si confondano del tutto bianco e nero!

Se Google lasciasse la Cina, a dannarsi più di tutti dovrebbero essere molti scrittori. E non lo dico perché penso che gli scrittori siano un’avanguardia o abbiano la capacità di intuire gli umori della società – non si occupano mai delle restrizioni alla libertà d’espressione, quasi che il ministero della cultura avesse schermato una metà buona delle parole della lingua cinese e tuttavia con le parole che rimangono riescono benissimo a incensare questo o quell’altro. Ciò che invece li farebbe più soffrire è che, sapendolo per tempo che Google se ne andava, quei 60 dollari li avrebbero presi ben volentieri. E sono convinto che sarebbe stato l’introito più grosso dal copyright sui testi elettronici per tutti gli scrittori cinesi. Per non parlare poi di quelli che si sarebbe accontentati anche di 40 dollari…

__________

Per un quadro generale della vicenda consiglio questo post di Gianluigi Negro.

16 gennaio 2010 Pubblicato da | Cina, comunicazione, diritti umani, informazione, web | , , , , | 1 commento

Così il processo non sarà mai breve

Dicono che vogliono il processo breve. Ma se si tratta del “loro” processo tirano in lungo.

(IRIS) – ROMA, 15 GEN – I giudici della decima sezione penale del Tribunale di Milano hanno deciso: il processo a carico dell’avvocato David Mills è sospeso fino al 27 febbraio.
Questo quanto emerso dalla riunione in Camera di Consiglio delle ore 12 di oggi, venerdì 15 gennaio.
Gli avvocati del premier silvio Berlusconi, Piero Longo e Niccolo’ Ghedini, avevano chiesto il rinnovo degli atti del processo che vede indagato il presidente del consiglio, reo di aver corrotto l’avvocato inglese.
A loro avviso, infatti, essi sarebbero “inutilizzabili”  così come il capo di imputazione che fissa la data in cui sarebbe stato commeso il reato nel 2000.
Tuttavia i giudici non hanno condiviso tale posizione, sebbene abbiano accettato la proposta dei legali di Berlusconi di rinviare le udienze al 27 febbario.
In tale circostanza sarà la Cassazione a esprimersi sul processo a Mills.

16 gennaio 2010 Pubblicato da | politica italiana | , , | Lascia un commento

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.