Loriscosta's Weblog

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Stasi di nuovo dai giudici il 9 marzo

(Da La Voce):

Roma – Dal collegio peritale degli esperi informatici nominati dal Tribunale di Vigevano, sono state trovate sul pc di Alberto Stasi nuove immagini pedopornografiche. I file, sia foto che filmati, erano stati cancellati dal computer e sono stati recuperati attraverso una lunga procedura informatica. Gli accertamenti si inseriscono nelle indagini che, nel dicembre 2007, avevano portato la Procura di Vigevano ad iscrivere Alberto, allora accusato dell’omicidio della fidanzata Chiara Poggi, per i reati di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. In particolare, l’accusa era scattata dopo la scoperta sul pc portatile del ragazzo di una quindicina di file che ritraevano bambini in atti sessuali con adulti.

Il giovane comparirà ancora in aula a Vigevano il 9 marzo prossimo per rispondere di questo capo d’imputazione, il gup Vitelli dovrà decidere se proscioglierlo dalle accuse oppure rinviarlo a giudizio.

Chiara Bianchi

20 dicembre 2009 Pubblicato da | news from all over the world | , , , | Lascia un commento

Il vaccino del giorno dopo

(Dal blog di Luca De Biase):

L’allarme sull’arrivo della suina, presentata come una pericolosissima pandemia, ha provocato l’acquisto da parte dei principali governi di quantità enormi di vaccino e altre medicine. Al momento di usare quei farmaci, però, medici di base e moltissimi cittadini italiani hanno deciso che non ne valeva la pena. La campagna di allarme è aumentata di intensità ma alla fine un buon 80% (numero da verificare ma che dà l’ordine di grandezza) delle dosi è rimasto inutilizzato.

Osservazioni:

1. Non c’è stata un’ecatombe sanitaria, per fortuna; dunque l’allarme era stato esagerato;

2. La gente non ha creduto all’allarme

3. Al prossimo allarme avrà un motivo in più per diffidarne, anche se dovesse essere più fondato.

L’impressione che la medicina sia troppo un business e troppo poco un servizio alla società non ci fa bene alla salute.

20 dicembre 2009 Pubblicato da | news from all over the world | , , , , | Lascia un commento

Gli ultimi istanti di un suicidio assistito

20 dicembre 2009 Pubblicato da | Svizzera | , , , , , | Lascia un commento

La via cinese per l’internet italiana

(Da majunteo):

Nel preciso istante della collisione tra il souvenir meneghino e le labbra del nostro presidente del Consiglio, è iniziato in Italia un processo di modernizzazione. Se qualche anno fa qualcuno avesse ipotizzato una virata delle istituzioni italiane verso la politica cinese del controllo mediatico, sarebbe stato additato come un pazzo o un vecchio catorcio stalinista, portatore di povertà terrore e morte, citando fonti autorevoli del nostro ordinamento statale attuale.
Invece sta succedendo ora, e noi non siamo pronti.
La stretta che il ministro Maroni ha annunciato per “le manifestazioni ed i siti internet” sembrano le dichiarazioni di un funzionario qualsiasi della Repubblica Popolare Cinese.
Suo Huijin, una studentessa di giornalismo della Tsinghua University di Pechino, ha analizzato lo sviluppo di Wikipedia in Cina, intervistando un funzionario delle agenzie di controllo istituite dal governo cinese per monitorare il traffico di dati nel web.
In Cina, Wikipedia subisce un oscuramento a fasi alterne: certe volte l’accesso all’enciclopedia libera è negato direttamente dal server (il famoso messaggio “Pagina non trovata”), mentre altre volte la censura argina solamente alcune voci giudicate dal governo pericolose o eversive.
“Da un lato, Wikipedia è molto importante in termini di diffusione della cultura e della conoscenza tra la popolazione – ha dichiarato a Suo Huijin il funzionario, che ha preferito restare anonimo – d’altro canto questo significa che il mezzo di comunicazione può anche essere usato da piccoli gruppi di elementi anti-cinesi, pubblicando informazioni che potrebbero mettere a repentaglio la sicurezza nazionale, la stabilità sociale e l’unità etnica del Paese”.
Alla domanda “Ma come può Wikipedia mettere in pericolo la sicurezza dello stato?”, l’intervistato ha spiegato:
“Un piccolo gruppo di malintenzionati è più forte di un grande gruppo di benintenzionati. La forza del piccolo gruppo di malintenzionati renderà Wikipedia una piattaforma per la divulgazione di informazioni cattive, capace di mettere a repentaglio lo stato e la stabilità sociale”.
Il paradigma che in Cina giustifica l’oscuramento di Wikipedia, Facebook, Twitter e la censura di migliaia di siti internet sta per essere importato in Italia, un paese vecchio e arretrato nell’alfabetizzazione informatica, un paese che non capisce di cosa si sta parlando, ma ha paura.
Quando Maroni parla di Facebook e di libertà del web, quando Vespa racconta a Porta a Porta che Tartaglia è un soggetto “vicino ai social network”, si stanno usando delle parole vuote. Chi li ascolta, nella maggior parte dei casi, non ha la minima idea di cosa sia un social network, ma è spaventato sentendolo accostare alla sicurezza dello stato in pericolo e al nome dello psicopatico (così ieri descrivevano Tartaglia da Vespa) che ha attentato alla vita di Berlusconi.
In un clima di paura indotta, di ignoranza del mezzo di internet e di confusione, potrebbe succedere di tutto: demonizzare in toto i social network e gli internauti attivi, far nascere la necessità di un controllo del web più serrato, assecondare quella necessità.
“La conoscenza e la cultura hanno molti modi per progredire – ha chiosato il funzionario cinese – non si fermeranno di certo perchè Wikipedia è bloccata”.
Facciamo molta attenzione a questo tipo di argomentazioni; potremmo rischiare, una mattina, di svegliarci circondati da un grande firewall, non solo telematico.

Solo una cosa non si può condividere: Maroni&co. sanno benissimo cosa è internet e cosa sono i social networks.


20 dicembre 2009 Pubblicato da | Cina, civil rights, comunicazione, cultura, Culture, human rights, informatica, informazione, Internet | , , , | Lascia un commento

Massima collaborazione a Schifani

Facebook Schifani

(Trackback) – Richard Allan, responsabile europeo del famoso social network ha chiesto al Presidente del Senato italiano un incontro al fine di concordare un’azione comune per individuare regole e procedure indirizzate a scongiurare eventuali gruppi che istighino all’odio ed alla violenza. Attraverso tale richiesta, Facebook ha così risposto a Renato Schifani, che proprio pochi giorni fa aveva paragonato il sito, nado dall’idea di Mark Zuckerberg, ai gruppi armati presenti negli anni ‘70, giudicandolo al contempo pericoloso e negativo per la società. Tale affermazione aveva suscitato parecchie critiche soprattutto da chi questo strumento lo conosce veramente bene.

La dichiarazione di Schifani è avvenuta successivamente all’intervento di Roberto Maroni che, successivamente alla comparsa di gruppi solidali a Massimo Tartaglia, aveva annunciato un possibile disegno di legge al fine di limitare Internet a coloro lo usano per scopi violenti.

A queste dichiarazioni erano però seguite quelle di Debbie Frost, portavoce dell’azienda di Palo Alto, precisando che la società vigila attentamente sulle informazioni inserite nella piattaforma di rete sociale e, qualora si trasformino in dichiarazioni di odio o minacce, queste vengono immediatamente eliminate.

Questa vicenda ha ovviamente creato numerosi dibattiti circa la capacità di questo governo a comprendere appieno le potenzialità di Internet, social network e microblogging. La più grande paura è quella che questo futuro provvedimento possa rappresentare una vera e propria censura.

20 dicembre 2009 Pubblicato da | news from all over the world | , | Lascia un commento

   

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