EsteriCult, condividere online la lingua e la cultura italiane

Renato Guttuso, Fabbrica Dei Libretti
EsteriCult è un progetto del Ministero degli Affari Esteri, con la collaborazione di tutte le istituzioni che fanno parte della Commissione Nazionale Cultura (MiUR, MiBAC, RAI, CNR, Società Dante Alighieri, le Università per Stranieri di Perugia, Siena e Reggio Calabria, CRUI, gli Istituti di Cultura, le Ambasciate all’estero).Si tratta di una piattaforma editoriale collaborativa, il cui obiettivo è promuovere la lingua e la cultura italiane in Italia e all’estero, utilizzando e valorizzando le enormi potenzialità della Rete. EsteriCult è aperta a tutti, chiunque voglia aderire alla piattaforma potrà registrarsi, personalizzare il proprio profilo e pubblicare liberamente articoli comunitari, commenti, traduzioni o votare i contenuti inseriti dagli altri utenti. L’obiettivo è, infatti, quello di creare un luogo di incontro tra istituzioni e singoli utenti interessati a contribuire in modo interattivo a promuovere la cultura e la lingua italiane, offrendo in condivisione contenuti originali, traduzioni in lingue straniere e commenti.
Come recuperare file cancellati dal nostro pc

Capita di cancellare un file per sbaglio oppure volontariamente, salvo rendersi conto che non andava affatto cancellato. In casi del genere si può ricorrere ad un programma in grado di andare a recuperarlo, come Glary Undelete, scaricabile gratuitamente. Una volta avviato, Glary Undelete scansiona l’hard disk del pc e va a cercare quanto è stato eliminato oppure è capace di andare a scovare il file che noi gli indichiamo. Va detto che, a volte, il tempo impiegato per la ricerca dei file è un po’ lungo. Per recuperare il file cancellato basta cliccare sulla casella e selezionare “Ripristina”. Bisogna specificare che Glary Undelete è adatto solo a pc che funzionino con sistema operativo Windows.
Obama convince sulla sanità

(ANSA) – ROMA, 10 SET – Due su tre americani che hanno seguito in tv il discorso di Barack Obama sulla riforma sanitaria, si dichiarano a favore. Lo ha rivelato un sondaggio condotto dalla Cnn e riportato oggi dal sito web del network. Secondo il rilevamento il 67% degli interpellati ha manifestato il suo sostegno al piano presentato ieri da Obama, il 29% si e’ dichiarato contrario. Emerge inoltre che una su sette persone ha cambiato idea sul piano dopo aver guardato il discorso in tv.
«La verità è che restiamo senza case»
(da Campagna 100%) – Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Caro Presidente,
le cronache sulla sua visita di ieri nella nostra città, a cinque mesi dal terremoto del 6 aprile, parlano del calore con cui gli aquilani l’hanno accolta e riferiscono del conforto da lei espresso nel vedere, dopo tutto quello che è successo, “fiducia e gente sorridente” che “crede molto nelle istituzioni”. Altro, a parte le note di colore, non è stato riportato. Sappiamo che ha parlato con i responsabili della Protezione Civile, con i rappresentanti locali. Ha avuto modo di chiedere, di vedere e di informarsi. Ma non ha aggiunto altro.
E’ vero caro Presidente. Noi, anche quelli che non erano lì a stringerle la mano o ad ascoltare l’inno di Mameli, crediamo molto nelle istituzioni. Anzi moltissimo. Perché per noi le istituzioni rappresentano la possibilità di affrontare insieme i problemi di una comunità per risolverli insieme. Quindi dato che di problemi, dal 6 aprile, ne abbiamo un po’ più del normale, nelle istituzioni crediamo molto, anche perché ne abbiamo molto bisogno. Questo lei lo sa, lo ha visto. Ha visto la distruzione immensa. Sa, come tutti noi, che da un evento del genere non ci si riprende se non attraverso sforzi collettivi eccezionali e soprattutto attraverso le scelte giuste. Altrimenti, semplicemente, le città e i paesi muoiono.
Ha visto, caro Presidente, il sorriso riaffiorare su qualche volto degli abitanti di Onna. Perché dopo i troppi lutti e la sofferenza di cinque mesi di tenda, potranno avere un tetto nel piccolo villaggio di case di legno che sorge accanto al paese distrutto. Ha potuto capire, caro Presidente, che la speranza è nel poter riallacciare i fili spezzati con le persone e i luoghi. E’ poter restare insieme e restare lì. Vicino alla tua casa rotta, o mezza rotta, smozzicata, scoperchiata, ma che è la tua casa. La speranza è di ricostruire la casa, la scuola, le strade e le piazze e di ritrovarsi insieme.
Ma sulla strada che dall’Aquila conduce ad Onna, caro Presidente, avrà visto anche il cantiere di Bazzano, dove si costruisce il più grande dei 19 nuovi insediamenti destinati ad ospitare chi ha perso la casa. E’ il Piano C.A.S.E. (Comitati Antisismici Sostenibili Ecompatibili), voluto dalla istituzione Protezione Civile, previsto da un decreto legge dell’istituzione Governo, convertito in legge dall’istituzione Parlamento, approvato con il sostegno convinto dell’istituzione Regione Abruzzo e con l’avvallo delle istituzioni Provincia e Comune dell’Aquila. E questa è tutta un’altra storia. Ed è, purtroppo, quella vera che nulla ha a che vedere con la vicenda di Onna, è il suo contrario.
Il Piano era già pronto, ambizioso e innovativo: per la prima volta gli sfollati non sarebbero stati ridotti in roulotte o container ma, dopo qualche tempo in tenda, avrebbero avuto direttamente case vere, antisismiche, ecologiche e con tutti i comfort. Circa 5.000 abitazioni per circa 15.000 persone, che vi avrebbero abitato il tempo necessario a ricostruire la propria casa.
Così 30 mila persone sono state tenute in tenda per cinque mesi e altrettante, lontane negli alberghi della costa abruzzese, perché tutti, in autunno, avrebbero potuto avere un tetto: chi riparando i danni lievi della propria abitazione, chi trovando posto nelle nuove C.A.S.E.. Ma, caro Presidente, non è andata così. Non gliel’hanno detto?
Le tende hanno cominciato a toglierle davvero, solo che le case danneggiate non sono state riparate e le C.A.S.E., quando saranno tutte consegnate (dicembre? febbraio? aprile?), non basteranno. Per cui le persone dalle tende vengono trasportate in caserma o in albergo – la destinazione viene comunicata poco prima in modo da ridurre il rischio di rimostranze. Gli alberghi dell’aquilano sono pieni e quindi decine di migliaia di persone dovranno essere piazzate in altri territori e province. Chi ha la fortuna di avere ancora lavoro a L’Aquila o ha un figlio da mandare a scuola, potrà viaggiare con mezzi propri o autobus navetta, questi – pare – messi a disposizione dalle istituzioni. Gli altri staranno lì in attesa degli eventi.
Questa è la storia di una devastazione annunciata, caro Presidente. Lo smembramento delle comunità, praticato all’indomani del terremoto, viene proseguito dopo cinque mesi e perpetuato in quelli a venire. Perché non si è saputo e non si è voluto dare priorità alla ricostruzione ma alla costruzione del nuovo. E poi l’antico adagio resta valido: divide et impera. Se vuoi comandare sulle persone, tienile separate. Nei campi tenda, dove le persone per forza stanno insieme, è vietato distribuire volantini, è vietato riunirsi e discutere liberamente. I diritti e le libertà costituzionali, caro Presidente.
Con tutte le nostre forze, da subito, abbiamo chiesto alle istituzioni che venissero risparmiate sofferenze, denaro pubblico e le bellezze del territorio, ricorrendo a case di legno, prefabbricati e simili. Soluzioni rapide (4 settimane per averle pronte), economiche (un terzo di una C.A.S.A.), dignitose, sicure, che permettono di restare vicini nel proprio territorio da ricostruire e che possono essere rimosse quando non serviranno più. Ma non c’è stato nulla da fare. Le istituzioni non hanno voluto ascoltare.
Bisogna costruire le nuove C.A.S.E. 24 ore al giorno, spendendo tutti i soldi che ci sono davvero – oltre 700 mil. di euro – e usando pure quelli donati dagli italiani. Tirando su, in tutta fretta, insediamenti che saranno definitivi, dove capita, senza logica urbanistica, senza minimamente rispettare criteri di prossimità ai nuclei precedenti. Intanto, tutto il resto, con l’inverno alle porte, è fermo. Il riparabile non viene riparato, il centro storico resta immerso in un silenzio spettrale. Perché?
Che farebbe lei caro Presidente, se a cinque mesi dal terremoto non sapesse dove trovare una sistemazione per la sua famiglia, una scuola per i suoi figli, un lavoro che ha perso? Se non avesse la minima idea di come e quando potrà riparare la sua casa, ammesso che ne abbia ancora una? Molti, troppi, non hanno potuto fare altro che andare via. Accettare che, almeno per un po’, a L’Aquila non è possibile tornare. Ma se non ora, dopo cinque mesi, quando? Lo spopolamento in atto, diventerà progressivo e definitivo se qualcosa di importante non cambierà e subito.
Tutto questo l’abbiamo denunciato, chiesto, urlato, ogni volta che abbiamo potuto e come abbiamo potuto. Di tutto questo nessuno le ha detto nulla? Perché nemmeno una perplessità, un dubbio nelle sue parole di ieri sulle scelte fatte?
Caro Presidente, ha ragione, noi ci crediamo davvero nelle istituzioni. Eppure si sbaglia, caro Presidente, perché di fiducia non ce n’è più. La supponenza, l’arroganza, l’ignoranza, la complicità, gli interessi inconfessabili, l’incapacità e l’inettitudine logorano la fiducia nelle istituzioni. Come pure il silenzio.
Comitato Rete-Aq, Campagna 100%,
Ricostruzione – Trasparenza – Partecipazione
Klaira, la bio-contraccezione

(da Kataweb) – di Adele Sarno
Contraccezione si cambia. Dopo 50 anni di ricerche è arrivata Klaira, la prima pillola anticoncezionale al ‘naturale’. Rilascia l’estradiolo, un estrogeno identico a quello prodotto dal corpo femminile. Da oggi è disponibile nelle farmacie italiane, e tutte le donne che hanno sempre rifiutato la contraccezione ormonale per non assumere derivati sintetici, potranno ricredersi e con la prescrizione del proprio ginecologo assumere Klaira.
“Un’innovazione che tutti noi aspettavamo – spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica del San Raffaele Resnati di Milano – questa pillola apre nuovi orizzonti a chi è in età fertile”. La novità è stata presentata al Congresso della Società Europea di Ginecologia, in corso a Roma.
Come funziona Klaira
È sicura come qualsiasi altro contraccettivo ormonale, ha un’alta tollerabilità e ha un ridotto impatto metabolico. Klaira consente di controllare il ciclo mestruale ed è un abito adatto ad ogni età. Ma come funziona? “La pillola – spiega la professoressa Franca Fruzzetti, ginecologa della clinica universitaria dell’Ospedale S. Chiara di Pisa – agisce grazie a un mix a dosaggio flessibile di estradiolo valerato e dienogest, un progestinico già ampiamente impiegato con successo per il suo effetto sull’endometrio. Ogni confezione è composta da 28 compresse: 26 a base dei due ormoni, variamente combinati, più due placebo, così da assicurare un’assunzione continuativa e ridurre le dimenticanze”. In altre parole la nuova pillola si differenzia da tutte le altre per la variabilità del dosaggio e la combinazione con il dienogest. Utilizzare solo l’estradiolo, ovvero l’ormone rilasciato anche dal corpo femminile, non assicurava il controllo del ciclo.
Sicurezza contraccettiva e tollerabilità
Sono proprio la variabilità del dosaggio e la combinazione con il dienogest ad aver permesso a Klaira di riuscire dove tutti i precedenti tentativi avevano fallito. Fino ad oggi infatti, utilizzare l’estradiolo, l’ormone che il corpo riconosce come proprio, era risultato impossibile poiché non assicurava un sufficiente controllo del ciclo. Klaira, rappresenta il capostipite di una nuova classe di estroprogestinici per via orale, con potenzialità del tutto peculiari. Dati clinici dimostrano la sicurezza contraccettiva e la tollerabilità della pillola dai 18 ai 50 anno. Il 79,4% delle donne arruolate nello studio di confronto per la verifica di Klaira ha dichiarato la propria soddisfazione. L’aderenza al trattamento è risultata del 97,1%. E ancora, più accurata è stata la personalizzazione, maggiore la soddisfazione fisica ed emotiva. La protezione da gravidanze indesiderate è garantita e pari a quella delle altre pillole oggi in commercio. E gli effetti collaterali sono come quelli delle altre pillole.
Gli altri vantaggi: il controllo del flusso
I principali vantaggi extra-contraccettivi riguardano invece la migliore stabilità ormonale grazie al minore intervallo senza ormoni (solo 2 giorni invece dei 7 delle pillole “convenzionali”), il controllo del ciclo in particolare in caso di mestruazioni abbondanti, prolungate o frequenti – con un ridotto numero di giorni di sanguinamento e flussi più brevi e più leggeri – e un minor impatto metabolico, proprio perché l’estrogeno utilizzato è quello che il corpo femminile conosce da millenni.
“È importante però – continua a spiegare la Graziottin – che la scelta di assumere Kalira vada condivisa con il proprio ginecologo. Più accurato è il medico nel personalizzare la scelta del contraccettivo e nel condividere con la donna il processo decisionale, maggiore sarà l’adesione al trattamento e l’accettazione. Questo è il principio della ricompensa (“renard principle”): ciascuno continua nel tempo il comportamento che le dà maggiore soddisfazione fisica ed emotiva. La contraccezione non fa eccezione: ogni donna ha più probabilità di continuare a usare una pillola se le garantisce una perfetta contraccezione aumentando al contempo il senso di benessere personale”.
Contraccezione, l’Italia il fanalino di coda
Nel nostro Paese però alle donne sembra non piacere la contraccezione ormonale: otto donne su dieci la percepiscono come qualcosa di ‘estraneo’ al proprio corpo. Klaira si presenta quindi come una nuova opzione anticoncezionale che risponde alle perplessità di chi è tuttora restio verso la pillola. Il nostro Paese infatti resta il fanalino di coda in Europa, con una media di utilizzatrici del 16,2%, a fronte del 50% in Olanda, del 40% in Francia e Portogallo o del 30% della Svezia. Dopo di noi, solo la Grecia. “Scegliere l’anticoncezionale giusto non è semplice: le donne sono esigenti ed hanno molti timori, spesso infondati – continua la Graziottin – . Oggi una su due tra i venti e i ventinove anni e due su tre oltre i trenta ci chiedono un prodotto naturale, che considerano più rispondente alle loro esigenze. Per la gran parte di loro Klaira sarà la giusta risposta”.
Così fan tutte
Troppo esplicito?









Elenchi libri di testo di tutte le scuole italiane
L’adozione dei libri di testo è uno degli impegni più importanti da parte delle scuole. Poiché sono gli studenti i naturali destinatari delle scelte operate con l’adozione dei libri di testo, è necessario porre una particolare cura nell’individuarli, non tanto in termini di onnicomprensività disciplinare, quanto piuttosto per valorizzare le potenzialità e le attitudini degli allievi. Per far ciò occorre avere un occhio di riguardo verso i loro reali bisogni, i loro valori ed i loro interessi.In genere, si tratta di bisogni orientativi, più che di bisogni contenutistici e nozionistici; ed è appunto a questo livello che si realizza la promozione di azioni adeguate che prescindono dai libri di testo.
Attraverso il sito dell’AIE (Associazione Italiana Editori), si può accedere all’apposito servizio che consente di scaricare le adozioni di tutte le classi delle scuole che hanno confermato i propri dati per l’anno scolastico. Occorre inserire il grado, l’Istituto e la città, e poi cliccare su “Ricerca”. Il sito fornirà così la lista (in formato .tiff) dei libri per scuola, classe e sezione pronta per essere scaricata sul PC o stampata direttamente.
10 settembre 2009 Pubblicato da susannacotugno | Commenti, comunicazione, cultura, Culture, informazione, istruzione, Italia, news from all over the world, scuola | anno scolastico 2009/2010, Associazione Italiana Editori, istruzione, libri di testo, libri scolastici, scuole italiane | 1 commento