Loriscosta's Weblog

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Progettare e arredare la propria casa online

Gli ideatori del celebre AutoCad hanno messo a punto una applicazione online, che consente a chiunque di progettare ed arredare la propria casa o il proprio appartamento. Basta raggiungere la home page di Autodesk Project Dragonfly e cliccare su “Get started now”, ed è possibile ricostruire ogni ambiente, selezionando, uno dopo l’altro, i vari dettagli strutturali ma anche elementi d’arredo. Si può partire da uno spazio completamente vuoto, oppure scegliere alcuni dei modelli già messi a disposizione, modificandoli secondo il proprio gusto e le proprie esigenze. Inoltre, Autodesk Project Dragonfly consente una visualizzazione planimetrica classica o quella in 3D.

13 gennaio 2010 Pubblicato da | architettura, Commenti, comunicazione, informazione, Internet, news from all over the world, technology, tecnologia | , , , , , , , , , | Lascia un commento

Gli africani sono vittime

Ottimo reportage da Rosarno

13 gennaio 2010 Pubblicato da | news from all over the world | , , , | Lascia un commento

Nei verbali di Ciancimino jr. ci sono anche Dell’Utri e Cuffaro

(Newsnotizie) - Il covo del boss  Totò Riina non è stato mai perquisito “per non far trovare carte che avrebbero fatto crollare l’Italia“. E’ questa l’ultima scottante rivelazione resa da Massimo Ciancimino,  figlio di Don Vito ,  registrata nei 23 verbali desecretati, depositati al processo contro Mario Mori, il comandante dei Ros accusato di aver sostenuto, nel periodo immediatamente successivo alle stragi di Capaci e Via D’Amelio, la famosa trattativa tra Stato e mafia, .

Ciancimino jr continua a fornire informazioni (tutte da verificare) sulle dinamiche che portarono all’ arresto di Riina; cattura che, secondo quanto riferito dal figlio dell’ex sindaco palermitano, passò attraverso il patto siglato da Bernardo Provenzano e i carabinieri del Ros e la mediazione dello stesso Don Vito .

“Una delle garanzie che mio padre chiese  ai carabinieri – ha ricordato Massimo – e che loro diedero a mio padre, era che nel momento in cui si arrestava Riina bisognava mettere al sicuro un patrimonio di documentazioneche il boss custodiva nella sua villa. Provenzano riferì a mio padre – ha continuato - che Totò Riina conservava carte  e documenti  di proposito con un obiettivo: se l’avessero arrestato avrebbero trovato tante di quelle cose, di quelle carte, che avrebbero fatto crollare l’Italia“.

La mancata perquisizione del covo – è la tesi di Ciancimino jr - allontanò poi il pericolo che tali compromettanti scoperte venissero fatte. E sui protagonisti della trattiva, ha aggiunto: “Se in un primo momento Totò Riina è stato un terminale della trattativa per fermare le bombe, dopo la strage Borsellino è diventato invece l’obiettivo della trattativa stessa”.

Le rivelazioni di Ciancimino non si fermano qui. Nel 1993, ha ricordato il figlio di Vito , la trattativa proseguì e coinvolse un nuovo personaggio: Marcello Dell’Utri, investito del ruolo che era stato attribuito all’ex sindaco di Palermo (ormai in carcere). “Mio padre – ha riferito ancora Massimo - sosteneva che era l’unico a poter gestire una situazione simile. Aveva gestito soldi che appartenevano a Stefano Bontate e a persone a lui legate”.

E sul famoso “pizzino” in cui Bernardo Provenzano faceva riferimento  ”a un amico senatore e al nuovo Presidente per l’amnistia”, Ciancimino jr ha confermato quanto precedentemente reso alla magistratura: dietro le due cariche vanno riconosciute le persone di Marcello Dell’Utri e Salvatore Cuffaro. Anche su quest’ultimo, il ricordo del figlio di Don Vito  si fa vivo e puntuale: “Quando accompagnavo mio padre dall’ onorevole Lima – ha detto Massimo - fuori dalla macchina aspettava pure, con me, Cuffaro e anche Renato Schifani che faceva l’autista al senatore La Loggia. Diciamo che i tre autisti eravamo questi”.

“ Andavamo a prendere cose al bar per passare tempo. Ovviamente, loro due: Cuffaro e Schifani, hanno fatto altre carriere: c’è chi è più fortunato nella vita – ha concluso il filgio di Don Vito  - e chi meno;  ma tutti e tre una volta eravamo autisti”.

Maria Saporito

13 gennaio 2010 Pubblicato da | politica, politica italiana | , , , , , | Lascia un commento

Il Sindaco Moratti avvelena i pozzi

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Arcipelago Milano) – Il sindaco Moratti avvelena i pozzi della politica: solo acqua avvelenata per una città assetata di “nuova politica”. Come lo fa? Lo fa con l’operazione Craxi, la più clamorosa e recente, come lo ha fatto con l’ordinanza sugli alcolici, sull’ecopass e con gli ondivaghi provvedimenti sui parcheggi tanto per scorrere l’infinito elenco. L’operazione Craxi è la più cinica e anche quella nella quale ha speso di più la sua immagine andando persino a farneticare su YouTube, dove paragona Craxi, il cosiddetto Grande Statista, a Giuseppe Garibaldi e Giordano Bruno condannati ma riabilitati dalla Storia, dimenticando la differenza tra reati di opinione e reati penali, forse perché non le è nemmeno chiaro il concetto di reato.

Perché lo fa? Perché ha imparato anche lei come gli altri la lezione della politica berlusconiana: creare zizzania, cercar di spaccare il fronte avversario (ma anche spiazzare gli alleati scomodi) gettando loro in mezzo alle gambe questioni ideologiche attorno alle quali sperare che si azzuffino. Far risorgere dalla tomba fantasmi scomodi, frugare nel passato delle persone cercando ombre grigie, spazzatura di ogni genere, questa è la strategia di governo del Paese e della città, alla faccia dei continui richiami alla concordia e alla moderazione. In questo clima di rissa e di confusione i veri problemi, quelli della gente comune, si annacquano, l’opinione pubblica è distratta: non ci sono più i cristiani da far sbranare al Circo Massimo, alla Moratti basta il circo mediatico del quale Berlusconi è il re e lei un fedele (recente) vassallo.

In tutta quest’ansia di riabilitazione di una “vittima” illustre del sistema giudiziario ci si dimentica delle altre vittime: quelle del craxismo milanese. Gli anni del potere di Craxi su Milano sono stati gli anni di una generale “conventio ad escludendum”: tutti gli architetti erano socialisti o non erano, gli avvocati amministrativisti, giovani e meno giovani, o erano socialisti o non erano, le imprese di costruzione o avevano qualche santo socialista o qualche intermediario in quel mondo o non lavoravano, persino per una poltrona a teatro si passava per la segreteria del PSI. Ci ricordiamo le Piramidi di Panseca all’Ansaldo e le imprese “invitate” ad allestire stand e padiglioni alle feste socialiste? Certo il costume non era nuovo: il PC in Emilia da tempo aveva attuato la sua “conventio ad escludendum” con le sue cooperative come nella rossa Toscana e la Balena bianca, meno rumorosamente, in Veneto non era da meno e oggi ci si cimenta Comunione e Liberazione.

Ma gli ultimi arrivati allora, i socialisti di Craxi, si sono mostrati più abili dei loro epigoni. Chi non ricorda la battutaccia di quei tempi su di loro: «Abbiamo aspettato tanto adesso busta!»? Sono i vecchi eterni sistemi di una politica senza ideali o di quando gli ideali, largamente condivisi, diventano il cavallo di Troia dei mestieranti della politica. Si continua in questi giorni a parlare del fiuto politico di Craxi, e la nostra Letizia ancor oggi lo apprezza ma, come lei, Craxi aveva invece poco fiuto nella scelta dei suoi più stretti collaboratori. Certo nella vita si può cambiare ma dove sono le stimmate del socialismo in Cicchitto, in De Michelis, in tutti i politici socialisti di più o meno lunga lena finiti nelle fila di Berlusconi? E nei figli di Craxi? Dove sono finite quelle stimmate nei ministri ex socialisti (anche ex comunisti) finiti in questo Governo? E tutti quelli che da questi “regimi” sono stati tenuti al margine della vita professionale e sociale di chi sono le vittime? Di chi sono vittime le aziende penalizzate dalla concorrenza travolta e annullata in un mercato sconvolto dalla corruzione? Di un fato cinico e baro?

Caro sindaco, perché fa finta di non sapere che abbiamo capito che la riabilitazione di Craxi è una sorta di assoluzione preventiva per i reati passati se mai dovessero ancora emergere ma soprattutto per quelli futuri? Il sacrificio che lei chiede alle vittime del craxismo, alla città intera, quello di sopportare l’oltraggio di questa intestazione è il prezzo della sua ricandidatura a sindaco? Non possiamo essere così generosi.

LBG

13 gennaio 2010 Pubblicato da | politica, politica italiana, politics | , , , , | Lascia un commento

   

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