Loriscosta's Weblog

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Cinesi in crisi a Prato

(ANSA) – PRATO 31 GEN – La crisi pesa anche sulle imprese cinesi del distretto pratese. Negli ultimi 6 mesi e’ negativo (-218) il saldo fra ditte avviate e cessate. Gran parte dei 10.800 cinesi residenti in citta’, per la maggior parte operai nelle ditte d’abbigliamento, sono stati licenziati e riassunti con forme alternative di contratto. Un quinto degli occupati nell’abbigliamento – per il 96% nati in Cina – in un anno ha cambiato piu’ di un lavoro.Il tempo determinato fra i cinesi e’ cresciuto del 1.700% in 12 mesi.

31 gennaio 2010 Pubblicato da | Cina, Economia, economy | , , , , | 1 commento

Carnevale? Sì, al Rabadan di Bellinzona

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Programma della settimana

Giovedì 11 febbraio 2010

12:00 Carnevale del Cuore, organizzato dall’Associazione dei Regnanti della Svizzera Italiana, Espocentro
20.30 Corteo d’apertura, Viale Stazione
20.45 Cerimonia e spettacolo d’apertura, Piazza Collegiata
21.30 Aperitivo offerto in Città, Piazza Indipendenza
Festa fino alle 04.00

Venerdì 12 febbraio 2010

Importante: i buoni per il pranzo degli anziani di Rabadan che avrà luogo all’Espocentro si potranno ritirare all’Ente turistico
11.30 Pranzo per anziani, Espocentro
14.30 Corteo dei bambini, partenza da Piazza Indipendenza (Viale Stazione)
19.00 Apertura della Città del Carnevale
Notte libera, musica fino alle 05.00

Sabato 13 febbraio 2010

11:00 Visita della Corte, Mercato
14.30 Corteo delle Guggen, Viale Stazione
17.30 Aperitivo offerto in Città, Piazza Indipendenza
18.30 Apertura della Città del Carnevale
20.00 Concerto a concorso delle Guggen, Piazza Collegiata
Notte libera, musica fino alle 05.00

Domenica 14 febbraio 2010

Importante: per chi non è in possesso della tessera Rabadan 2010, l’entrata al corteo è di 10 franchi, gratis per i ragazzi fino a 12 anni.
13.30 Corteo mascherato, Viale Stazione
18.30 Proclamazione dei risultati e premiazioni, Piazza Collegiata
Festa fino alle 01.00

Lunedì 15 febbraio 2010

14.00 Città dei bambini, Piazza Governo
19.00 Apertura della Città del Carnevale
21.00 Tiro alla fune, Piazza Collegiata
Festa fino alle 03.00

Martedì 16 febbraio 2010

11.30 Risotto e luganighe offerti e intrattenimento musicale, Espocentro
19.00 Apertura della Città del Carnevale
23.00 Esibizione delle Guggen, Piazza Collegiata
24.00 Cerimonia e spettacolo di chiusura / Distribuzione del brodino, Piazza Collegiata
Notte libera, musica fino alle 05.00

31 gennaio 2010 Pubblicato da | Svizzera | , , | Lascia un commento

Privacy e call-center: l’UE condanna l’Italia

L’Unione Europea ha annunciato un’azione legale contro l’Italia, accusata di non rispettare le regole a tutela della privacy. Il Parlamento italiano, infatti, ha prolungato il regalo agli operatori dei call-center, consentendo loro di continuare a usare banche dati contenenti numeri di telefono e altre informazioni acquisiti in modo illegittimo.
la morale della favola è, però, che non solo gli italiani stanno continuando ad essere subissati di telefonate pubblicitarie ma, in caso di condanna (molto probabile), dovranno pure pagare la multa che l’UE farà al nostro Paese!

31 gennaio 2010 Pubblicato da | civil rights, Commenti, comunicazione, diritti dei consumatori, Europa, Europe, informazione, Italia, news from all over the world, politica italiana, privacy, telefonia | , , , , , , , | 1 commento

La prima vittima dell’Eta: fu una bambina di 2 mesi

(ANSA)- ROMA, 31 GEN -La prima vittima dell’Eta fu una bimba di 22 mesi, bruciata viva da una bomba esplosa il 27 giugno 1960 alla stazione Amara di San Sebastian. La rivelazione e’ del quotidiano spagnolo El Pais, che dedica tre pagine alla vicenda della piccola Begona Urroz e della sua famiglia. El Pais riporta come la morte di Begona sia stata legata ai primordi dell’Eta anche dagli autori del libro Vidas Rotas, mille pagine di storia appena pubblicato dall’editore Espasa di Calpe.

(vedi: la questione basca, l’Eta minaccia, duro colpo all’Eta)

31 gennaio 2010 Pubblicato da | diritti umani, Storia, terrorismo | , , , | Lascia un commento

La Polverini gioca sporco

Una classe politica non si inventa, come non si costruisce sul web un profilio inesistente quanto ignorato. Il web, alla fine, è una cosa seria, con sue regole, semplici e precise. Mentre qualcuno, che si candida a ruoli pubblici, pensa di poterlo drogare a suo piacimento, inventanto commenti e invece coprendosi di ridicolo.

Ma questo è dare un servizio ai cittadini o prenderli in giro?

(Piovono Rane):

Credo che il gennaio del 2010 segni uno spartiacque nella storia del rapporto tra politica e Web: prima quasi tutti i politici ignoravano Internet, adesso c’è chi vi si getta sopra con tanta voracità da farsi chiudere gli account da Twitter.

Che siano due facce della stessa medaglia?

(Luca Nicotra):

Volevo dare il benvenuto a quanti si sono affacciati al blog incuriositi da questa “innovativa” campagna elettorale onlinealmeno sul lato Polverini, su quello Bonino a parte Emmatar, mi pare, non siamo ancora partiti). Do il benvenuto a Micucciouting e di sostenere le sue posizioni in campo aperto. Di questo certo bisogna darti atto.
A questo proposito i quotidiani hanno ripreso ampiamente la notizia lanciata ieri da questo blog (è uscita su Repubblica, Corriere, Europa (in prima pagina), Libero, Manifesto, Messaggero), molti blog (Gilioli, Metilparaben, Dagospia) l’hanno fatta propria e, se questo fosse stato l’unico obiettivo, la potremmo finire qui.
( (per chi non avesse seguito tutta la storia, Presidente di Reti, la società che sta seguendo la campagna della Polverini) in particolare, che coraggiosamente ha deciso di fare

Invece cerco di buttarla in politica. Credo che proprio di fronte a queste piccole difficoltà, persone come Micucci, come la Polverini, come coloro che si trovano a “dover” utilizzare la Rete per le loro attività di politici e consulenti per essere più efficaci, o semplicemente in contatto con il loro tempo, sono costretti a ragionare di Rete ma soprattutto di libertà digitali. E questo è preziosissimo. Magari nervosamente e frettolosamente ma, smascherati, o semplicemente in imbarazzo, si rimane inchiodati alla poltrona decisi a dimostrare la propria buona fede. A difendere i propri diritti. Online.

Privacy innanzitutto. Mi fa piacere che Micucci, che, a quanto vedo, alla rete dedica spesso riflessioni, rilanci sul diritto all’anonimato. Si tratta di un diritto su cui Agorà Digitale, l’associazione radicale di cui sono segretario, sta facendo una delle sue battaglie principali. Ma se battaglia deve essere, lo sia davvero. Deve essere la difesa di quella privacy che ci protegge dai potenti e dalle discriminazioni. La privacy come contrappeso fondamentale di qualsiasi stato di diritto alla tendenza di governi ed altre forze di intervenire nel privato dei cittadini, di influenzarne le abitudini. Di censurare idee ed opinioni. Il diritto a potersi esprimere, senza temere ritorsioni, nel caso non si commetta un reato, ma semplicemente si diventi scomodi per qualche lobby.

Se vuoi, caro Micucci, la nostra denuncia, il nostro mostare le prove, è un modo di avvertirti che “il re è nudo”. Migliaia di aziende e privati, profilano continuamente i tuoi dati, le tue abitudini, i tuoi messaggi. Sanno tutto di te e possono utilizzare queste informazioni per influenzare la tua libertà. Noi, attraverso il preziosissimo lavoro di Marco Calamari e la collaborazione con il gruppo parlamentare radicale, abbiamo addirittura presentato un disegno di legge per limitare la data-retention, cioè la possibilità di trattenere i tuoi dati a tempo indefinito, e abbiamo importanti iniziative in cantiere, non ancora realizzate per mancanze materiali. Di persone. Di tempo. Di denaro.

Ma tu invochi la privacy per permettere ad un famoso lobbista di comportarsi in un modo quantomeno professionalmente discutibile, mescolando cioè opinioni personali (legittime) espresse anche, permettimelo, rozzamente, e incarichi della propria azienda. Invochi la privacy come se fosse eticamente discutibile utilizzare informazioni in mio possesso (io che certo non sono un potente, che certo non ho alcun mezzo anche solo per indurti a non esprimerti) per “smascherare” questi comportamenti, al contempo facendo vedere le prove (anche, come dire, per evitare denunce). Che poi è lo stesso ragionamento di coloro che, in nome della privacy, vorrebbero punire i giornalisti che pubblicano le intercettazioni di cui entrano in possesso (e a cui tutti i potenti hanno comunque accesso, per le loro intimidazioni e i loro ricatti), invece di cercare di risolvere alla base il problema di un sistema che ormai si fonda sull’intercettazione sistematica e su tribunali e magistrati che fanno trapelare scritti che invece dovrebbero rimanere in un cassetto.

Beh, scusami Micucci, ma per me non regge. E qualche tuo collega sembra darmi ragione (poi che lo facciano sinceramente o siano degli squali non saprei dire, e in tal caso, sono un semplice effetto collaterale, mi spiace). Sarò autoreferenziale ma consiglio di rileggersi Pannella che a proposito delle intercettazioni dichiarò che esse, se pubbliche, danno un grande contributo alla conoscenza delle cose che accadono. Con la pubblicazione, milioni e milioni di italiani passano da generalizzazioni tipo “la politica è sporca” all’ ascolto e alla rivelazione di persone specifiche.

Ecco, se vuoi difendere la privacy, quella vera, noi ci siamo. Anzi, la butto lì, e ammetto, la proposta è un po’ provocatoria: perchè non ti iscrivi ad Agorà Digitale? :-)

31 gennaio 2010 Pubblicato da | politica italiana | , , | 1 commento

Filippine, celebrazione del Santo Niño

Prozession Philippinen, AP 

Le Filippine sono un Paese a maggioranza cattolica, dove si mescolano le tradizioni della Chiesa a pratiche pagane. Oggi, a Manila, si è svolta una processione religiosa in onore del Santo Niño, il bambino santo, ovvero il Gesù Cristo. Durante la celebrazione, canti tribali, danze tradizionali e preghiere il Santo Niño interceda per avere la pioggia nei campi e per guarire i fedeli da malattie o epidemie.

31 gennaio 2010 Pubblicato da | Commenti, comunicazione, cultura, Culture, festività, informazione, news from all over the world, religion, religione, tradizioni popolari | , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Zaia, un populista che vuol fare il governatore del Veneto

Sono perfettamente d’accordo con Piercamillo Falasca sul Ministro Zaia, che se la prende con il Consiglio di Stato che riconosce il diritto degli agricoltori di seminare varietà di mais ogm iscritte al catalogo comune, in linea con la normativa comunitaria.

Sembra che il Ministro non tenga conto di quegli stessi interessi che dice di rappresentare.

Dice Falasca:

La (…) tesi zaiana è degna di un trattato di microeconomia bolscevica. Immettere nel mercato prodotti a basso costo, soggetti a controlli di qualità rigorosi, costringerebbe i meno abbienti a mangiare cibi diversi dai sofisticati, costosi e chiccosi prodotti da agricoltura biologica, appannaggio dei ricchi. Or bene, da questo deriva forse che non consentire il commercio di ogm permetterà ai poveri di assaporare lo stesso cibo dei ricchi? Non potendo spendere meno, le famiglie con un reddito più modesto saranno quindi libere di spendere di più?
A marzo ci sono le elezioni regionali e Luca Zaia è il candidato della coalizione di centrodestra per il Veneto.

Una tesi difficile da smentire, a meno che il Ministro non si prometta di introdurre un prezzo politico per i prodotti agricoli. Ma la realtà sembra molto più semplice: invece di confrontarsi con modernità e di ricercare regole generali e condivise (e in questo sensa benvenga una normativa comunitaria stringente e vincolante), il Ministro Zaia è a caccia di consenso facile e strumentale. Altro, a mio avviso, è governare. Arte, che per la Lega, coincide sempre più con il populismo più esasperato, a prescindere dal merito. Basti pensare alla Tav.

(Update 1.2.10: guardate qui se questo non è populismo. Dice sì a McItaly!)

31 gennaio 2010 Pubblicato da | alimentazione, Ambiente, politica italiana | , , , | 4 commenti

iMussolini, insulto alle vittime

ROMA – (Ansa) – I discorsi di Mussolini messi in vendita nel negozio virtuale della Apple hanno suscitato la dura protesta dei sopravvissuti della Shoah. Una associazione americana ha deciso di chiedere conto alla casa di Cupertino, reduce dal trionfale successo mediatico per il lancio del suo nuovo iPad, per la scelta di mettere in vendita ‘iMussolini‘, applicazione per iPhone e iPod Touch che contiene oltre un centinaio di discorsi del Duce e che è stata messa online dal programmatore napoletano Luigi Marino.

Elan Steinberg, vicepresidente della American Gathering of Holocaust Survivors and their Descendants (associazione americana dei sopravvissuti dell’Olocausto e dei loro discendenti), ha chiamato in causa direttamente la Apple definendo l’applicazione “un insulto alla memoria di tutte le vittime del nazismo e del fascismo, ebrei e non, da condannare come un’offesa alla decenza e alla coscienza”.

“Intendiamo protestare – ha concluso Steinberg – nei confronti dei dirigenti della Apple che avendo il controllo di questa applicazione ne sono pertanto responsabili”. L’applicazione è in vendita dal 21 gennaio nella sezione E-books dello iTunes Store italiano, il negozio virtuale in cui oltre a singoli brani musicali ed interi cd è possibile acquistare applicazioni per i gadget della Apple. Attualmente iMussolini è al primo posto delle applicazioni più vendute, con oltre 6.000 download. Lanciata al prezzo di 0,79 centesimi di euro, iMussolini è presentata dall’autore come “Una triste pagina della storia del nostro Paese, un periodo contrassegnato dalle luci e dalle ombre del regime” con l’avvertenza “Si chiarisce che la presente applicazione storica non inneggia al fascismo (essendo assente ogni tipo di commento dello sviluppatore”.

Nella pagina di presentazione del download sono presenti anche 148 ‘recensioni’ di clienti, molto polarizzate nel dibattito pro e contro il fascismo, accompagnate da una avvertenza dell’autore: “Richiedo a tutti gli utenti di evitare commenti non opportuni che inneggiano al fascismo e che costituiscono apologia di reato. E’ già stata inviata una segnalazione alla Apple per rimuovere i commenti non accettabili”. Secondo il programmatore Luigi Marino, che si è detto stupito per il livello delle polemiche e che all’ANSA ha spiegato di aver solo voluto fare “una sorta di documentario o di raccolta storica su Mussolini”, è la Apple ad essere colpevole di non moderare adeguatamente i commenti.

31 gennaio 2010 Pubblicato da | fascismo, Internet | , , , , | Lascia un commento

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